Marzo 2021

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30/03
BrianzAcque, al via il primo bilancio di sostenibilità partecipato in Italia

La Brianza verso un futuro sempre più sostenibile: la Cabina di regia del progetto, che vede già oltre 50 organizzazioni coinvolte, ha definito oggi contenuti, modalità di lavoro e prossimi passi

Monza, 30 marzo 2020 - Un bilancio di sostenibilità partecipato del territorio della Brianza: questo l’ambizioso progetto lanciato nei mesi scorsi da BrianzAcque con l’appoggio della Provincia di Monza e Brianza, che ha visto oggi, con l’incontro della cabina di regia, la definizione dell’agenda dei lavori.

Un progetto, il primo in Italia, condiviso da molti attori del territorio: sono 57 ad oggi le realtà pubbliche e private che hanno deciso di partecipare all’iniziativa per mettere a sistema le buone pratiche di sostenibilità - sociali, ambientali ed economiche - esistenti, avviare una prima misurazione del contributo del Sistema Brianza per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU e realizzare il primo Bilancio partecipato territoriale. 

La Brianza punta quindi ad un progetto innovativo e collaborativo per rilanciare il territorio e coinvolgere la comunità verso un modello di sviluppo sostenibile. Un’esigenza ancora più sentita oggi per una ripartenza che guardi a un futuro dove tutti i soggetti del territorio sono coinvolti e possono portare il loro contributo. 

“Con la cabina di regia è ufficialmente partito il  percorso verso il primo bilancio di sostenibilità,  volto a promuovere e a rilanciare il modello Brianza come best practice - spiega Enrico Boerci, Presidente e AD BrianzAcque, gestore unico del servizio idrico integrato nell’ambito di Monza e Brianza -  Un progetto innovativo multi stakeholder che, sulla scia dell’esperienza di tre bilanci di sostenibilità aziendali,  abbiamo voluto allargare all’intero  territorio provinciale  quale contributo collettivo alla ripartenza post Covid. È ormai ben evidente che la ripresa non potrà  che avvenire nel  segno del green e dell’impegno economico e sociale. Oggi più che mai,  occorre guardare al futuro con occhi nuovi.  È una grande sfida, ma sono certo che tutti gli attori coinvolti collaboreranno in  una vera logica di sistema per orientare la crescita del territorio e la prosperità della comunità di Monza e Brianza verso un modello condiviso di sviluppo sostenibile”. 

La cabina di regia ha condiviso i prossimi passi per arrivare entro fine anno alla realizzazione di un documento che costituirà la base del Bilancio di sostenibilità partecipato territoriale: tra aprile e settembre verranno organizzati i tavoli di confronto con tutte le realtà aderenti per mappare e selezione le buone pratiche di sostenibilità collegate all’Agenda 2030 ONU e condividere un primo set di indicatori di misurazione.

Durante l’incontro sono intervenuti, oltre a Enrico Boerci, Presidente e AD di BrianzAcque, anche Gianni Bottalico Responsabile Rapporti con gli enti territoriali di ASviS, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, e Cristiana Rogate, presidente di Refe e responsabile scientifica del progetto.

Nei mesi scorsi, per sensibilizzare gli attori del territorio e preparare la cabina di regia, sono stati organizzati due workshop con comuni e associazioni con l’obiettivo di coinvolgerli già nella fase di progettazione. La costruzione di una governance responsabile e partecipata del territorio, in linea con l’Obiettivo 17 “Partnership per gli obiettivi” dell’Agenda 2030, è uno dei fattori distintivi e di successo di questa iniziativa e, in generale di percorsi di sostenibilità credibili ed efficaci.

Questo progetto, primo in Italia, si colloca in uno scenario complesso che vede un’evoluzione nel rapporto tra i diversi attori sociali, un processo che spesso parte dai territori dove la dimensione relazionale è più forte e il confronto tra istituzioni, imprese e Terzo Settore è facilitato dalla conoscenza e dalla fiducia reciproca.

Un’iniziativa che va verso la responsabilità sociale di territorio. Per raggiungere questo obiettivo è necessario che ogni soggetto rinunci alla logica unilaterale per avvicinarsi ad un modello che si ispira al valore condiviso, senza per questo abbandonare il proprio ruolo ma adottando un approccio nuovo che tiene conto delle esigenze degli altri attori sociali.

