Veronica Nisco

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13/11
BrianzAcque risana senza scavi 8 km di collettore da Sovico al Parco di Monza

Il Presidente e Ad Boerci: “Soluzione ideale a tutela del territorio e delle comunità”.

BrianzAcque ha avviato il risanamento no dig, ovvero senza scavi, del collettore fognario che da Sovico trasporta le acque reflue fino al depuratore San Rocco di Monza: 7,6 chilometri di grosse  tubazioni, che corrono sotto la Strada Provinciale SP 6 Monza- Carate Brianza per poi innestarsi nel “giacimento”  verde dello storico Parco di Monza, l’oasi verde cintata più grande d’Europa.  Un intervento record con   oltre 16 milioni di costi di lavori, 2 anni di progettazione, altrettanti di esecuzione e il coinvolgimento di 5 comuni.  La scelta di utilizzare la tecnologia no dig al posto del tradizionale sistema dello scavo a cielo aperto, si è rivelata vincente in quanto consente di risanare le vecchie condotte dall’interno limitando al minimo le manomissioni di suolo lungo la strada Provinciale, asse viabilistico tra i più trafficati della Brianza,  come pure di salvaguardare l’immenso patrimonio naturalistico del Parco e il suo prezioso ecosistema. Grazie all’impiego di questa tecnologia innovativa, in perfetta linea con i principi e gli obiettivi di sostenibilità, si ottengono benefici di carattere ambientale, sociale ed economico. 

L’operazione, che vede coinvolti i comuni di Sovico, Macherio, Biassono, Vedano al Lambro e Monza, è stata illustrata nel corso della mattinata a margine di un seminario formativo sull’argomento promosso da BrianzAcque in partnership con l’Ordine Ingegneri di Monza e Brianza e a cui ha partecipato la terza classe del liceo di scienze sperimentali “Maddalena di Canossa” di Monza.   

Ha rimarcato il Presidente e AD di BrianzAcque, Enrico Boerci: “In  Italia, siamo state tra le prime società del settore  ad applicare in modo consistente la tecnologia no dig, significativa  per il raggiungimento degli obiettivi di transizione ecologica. Dopo alcuni interventi diventati delle case history, ora lavoriamo alla riabilitazione strutturale del grande collettore, infrastruttura vecchia di quasi 60 anni  e bisognosa di cure,  che sarà preventivamente  rimessa  a nuovo evitando l’apertura dei tradizionali cantieri  a  tutela del territorio e  delle comunità”. 

Il costo dell’opera pari a 16 milioni di lavori sarà sostenuto utilizzando un prestito BEI (Green Loan)  per un importo di  7,72 milioni e un finanziamento di Regione Lombardia per  3,5 milioni. BrianzAcque coprirà la restante parte con l’impiego degli introiti delle bollette del servizio idrico integrato fornito nei 55 comuni dell’ambito di competenza di MB.

Se il nostro territorio si dimostra anche oggi all’avanguardia e sempre pronto a fare scuola – ha detto il vice Presidente della Provincia di Monza e Brianza, Riccardo Borgonovo - è soprattutto grazie ad aziende pubbliche come BrianzAcque, che fanno dell’innovazione il proprio punto cardine, dando prova non solo di sapienza ingegneristica ma anche e soprattutto di cura nei confronti dei cittadini della nostra Provincia. I complimenti dunque da parte di tutta la Provincia di Monza e della Brianza a BrianzAcque e a tutti i partner che hanno collaborato nel progetto, con l’augurio che questo possa dettare la strada da prendere per gli interventi a venire.”

Dopo aver preso avvio da Sovico lo scorso luglio, i lavori proseguono da Nord in direzione Sud con basso impatto ambientale.  Attualmente, sono in corso tra i comuni di Biassono e di Vedano al Lambro. La Provinciale 6 è coinvolta per un tratto di 4,3 km. (56% del progetto).    Dei 7,6 km. totali di tubazioni da riqualificare gli altri 2,8, (corrispondenti a poco più del 35%)  si snodano all’interno della cinta del Parco dove il collettore entra da Vedano al Lambro in via Ambrogio Villa e prosegue su viale Cavriga per finire in via Lecco con l’attraversamento del fiume Lambro.

Le attività di cantiere, ai margini della carreggiata stradale, procedono a step ma contemporaneamente in più punti del tracciato con scavi ridotti al minimo, giusto allo spazio necessario per consentire ai mezzi delle imprese di raggiungere i sottoservizi e il passaggio del liner che risana la condotta per lunghezze mediamente di circa 100 metri per volta.

