Novembre 2020

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16/11
Padania Acque S.p.A.: capacità di depurazione e dispersione della rete idrica. Il gestore dell’idrico cremonese tra le società virtuose

Padania Acque tra le società virtuose del servizio idrico integrato

Il recente Rapporto Ecosistema Urbano 2020 sulle performance ambientali delle città, redatto da Legambiente per l’anno 2019, classifica Cremona al 13mo posto, su 104 capoluoghi italiani, sulla base di 18 indicatori di sostenibilità ambientale. Il report, tra gli altri indicatori, prende in esame sia la capacità di depurazione delle acque reflue dei centri urbani, sia la dispersione della rete idrica, ovvero la differenza percentuale tra l’acqua distribuita e consumata per usi civili, industriali e agricoli. 

Il gestore del sistema idrico integrato Padania Acque, nella depurazione delle acque reflue di Cremona, vanta un’efficienza gestionale del 99% che la pone al 20mo posto della classifica nazionale, annoverando il nostro capoluogo di provincia tra i comuni con la percentuale più elevata di abitanti allacciati al servizio fognario. Agli ultimi posti Treviso, con poco più di 3 abitanti, e Benevento con solo 2 abitanti su dieci che possono usufruire dell’allaccio fognario e della depurazione.

Una situazione drammatica che ha costretto la Commissione Europea ad avviare un procedimento di infrazione nei confronti del nostro Paese, perché 237 centri urbani con oltre 2000 abitanti non dispongono di un adeguato sistema di trattamento delle acque di scarico urbane. Tant’è che attualmente l’Italia sta pagando 25 milioni di euro per precedenti infrazioni causate da mancate depurazioni, più 30 milioni per ogni semestre di ritardo per la messa a norma della depurazione di oltre 70 centri urbani.

Per quanto riguarda la dispersione idrica, la percentuale del 23% delle perdite di rete, pone Padania Acque a un eccellente 17mo posto nazionale della classifica. La percentuale è da considerarsi in ulteriore miglioramento grazie alla sostituzione, in corso d’opera, dei vecchi contatori che con gli anni perdono la loro capacità di misurazione con i più tecnologici “Smart metering” contatori che ne consentono la telegestione da remoto. Causa della dispersione è attribuibile soprattutto alla vetustà delle reti che denuncia un Paese che purtroppo “fa acqua da tutte le parti”, dove in città come Frosinone o Vibo Valentia le percentuali si invertono, ovvero l’acqua che arriva nelle case dei cittadini è solo poco più del 20% di quella potabilizzata dai gestori.

«Padania Acque – affermano i vertici aziendali - si conferma una società efficiente anche riguardo alla dispersione della rete idrica, registrando il 23% delle perdite di rete, un dato ben al di sotto della media nazionale del 36%. Si rende necessario “non abbassare la guardia” cercando di mantenere un virtuoso trend di investimenti che pone la nostra azienda ai migliori livelli europei in quanto a investimenti annui per abitante: 80 euro contro la media nazionale di 43 euro. Nel 2019 Padania Acque ha immesso nella rete acquedottistica provinciale di 2.221 km quasi 40 milioni di metri cubi di acqua a disposizione di oltre 350 mila abitanti e di circa 157 mila utenze. Di questo volume di acqua le “perdite idriche percentuali”, contenenti anche le cosiddette perdite apparenti riconducibili, per esempio, a errori di misura dei contatori d’utenza, usi non autorizzati e prelievi abusivi, sono generalmente basse tant’è che 78 comuni su 113 del nostro territorio provinciale si collocano in classe A. Secondo l’indicatore delle “perdite idriche lineari” (mc/km/gg) la dispersione annua per ogni km di rete ammonta a 11,5 metri cubi. I dati, calcolati con i parametri definiti da ARERA (autorità di regolazione per energia reti e ambiente), confermano quindi gli ottimi risultati raggiunti da Padania Acque».

11/11
Nasce il più grande dipartimento di information technology del servizio idrico integrato lombardo

Gruppo CAP, BrianzAcque, Lario Reti Holding e Alfa, le quattro water utility che gestiscono il servizio idrico integrato di oltre 450 comuni della Regione, sottoscrivono un Contratto di Rete per unire competenze e know-how sul fronte IT

Coniugare le migliori pratiche nella gestione pubblica dell’acqua e lo sviluppo sostenibile del territorio unendo attività, competenze e know-how sul fronte dell’information technology in un dipartimento interaziendale, il più grande della Lombardia nel settore idrico integrato. È lo spirito che è sotteso al Contratto di Rete firmato da Gruppo CAP, BrianzAcque, Lario Reti Holding e Alfa, le 4 aziende pubbliche che gestiscono il servizio idrico integrato di oltre 450 Comuni distribuiti nella Città metropolitana di Milano e nelle province di Monza e Brianza, Lecco e Varese, per potenziare le sinergie e dare vita a un’unica struttura organizzativa: l’Ufficio Information Technology di Rete.