IL PROGETTO IN NUMERI

Gli attori della Cabina di regia coordinata da BrianzAcque:

  • Provincia di Monza e Brianza
  • ATO Monza e Brianza
  • Comune di Monza
  • Comune di Seregno
  • Comune di Lissone
  • Comune di Vimercate
  • Comune di Cesano Maderno
  • Comune di Besana Brianza
  • Comune di Seveso
  • Comune di Bernareggio
  • Università degli Studi Milano-Bicocca
  • Università San Raffaele
  • Assolombarda
  • Assimpredil ANCE
  • Camera di commercio Milano Monza Brianza Lodi
  • Confcommercio Milano Lodi Monza e Brianza
  • CGIL, CISL e UIL
  • Ordine degli ingegneri di Monza e Brianza
  • CSV di Monza e Brianza
  • Fondazione della Comunità di Monza e Brianza

Le amministrazioni comunali che partecipano al progetto:

  • Comune di Agrate Brianza
  • Comune di Arcore
  • Comune di Bellusco
  • Comune di Busnago
  • Comune di Caponago
  • Comune di Carnate
  • Comune di Concorezzo
  • Comune di Desio
  • Comune di Lazzate
  • Comune di Lesmo/Camparada – Unione Camparada
  • Comune di Limbiate
  • Comune di Macherio
  • Comune di Mezzago
  • Comune di Misinto
  • Comune di Triuggio
  • Comune di Verano Brianza
  • Comune di Villasanta

Le altre organizzazioni che hanno dato l’adesione al progetto:

  • Agenzia Innova 21
  • Amici Storia della Brianza
  • ASD Polisportiva Veranese - BASKET SEREGNO A.S.D.
  • AUSER Monza e Brianza
  • CNR IRSA - Brugherio
  • Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi
  • Cooperativa Sociale il Visconte di Mezzago
  • Croce Rossa Italiana
  • Ecosviluppo Cooperativa Sociale Onlus
  • Fondazione Civica Scuola di Musica e Danza - Polo delle Arti
  • Fondazione Forense di Monza /More...please! Foundation
  • Fondazione Piseri
  • Il Veliero
  • Legambiente
  • Musicamorfosi
  • Polisportiva Veranese
  • Social Time Onlus - Il Salto ADS
  • Sport Club Mobili Lissone
22/03
Water Alliance e La Sapienza creano la prima ‘’carta d’identità’’ delle acque lombarde, che ne conferma la bontà, la qualità e la sicurezza

Water Alliance celebra la giornata mondiale dell’acqua con la ‘’carta d’identità’’ delle acque lombarde, basata sui dati di uno studio realizzato dai tredici gestori del servizio idrico lombardo e dall’Università La Sapienza

Un’acqua del rubinetto buona, sicura e di ottima qualità che ha origine alpina. È questa una delle tante evidenze emerse dallo screening isotopico condotto a partire dal 2017 dalle tredici società di Water Alliance, il più grande agglomerato di imprese idriche su scala nazionale, e dall’università La Sapienza di Roma. La ricerca, grazie a metodi e tecniche all’avanguardia che hanno consentito di analizzare le molecole dell’acqua per risalire alla loro origine ed età, ha garantito una mappatura delle falde idriche della nostra regione.

Gli ottimi risultati ci permettono di celebrare con orgoglio, ma anche con la consapevolezza del suo valore, la giornata mondiale dell’acqua che ricorre oggi, lunedì 22 marzo. Una giornata particolarmente significativa per i gestori del servizio idrico integrato lombardo, che si impegnano ogni giorno a fornire ai più di 8 milioni di cittadini lombardi un’acqua buona, sicura e controllata e che promuovono la tutela di una risorsa cruciale per il pianeta.

Ed è proprio l’acqua lombarda il focus dello studio, basato su un’analisi chimico-fisica di 200 campioni d’acqua prelevati da pozzi sparsi per tutta la Lombardia, che ha confermato come l’acqua delle falde analizzate non solo è sicura ma è anche di qualità, perché proveniente dall’arco alpino e ricca dei minerali che raccoglie nel suo percorso nelle ghiaie e nelle rocce ed è sicura perché separata dalle acque superficiali che subiscono gli effetti dell’inquinamento derivante dall’azione antropica.  Inoltre, il percorso che compie dalla fonte alla destinazione è quasi secolare, dato che, sempre secondo la ricerca, la nostra acqua ha più di sessant’anni e deriva dagli scioglimenti dei ghiacciai e della neve dell’arco alpino.

