Luglio 2022

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25/07
Padania Acque S.p.A. consegue per il quarto anno consecutivo la certificazione di qualità alimentare ISO 22000 che per la prima volta viene ampliata anche per le case dell’acqua

Gli impianti del gestore unico del Servizio Idrico Integrato della provincia di Cremona ottengono la certificazione del processo produzione e distribuzione di acqua potabile

Il sistema di gestione aziendale e i processi produttivi di Padania Acque ottengono per la quarta volta il certificato per la qualità e la sicurezza alimentare degli impianti di erogazione di acqua potabile, ISO 22000:2018, che viene quindi rinnovato per il quarto anno consecutivo.

La visita ispettiva dell’ente nazionale Bureau Veritas, effettuata presso il gestore unico dell’idrico cremonese, si è conclusa con l’importante estensione della certificazione alle case dell’acqua. Una novità che attesta il grande lavoro svolto dal management e dal personale operativo che, insieme, hanno raggiunto il risultato.

"Nella relazione redatta da Bureau Veritas (Rapporto di Audit) – spiega il Consiglio di Amministrazione di Padania Acque rappresentato dal Presidente Cristian Chizzoli e dall’Amministratore Delegato Alessandro Lanfranchi – emerge una valutazione più che positiva: infrastrutture idriche di buon livello e ben manutenute, impianti e strutture efficienti, disponibilità e adeguatezza delle risorse, efficacia di gestione basata sul controllo e l’avanzamento delle attività stabilite secondo un percorso di miglioramento continuo. L’inserimento nella certificazione della gestione delle case dell’acqua, a seguito della verifica sul campo da parte della società certificatrice, dimostra la qualità del progetto avviato ormai da anni capillarmente nel territorio provinciale, attraverso l’installazione di punti di erogazione di acqua potabile naturale e frizzante refrigerata e trattata con moderni sistemi di filtrazione, che rendono l’acqua del rubinetto ancora più buona da bere. Proprio in questi giorni – concludono i vertici di Padania Acque - abbiamo ultimato la posa di ulteriori fonti e l’obiettivo è quello di proseguire su questa strada per dotare ogni comune di una casa dell’acqua disponibile per i cittadini".

Soddisfazione viene espressa anche dal Direttore Generale Stefano Ottolini e dal Direttore Tecnico Giovanni Sala: "Negli ultimi mesi siamo riusciti a confermare certificazioni che dimostrano gli elevati standard operativi aziendali. Dopo il rinnovo della certificazione della qualità del sistema di gestione del Servizio Idrico Integrato della provincia di Cremona e dell’accreditamento dell’ente italiano ACCREDIA del nostro laboratorio di analisi, consolidiamo il lavoro svolto con la certificazione ISO 22000. Il ringraziamento va a tutto il personale di Padania Acque per il significativo obiettivo raggiunto".

Sofia Poletti, responsabile del Servizio Qualità, Ambiente e Sicurezza di Padania Acque, commenta così il conseguimento della Certificazione: "Si tratta di un importante processo riorganizzativo messo in atto dall’azienda per garantire la sicurezza alimentare in ogni punto della filiera del Servizio Idrico che consente, da una parte, di migliorare l’efficienza dei processi aziendali e, dall’altra, di garantire la sicurezza dell’acqua destinata al consumatore finale. Grazie all’ attività applicata in tutte le fasi del processo produttivo, che va dalla captazione dell’acqua di falda fino alla distribuzione della stessa al rubinetto dell’utente finale, l’azienda offre un alimento, conforme alla normativa e con elevati livelli di qualità. Il lavoro ha coinvolto tutta l’azienda e in modo particolare il servizio Acquedotto, il servizio Marketing e Sviluppo Territoriale e il Laboratorio Analisi. Il lavoro sinergico è stato di fondamentale importanza per raccogliere tutti i dati, revisionare in modo dinamico e immediato il sistema e per rilevare eventuali criticità, con il fine del miglioramento continuo. Sottolineo, infine, il ruolo centrale svolto dalla Direzione Generale anche attraverso la corretta comunicazione, sia all’interno delle singole aziende che partecipano alla filiera, che tra i diversi stakeholders".

