Gennaio 2022

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28/01
Padania Acque e le Associazioni di impresa della provincia di Cremona siglano il protocollo di intesa per la gestione sostenibile degli scarichi industriali

Padania Acque e le Associazioni di impresa della provincia di Cremona siglano il protocollo di intesa per la gestione sostenibile degli scarichi industriali

Padania Acque è il primo operatore del Servizio Idrico Integrato in Italia a stipulare un accordo con il mondo industriale per regolamentare le attività afferenti agli scarichi industriali. Presente l’Assessore regionale Pietro Foroni

Una intesa che rappresenta un unicum nel panorama idrico italiano e che vede Padania Acque capofila di un modello virtuoso di collaborazione tra le aziende.

Nell’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – Campus di Cremona, ex Monastero Santa Monica, Padania Acque e le principali associazioni imprenditoriali del territorio hanno sottoscritto, alla presenza dell’Assessore regionale al Territorio e Protezione Civile Pietro Foroni, un accordo per la gestione ancora più efficiente delle attività riguardanti gli scarichi industriali delle acque reflue.

Il protocollo di intesa, della durata di tre anni ed eventualmente rinnovabile, ha come obiettivo l’avvio di un percorso comune e la condivisione degli impegni e delle relative competenze tecniche e professionali in tema di scarichi industriali.

L’Ufficio d’Ambito della Provincia di Cremona, l’Associazione Apindustria Confimi Cremona, l’Associazione Industriali Cremona, CNA Cremona, Confartigianato Cremona e Libera Associazione Artigiani, sono i firmatari dell’accordo promosso dal gestore unico dell’idrico cremonese.

Due tavoli di lavoro si occuperanno di facilitare i rapporti tra le aziende, risolvere eventuali criticità in materia e migliorare l’intero sistema scarico-fognatura e depurazione. Nello specifico lo Steering Committee, composto dai vertici delle società e delle associazioni, con funzione decisionale e di coordinamento e un gruppo di tecnici saranno chiamati a lavorare in sinergia per attuare i programmi concordati.

L’evento di presentazione del protocollo di intesa si è aperto con i saluti istituzionali del presidente della Provincia di Cremona Paolo Mirko Signoroni, del Commissario della Camera di Commercio di Cremona Gian Domenico Auricchio e del presidente di Padania Acque Cristian Chizzoli, che ha evidenziato l’importanza dell’iniziativa: «Il gestore idrico e il mondo delle imprese lavoreranno fianco a fianco su un tema complesso e rilevante, anche da un punto di vista ambientale. Padania Acque è a disposizione delle aziende per fornire supporto tecnico e di semplificazione dei processi burocratici in ottemperanza alla normativa di riferimento».

Ha aperto i lavori con un intervento tecnico il Direttore Generale di Padania Acque, Stefano Ottolini, sottolineando comePadania Acque abbia già da qualche anno avviato un intenso e attento lavoro di monitoraggio delle acque reflue industriali e come soltanto nell’ultimo anno abbia gestito un volume scaricato dagli insediamenti produttivi pari a 5,4 milioni di metri cubi. Il protocollo di intesa ha lo scopo di implementare e ampliare ulteriormente gli sforzi del gestore idrico nei confronti dei circa 400 clienti industriali.

L’Amministratore delegato Alessandro Lanfranchi ha moderato la tavola rotonda a cui hanno preso parte Stefano Belli Franzini, Presidente dell’Ufficio d’Ambito di Cremona; Sonia Cantarelli, Presidente Apindustria Confimi Cremona; Stefano Allegri, Presidente Associazione Industriali Cremona; Marcello Parma, Presidente CNA Cremona; Massimo Rivoltini, Presidente Confartigianato Cremona e Marco Luca Bressanelli, Presidente Libera Associazione Artigiani.

«Regione Lombardia sta affrontando il tema degli scarichi industriali in fognatura in due modalità: attraverso un dispositivo regolatorio e, più recentemente, impostando un percorso di “governance” finalizzato a favorire confronti costruttivi tra le diverse realtà industriali e i gestori, insieme agli Uffici d’Ambito del Servizio Idrico Integrato – ha affermato l’assessore al Territorio e Protezione civile di Regione Lombardia, Pietro Foroni - Proprio per rispondere alle differenti esigenze territoriali e tutelare le nostre acque, ci si è resi conto che non è sufficiente il ricorso ad una norma, ma è più efficace individuare con il gestore e le realtà produttive misure specifiche, dipendenti dalle caratteristiche degli scarichi, dalle caratteristiche della rete fognaria, dalle capacità depurative degli impianti e, cosa più importante per il mio assessorato, dalle specificità dei corpi idrici. Stiamo impostando attività di confronto con i gestori del Servizio Idrico Integrato proprio su questi aspetti, cercando di fare da “soggetto facilitatore” per avviare tavoli di lavoro specifici per alcune realtà, tra cui in provincia di Varese per attività legate alla tessitura, e, a breve, in provincia di Pavia per le aziende vitivinicole».