Alla luce di questo studio è stato possibile definire una sorta di ‘’carta d’identità’’ dell’acqua lombarda che ne descrive provenienza, età e qualità:

  1. Le acque lombarde di falda sono omogenee per provenienza perché si tratta di acque disciolte dai ghiacciai o dalle nevi dell’arco alpino. Dunque, questa acqua non ha alcuna “parentela” con l’acqua delle piogge locali e quella dei corsi d’acqua superficiali;

  2. La stragrande maggioranza delle risorse idriche sotterranee deriva da aree alpine o perlomeno da fascia pedemontana/prealpina.

  3. Quest’acqua non solo è protetta ma conserva nel tempo le sue caratteristiche e i minerali che la compongono. La separazione delle acque superficiali da quelle più profonde nelle falde e gli strati sovrapposti di terreno impermeabile ne garantiscono la protezione dagli agenti inquinanti durante tutto il suo percorso.

  4. Tutte le acque analizzate hanno un’età per lo più maggiore di 50-60 anni


La ‘’carta d’identità’’ dell’acqua lombarda conferma quindi la salubrità e la qualità dell’acqua che beviamo ogni giorno. L’impegno di Water Alliance è quello di proteggerla quotidianamente con azioni di sensibilizzazione e processi di valorizzazione, alla luce del cambiamento climatico che minaccia quello che è a tutti gli effetti il nostro oro blu.

16/03
“Seveso Stream”, più sicurezza e più salute per un fiume patrimonio della Lombardia

Regione Lombardia, Fondazione Lombardia per l’Ambiente, AIPo, BrianzAcque, Gruppo CAP e Como Acqua alleati per restituire ai cittadini un fiume da vivere e godere in sicurezza: parte il censimento degli scarichi grazie all’innovativo utilizzo dei droni

Usare in modo innovativo la tecnologia dei droni per mettere in sicurezza l’ambiente e la salute: nell’arco del 2021 il progetto Seveso Stream andrà a censire gli “scarichi” lungo il fiume Seveso attraverso le province di Milano, Monza e Brianza e Como, in modo tale da creare un database geo-referenziato degli scarichi, e fornire così alle Amministrazioni locali e regionale un utile strumento di consultazione da cui muovere poi con scelte e decisioni operative. A presentare il progetto oggi a Palazzo Pirelli i protagonisti di una originale “alleanza” per il Seveso, una squadra che vede collaborare istituzioni e aziende su diversi livelli: Regione Lombardia, Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPo) e Fondazione Lombardia per l’Ambiente – promotori dell’accordo che ha avviato il progetto – insieme a BrianzAcque, Gruppo CAP e Como Acqua, presenti e attivi per il servizio idrico sui territori di Monza e Brianza, Milano e Como.

Introducendo i contenuti del progetto, l’Assessore al Territorio e Protezione Civile di Regione Lombardia, Pietro Foroni, è partito proprio dal connubio tra tecnologia, sicurezza e salute: «Più volte la tecnologia ha dato il suo contributo a a migliorare la qualità dell’ambiente e della vita delle persone. Quello fluviale, un ecosistema fondamentale per la nostra sopravvivenza, troppo spesso messo in discussione dalle molteplici forme di inquinamento che lo caratterizzano. Con questo progetto, grazie all'utilizzo dei droni si è potuto andare a 'caccia' degli scarichi inquinanti fotografando dall’alto la situazione nei diversi punti del corso d'acqua. Seveso Stream ci rimanda al concetto di flusso d'acqua che, una volta monitorato, restituisce un insieme di dati ed elementi importanti per valutare lo stato delle acque. Un progetto importante Seveso Stream, che ha visto coinvolti numerosi attori, impegnati nella salvaguardia, nella tutela e nel recupero ambientale e paesaggistico dei corsi d'acqua della Lombardia. Normalmente, il censimento degli scarichi viene compiuto attraverso sopralluoghi sugli alvei. Attività difficoltose, che comportano impiego di risorse, tempo e energie piuttosto elevato, senza contare l’impossibilità di raggiungere tutte le aree. Con Seveso Stream l’impiego del drone permette di raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili, individuando gli scarichi nei tratti monitorati; dati e informazioni che potranno così essere condivisi con chi è quotidianamente impegnato nella salvaguardia dell'ambiente e della salubrità dei corsi d'acqua».

