Giugno 2024

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25/06
Acque Bresciane, società benefit solida e in forte crescita

Presentato a Rovato il secondo “bilancio integrato” in linea con gli obiettivi al 2045. Quasi 60 mln di investimenti realizzati, circa 100 mln il “valore economico distribuito”, avviato un percorso sulla biodiversità con la riforestazione di circa 10.000 mq con 1.550 alberi, 6.400 alunni coinvolti dallo Sportello Scuola. Alcuni dei dati 2023 che certificano Acque Bresciane “tre stelle” nei rating di sostenibilità migliorando il risultato dello scorso anno

Rovato, 24 giugno 2024 - Per il secondo anno consecutivo Acque Bresciane si attesta fra le società del Mondo idrico più attente alla sostenibilità redigendo volontariamente il Bilancio integrato ovvero quello strumento che integra informazioni fornite dal bilancio economico finanziaro in modo trasparente e i dati relativi alle scelte concrete di sostenibilità. Acque Bresciane, sin dal 2017 (per 5 edizioni) e dal 2023 come “Bilancio Integrato” ha deciso di innescare un processo interno di analisi dati e reportistica avviando un tavolo di lavoro permanente che interagisce con i propri stakeholder e qualifica concretamente obiettivi a medio lungo termine, organizzazione e finalità istituzionali. Attraverso la “relazione annuale integrata” che anticipa i futuri obblighi normativi comunitari, vengono dunque elencati i diversi risultati raggiunti nel corso dell’anno, in linea con il Piano di Sostenibilità al 2045 “Ogni goccia conta” adottato nel corso del 2020 dalla stessa società. “Raccontare gli impatti sull’economia, sull’ambiente e sulle persone sono legati ad una precisa strategia di sostenibilità – spiega nell’introduzione della serata il Neopresidente di Acque Bresciane Pier Luigi Toscani - in accordo con tutto il Consiglio di Amministrazione, continuiamo ad investire in relazioni con il territorio e gli stakeholder e il Bilancio integrato è senza dubbio uno degli strumenti più efficaci”.

Il 2023 per Acque Bresciane è stato un anno di consolidamento e allo stesso tempo di nuove sfide. Molti di questi sono stati appunto inseriti in questa relazione che da un punto di vista economico attesta un incremento di costi dovuti all’allargamento del perimetro di gestione (in primis l’ingresso di ASVT) e che allo stesso tempo chiude con un utile di circa 11 milioni di euro. Si tratta del miglior risultato dalla nascita della società: più 142% rispetto al 2022 e dunque un risultato importante per tutti i soci e stakeholder, dipendenti, fornitori, amministrazioni pubbliche, finanziatori. L’utile viene interamente reinvestito con l’obiettivo di rafforzare la capacità di investimento della società la quale dovrà affrontare numerose sfide, dalle infrastrutturazioni necessarie, all’eliminazione delle infrazioni comunitarie e, non in ultimo, il cambiamento climatico. Quest’ultimo è uno dei temi più caratterizzanti della relazione i cui effetti influenzano la gestione dell'acqua, causando problemi di disponibilità e stress delle reti fognarie. Nel 2023, Acque Bresciane ha garantito con continuità il servizio idrico e migliorato la rete con numerosi investimenti seguendo principalmente tre filoni: progettualità innovative, resilienza e attenzione ai rischi, riduzione delle emissioni. Su questo si stanno sviluppando alcuni progetti di ricerca:

  • “Impatto dei cambiamenti climatici sulle acque a supporto di una pianificazione della gestione della risorsa idrica sul medio e lungo termine” con l’Università Bicocca di Milano; testimone per l’occasione la Prof.ssa Tullia Bonomi che ha approfondito alcuni aspetti di contesto e lo specifico del progetto.
  • “Riuso acque in agricoltura” con il Politecnico di Milano con la finalità di concretizzare soluzioni tecniche e operative nel settore agricolo;
  • “IDROGEO LAKE” - caratterizzazione idrogeofisica e modellizzazione matematica del flusso delle acque sotterranee per una efficiente e sostenibile gestione della risorsa idrica sotterranea destinata al consumo umano con una nuova tecnologia denominata Skytem con l’Università degli Studi di Milano.

