Ottobre 2020

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29/10
Acque e città della via Postumia: Cremona, Mantova e Verona insieme per l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile

Padania Acque, Gruppo Tea e Acque Veronesi insieme per l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile

Un accordo interprovinciale per studiare, progettare, compiere iniziative e investimenti sperimentali finalizzati al trattamento dei fanghi di depurazione. È quello siglato, a distanza con firma digitale nel rispetto delle misure anti-Covid19, tra i gestori del servizio idrico integrato di Cremona, Padania Acque, Mantova, Gruppo Tea, e Verona, Acque Veronesi.

L’intesa, che mette al centro la ricerca e lo sviluppo di soluzioni efficienti e alternative allo smaltimento tradizionale dei fanghi mediante spandimento in agricoltura e conferimento presso i termovalorizzatori, si inserisce nel protocollo denominato “Acque e città della via Postumia Cremona, Mantova e Verona”, sottoscritto nell’estate 2018 e il cui nome richiama la mission e il legame storico che unisce i tre capoluoghi di provincia, percorsi dall’antica Postumia, la via consolare romana costruita nel 148 a.C. nei territori della Gallia Cisalpina, l’odierna Pianura Padana, per congiungere gli importanti insediamenti di Genova e Aquileia.

Gli obiettivi dell’accordo sono numerosi, primo fra tutti sperimentazione e innovazione attraverso la condivisione di idee e di progetti da attuare in collaborazione, mettendo in campo una sinergia di risorse professionali, tecnologiche ed economiche. Le tre società lavoreranno insieme alle Università, agli Enti di ricerca e alle aziende pubbliche o private italiane e straniere leader del settore di gestione dei fanghi.

Il presidente di Padania Acque, Claudio Bodini, ha commentato così l’evoluzione della proficua partnership con i gestori dell’acqua di Mantova e di Verona: «Il legislatore, attraverso norme sempre più attente agli aspetti ambientali, ritiene opportuno regolamentare la gestione e lo smaltimento dei fanghi provenienti dalla depurazione delle acque reflue. Padania Acque è da tempo attiva per lo studio di soluzioni che possano trasformare un’emergenza in una risorsa da valorizzare nell’ottica di una vera economia circolare: trasformare i fanghi in energia, in biogas, in materie prime da sfruttare in altre filiere industriali. Il nostro impegno va dunque in questa direzione e insieme alle altre società intendiamo continuare a investire in qualità, ricerca e innovazione tecnologica in quanto priorità del Servizio Idrico Integrato».

«Il trattamento dei fanghi di depurazione è un tema complesso e determinante per il Servizio Idrico Integrato e per l’ambiente, che necessita di essere sviluppato – ha dichiarato l’Amministratore delegato Alessandro Lanfranchi.  I nostri depuratori devono trasformarsi in “bio-digestori” per evitare lo smaltimento nelle discariche, in agricoltura (in modo diretto mediante lo spandimento e in modo indiretto tramite il processo di compostaggio) o il loro recupero energetico attraverso la termovalorizzazione. Mettere in campo le competenze e le risorse delle tre Aziende in sinergia con le Università è un’opportunità irrinunciabile per superare in modo innovativo i limiti sempre più stringenti per lo smaltimento dei fanghi, con soluzioni industriali sostenibili in ottica di economia circolare». «Si tratta di una sperimentazione molto importante tracciata nel solco dell’economia circolare che vede Tea al fianco delle altre due società pubbliche del servizio idrico di Cremona e Verona, in collaborazione con il polo universitario di Parma. È una prima applicazione “sul campo”, dalla quale ci attendiamo risultati significativi, che consentiranno di ottenere energia, calore e altri prodotti industriali, a impatto zero, senza emissioni in atmosfera. L’impegno di Tea verso un percorso sempre più sostenibile trova in questa iniziativa nuova ed efficace testimonianza”, ha spiegato Massimiliano Ghizzi, presidente di Tea.

«Grande soddisfazione per la positiva evoluzione di questa partnership - ha commentato Roberto Mantovanelli, presidente di Acque Veronesi – che assume ancora maggior valore in un 2020 segnato da moltissime difficoltà. In questa occasione l’oggetto della collaborazione è lo sviluppo di progetti di ricerca sul delicato tema dello smaltimento dei fanghi da depurazione. Riteniamo fondamentale in questo ambito la capacità di fare sistema, condividendo risorse e conoscenze per affrontare problemi comuni con l’obiettivo di portare soluzioni vantaggiose ai rispettivi territori. Questo approccio rappresenta un notevole valore aggiunto per le aziende pubbliche di un settore, quello idrico, che sta attraversando una fase particolarmente vivace e impegnativa».