«Una delle principali sfide odierne è quella di rendere lo sviluppo economico compatibile con la burocrazia e le procedure che oggi sono sempre più complesse. Ciò che emerge dal Protocollo, e fa parte dell’obiettivo che ci siamo prefissi, è la grande potenzialità del nostro territorio, dove abbiamo aziende e impianti eccellenti che possono e devono lavorare in sinergia con la Pubblica Amministrazione per fare economia. Abbiamo messo sotto la lente d’osservazione non il singolo impianto, ma tutto il sistema, e crediamo che il ruolo delle nostre associazioni sia sempre più operativo e concreto. Proprio con l’obiettivo della semplificazione, l’organismo a cui diamo vita ha un’anima politica ed una tecnico-operativa; una vera camera di conciliazione per chiarire quelle questioni “incagliate” fra imprese e gestore” – ha dichiarato Stefano Allegri, Presidente dell’Associazione Industriali della Provincia di Cremona».

I lavori sono terminati con la firma del protocollo di intesa.

05/01
L’onda che solleva Como Acqua, forte e lunga…

Budget 2022 e Piano Industriale al 2025 approvati dall’Assemblea dei Soci, all’unanimità

Dicembre 2021 – Presso la sala conferenze della biblioteca di Como l’Assemblea dei Soci di Como Acqua Srl approva gli obiettivi che la Società intende raggiungere, con una forte accelerazione delle attività di investimento previste per 133 milioni di euro al 2025.

I Soci, recepito quanto sinora realizzato, sono stati chiamati a volgere lo sguardo verso il futuro, i nuovi impegni e le prossime sfide.

La nostra Società – precisa il Presidente Enrico Pezzoli - intende realizzare ambiziosi obiettivi, non perdendo mai di vista il percorso tracciato nel tempo, consapevole di essere garante di un servizio essenziale. Stiamo vivendo un processo di continua espansione, fatto dall’insieme di costanti singoli traguardi che da un lato aumentano le responsabilità, ma dall’altro, in una visione prospettica propositiva, consentono di valorizzare il rapporto con il territorio gestito, offrendo una qualità del servizio, capillare e performante. In questo scenario, pertanto, confidiamo che prosegua e si consolidi la collaborazione con i Comuni, che meritano un sentito ringraziamento per il sostegno e la fiducia dimostrati”.

Nell’arco del 2021 la Società, attraverso i processi di aggregazione, è cresciuta e continuerà a crescere, giungendo a gestire 133 Comuni per il servizio di acquedotto, 137 per il servizio di fognatura, e 134 per il servizio di depurazione.

Prevediamo – aggiunge Pezzoli – che durante il percorso di sviluppo che stiamo affrontando e al termine del 2025 i Comuni gestisti da Como Acqua saranno 145 per il servizio di acquedotto, 147 per il servizio fognatura e 146 per il servizio di depurazione, per un bacino di 560 mila abitanti”.

Gli obiettivi principali del Piano Industriale 2021-2025

I prossimi anni – come previsto dal Piano Industriale approvato dai Soci – saranno soprattutto dedicati alla conclusione di tutte le operazioni di subentro gestionale, all’evoluzione della struttura interna (in termini di assunzioni e formazione del personale), al potenziamento degli strumenti gestionali (che si tradurrà in uno sviluppo dei processi interni, nella comunicazione dei dati a tutti gli stakeholder e nell’allineamento delle attività della Società alla tassonomia UE), e soprattutto alla realizzazione degli investimenti pianificati e programmati, con lo scopo di potenziare il servizio, con un’ottica di ecosostenibilità, a tutela della risorsa idrica e dell’ambiente.

Il fronte degli investimenti segue una corrente positiva: “Il primo bilancio della società – rammenta Pezzoli – è stato chiuso con l’esecuzione di circa 5 milioni di euro di investimenti; l’anno successivo siamo riusciti a raddoppiare la cifra; traguardo apprezzabile, ma timido se si considerano i 21 milioni del 2021, e, ancor di più, i 30 milioni annui previsti per il 2022 e 27 milioni per ogni anno successivo sino alla durata della concessione”.

Per Como Acqua investire significa anche proiettarsi in una realtà di ricerca e sviluppo e protendersi all’individuazione di soluzioni innovative e tecnologicamente avanzate che efficientino il servizio, valorizzando la rete idrica. “Le collaborazioni con gli Atenei e gli Istituti di Ricerca saranno il volano giusto per affinare le nostre conoscenze e individuare le strategie più innovative e adatte a valorizzare i nostri investimenti. Basti pensare – esemplifica l’Ing. Pezzoli - all’installazione di smart meters, alla digitalizzazione del network acquedottistico e fognario, ai progetti pilota per contrastare le perdite idriche tramite rilevazioni satellitari, solo per citarne alcuni studi.

Il Piano Industriale recepisce, tra le linee di azione dei prossimi anni, anche il contenuto del Piano Green del quale Como Acqua si è dotata per ottenere la riduzione dei propri consumi e costi energetici, l’incremento dell’autoproduzione di energia da fonte rinnovabile e l’abbattimento della quantità di fanghi prodotti, con significativa riduzione dell’impatto ambientale della Società.

“L’onda che solleva Como Acqua è decisamente forte e lunga, e, in considerazione di quanto sopra, ha una vera spinta Green” conclude il Presidente con orgoglio.