Una società in costante crescita

Acque Bresciane da maggio 2022 è Società Benefit e prosegue il proprio percorso di crescita. Da giugno 2023, ha visto subentrare l’azienda nelle gestioni in Val Trompia portando a 113 i Comuni gestiti per un bacino di oltre 700.000 abitanti. Si tratta di un altro importante passo verso la costituzione effettiva del Gestore Unico in Provincia di Brescia. Le utenze totali risultano essere pari a 274.791 e gestisce oltre 8.125 chilometri di condotte, tra reti idriche e fognarie. Si occupa di prelevare l’acqua dalle fonti di produzione, renderla potabile e distribuirla a tutte le utenze e, infine, restituirla pulita all’ambiente.

Gli investimenti realizzati

“Durante l’anno 2023 sono stati contabilizzati investimenti pari a ben 59.905.655 euro con un “quota” pro capite di 98,81 euro registrando così un più 64,7% rispetto alla media nazionale” conferma il CFO di Acque Bresciane Alessandro Varesio sottolineando che Il Piano di Investimenti 2023 prevedeva di sostenere alcuni investimenti principali già avviati e altri in avvio.

L’impegno nella risoluzione delle Infrazioni comunitarie

Nel territorio gestito erano stati individuati, tra il 2014 e il 2017, 45 agglomerati coinvolti nelle 2 procedure di infrazione UE ancora aperte (37 in procedura 2014/2059 e 8 in procedura 2017/2181) di queste, 20 sono state risolte entro il 31 dicembre 2023. Sono inoltre stati aggiornati i perimetri degli agglomerati in particolare l’agglomerato Gardone Val Trompia - Polaveno - Sarezzo - Villa Carcina, incluso Concesio. Inoltre, quello di Edolo è indicato sia nella causa che nella procedura e pertanto è stato conteggiato una sola volta. Per gli altri 20 agglomerati che presentano non conformità alla Direttiva UE n. 271/91, sono stati previsti investimenti necessari al superamento delle problematiche all’interno del Programma degli interventi.

Il ciclo dell’acqua

Analizzando l’anno 2023 non emergono casi particolari di siccità da mettere in evidenza che hanno visto l’impossibilità di garantire il servizio di fornitura puntuale nei comuni gestiti da Acque Bresciane, al contrario del 2022 anno particolarmente critico da questo punto di vista.

Il ciclo dell’acqua, un’acqua sicura

Numerosi sono i parametri oggetto di misurazione, fra cui parametri microbiologici, chimici, indicatori di radioattività e virus, monitorati con frequenze anche superiori rispetto a quanto prescritto dal D. Lgs 18/2024. Nel territorio gestito gli impianti di potabilizzazione sono 55 (37 nel 2022). L’acqua di approvvigionamento mediante pozzi e sorgenti risulta normalmente di ottima qualità e spesso viene immessa in rete dopo essere stata sottoposta al semplice trattamento di disinfezione, per il controllo dei parametri microbiologici.

Il ciclo dell’acqua fognatura e depurazione

Nel corso dell’anno 2023 sono stati analizzati 902 campioni (761 nel 2022) per un totale di 7.156 parametri (4.443 nel 2022), principalmente caratterizzanti il carico inquinante (pH, conducibilità, BOD, COD, composti azotati, fosforo, solidi sospesi totali), parametri specifici e diversificati in base all’impianto e necessari alla caratterizzazione della tipologia di refluo: solidi sedimentabili, metalli (Alluminio, Cadmio, Cromo totale e Cromo IV, Ferro, Nichel, Piombo, Rame, Zinco), tensioattivi anionici, tensioattivi non ionici, grassi e oli.