«Stiamo realizzando – ha sottolineato il Direttore di Fondazione Lombardia per l’Ambiente, Fabrizio Piccarolo – un modello di integrazione operativa, tra soggetti e aziende diverse, finalizzato ad un intervento  a vantaggio di ambiente, sicurezza e salute dei cittadini. È un modello che non a caso nasce qui in Lombardia, e che mette in luce la qualità dei soggetti che partecipano come anche la Regione, player di innovazione e sensibilità ambientale in un momento in cui c’è grande attenzione alla relazione tra ambiente, sicurezza e salute. A questa visione Fondazione Lombardia per l’Ambiente offre volentieri le proprie competenze e professionalità, per supportare e facilitare le scelte di policymaking delle Istituzioni.

Il modello che nasce da questa collaborazione siamo certi possa costituire un riferimento prezioso da applicare anche su altre aste di fiumi in Lombardia». «La condizione dei fiumi va ormai affrontata in modo interdisciplinare e coniugando l'obiettivo della sicurezza idraulica, che ci compete direttamente, con quello della qualità delle acque e della tutela ambientale» – ha spiegato Luigi Mille, Direttore di AIPo. «È per questo motivo che, su incarico di Regione Lombardia, che ha individuato l'Agenzia quale ente attuatore, siamo impegnati attivamente per la riuscita del progetto e abbiamo messo in atto una virtuosa collaborazione con un ente strumentale regionale (FLA) ed i gestori delle risorse idriche che operano sul territorio del Seveso».

«Oggi più che mai – ha fatto notare Enrico Boerci, Presidente e AD BrianzAcque – i gestori del servizio idrico integrato rivestono un ruolo chiave per la ripartenza e sono chiamati a far rete per attuare soluzioni capaci di intervenire in maniera risolutiva per migliorare la qualità del patrimonio idrico. Siamo orgogliosi che un metodo d’indagine innovativo, studiato e avviato da BrianzAcque con l’applicazione di tecnologie trasversali, sia diventato il canale per una collaborazione istituzionale estesa a più attori e in grado di fare la differenza a beneficio dell’ecosistema fluviale, dell’ambiente e della comunità lombarda».

«Questo progetto – ha spiegato Cornelia Di Finizio, dell’Ufficio Progettazione Innovativa di BrianzAcque, illustrando lo svolgimento operativo di Seveso Stream – integra un modello di Open Innovation a 360 gradi, a partire dagli Enti coinvolti, che si aprono al reciproco scambio, passando per l’impiego creativo di una nuova tecnologia, nell’obiettivo comune di individuare percorsi diversi da quelli tradizionali. Si svela così il nuovo paradigma, quello dell’Innovazione Aperta, che germoglia attraverso lo sharing, la permeabilità e la convergenza delle persone, ancor prima che delle tecnologie».

«Il Seveso rappresenta un patrimonio idrico e ambientale che ci riguarda tutti. Proprio come l’acqua, attraversa i confini amministrativi e ci mette di fronte alla necessità di fare rete, condividendo competenze e risorse fra gestori ed enti, e facendo della sinergia la nostra arma migliore per la tutela del territorio» – sottolinea Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP. «Seveso Stream nasce da una visione strategica comune che fa rotta sul binomio “innovazione tecnologica e sviluppo del territorio”, secondo una logica focalizzata sull’impatto ambientale. Un approccio che nel nostro Piano di Sostenibilità abbiamo definito con i pilastri strategici “Resilienti e Innovatori”, disegnando un futuro in cui tecnologia e sostenibilità saranno gli strumenti più importanti per affrontare non solo le sfide dei cambiamenti climatici, ma anche le trasformazioni sociali ed economiche in atto».