Ha sottolineato Paolo Trombetti, Presidente IATT- Italian Association for Trenchless Technology: “L’intervento di BrianzAcque dimostra ancora una volta l’eccellenza tecnica e la sicurezza ambientale che assicurano le trenchless technology alle utility, ai territori e ai cittadini. Se oggi vogliamo realmente centrare gli obiettivi di qualità in servizi strategici come quello idrico, allora dobbiamo fare un deciso ricorso al no dig, unica famiglia di tecnologie e processi capace di coniugare sostenibilità ambientale, sociale ed economica”.

Nell’ambito delle varie tecnologie no dig, il settore progettazione e pianificazione di BrianzAcque, che al suo attivo vanta la realizzazione di importanti interventi di questo genere conosciuti come case study  a livello nazionale, ha ritenuto più valido il metodo del relining. La tecnica permette di installare un nuovo tubo all’interno di quello esistente utilizzandolo come cassero. Il nuovo tubolare- chiamato liner- viene impregnato di resina, inserito e fatto indurire dentro il tubo ospite. In questo modo, la condotta viene  riscostruita dal di dentro,  riacquista la piena funzionalità statica e idraulica  senza ricorrere a effrazioni delle superfici e allo smantellamento delle tubature. Procedere con la sostituzione delle tubature con il classico cielo aperto avrebbe comportato tempi di esecuzione dell’intervento più lunghi e notevoli problematiche per i comuni e per il patrimonio green del Parco. In particolare, lavorare con il no dig consente  di evitare tutta una serie di disagi legati al trittico: sicurezza, traffico, vincoli. Sicurezza perché lo scavo a cielo aperto si trascina maggiori problemi legati alla sicurezza degli operai che lavorano nei cantieri e agli utenti della strada. Il traffico perché posare a cielo aperto significa chiudere strade e corsie di marcia con ripercussioni sull’ aumento dei tempi di percorrenza e maggiore  inquinamento per la  formazione di code. Da ultimo,  i vincoli in quanto scavare a cielo aperto significa avere a che fare soprattutto con l’ interferenze dei sottoservizi esistenti con relativo rallentamento e incremento dei costi dell’opera.

“L’intervento sul collettore principale est da Sovico a Monza è un intervento di risanamento strutturale per evitare che la vetustà delle tubazioni unita alle sollecitazioni esterne porti ad un collasso delle condotte – ha spiegato Mauro Pozzi, responsabile settore progettazione e pianificazione della monoutility dell’idrico-   La decisione di intervenire rientra in un approccio di manutenzione preventiva che BrianzAcque sta adottando in maniera sempre maggiore al fine di evitare situazioni di emergenza che possano causare grandi disagi alla cittadinanza,  soprattutto in corrispondenza di reti viarie particolarmente trafficate come la SP 6, ed è anche volto a prevenire criticità ambientali e la collettività mantenendo il funzionamento ottimale del servizio fognario.

Comunicare il progetto con la realtà aumentata

Alla metodologia no dig, tecnologia vera e propria dell’intervento di risanamento, BrianzAcque ha voluto aggiungere  l’innovazione di un modello comunicativo destinato ai cittadini e basato sulla realtà aumentata.  L’impiego dell’esperienza 3D  con la semplice scannerizzazione di un codice QR, consente  l’interazione e l’immersione in un mondo virtuale parallelo. Attraverso il proprio device, smartphone, tablet, il cittadino viene accompagnato da un personaggio animato alla scoperta di tutte quelle informazioni utili alla comprensione delle lavorazioni lungo l’asse stradale da Sovico a Monza non visibili in superfice. Il codice QR è inserito nella grafica di “vestizione” di tutta la cartellonistica impiegata per delimitare i piccoli cantieri mobili che si spostano lungo l’arteria interessata dai lavori. L’applicazione sarà disponibile e scaricabile nei prossimi giorni.

31/10
Padania Acque S.p.A.: presentato il primo Bilancio di Sostenibilità del gestore unico dell’idrico cremonese

Il convegno ha messo al centro la risorsa idrica e la sua gestione nel territorio provinciale in ottica sostenibile.

Valore e cura, qualità e sicurezza, innovazione e rigenerazione. Sono queste le parole chiave, tradotte in numeri e dati, che raccontano il primo Bilancio di Sostenibilità realizzato da Padania Acque. Il documento, presentato ufficialmente nel pomeriggio del 30 ottobre durante l’evento “Essere sostenibili per creare valore”, che si è svolto nella suggestiva cornice dello storico teatro comunale di Casalmaggiore, misura l’impegno sostenibile del gestore unico dell’idrico cremonese valutandone le performances, le azioni e la capacità della Società di gestire le tematiche ambientali, sociali, di governance ed economiche e i relativi impatti. La rendicontazione non finanziaria dell’anno 2022, curata insieme a REF Ricerche, azienda specializzata in ricerca, consulenza e analisi, valuta i principali indicatori di sostenibilità con riferimento agli standard internazionali Global Reporting Initiative (GRI) secondo gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030.