Perdite idriche, un costante miglioramento

Nel 2023 grazie agli interventi di riduzione perdite di rete si segnala un netto miglioramento degli indicatori. A partire dal 2022 infatti, Acque Bresciane ha intrapreso attività necessarie per la sostituzione per ammaloramento delle condotte che sono proseguite per tutto il 2023, in fase preliminare il controllo delle reti e perdite reali ed apparenti, le attività di modellazione, per una migliore gestione delle stesse.

Proteggere la biodiversità

Il personale di Acque Bresciane è impegnato nella salvaguardia dell’ambiente, sia naturale che antropizzato. Durante il 2022 e il 2023 Acque Bresciane ha dedicato particolare attenzione al territorio della Riserva naturale delle Torbiere in quanto risulta essere uno degli ultimi lembi di ambiente palustre della pianura bresciana e zona umida più significativa in provincia per estensione. Acque Bresciane ha adottato inoltre il Bando Bioclima, ha partecipato attivamente finanziando il 50% delle attività di miglioramento dell’habitat (Acque Bresciane - WoWnature).

Nel dettaglio, alcuni interventi svolti nel 2023:

  • lavori di ripristino e creazione nuove aree umide; in particolare, sono stati scavati quasi 250 metri lineari di nuovi canali e circa 300 mq di nuove aree umide;
  • riforestazione di 10.000 mq (1 ettaro) con un totale di 1.550 alberi. L’intervento ha ripristinato habitat forestali rari e ha creato fasce filtro al fine di contrastare gli effetti negativi della viabilità principale, quali gli inquinanti atmosferici ed il disturbo acustico nei confronti dell’avifauna protetta;
  • rimozione di specie invasive arboree e arbustive. A tali opere si aggiunge l’attività di misura e verifica di tre servizi ecosistemici: cattura e conservazione carbonio, biodiversità e depurazione delle acque reflue con sistema di verifica FSC

Obiettivo #Discarica0% Prove concrete di Economia circolare

L’impegno di Acque Bresciane si evidenzia anche dai controlli sistematici effettuati sugli impianti di destinazione. I fornitori dei servizi di smaltimento vengono costantemente monitorati su criteri di affidabilità, competenza e tracciabilità del rifiuto. I rifiuti prodotti nel processo di trattamento delle acque reflue rappresentano per Acque Bresciane le quantità maggiori da gestire fra quelle trattate dall’ufficio gestione rifiuti. Si tratta di rifiuti prevalentemente non pericolosi: i fanghi prodotti nel 2023 sono pari a 18.814 tonnellate (19.493 nel 2022) di cui 17.959 vengono avviati a recupero e 855 avviati a smaltimento.

Consumi energetici: efficienza e sostenibilità

Per quanto riguarda i consumi energetici legati ai segmenti fognatura e depurazione è stato registrato un aumento nel 2023 mentre i consumi energetici del segmento acquedotto nel 2023 sono in linea con l’anno precedente (nonostante l’ampliamento del perimetro gestionale) probabilmente a causa delle mutate condizioni ambientali accorse legate ai cambiamenti climatici in atto.

Fornitori sostenibili

Una supply chain sostenibile e responsabile rappresenta un obiettivo fondamentale per Acque Bresciane. Incentivare la crescita e la creazione di valore della propria catena di fornitura ponendo attenzione alla sostenibilità è uno degli impegni prioritari nella gestione degli approvvigionamenti. Alcuni numeri: 671 (di cui 390 fornitori qualificati, 40% lavori, 50% beni e servizi, 10% tecnici e progettisti), +15% nel 2023 pari a € 73.581.321 corrispondente al valore dei contratti 2023 affidati a fornitori residenti in Lombardia.

