Approvato durante l’Assemblea dei soci di Gruppo CAP il piano di investimenti da 107.9 milioni l’anno per gli interventi sul territorio
Durante l’Assemblea dei Soci, tenutasi venerdì 18 maggio, è stato approvato all’unanimità l’ambizioso piano di investimenti, destinato alla crescita e al miglioramento del sistema idrico del territorio di competenza nel segno della sostenibilità, della ricerca scientifica e dei più avanzati di progetti di economia circolare. Il piano prevede, per il quinquennio 2018-2022 539.3 milioni di euro, esattamente 107.9 milioni all'anno, pari a 57,8 euro per ogni cittadino: quasi il doppio rispetto a una media di 33 euro nel Nord Italia (Blue Book 2017).
L’Assemblea dei Soci ha confermato il bilancio consolidato, approvato lo scorso 19 aprile dal Consiglio di Amministrazione di CAP Holding S.p.A. insieme alla Dichiarazione Consolidata di carattere non finanziario ai sensi del D.lgs. 254/2016. In dettaglio, il totale dei ricavi si attesta nel 2017 a 335.510.644 euro, per la quasi totalità frutto del servizio idrico, mentre il saldo di gestione è pari a 30.242.319 di euro. Il risultato operativo nel 2017 è stato pari a 47.324.064 euro. Gli investimenti tecnici si attestano a 84.623.580 euro, contro gli 80.760.064 euro del 2016.
L’Assemblea dei Soci ha inoltre nominato il Comitato di Indirizzo Strategico composto da 11 membri, scelti tra i Sindaci e i Presidenti degli Enti Soci, che rappresenterà gli azionisti fino al 2020. Il Comitato sarà presieduto da Roberto di Stefano, Sindaco del Comune di Sesto San Giovanni, cui si affiancheranno, Andrea Checchi, Sindaco di San Donato Milanese, Raffaele Cucchi, Sindaco di Parabiago, Andrea Fumagalli, Sindaco di Inzago, Giorgio Monti, Sindaco di Mezzago, Rino Pruiti, Sindaco di Buccinasco, Donatella Pumo, Sindaco di Siziano, Antonio Domenico Romeo, Sindaco di Limbiate, Curzio Aimo Rusnati, Sindaco di Bussero, Nadia Verduci, Sindaco di Noviglio. Al comitato si affianca il Sindaco metropolitano Giuseppe Sala come rappresentante dell’ente affidatario.
Il 27 febbraio di 90 anni fa nasceva il Consorzio per l’Acqua Potabile con l’obiettivo di “portare l’acqua nelle case dei milanesi”. Già alla fine degli anni ’20, i Comuni di Paderno Dugnano, Limbiate, Cusano Milanino e Cormano ebbero la lungimiranza di capire che l’acqua non si ferma ai confini comunali e che, per gestire le risorse e le infrastrutture, era necessario mettersi insieme con un forte spirito di collaborazione e condivisione.
Da allora Gruppo CAP non ha mai smesso di crescere, di innovare, di trovare soluzioni sempre all’avanguardia per migliorare un servizio essenziale per i cittadini, diventando una tra le più importanti realtà pubbliche per lo sviluppo economico del territorio.
Oggi l’azienda è per patrimonio la prima monoutility del panorama nazionale, una società per azioni partecipata da circa 200 Comuni, dalla Provincia di Monza e Brianza e da Città Metropolitana di Milano. Un’azienda in continua evoluzione, che garantisce ogni giorno il servizio idrico integrato a un bacino di 2 milioni e mezzo di abitanti, gestisce il patrimonio di reti e impianti, pianifica e realizza gli investimenti e le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria. Ma è anche un player strategico sul territorio, capace di garantire più di 2.000 posti di lavoro tra diretti e indotto.
«Festeggiamo un traguardo importantissimo che abbiamo raggiunto grazie alla volontà di guardare sempre al futuro, all’innovazione e a uno sviluppo sostenibile del territorio diventando interlocutori attenti di enti locali e cittadini» commentano Alessandro Russo e Michele Falcone, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP il primo e direttore generale il secondo. «Ma non possiamo guardare avanti senza ripensare al ruolo dell’acqua nelle nostre vite e nelle nostre città, andando alla scoperta delle grandi possibilità connesse alla risorsa idrica e alla sua infrastruttura di rete».
È questa la rivoluzione che Gruppo CAP chiama #waterevolution, acqua come driver di innovazione, in grado di riscrivere la fisionomia dei territori e di orientare consumi e dinamiche ambientali. Siamo di fronte a un futuro in cui l’acqua è il propellente dell’innovazione delle nostre metropoli, sempre più intelligenti e sostenibili, dove l’acqua del rubinetto è monitorata grazie alle tecnologie più sofisticate che ci permettono di dissetarci in sicurezza, gli scarichi delle nostre case finiscono in fognature e depuratori intelligenti che trasformano l’acqua di scarto in energia e i reflui fognari producono biometano e bioplastiche.