15/10
Una nuova sede unica per il laboratorio di BrianzAcque

Al depuratore San Rocco, giù l’edificio ex filtropresse. Al suo posto, un nuovo edificio per il presidio di analisi delle acque e per il telecontrollo

Monza,14 ottobre 2020 – E’  scattata  questa mattina la demolizione dell’edificio ex filtropresse. Al suo posto,  sorgerà una nuova palazzina che ospiterà il laboratorio aziendale di analisi e in, uno spazio più ridotto, il telecontrollo. A dare simbolicamente il via all’operazione,  nel contesto industriale del depuratore di San Rocco a Monza,  il Presidente e Ad di Brianzacque, Enrico Boerci: “E’ concretamente partita l’attuazione  di un progetto tanto atteso quanto necessario per dotare i laboratori, che da sempre rappresentano una delle eccellenze aziendali,  di un’unica sede strutturata per svolgere al meglio le importati attività di controllo e di ricerca a presidio della qualità della risorsa idrica che distribuiamo a quasi 900 mila brianzoli. Un nuovo centro di analisi delle acque destinate al consumo umano, acque reflue di vigilanza sugli scarichi industriali e dei reflui a cui si affiancherà una sala per il telecontrollo, servizio strategico per limitare i disservizi e contenere i costi manutentivi”. 

L’intervento di ristrutturazione consentirà di accorpare in un solo polo operativo i laboratori attualmente suddivisi nei due presidi di Monza (viale Fermi e via Canova) e in quello di Seregno (via f.lli Bandiera). Avrà una durata di nove mesi e un costo di 2,8 milioni.

Nel dettaglio, il progetto prevede l’abbattimento del fabbricato ex filtropresse, realizzato negli anni Ottanta,  e dismesso a seguito della recente riqualificazione di buona parte dell’impianto di depurazione monzese. Rispettando le stessa volumetria, verrà eretto un nuovo immobile di due piani, contornato da un porticato su cui si affacciano i due ingressi principali. Il pianterreno sarà completamente dedicato alle attività di laboratorio che occuperanno anche una parte del primo piano. Nell’altra,  è invece prevista una sala per il telecontrollo dotata di maxi schermi in grado di assicurare la visualizzazione in contemporanea del funzionamento di acquedotti, fognature e depurazione. A completamento della palazzina verrà realizzata una passerella per collegare l’edificio con quello del Byothelis.

Laboratorio  Analisi
Per le partnership in atto con IRSA (Istituto di Ricerca Sulle Acque) del CNR e con alcune università lombarde, il laboratorio rappresenta uno dei fiori all’occhiello di BrianzAcque.  Da oltre 10 anni ha ottenuto il marchio “Accredia” garanzia di imparzialità con controlli credibili e accettati a livello internazionale. Il team operativo è costituito da 17 tecnici di differente estrazione formativa: chimici, biologi, ecotossicologi ed esperti in scienze dell’ambiente. Nel corso del 2019, i controlli sulla potabilità dell’acqua distribuita si sono tradotti in 7.645 campionamenti e nella verifica  di 164.648 parametri. Da anni, l’attività del laboratorio sotto la direzione del dottor Alberto Sala, si estende al campo della ricerca grazie anche all’utilizzo di apparecchiature di ultima generazione.  Andando oltre il ruolo di gestore del SII (Servizio Idrico Integrato) con un approccio del tutto innovativo e con l’attività congiunta con IRSA -CNR, il laboratorio è impegnato nella ricerca dei microinquinanti emergenti, sostanze non ancora regolamentate o in fase di integrazione legislativa, che rappresentano un rischio potenziale per l’ecosistema e la salute umana. Studi a cui, più di recente si sono aggiunti anche screening valutativi sulla presenza di  microplastiche, di cui tanto si parla  soprattutto in relazione all’inquinamento di acque superficiali, fiumi, laghi, mari e sulla cui pericolosità per la salute dell’uomo sono in corso numerosi studi, non tanto per il materiale in se’, quanto come possibile veicolatore di agenti patogeni.

Telecontrollo 
Il telecontrollo consente di  monitorare a distanza in funzionamento degli  impianti
di acquedotto, fognatura  e depurazione. Un’attività che permette di avere a disposizione in real time  i dati relativi a portate, pressioni e consumi energetici per ogni impianto, comune per comune a tutto vantaggio delle sicurezza, dell’incremento della qualità dei servizi e dell’abbattimento dei costi di manutenzione. Al momento, l’ufficio del telecontrollo si trova nella sede aziendale di Cesano Maderno. 
Con la realizzazione di quest’opera all’interno dell’area del depuratore di San Rocco BrianzAcque, dopo la riconversione di uno stabile dismesso in locale che ospita il cogeneratore, intraprende una nuova azione di recupero di un edificio non più utilizzato, sempre nella stessa logica di un uso sostenibile ed efficiente del suolo.