“Dopo il consolidamento di Water Alliance, diventata quest’anno la prima rete nazionale dell’acqua, ora vogliamo puntare su un percorso sempre più condiviso dove unire le forze sul fronte delle dotazioni e delle competenze in ambito IT, commenta Michele Falcone, direttore sviluppo strategico di Gruppo CAP. L’obiettivo è sviluppare know-how, soluzioni applicative e piattaforme tecnologiche che possano essere messe a disposizione, in ottica di shared service, anche dagli altri gestori che fanno parte di Water Alliance, rendendo sempre più competitivo e all’avanguardia il sistema idrico integrato lombardo”.

“Grazie alle sinergie tra queste quattro water utility lombarde, abbiamo costituito un’unica struttura composta da 53 persone tra manager, esperti di prodotto e tecnologie, tecnici IT specializzati. Siamo organizzati in cinque dipartimenti seguendo linee guida dei framework internazionali di riferimento, in grado di rispondere alle esigenze di demand & delivery, service operation, gestione infrastrutture/cybersecurity, service desk e sistema informativo territoriale, commenta Michele Tessera, Direttore Centrale Information Technology e Trasformazione Digitale, a cui è stata affidata la direzione e l’organizzazione dell’Ufficio IT di Rete. Si tratta della più grande e organizzata struttura di Information Technology del settore, a un passo dalle prime certificazioni ISO 27001, che ci permetterà di mettere a fattor comune esperienze e competenze di personale qualificato, consolidando il percorso verso il futuro, integrando nel tempo, intelligenza artificiale, machine learning e tecnologie predittive, in modo da ottimizzare i costi e migliorare le performance a favore del business e di tuti gli stakeholder”.

In un momento in cui l’innovazione digitale è più che mai al centro delle strategie di sviluppo della governance aziendale e territoriale, l’accordo, attraverso lo strumento del knowledge sharing, mira a incrementare il potenziale innovativo e a cogliere i futuri trend tecnologici per rendere più competitive le infrastrutture del sistema idrico integrato. Tutto questo per favorire l’efficienza della gestione dell’attività e incrementare la capacità di investimento e di contenimento dei costi, senza tralasciare i servizi digitali orientati ai cittadini, fondamentali per gestire nel mondo più semplice e smart le utenze.

Attraverso l’Ufficio Unico, le 4 water utility si impegnano a condividere la strumentazione tecnica e operativa, coordinando in un'unica struttura organizzativa le figure professionali, al fine di garantire la corretta fruizione dell’intera dotazione tecnologica, il mantenimento e lo sviluppo dei data center, lo sviluppo e la manutenzione del parco software delle aziende in logica di integrazione dei dati e degli applicativi. Il Contratto di Rete, sottoscritto tra i 4 gestori, rappresenta lo sviluppo di un percorso di sinergie già avviato nel 2016 tra Gruppo CAP e BrianzAcque, nato proprio per creare un primo Ufficio IT di Rete interaziendale.

06/11
In Brianza, contro il rischio idraulico un patto tra Ordine degli Ingegneri e BrianzAcque

Monza, 4 novembre 2020 - L’intensificazione degli effetti dei cambiamenti climatici come bombe d’acqua, precipitazioni intense e ravvicinate con  danni e disagi a persone e cose.  E un territorio, la Brianza,  tra i più urbanizzati e popolosi d’Italia, che con  una ridotta superficie permeabile, vede una contrazione della capacità dei terreni e delle fognature di assorbire e di trattenere l’acqua.  In questo contesto, BrianzAcque,  già dal 2014 ha posto il corretto governo delle acque piovane al centro dei propri obiettivi in campo di politiche ambientali e di sicurezza urbana. Un impegno che si è rafforzato, nel 2017, dopo l’introduzione da parte di Regione Lombardia del principio di invarianza idraulica e idrologica. Tre parole traducibili in sintesi nella volontà di ridurre l’impatto delle acque piovane determinate dalle nuove attività di trasformazione del territorio attraverso azioni virtuose, il riuso della risorsa idrica e il ripristino dei cicli naturali. Questa normativa, destinata ai Comuni, chiamati a redigere appositi studi per la gestione del rischio idraulico,  è stata recepita da BrianzAcque che, facendo leva sulle proprie competenze e sul know how sviluppato nel settore,  in accordo con l’ATO di Monza e Brianza, si è accollata il compito di redigere gli studi per conto di  53 comuni del bacino di riferimento, tutti, nessuno escluso,  classificati in fascia di alta criticità idraulicaDopo aver dato vita ad un team interno di professionistidedicati, che si avvale del supporto di INU, (Istituto Nazionale di Urbanistica) e dei dipartimenti di tre Università lombarde,  ha ora siglato un accordocon l’Ordine degli Ingegneri di Monza e Brianza. Di fatto, il patto si traduce nell’istituzione di un tavolo tecnico permanente sui temi dell’invarianza idraulica e delle nuove opere di urbanizzazione. Un working group in progress che funga da punto di riferimento per i comuni della Provincia e per i professionisti, uniformando le procedure, promuovendo eventi formativi, un intendere partecipato e condiviso atto a creare altresì una cultura del rischio idraulico.