20/07
Pavia Acque, l’Assemblea dei Soci approva il bilancio e il piano industriale e nomina il nuovo CdA: la presidente è Karin Eva Imparato

L’Assemblea Ordinaria dei Soci di Pavia Acque, riunita in seconda convocazione il 19 luglio 2022, ha approvato il bilancio dell’esercizio 2021, il piano industriale 2022 e ha deliberato la nomina dell’Organo Amministrativo della società, composto dai seguenti membri: Karin Eva Imparato, Presidente; Daniela Carignano Consigliere; Elena Rocca, Consigliere; Siro Lucchini, Consigliere; Maurizio Ilario Niutta, Consigliere.

Per la prima volta nella storia di Pavia Acque una donna è stata nominata Presidente.

Il nuovo CdA resterà in carica per tre anni, fino all’Assemblea per l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2024.

19/07
Acque Bresciane invita i Comuni ad emettere ordinanze sindacali per fronteggiare il perdurare della siccità e ridurre il consumo di acqua potabile

In previsione di un ulteriore aumento dei consumi nelle prossime settimane e per far fronte al perdurare della crisi idrica, Acque Bresciane in giornata ha sollecitato tutti i Comuni ad adottare ordinanze sindacali per limitare l’uso dell’acqua potabile ai soli scopi alimentari, domestici ed igienici.

Abbiamo constatato che nell’ultimo periodo di osservazione il livello dei consumi giornalieri, rapportato alla scarsa disponibilità delle risorsa idrica, era in continuo aumento” ribadisce il Direttore di di Acque Bresciane Paolo Saurgnani , “una tendenza che, stante le previsioni metereologiche attuali, induce ad una maggiore attenzione da parte di tutti e un controllo sempre più accurato sui territori”.

La richiesta di Acque Bresciane, oltre a richiamare l’Ordinanza n. 917 del 24/06/2022 emessa dal Presidente di Regione Lombardia (quella sul divieto di innaffiare orti e giardini dalle ore 6 alle ore 22), riprende una precedente nota del Gestore rivolta alle Amministrazioni Comunali risalente allo scorso 22 giugno 2022 ampliandone però il raggio d’azione anche su realtà finora non toccate da servizi integrativi, quali ad esempio le autobotti.  L’abbassamento dei livelli falda, delle portate delle sorgenti e dei livelli dei bacini lacustri, unitamente all’aumento dei consumi pertanto inducono a mantenere alta l’attenzione sull’utilizzo e controllo della risorsa al fine di garantire la continuità del servizio e un corretto soddisfacimento dei fabbisogni primari della popolazione.

15/07
Emergenza idrica: Como Acqua adotta tutte le misure necessarie per garantire l’erogazione della risorsa

Como Acqua contrasta l’attuale emergenza idrica adottando tutte le misure atte a garantire l’erogazione della risorsa. Il gestore del Servizio Idrico Integrato della provincia di Como ha già da tempo introdotto strumenti e sostenuto investimenti per mitigare gli effetti della crisi idrica e prevenire le difficoltà nell'approvvigionamento di acqua.  Un trend non imputabile esclusivamente ai cambiamenti climatici che stiamo vivendo, ma anche a quei limiti infrastrutturali preesistenti a cui Como Acqua sta quotidianamente ponendo rimedio, come ad esempio la carenza di interconnessioni o la dispersione della risorsa dovuta alle perdite di rete.

La siccità è una problematica preoccupante – dichiara il Portavoce di Water Alliance e Presidente e Ad di Como Acqua, ing, Enrico Pezzoli -. Non si tratta solo di una questione derivata dal cambiamento climatico, ma che si associa ad altri fattori che complicano di fatto la gestione, come, ad esempio, le perdite di rete. In Italia viene disperso circa il 41% di acqua distribuita, percentuale confermata anche da ARERA: si tratta di un dato importante legato a limiti infrastrutturali delle reti, sui quali Como Acqua dal 2019 interviene, giungendo a investire, a oggi, 75 milioni di euro per opere di efficientamento”.