Ogni persona fa la differenza

Acque Bresciane è per il terzo anno consecutivo azienda certificata Top Employers Italia. La Certificazione Top Employers è il riconoscimento ufficiale delle eccellenze aziendali nelle politiche e strategie delle Risorse umane (HR) e della loro attuazione per contribuire al benessere delle persone, migliorare l’ambiente di lavoro e il mondo del lavoro. Acque Bresciane ha aderito inoltre al Patto di Utilitalia su diversità e inclusione e alla Carta per le Pari Opportunità della Fondazione Sodalitas, lanciando la campagna "Ogni persona fa la differenza". Nel 2023 hanno aderito alla conversione del premio di risultato 2022 135 impiegati/quadri e 40 operai, pari al 60% dei potenziali beneficiari, con un incremento delle adesioni rispetto all’anno precedente del 13,33%.

Diversità inclusione e benessere

Ad introdurre il tema la Prof.ssa Mariasole Bannò, Professoressa Associata di Economia e Gestione delle Imprese presso il dipartimento di Ingegneria Meccanica di Brescia, altra testimonial tutta al femminile che conferma il graduale ma significativo percorso di Acque Bresciane in campo sociale e sulla parità di genere. Nel 2023 è proseguito infatti il percorso dedicato alle tematiche di Diversity & Inclusion, come parte integrante dell’impegno in tema di sostenibilità. Per il 2023, il Comitato interno D&I ha redatto un programma con azioni concrete, ispirate al Manifesto D&I diffuso a tutti i dipendenti: tra queste, sono state previste attività di formazione e sensibilizzazione sui valori di diversità, inclusione e promozione del benessere, oltre ad un percorso formativo dedicato ai responsabili, ai coordinatori e ai membri del CdA. Con riferimento ai periodi oggetto di rendicontazione si evidenzia che non sono intervenuti o sono stati segnalati casi e/o episodi di discriminazione nella gestione delle relazioni con le risorse umane.

Customer satisfaction

Acque Bresciane conduce annualmente un'indagine di Customer Satisfaction tramite una società leader in ricerche di mercato, per monitorare e garantire un servizio di eccellenza. I risultati mostrano un indice di soddisfazione superiore agli standard nazionali e offrono spunti per miglioramenti continui.

Innovazione e digital transformation

Durante il 2023 l’azienda ha concluso due importanti call di carattere internazionale legate principalmente all’innovazione nel settore trattamento fanghi, rete idrica intelligente e miglioramento dei dati in tempo reale (real time data enhancement) con due percorsi:

  • WILL - Water Innovation Living Lab promosso insieme a CSMT (Centro Servizi Multisettoriale di Brescia), Università degli Studi di Brescia, ISLE Utilities.
  • Wave - Call4Innovation – “A WAve of innovation” promosso da Water Alliance - Acque di Lombardia, per selezionare una rosa di candidati in grado di proporre alle 13 società soluzioni in linea con i principi di economia circolare, sostenibilità e digitalizzazione in un’ottica di open innovation su scala internazionale.

Attività di ricerca e sviluppo

L’università e gli enti di ricerca rappresentano per Acque Bresciane un fondamentale supporto per poter approfondire progetti innovativi legati ad uno sviluppo sostenibile. Nel 2023 inoltre sono state avviate diverse collaborazioni, in particolare con l’Università di Brescia per l’avvio dei progetti pluriennali:

  • “Water integrated assessment, management & support per i comuni della provincia di Brescia” con focus il calcolo dell’impronta idrica;
  • “L'invarianza idraulica e la modellazione dei sistemi di drenaggio urbano” grazie al cofinanziamento dei fondi PNRR.

Altri progetti messi in campo rivolti a diverse categorie:

ABACO - corso di formazione rivolto agli amministratori locali e ai tecnici comunali, ideato e organizzato da Acque Bresciane con SMAE, la School of Management dell’Università degli Studi di Brescia. Venti partecipanti, cinque moduli dedicati a temi trasversali particolarmente attuali: sostenibilità, diversità e inclusione, aggiornamenti normativi.

Volontariato aziendale - Rispetto all’edizione precedente, si è ampliata la platea degli enti del terzo settore con cui i dipendenti, uomini e donne, hanno collaborato: non solo Legambiente, ma anche Caritas diocesana di Brescia e Touring Club Italiano. In totale hanno partecipato 39 persone.