Ha rilevato il Presidente e Ad di BrianzAcque, Enrico Boerci: “L’alleanza con l’Ordine degli Ingegneri per una collaborazione stabile contro il rischio idraulico è strategica, in quanto implica un’ attività congiunta tra noi, ente gestore del servizio idrico e i progettisti, chiamati a dare concreta attuazione sul campo  agli studi e alle  norme contenute nel regolamento dell’invarianza. Sono convinto che per far fronte a problematiche come quella del corretto governo delle acque piovane si rendano sempre  più necessari  approcci interdisciplinari e forme cooperative tra diversi soggetti , istituzioni, atenei,  enti di ricerca così da creare partnership sinergiche.  Anche in questo frangente,  BrianzAcque dimostra tutta la propria resilienza nell’affrontare  una criticità e trasformarla  in un’opportunità nell’ottica di un nuovo approccio al futuro del territorio e del paesaggio”.   

Pierpaolo Cicchiello, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Monza e della Brianza, ha dichiarato: “L’Ordine degli Ingegneri di Monza e della Brianza,partecipando al progetto Brianza Restart (che vede coinvolti enti pubblici e privati, associazioni professionali e di categoria e ambientali, sindacati etc.. con la regia della Provincia di Monza Brianza) ha iniziato un percorso di attività sinergica con le realtà del territorio incrementando i contatti già in essere. In quest’ ottica in particolare si è attivato per costituire una partnership con Brianzacque relativa all’importante tematica dell’ invarianza idraulica e geologica che riteniamo di grande valore e di notevole utilità sia per i professionisti del settore , sia per gli enti pubblici. L’ obiettivo è quello di offrire un servizio alla collettività –elemento costitutivo dell’attività dell’ Ordine- ,ma anche di contribuire a implementare una cultura sul tema dell’ invarianza che , importante tassello  per la tutela dell’ ambiente del nostro territorio che peraltro presenta notevoli fragilità di natura idrogeologica”.

Intervenendo alla video conferenza stampa, svoltasi in mattinata,   Dario Fossati , Direttore Vicario U.O. Difesa del suolo e Gestione attività commissariali  - DG Territorio e Protezione Civile, Regione Lombardia ha evidenziato come tra i compiti di Regione Lombardia rientrino anche la verifica e la misurazione sul campo rispetto alla concreta applicazione dei provvedimenti adottati. Più nel merito, ha parlato della normativa sull’invarianza come di uno strumento che consentirà di non aggravare ulteriormente la gestione del rischio idraulico e, a lungo termine, di migliorare la situazione.  E riferendosi alla realtà di BrianzAcque, l’ha definita un’eccellenza nell’ambito del Servizio Idrico Integrato lombardo, un’azienda capace di guardare avanti sviluppando conoscenze e, nel caso specifico, affiancando le Amministrazioni Comunali nel non semplice compito di realizzare gli studi comunali sul rischio idraulico.  

In conclusione, le considerazioni di Massimiliano Ferazzini, direttore del settore Progettazione e Pianificazione di BrianzAcque: “ L’attenuazione del rischio idraulico sul nostro territori passa attraverso l’impegno di tutti: dall’ente gestore, ai comuni, al singolo cittadino e al suo professionista. E’ necessario fare sistema per attuare una strategia coordinata”Studi Comunali di gestione del Rischio Idraulico
Gli studi comunali di gestione del rischio idraulico che i Comuni sono tenuti a  predisporre contengono la mappatura delle attuali condizioni di rischio idraulico del territorio, derivante sia dai corsi d’acqua che dalla rete di fognatura, e illustrano le misure risolutive individuate per il controllo e per la riduzione delle condizioni di rischio. I risultati dello studio vanno infine recepiti dai singoli Piani di Governo del Territorio (PGT).

La verifica di invarianza Idraulica
In linea generale, la verifica di invarianza idraulica sottintende che la portata d’acqua generata da una riqualificazione e/o modifica urbanistica sia inferiore o al più uguale a quella generata dalla situazione preesistente, e che comunque rispetti  i valori massimi imposti dalle normative e dall’ente gestore del corso d’acqua o della rete fognaria di recapito. L’attività che viene svolta dal team dedicato di BrianzAcque, composto da professionisti del Settore Progettazione e Pianificazione Territoriale con il supporto tecnico-scientifico, metodologico e di ricerca di INU e degli atenei di Milano Bicocca (Dipartimento di Scienze dell’ambiente e della Terra); Università degli Studi di Brescia (Dipartimento di Ingegneria Civile, Architettura, Territorio, Ambiente e Matematica) e Università degli Studi di Milano (Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali, Produzione, Territorio ed Energia), comporta un’attività di raccolta e di analisi dei dati, la costruzione di un modello digitale del terreno, l’esecuzione di rilievi sul territorio e sui reticoli idrici. Ancora: l’implementazione del modello matematico-idraulico; l’analisi dello stato di fatto con l’individuazione delle aree di allagamento, le proposte  preliminare di misure strutturali e la definizione degli interventi risolutivi.