 Aldilà degli investimenti già pianificati, Como Acqua, dalla metà dello scorso mese di marzo, ha rilevato una progressiva riduzione della disponibilità idrica presso le fonti di approvvigionamento utilizzate per la distribuzione dell’acqua alle utenze (sorgenti, pozzi e bacini), andando a individuare le aree maggiormente condizionate. La Società, forte del proprio livello ingegneristico, ha quindi adottato diverse misure d’intervento tecnico: dall’installazione di unità di pompaggio di maggior potenza, alla creazione di interconnessioni tra le diverse reti di distribuzione, all’alimentazione delle reti tramite cisterne. Alle predette attività si aggiungono strumenti operativi per assicurare la disponibilità massima nel caso di un aggravamento della situazione.

“Recentemente abbiamo inoltre inaugurato un hub di confezionamento per l’acqua potabile in contenitori da un litro per una distribuzione capillare in caso di necessità”, aggiunge Pezzoli.

Di fronte a una situazione comunque straordinaria, Como Acqua si è adoperata per individuare e valutare tre diversi livelli di rischio sul territorio servito (in base alla crescita dei consumi e alla possibilità limitata o assente di adduzioni alternative), chiedendo alle Amministrazioni locali di emettere una specifica ordinanza di limitazione d’uso dell’acqua potabile, articolata nei contenuti in base alla fascia assegnata al singolo Comune.

Se da un lato, comunque, Como Acqua dispone di competenza e strumenti adeguati a far fronte alle necessità poste dallo stato di crisi idrica, dall’altro occorre continuare a invitare gli utenti a utilizzare con parsimonia la risorsa, adottando le buone pratiche consigliate dal gestore per evitare gli sprechi.

In questo contesto è di fondamentale e di prioritaria importanza la collaborazione tra tutti gli Enti coinvolti, affinché le procedure e i passaggi burocratici agevolino la rapidità delle azioni da mettere in campo”, conclude il Presidente Enrico Pezzoli.

14/07
Emergenza idrica: nessun disservizio, ma allerta resta alta

Fontanelle aperte per garantire i controlli sulla qualità dell’acqua, il gestore interviene per ridurre i flussi. Controlli e teleallarmi 24 ore su 24 sulla rete idrica, ma serve responsabilità da parte di tutti.

Allerta siccità, decaloghi antispreco eppure la fontanella sotto casa continua a rilasciare acqua a getto continuo: qualche amministratore e alcuni cittadini si sono chiesti la ragione di questa apparente contraddizione. Alcune fontanelle, quelle utilizzate dal gestore e dall’Ats per i campionamenti sulla qualità dell’acqua devono restare in funzione, come prevedono le linee guida regionali per il controllo sulle acque potabili.

Negli 85 Comuni in cui Acque Bresciane gestisce l’acquedotto siamo intervenuti su quelle destinate al campionamento, a getto continuo, per diminuire la quantità d’acqua in uscita, assicurando i livelli necessari ma evitando sprechi. Non ci sono situazioni di carenza d’acqua tali da interrompere il servizio, ma questo non deve far diminuire l’attenzione nell’uso responsabile della riserva idrica. Molte amministrazioni hanno emanato ordinanze che disciplinano l’uso dell’acqua per consumo umano e igienico sanitario, in alcuni casi su sollecitazione del gestore, altre in un un’ottica preventiva.

Le temperature elevate e l’assenza di precipitazioni, che non potrebbero comunque invertire la tendenza di un’annata con un inverno particolarmente arido, richiede la massima collaborazione da parte di tutti”, spiega il direttore generale di Acque Bresciane Paolo Saurgnani. “Registriamo ancora consumi notturni elevati, dovuti probabilmente all’irrigazione domestica, che in molti comuni è ancora consentita ma andrebbe drasticamente ridotta. Inoltre la vocazione turistica di molte zone del nostro territorio moltiplica i consumi nel fine settimana: da parte nostra lavoriamo 24 ore su 24 per monitorare i livelli di pozzi e sorgenti e intervenire dove necessario”.