«L'acqua è un bene comune – ha ribadito Enrico Pezzoli, Presidente e AD di Como Acqua – così come la sua tutela è un impegno collettivo: non ci sono confini che possano quindi sottrarci alla responsabilità, in quanto custodi della risorsa idrica. Il Seveso in questo senso, scorrendo su tre territori molto diversi tra loro, ha offerto l’occasione per un progetto di sinergie nel quale mettere in campo competenze, know-how e professionalità differenti. Questa collaborazione sarà, a mio parere, foriera di grandi risultati, primo tra tutti conciliare l’uso della tecnologia umana (nella fattispecie i droni) con la difesa dell’ambiente»

Chiudendo la presentazione il Presidente della VI Commissione Ambiente e Protezione Civile del Consiglio regionale della Lombardia, Riccardo Pase, ha evidenziato come il progetto presentato sia «in linea con la mia risoluzione che stiamo portando avanti nella commissione che presiedo, e oggi testimonia ancora una volta il forte impegno di Regione Lombardia nella volontà di migliorare la qualità delle acque dei nostri fiumi. L'Unione Europea ha più volte richiamato la Lombardia per la scarsa qualità delle acque dei nostri fiumi, con le azioni che stiamo mettendo in campo siamo certi di poter presto restituire ai nostri cittadini un territorio migliore. Il Progetto di mappatura degli scarichi lungo l'asta del fiume Seveso e negli altri fiumi Lombardi, sarà fondamentale per risolvere le criticità legate sia ai problemi qualitativi delle acque sia ai problemi quantitativi legati alle esondazioni».

15/03
Acque Bresciane, tornano i sub per restaurare le condotte sublacuali

A un anno dalla precedente ispezione, dal 9 marzo al via l’allestimento del pontone che servirà da base a Drafinsub. Due motonavi, una camera iperbarica d’emergenza, un veicolo filoguidato e un impianto di saturazione per operazioni in altofondale, 40 tecnici specializzati e 30 bilici, anche da Scozia e Olanda, per il trasporto delle attrezzature. Un appalto da 1,5 mln di euro che durerà tre mesi e interverrà sui punti ammalorati.

Brescia, 11 marzo 2021 - Esattamente un anno fa si era svolto l’intervento di ispezione delle condotte sublacuali di collettamento, previsto dal Piano di Manutenzione, ispezione e intervento adottato da Acque bresciane. Dal 9 marzo a Toscolano Maderno è partito l’allestimento del cantiere per riparare i punti in cui si era evidenziata una corrosione delle condotte.

Nel 2020 erano state compiute ispezioni subacquee sino alla profondità massima di -40 m sia sul versante di Toscolano Maderno che di Torri del Benaco, durante le quali i sommozzatori hanno misurato lo spessore delle condotte e monitorato la formazione di bioconcrezioni, aggregati e vaiolature su ognuna delle due condotte. Grazie a un veicolo filoguidato, Remote Operated Vehicle (ROV), l’indagine ha riguardato tutto il collettore, fino alla profondità massima di 250 metri.
Infine, erano stati prelevati alcuni dei provini immersi nel dicembre 2018, che hanno mostrato un incipiente deterioramento e formazione di concrezioni di varia natura. Sono stati, tra l’altro, rilevati batteri ferro ossidanti e acido produttori.

Dalle ispezioni video è emerso che:

  • a un anno dalla precedente ispezione sono salite a 248 le formazioni, con dimensioni rilevanti e con un’estensione di 2.795 metri in totale sul versante di Toscolano Maderno e di 51,5 m. su quello di Torri del Benaco
  • 244 si concentrano lungo il versante di Toscolano Maderno, mentre solo 4 sono state rilevate sul versante di Torri del Benaco.
  • 246 formazioni si trovano a una profondità compresa tra -146 e -188 metri
  • circa il 90% delle concrezioni si rilevano in corrispondenza dei cordoni di saldatura dei giunti delle barre di tubo costituenti le condotte.

In sintesi, la superficie delle condotte è sede di un’intensissima attività biologica che porta allo sviluppo di micro e macrofouling. Le caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua di lago, la composizione e la temperatura dei reflui trasportati favoriscono la proliferazione di vari organismi, alcuni dei quali trovano nelle superfici esterne delle condotte un ambiente idoneo alla crescita in ammassi macroscopici. Tra gli organismi che aderiscono alle superfici delle condotte e le colonizzano sono stati diffusamente rinvenuti batteri responsabili della formazione di concrezioni minerali e, ciò che è più rilevante, di vaiolature che possono, a lungo andare, portare alla perforazione del manufatto.

I tempi di sviluppo delle popolazioni di organismi può aver luogo anche in tempi molto ridotti, come dimostrano le differenze rilevate dal 2018 al 2020.  Questo il quadro che ha portato all’intervento attuale e alla consapevolezza che non è possibile garantire il mantenimento in vita del collettore in totale sicurezza oltre la durata originaria, proprio in considerazione dell’intensità dei fenomeni di micro e macro fouling, come prevederebbero le norme ISO/TS 12747.