ABCommunity - Si tratta di un tavolo di lavoro permanente e multi-stakeholder, attivo per raggiungere uno o più dei nove Obiettivi del Piano di Sostenibilità 2045 di Acque Bresciane. Teatro della Giornata 2023 è stato il lungolago di Desenzano del Garda. A confrontarsi sul lavoro svolto sino ad oggi era presente l’Ing. Laura Boldi, Presidente dell’Ordine degli ingegneri di Brescia.

Educare alla sostenibilità

Lo Sportello scuola, e in generale le attività educative, rappresenta da sempre il fiore all’occhiello di Acque Bresciane. Il 2023 registra un sensibile aumento degli interventi (100 lezioni, 100 laboratori didattici e visita mostra “Oro blu” realizzata in collaborazione con Pinac di Rezzato, 40 visite agli impianti di depurazione, circa 36 i comuni coinvolti). In totale gli alunni coinvolti risultano essere 6400, in presenza e online con la messa a disposizione gratuita della piattaforma scuolapark. Altro progetto “educativo” è il Premio Cesare Trebeschi rivolto a tutte le scuole superiori bresciane e che durante il 2023, in occasione di BG BS Capitale della cultura, ha coinvolto anche realtà bergamasche. Esso vede la compartecipazione di numerosi enti e fondazioni del territorio.

“Per conseguire risultati in linea con uno sviluppo davvero sostenibile e in ottica ESG è necessario un impegno costante della governance e di tutta la struttura operativa.  Gli obiettivi fissati dalla Società al 2045 sono certamente uno stimolo per fare sempre meglio. Con orgoglio nel corso di Futura Expo 2023 il primo Bilancio integrato è stato riconosciuto come miglior report fra le grandi aziende partecipanti” ricorda il Responsabile Sostenibilità di Acque Bresciane Francesco Esposto - “oggi presentiamo un rating di sostenibilità ulteriormente migliorato rispetto allo scorso anno che ci ha consentito di passare dalla classe A all’attuale AA (4% delle migliori water utilities europee). La sostenibilità è una cultura diffusa in Acque Bresciane e per questo ringrazio tutti i colleghi e le colleghe per il loro costante lavoro e preziosa collaborazione”.

12/06
Acque Bresciane – L’economia circolare applicata all’acqua in agricoltura: uno sguardo al presente per il futuro

Molti gli spunti e i dati emersi durante il convegno “Riuso delle acque in agricoltura: sostenibilità e innovazione” tenutosi a Corte Franca, promosso nell’ambito della rassegna “Walk to the future” di Water Alliance-Acque di Lombardia e organizzato da Acque Bresciane

Corte Franca (Bs) 11 giugno 2024 - Circa l'81% dell'acqua dolce è utilizzata in Europa in agricoltura, per uso idropotabile e nell’industria. Secondo l'ultimo rapporto della Commissione Europea sullo stato di attuazione della Direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane (91/271/CEE), solo Grecia, Regno Unito, Francia, Italia, Malta, Cipro, Spagna e Belgio hanno indicato di riutilizzare regolarmente le acque reflue trattate, con percentuali di riutilizzo che variano dallo 0,08% nel Regno Unito al 97% a Cipro. Sono solo alcuni dei dati emersi durante la giornata organizzata da Acque Bresciane e promossa da Water Alliance- acque di Lombardia, realtà che aggrega le 13 società pubbliche che gestiscono il Servizio idrico integrato.  “Affrontare temi come quello del riutilizzo delle acque depurate in agricoltura – sottolinea in apertura di Convegno il nuovo Presidente di Acque Bresciane Pierluigi Toscani - “credo sia un modo concreto di fare il punto della situazione e al tempo stesso rilanciare la necessità di innovare i processi di gestione del servizio idrico, tenendo sempre a mente che trattiamo un bene primario, essenziale per la vita di ognuno”.  Hanno partecipato al talk diversi rappresentanti di associazioni di categoria tra cui Coldiretti, Confagricoltura, Confindustria, e il confronto con gli operatori del settore ha contestualizzato il riutilizzo delle acque reflue come mezzo necessario per incrementare la disponibilità di acqua e alleviare la pressione sulle risorse. Pavia Acque, Padania Acque, MM spa, Acquedotto Pugliese, Iren hanno portato, ognuno con le proprie peculiarità territoriali, alcuni esempi di come il riutilizzo delle acque reflue sia sempre più una prassi consolidata e che essa debba fare riferimento sempre alle indicazioni del mondo politico e dunque delle istituzioni, dall’Europa sino ad arrivare a Regioni, provincie e comuni. Non è mancata nelle “case histories” anche l’esempio di un’azienda extra settoriale e che tratta di articoli in acciaio inox e in materiale plastico, la Mori2A che per tramite della sua responsabile sostenibilità dr.ssa Aurora Alessia Bosio ha descritto le innovative pratiche di risparmio idrico nei processi di lavorazione industriale.