Il gestore unico del servizio idrico integrato gestisce un territorio di 97 comuni, con i recenti ingressi di Cigole e Roncadelle, che si traducono in circa 4.200 km. di rete idrica in 85 paesi. Vengono monitorati attraverso il telecontrollo 800 impianti idrici, fognari e di depurazione. Una rete che fornisce al settore dedicato, un centinaio di persone in tutto, 72.000 segnali al giorno, di cui circa 10mila generano un allarme che consente ai tecnici reperibili 24 ore su 24 di intervenire tempestivamente. Alberto Benini, responsabile dell’Area Scada, la tecnologia di telecontrollo, sottolinea: “Rispetto all’emergenza idrica i parametri che verifichiamo sono la portata, la pressione in rete, i livelli della falda e dei serbatoi. Questi ultimi in alcuni casi devono essere integrati con l’intervento di autobotti, per lo più senza che i cittadini avvertissero alcun disservizio”.

Per evitare che l’assenza d’interruzioni crei una falsa percezione di normalità è importante parlare del tema ai cittadini attraverso i canali istituzionali, dai gestori ai Comuni e agli altri enti coinvolti. Acque Bresciane, oltre ad avere organizzato la prima Giornata provinciale a Torbole Casaglia l’11 giugno in cui si è parlato di risparmio idrico, tecnologie per ridurre i consumi e progetti di ricerca in corso, ha aderito e diffuso il decalogo firmato da Water Alliance, la rete dei gestori lombardi in-house, in collaborazione con Anci Lombardia e Confservizi Cispel Lombardia.

14/07
Servizio Idrico: la Conferenza dei Comuni e l’Assemblea dei Soci approvano la revisione del Piano d’Ambito 2020-2023

La Conferenza dei Comuni della provincia di Cremona e l’Assemblea dei Soci di Padania Acque, riunitesi negli spazi della Fiera di Cremona, hanno approvato la revisione del Piano d’Ambito per il periodo 2020-2023 e del budget 2022.

Il Piano aggiornato è stato elaborato dall’Ufficio d’Ambito della Provincia di Cremona sulla base delle deliberazioni dell’ARERA, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, numero 580/2019, relativa al Metodo Tariffario del Servizio Idrico Integrato per il periodo 2020-23 e numero 229/2022, che ha introdotto misure urgenti di riesame della tariffa in relazione alla straordinaria e documentata entità dei rincari dei costi energetici.

L’aggiornamento previsto dall’Autorità nazionale di settore si è reso, quindi, imprescindibile a fronte degli effetti dell’inflazione, che si sta consolidando a valori prossimi al 10%, e in particolar modo degli incrementi considerevoli dell’energia elettrica e dei materiali.

Le misure intraprese si sostanziano in un incremento del 4,2% della tariffa, che si aggiunge al 4,25% già approvato nel 2020. Ciò si traduce in media in un aumento annuo pari a 15 euro per utenza, rispetto a quanto già pianificato, e consente di mantenere inalterato il livello di investimenti nel periodo a 84,5 milioni di euro, finalizzati a garantire continuità, qualità ed efficienza del servizio idrico a cittadini e imprese.

"Abbiamo recepito le indicazioni dell’Autorità nazionale di settore ARERA e lavorato in stretta sintonia con l’Ufficio d’Ambito della Provincia di Cremona per non interrompere il percorso avviato da anni di ammodernamento, razionalizzazione ed efficientamento delle infrastrutture idriche", dichiarano il Presidente di Padania Acque Cristian Chizzoli e l’Amministratore Delegato Alessandro Lanfranchi.

"Si tratta – aggiunge il Direttore Generale Stefano Ottolini - di un piano che evita di bloccare gli investimenti, i cantieri e tutti gli interventi fondamentali per garantire innanzitutto la continuità del servizio idrico e il costante miglioramento di qualità dello stesso. Ulteriori investimenti – conclude il Direttore Generale - potranno essere effettuati in caso di ottenimento di risorse derivanti dal PNRR a seguito dei numerosi progetti già candidati, per un totale di oltre 20 milioni di euro, che riguardano tutte le fasi del processo industriale gestito: dal miglioramento della qualità dell’acqua al sistema di telecontrollo e di ricerca e riduzione delle perdite idriche; dalle nuove tecnologie per l’essiccamento dei fanghi da depurazione agli interventi per fronteggiare il dissesto idrogeologico".