Imponente la dotazione di mezzi a disposizione di Drafinsub, società di Genova specializzataun pontone modulare montato sul posto, composto da 16 moduli galleggianti, lungo 24 metri e largo 20;

  • due motonavi, una di 13,5 metri per il traino e la spinta del pontone e l’altra di 7,30 metri, di supporto;  
  • un impianto di saturazione per operazioni in alto fondale, interamente progettato e costruito da Drafinsub, certificato RINA per operare fino a 200 metri di profondità a temperature comprese fra -10°C e +50°C
  • una camera iperbarica di basso fondale per emergenza, certificata ABS e approvata IMCA per pressioni fino a 10 bar
  • un Remote Operated Vehicle (ROV) veicolo filoguidato per assistenza agli operatori subacquei
  • due sistemi Launch and Recovery System (LARS) per messa in acqua del basket che porta gli operatori subacquei per le operazioni in basso fondale e del ROV
  • 4 verricelli da tonneggio per posizionare correttamente il pontone
  • 10.000 metri cubi di miscele di respirazione per le operazioni subacquee in bombole
  • 3 gruppi elettrogeni collegati agli impianti vitali di bordo per un totale di 1.200 KVA

Il personale che ruoterà attorno al cantiere per le operazioni è composto da circa 40 tecnici specializzati che si occuperanno di predisporre le attrezzature e condurre le operazioni. Per la consegna delle attrezzature, in totale 550 tonnellate, sono attesi 30 bilici dall’Olanda, dall’Italia e dalla Scozia.
L’appalto vale 1 milione 500 mila euro e i lavori dovrebbero concludersi a maggio. Con resine epossidiche e clampe, anelli che “abbracciano” i tubi delle condotte e le irrobustiscono nei punti maggiormente intaccati dalle bioconcrezioni, i sub si prenderanno cura delle due condotte sublacuali che da oltre 40 anni corrono parallele sul fondo del lago di Garda, da Toscolano Maderno a Torri del Benaco, in prossimità di Punta San Vigilio. Tubi in acciaio del diametro di 40 cm e uno spessore di 1,5 cm, che trasportano per 7,396 km i reflui non trattati dalle reti di collettamento della sponda bresciana al depuratore di Peschiera.

Il punto di massima profondità è meno 247 metri e dal 2013 sono stati eseguiti vari interventi di ispezione e riparazione delle condotte, di diversa complessità a seconda della quota d’immersione che si è raggiunta. Le attuali operazioni puntano a riparare 248 punti evidenziatisi come critici nell’ispezione del 2020. Naturalmente le riprese dei sub e del ROV consentiranno di individuare anche eventuali modifiche nello stato delle condotte.

Gli interventi precedenti:

  • Novembre 2016, Stress analysis delle condotte. In base ai dati tecnici, alle caratteristiche del tracciato, all’analisi dell’As Built, si sono studiate le sollecitazioni a cui sono sottoposte le condotte. La metodologia impiegata, basata sulle più accreditate norme internazionali DnV’81 - Rules for Submarine Pipeline Systems, ha permesso di evidenziare i tratti più a rischio e quindi da analizzare con particolare attenzione.
  • Maggio 2017, ulteriori verifiche spessimetriche delle condotte subacquee in prossimità dell’approdo di Toscolano Maderno hanno confermato valori nella norma. Le riprese videofotografiche hanno però evidenziato la presenza, sulle superfici esterne delle condotte, di numerose formazioni conglomerate, inglobate all’interno di più estese zone di macrofouling (macroincrostazioni) e vegetazione acquatica.

Ulteriori indagini subacquee su queste formazioni hanno evidenziato per la prima volta la presenza di un fenomeno di biocorrosione delle tubazioni in acciaio (sino alle profondità di -40m) sia in prossimità dell’approdo di Toscolano Maderno che in prossimità dell’approdo di Torri del Benaco, in quest’ultimo in misura nettamente inferiore.

Contestualmente sono stati anche raccolti su entrambi i versanti campioni di concrezioni, esaminati dal Laboratorio di Analisi Industriali e Ambientali del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale dell’Università degli Studi di Brescia e dal Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Pavia.