L’iniziativa era patrocinata da Regione Lombardia ed era presente nei saluti istituzionali l’Assessore Paolo Franco, già Presidente di Uniacque, il quale ha sottolineato come Regione sia un player fondamentale per lo sviluppo delle politiche di economia circolare e di indirizzo sull’ottimizzazione dei processi in campo idrico. Un impegno che è stato ribadito anche da Consigliere delegato dalla provincia d Brescia, Marco Apostoli e infine dal Presidente di Ato Brescia Paolo Bonardi che ha chiuso il pomeriggio studio. Il convegno ha visto poi la collaborazione con l’ordine degli Ingegneri di Brescia e il Politecnico di Milano. Con quest’ultimo Acque Bresciane ha in essere alcuni progetti di ricerca proprio sulle acque depurate accennati dal direttore tecnico di Acque bresciane Mauro Olivieri che ha moderato la seconda parte della giornata (best practice) e dalla stessa prof.ssa Manuela Antonelli, protagonista dello speech introduttivo: “Il riuso delle acque reflue recuperate è fondamentale per soddisfare il fabbisogno dell’agricoltura, anche considerando gli impatti del cambiamento climatico. A questa nuova e accresciuta consapevolezza ha certamente contribuito lo sviluppo delle tecnologie di trattamento: queste infatti consentono di produrre acqua in grado di soddisfare un ampio ventaglio di qualità desiderate, compresa, in casi estremi, quella occorrente per destinarla in alcune realtà anche ad usi potabili”- Conferma la Antonelli- “Serve adottare un approccio One Health e per questo è necessario valutare a monte rischi quantificando stime di rischio nell’utilizzo delle acque reflue in agricoltura.”

05/06
Padania Acque sul palcoscenico internazionale del Blue Economy Summit 2024, il vertice promosso da One Ocean Foundation con il contributo scientifico di SDA Bocconi

Il Direttore Generale Stefano Ottolini relatore al convegno internazionale Blue Economy Summit 2024 tenutosi nell’aula magna dell’Università Bocconi

Cremona, 4 giugno 2024 - Per il secondo anno consecutivo i maggiori esponenti e stakeholder del settore dell’economia e della finanza, del mondo accademico, imprenditoriale, istituzionale, governativo e della società civile, si sono dati appuntamento al Blue Economy Summit 2024, il vertice che si è svolto presso l’Università Bocconi di Milano per porre l’attenzione sulla necessità di aumentare le risorse finanziarie e di indirizzare investimenti per la protezione e il ripristino degli ecosistemi marini che rappresentano il nostro Capitale Naturale Blu, un patrimonio da tutelare.