"La situazione contingente porta obbligatoriamente a una revisione del piano finanziario e quindi anche di quello tariffario, per fare sì che il sistema idrico cremonese resti ai vertici per efficienza efficacia e mole di investimenti che fa ricadere direttamente sul territorio», commenta il Presidente di ATO Cremona e sindaco di Gussola Stefano Belli Franzini. Siamo consapevoli – prosegue - che anche pochi euro hanno il loro peso, ma siamo allo stesso tempo convinti che non dobbiamo bloccare gli investimenti avviati. Grazie all’ottimo lavoro sia di Padania Acque sia di ATO in fatto di reperimento di risorse straordinarie da finanziamenti nazionali o regionali manteniamo inalterato il piano degli investimenti con una differenza non poco sostanziale rispetto agli altri settori energetici in quanto il cittadino tocca con mano diretta l’importanza delle opere idriche in ogni singolo comune della provincia di Cremona".

"Quando si chiede a un Sindaco di aumentare una tariffa, la scelta non è mai presa di buon grado. A questo si aggiunge l’attuale contesto socio-economico e le evidenti difficoltà di famiglie e imprese a fronte di provvedimenti statali al momento insufficienti. L’aumento chiesto oggi ci consentirà di garantire lo standard attuale del servizio, della progettazione necessaria su bando del PNRR. Ho chiesto di predisporre un documento che impegni ATO e Padania Acque a tenere monitorate le tariffe in funzione di future rimodulazioni al ribasso, qualora la situazione dovesse complessivamente migliorare" - dichiara il Presidente della Conferenza dei Comuni e sindaco di Gerre de’ Caprioli Michel Marchi.

14/07
In visita a Padania Acque una delegazione di Mekorot, la compagnia idrica nazionale di Israele

Dirigenti e tecnici della principale agenzia israeliana per la gestione dell’acqua hanno individuato il gestore unico dell’idrico cremonese quale modello di gestione del Servizio Idrico Integrato

Una visita per approfondire le conoscenze tecniche del settore idrico e per testare le nuove tecnologie della centrale operativa di telecontrollo di Padania Acque. La delegazione israeliana di Mekorot ha fatto tappa nella sede di via del Macello per studiare il sistema SCADA, che integrato al telecontrollo, consente di monitorare da remoto gli impianti e le reti idriche, permette di raccogliere e registrare dati sulle attività e di prevenire guasti e malfunzionamenti, il tutto per garantire elevati standard di efficienza del Servizio Idrico Integrato.

L’esperienza di Padania Acque, che da quindici anni utilizza il telecontrollo e che da un paio di anni ha realizzato insieme al partner tecnologico Schneider Electric un moderno impianto centralizzato, sarà particolarmente utile a Mekorot per acquisire il know how necessario alla realizzazione di una infrastruttura innovativa nella gestione dei centri di comando, controllo e comunicazione dei dati, anche al fine di verificare la qualità dell’acqua.

Mekorot è la principale agenzia di Israele per la gestione dell'acqua e da oltre 80 anni provvede all’approvvigionamento idrico del Paese. Fondata nel 1937, fornisce il 90% dell’acqua potabile disponibile e gestisce una rete di distribuzione, nota come National Water Carrier, che attraversa il Paese da nord a sud, con un sistema di desalinizzazione delle acque sotterranee o marine del Mare Mediterraneo in acqua dolce e pulita per uso domestico e agricolo. Nel 2020 la Global Water Intelligence (GWI) ha classificato Israele al primo posto al mondo per efficienza idrica e collocato l'economia idrica israeliana al quarto posto a livello globale.

"Siamo onorati di ospitare i colleghi di Mekorot, azienda leader nel settore idrico mondiale che in tutta Italia ha scelto di visitare Padania Acque e HERA, società multiservizi che opera in diverse regioni del centro-nord", dichiarano il Presidente Cristian Chizzoli e l’Amministratore Delegato Alessandro Lanfranchi insieme al Direttore Generale Stefano Ottolini. "Mekorot- proseguono - punta all’innovazione tecnologica e ingegneristica, all’efficienza energetica, alla ricerca e allo sviluppo internazionale per il trattamento delle acque reflue e dell’acqua riciclata e lavora con il Governo israeliano per offrire soluzioni alle sfide idriche globali con particolare attenzione al riutilizzo dell’acqua per l’agricoltura".