  • Giugno 2017, prima serie di interventi di riparazione, localizzati sulle condotte sublacuali in basso fondale (sino alle profondità di -40m), con l’installazione subacquea di speciali giunti di clampaggio. 

Contestualmente grazie a un veicolo ROV venivano ispezionate le condotte sino alla profondità di -120 metri, su entrambi i versanti.

Lungo la scarpata di Toscolano Maderno sono stati individuati circa 20 punti critici con presenza di concrezioni significative, con ragionevoli punti di vaiolatura, tendenti progressivamente a diminuire sino a scomparire all’aumentare della profondità. I due tratti di collettore investigati che presentavano concrezioni risultano di circa 548 metri. E’ stata quindi redatta un’analisi di rischio per accertare lo stato di conservazione delle condotte sublacuali e la probabilità di minacce alla loro integrità tali da portare al rilascio dei reflui trasportati. Anche in questo caso a riferimento sono state prese le più accreditate nome e procedure internazionali (DnV-RP-F116, Integrity management of submarine pipeline systems). L’analisi eseguita ha individuato come minaccia più grave il rischio di biocorrosione esterna, a livelli che rendono necessario un costante controllo della situazione e, nel caso, interventi.

  • Luglio 2017, viene redatto uno specifico Piano di Manutenzione, Ispezione e Intervento che fornisce i requisiti minimi per l’ispezione e la manutenzione periodica, oltre alle procedure e ai mezzi da usare in un eventuale intervento di riparazione di emergenza delle condotte stesse (Emergency Procedure Repair System).
  • Settembre 2017, viene redatto il progetto esecutivo degli interventi di riparazione in alto fondale e delle ispezioni periodiche, poi affidati alla società Drafinsub di Genova.
  • Dicembre 2018, sempre con veicolo ROV, Drafinsub esegue ulteriori ispezioni subacquee sull’intera lunghezza del collettore fognario, evidenziando un numero di formazioni conglomerate molto superiore sia rispetto a quelle rilevate appena 18 mesi prima sia rispetto alle attese. In particolare, le concrezioni non riguardano più solo i versanti di Toscolano Maderno e di Torri del Benaco, ma sono presenti a profondità ben maggiori, comprese tra circa -120m e -186 m.

In totale si tratta di oltre 150 punti con presenza di significative concrezioni disposte sulle superfici esterne di entrambe le condotte sublacuali, per un’estensione complessiva di circa 1.660 m. Nel corso delle attività subacquee sono stati prelevati campioni da analizzare e sono stati immersi provini in acciaio di diversa composizione, realizzati presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale dell’Università degli Studi di Brescia, per studiarne la durabilità.

  • Tra febbraio e marzo 2019 si svolgono gli interventi di riparazione delle condotte in alto fondale (fra i 40 e i 186 metri di profondità), con la rimozione di tutte le bioconcrezioni, la misura spessimetrica in corrispondenza di ogni cratere presente sull’acciaio, l’applicazione sulle superfici metalliche nude di speciali resine epossi-poliamminiche bicomponenti e l’installazione di speciali giunti a collare (clampe).
  • 44 clampe installate, 27 sono sul versante di Toscolano Maderno e 17 sul versante di Torri del Benaco;
  • 78 punti riparati mediante applicazione di resina epossidica subacquea, 52 sul versante di Toscolano Maderno e 26 sul versante di Torri del Benaco;
  • 122 il totale dei punti riparati;
  • sui restanti sono solo state asportate le bioconcrezioni, al di sotto delle quali il rivestimento esterno delle condotte non è risultato ancora intaccato;

Nel corso delle attività subacquee sono stati prelevati campioni da sottoporre ad analisi.

I numeri dell’intervento 2019:
Ore uomo lavorate totali: 13.764 ore
Ore totali del progetto lavorate: 29.760
Immersioni totali 34
Tempo di saturazione totale: 540 ore
Immersioni in saturazione: 15

I numeri della videoispezione del 2020
504 ore/uomo di lavoro
13 immersioni totali
252 minuti Tempo fondo totale
447 minuti Tempo immersione totale

01/03
Acqua, Reti e Innovazione: le nuove tecnologie e la gestione dei dati alla base dello sviluppo digitale del territorio lombardo

Le nuove tecnologie digitali per lo sviluppo del settore idrico, la gestione delle reti e dei dati su scala regionale e le possibili sinergie tra istituzioni, professionisti e gestori del servizio idrico integrato. Sono questi i principali focus tematici che sono stati affrontati nel corso del tavolo di lavoro Acqua, Reti e Innovazione, svoltosi online mercoledì 24 febbraio e organizzato da ANCI Lombardia e Water Alliance-Acque di Lombardia, la rete che riunisce tutte le imprese idriche pubbliche della Lombardia e che rappresenta il più grande agglomerato su scala nazionale.