One Ocean Foundation è nata nel 2018 per volontà dello Yacht Club Costa Smeralda con lo scopo di promuovere iniziative e di offrire soluzioni innovative di sostenibilità ambientale per le aziende e per i responsabili delle politiche internazionali. Il convegno, organizzato dalla Fondazione con il contributo scientifico di SDA Bocconi School of Management, si è concentrato in particolare sull’importanza di sviluppare un solido Blue Capital Market, di trovare soluzioni al problema della perdita della biodiversità e sulla necessità di disporre di un sistema idrico più resiliente.

Proprio su quest’ultimo tema è intervenuto il Direttore Generale di Padania Acque Stefano Ottolini, che nel corso del panel dal titolo “L’inquinamento degli oceani e come rendere il sistema idrico più resiliente e meno impattante”, moderato dalla presentatrice tv Camila Raznovich, ha illustrato le principali best practice per un’efficace gestione della risorsa e per contrastare l’emergenza ambientale e climatica.

Il Direttore Generale Stefano Ottolini, a partire da una prima analisi di scenario nazionale e internazionale, ha delineato i pilastri fondanti della gestione di Padania Acque: una politica industriale basata sulla transizione verso una gestione circolare della risorsa, l’implementazione del paradigma digitale, il rispetto del principio della tutela ambientale, in linea con i sei obiettivi prioritari definiti in ambito europeo (mitigazione, adattamento, economia circolare, risorse idriche, inquinamento, biodiversità ed ecosistemi), e del principio No DNSH (Do Not Significant Harm), ovvero agire senza arrecare alcun danno significativo all’ambiente.

«Il tasso di perdite d’acqua in Italia è del 42%, il 60% della rete idrica nazionale ha più di 30 anni e il 25% oltre 50 anni. Il tasso di sostituzione è di 4 metri per km all’anno, ciò significa che servirebbero 250 anni per il suo totale rinnovamento. Un gap storico, frutto di decenni di investimenti sottodimensionati, impossibile da colmare con una rapida e massiva sostituzione degli asset: ciò richiederebbe troppo tempo e troppo denaro. L’unica via per recuperare efficienza passa attraverso la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica. L’evidenza empirica, infatti, dimostra che le infrastrutture digitali integrate che raccolgono e gestiscono i dati con strumenti di modellazione predittiva hanno il potenziale per diminuire le perdite fino al 50%. Per questo motivo, 5 anni fa, Padania Acque ha avviato un progetto basato su un sistema di telecontrollo di ultima generazione che ci consente di monitorare e gestire l’infrastruttura idrica. Un sistema di supervisione, controllo e acquisizione dati che collega a una sala di controllo centralizzata tutta la rete e gli impianti.  I risultati raggiunti sono eccellenti: le perdite idriche si attestano a circa il 20%, ovvero la metà della media italiana del 42%, i consumi energetici sono calati del 16% e il margine industriale lordo è aumentato del 73%».

Stefano Ottolini, da oltre 15 anni nel settore delle utility e specializzato nella costruzione di piani di sviluppo strategico e operazioni di finanza aziendale, ha avuto modo di dialogare e confrontarsi con un parterre composto da rappresentati dell’economia e della finanza, del mondo imprenditoriale e istituzionale, con esponenti di spicco quali Andrea Illy, Presidente di Illycaffè, Mario Ferraro, CEO di Smeralda Holding, Sylvie Goulard, ex Vicegovernatore della Banca Centrale di Francia o Nina Flohr, Principessa di Grecia e Danimarca.

Il Summit ha evidenziato infine la necessità di un impegno internazionale che veda il coinvolgimento di governi e policymaker, aziende e investitori, enti e istituzioni, centri di ricerca e università, associazioni e cittadini, per prevenire e mitigare l’inquinamento degli oceani. Una rete di partner in cui ognuno contribuisca allo sviluppo di un’economia blu sostenibile, come sottolinea Ottolini: «L’acqua non conosce confini amministrativi o geografici e qualsiasi azione in termini di sostenibilità, resilienza e protezione, messa in campo nel ciclo idrico integrato porterà benefici anche per l’ecosistema dei mari e degli oceani. Una sfida decisiva dal punto di vista ambientale ma anche sociale ed economico».