A fare gli onori di casa, unitamente ai vertici di Padania Acque, il direttore tecnico Giovanni Sala e gli ingegneri Stefano Cortesi, responsabile del Servizio Elettrico e del Telecontrolloe Andrea Lobba, coordinatore dell’area sud-casalasco del Servizio Acquedotto.

La visita si è aperta con una presentazione della società dell’idrico cremonese, approfondendo in particolare il modello gestionale e tecnico- operativo degli impianti e i relativi processi tecnologici, ed è proseguita con la visita guidata alla centrale operativa di telecontrollo.

01/07
Padania Acque, 45 fontanelle devono rimanere aperte per garantire la qualità dell’acqua erogata

Nessuna allerta sulla disponibilità di acqua potabile in provincia di Cremona. Padania Acque ribadisce il proprio impegno, insieme alle istituzioni e al fianco dei cittadini, per mettere in campo ogni azione virtuosa che generi risparmio idrico e che consenta quindi di contenere il consumo di acqua potabile, ma precisa che l’erogazione di acqua potabile per usi civili e produttivi non è critica né a rischio.

Il livello di acqua presente nelle falde a uso idropotabile è nella norma e allineato ai valori della scorsa estate. Le falde sotterranee, quindi, non registrano un abbassamento della quantità di acqua. Allo stato attuale, nel nostro territorio non viviamo una condizione di carenza idrica in quanto l’acqua viene prelevata dalla falda sotterranea tramite 229 pozzi collocati a una profondità tra i 120 e i 200 metri.

Le temperature particolarmente elevate dell’ultimo mese richiedono però una intensificazione delle azioni di monitoraggio dell’acqua attraverso le attività di campionamento e di analisi dell’acqua di rete effettuate dal laboratorio interno di Padania Acque e dall’ente esterno preposto ATS Val Padana.

Per rispondere alle numerose richieste che pervengono a Padania Acque circa la mancata chiusura di alcune fontanelle a getto continuo, si specifica che i circa 150 punti di campionamento ufficiali e codificati che sono dislocati sulla rete dell’acquedotto permetto di verificare quotidianamente la qualità dell’acqua. Di questi solo una parte, ovvero circa 45 fontanelle, erogano acqua a flusso continuo poiché posizionati in punti della rete idrica che, per garantire una rappresentatività del campione, necessitano di un significativo ricambio di acqua. Tale specificità è contenuta in una direttiva del 2001 emanata da Regione Lombardia, al fine di assicurare controlli rappresentativi per le analisi da compiere.

Anche la periodica attività di spurgo effettuata in tratti della rete provinciale dell’acquedotto, lunga ben 2.200 km, viene realizzata per garantire la pulizia della rete di distribuzione e un’elevata qualità dell’acqua. Lo stesso vale per le attività di sanificazione degli impianti delle case dell’acqua.

In conclusione, in questo periodo di grande caldo, oltre al corretto e consapevole uso della risorsa idrica, è altrettanto importante verificare e garantire la qualità dell’acqua potabile.

La disponibilità di acqua potabile non deve comunque portarci a sottovalutare l’emergenza che territori, anche a noi molto vicini, si trovano a dover affrontare. A tal proposito, il gestore unico dell’idrico cremonese ha divulgato nei giorni scorsi un decalogo di buone pratiche per un utilizzo responsabile dell’acqua. Il manifesto, condiviso con l’Ufficio d’Ambito della Provincia di Cremona e con il Comitato Consultivo in rappresentanza di tutti i Sindaci, rappresenta alcune semplici, ma efficaci, indicazioni da seguire quotidianamente.

Padania Acque presta sempre particolare attenzione alla costante riduzione delle perdite idriche, che a livello nazionale si attestano mediamente al 47,6% mentre per la rete dell’acquedotto della provincia di Cremona si registra circa il 24%, un valore in linea con quello europeo e che colloca Padania Acque in classe A.