L’iniziativa ha coinvolto i più importanti player regionali tra cui Regione Lombardia, Città metropolitana di Milano, Provincia di Monza e Brianza, le ATO (le Autorità d’Ambito che regolano il servizio idrico) della Città metropolitana di Milano e della Provincia di Monza e Brianza, ARPA Lombardia, Legambiente, Ance Lombardia e alcuni ordini professionali, oltre che i gestori del servizio idrico, che si sono confrontati sulle possibilità offerte dalle reti digitali per realizzare economie di scala e per gestire banche dati a livello regionale.

Durante il tavolo sono state presentate anche le novità del WebGIS, il sistema nato dal connubio tra GIS(Geographic Information System) e le possibilità offerte dal web per mappare in tempo reale le strutture del servizio idrico integrato. Un sistema sviluppato da Gruppo CAP, e oggi condiviso da Acque Bresciane, Alfa, BrianzAcque, Lario Reti Holding, Padania Acque, Pavia Acque, SAL e Uniacque, capace di divulgare in modo trasparente ed efficace le informazioni relative alle reti del servizio idrico e di acquisire, estrarre e gestire le tante informazioni derivanti dai dati georiferiti.

‘’Il Webgis realizzato da Water Alliance, le reti e la gestione condivisa dei dati su vasta scala rappresentano un’opportunità formidabile per modernizzare il servizio idrico e, più in generale, il sistema Paese commenta Enrico Boerci, Presidente e AD di BrianzAcque e coordinatore dell’area IT di Water Alliance. “Per noi, che operiamo in un’area nevralgica per l’economia nazionale, risulta decisivo mettere a disposizione dei professionisti, degli enti e delle istituzioni dati che possono essere utili per uno sviluppo sostenibile del territorio, soprattutto in una congiuntura favorevole come quella che stiamo vivendo grazie alla svolta europea sul Recovery Fund. Peraltro, la gestione trasparente delle reti acquedottistiche e fognarie garantita dalle tecnologie del Webgis permette il dialogo tra gestori del servizio idrico integrato, cittadini e amministrazioni pubbliche. Un rapporto virtuoso – conclude Boerci – in grado di superare i tanti vincoli burocratici che, in passato, hanno rallentato la voglia di innovare che caratterizza i nostri territori’’.

La gestione sinergica dei dati e delle reti, del resto, costituisce un prezioso strumento per far evolvere il rapporto tra gestori del servizio idrico, enti, istituzioni e professionisti secondo una logica smart, che assicura un’elevata integrazione tra strutture e mezzi interconnessi in grado di semplificare la vita dei cittadini e, al contempo, di garantire uno sviluppo inclusivo e sostenibile.

‘’In un periodo in cui si chiede ai Comuni di rimanere al passo con il progresso tecnologico e di essere protagonisti nella costruzione di un modello di sviluppo sostenibile, ANCI Lombardia ritiene fondamentale la collaborazione tra le amministrazioni locali e le aziende pubbliche commenta Fabio Binelli, Coordinatore Dipartimento Servizi Pubblici Locali, Ambiente, Politiche Agricole e Green economy di ANCI Lombardia. Le innovazioni che le società del settore idrico lombardo hanno già messo in campo per razionalizzare ed efficientare i propri servizi possono trasformarsi in un volano di supporto per i Comuni.
Lo sviluppo di un sistema di georeferenziazione degli impianti idrici, costantemente aggiornato e implementato, dovrebbe essere esteso ad altre reti comunali, fornendo agli amministratori informazioni in tempo reale sulle effettive condizioni delle infrastrutture e del territorio. ANCI Lombardia
– conclude Binelli – ritiene che disporre di questi dati e analizzarli in modo accurato consentirà ai Comuni di programmare al meglio il proprio sviluppo e di cogliere le opportunità derivanti dai finanziamenti dell’Unione Europea per la sostenibilità ambientale’’.