Il convegno è stato aperto dai saluti istituzionali di Giovanni Gagliardi, Vicepresidente della Provincia di Cremona, Filippo Bongiovanni, Sindaco di Casalmaggiore e Cristian Chizzoli, Presidente di Padania Acque.

«Il Bilancio di Sostenibilità, ha dichiarato il Presidente Chizzoli, è uno strumento strategico che permette di tracciare in modo chiaro e trasparente la gestione e le prestazioni aziendali, allo scopo di analizzare i risultati ottenuti, pianificare gli interventi e fissare gli obiettivi da raggiungere nel medio-lungo periodo. Sono ben 8 su 17 gli SDGs a cui Padania Acque contribuisce con le proprie attività, secondo un approccio responsabile nella triplice dimensione economica, sociale ed ambientale».

L’evento è entrato nel vivo con la presentazione del Bilancio di Sostenibilità, affidata a Paolo Vicentini, responsabile Qualità, Sostenibilità, Sicurezza e Ambiente di Padania Acque S.p.A. e a Giulia Alberti, Senior Consultant di REF Ricerche, che ha affiancato il team interno del gestore idrico preposto alla stesura del documento.

La fotografia di Padania Acque nel 2022 è rappresentata sinteticamente dai seguenti dati: 113 comuni serviti, 179.458 utenze, 2.239 km di rete di acquedotto e 2.129 km di rete fognaria, 38.094 megalitri di acqua prelevata dall’ambiente, 35.513 megalitri di acqua immessa nella rete idrica, 43.813 megalitri di acque reflue trattate, 237 pozzi di prelievo, 90 serbatoi, 73 impianti di potabilizzazione, 102 impianti di depurazione.

Nel 2022 il gestore idrico cremonese ha distribuito sul territorio 56,56 milioni di euro e il 92% del valore economico generato è stato distribuito agli stakeholder. L’occupazione è cresciuta del 3,4%, passando a 182 dipendenti, di cui il 98,9% con contratto a tempo indeterminato, e tra i nuovi assunti la maggior parte (il 75%) è compresa nella fascia di età tra i 30 e i 50 anni, mentre gli under 30 rappresentano il 19% delle nuove risorse umane. In tema di qualità e sicurezza, Padania Acque ha conseguito tre certificazioni, analizzato 66.540 parametri relativi all’acqua prelevata dall’ambiente con il 100% dei parametri conformi ai limiti di legge. Padania Acque si colloca in classe A per le perdite idriche: quelle lineari (mc/km/gg) si attestano all’8,85, rispetto al 17,2 della media gestori idrici italiani, e quelle percentuali al 23,0% contro il 40,7% della media nazionale.

I consumi totali di energia sono in calo e pari a 140.943 GJ8, un dato in diminuzione del 5% rispetto all’anno 2021 e del 10% rispetto al 2020, inoltre l’energia elettrica acqui­stata proviene al 100% da fonti rinnovabili. Si evidenziano, infine, ulteriori dati a beneficio dell’ambiente: l’85% degli automezzi aziendali è a basso impatto ambientale e soltanto l’1,01% dei fanghi prodotti viene avviato a discarica, contro l’8,5% della media dei gestori idrici italiani.

Il dialogo e il confronto tra Stefano Ottolini, Direttore Generale di Padania Acque, e Martina Mantovani, studentessa di Scienze Ambientali all’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha contribuito a spiegare cosa significhi concretamente attuare politiche sostenibili all’interno di un’azienda e come perseguirle con efficacia raggiungendo obiettivi e risultati, secondo diverse prospettive generazionali.

«Il nostro primo Bilancio di Sostenibilità, ha commentato il DG Ottolini, dimostra che siamo riusciti a mantenere alta la qualità e l’efficienza del Servizio Idrico Integrato con investimenti rilevanti paragonabili ad altri Paesi europei e al di sopra della media italiana: 18,75 milioni di investimenti realizzati nel 2022 (+6,5% rispetto al 2021) e 29,26 milioni di euro di investimenti programmati nel 2023 (+ 62,5% rispetto al 2022) con un investimento ad abitante che si calcola tra i 75 e gli 80 euro. Abbiamo destinato ingenti risorse al rinnovamento delle infrastrutture e delle reti idriche, alla razionalizzazione e all’efficientamento degli impianti, alla digitalizzazione e all’impiego di nuove tecnologie, ma anche allo sviluppo delle risorse umane e alla loro formazione, all’implementazione della comunicazione e al potenziamnto dei canali di contatto e di relazione con i clienti. Investimenti effettuati sempre con una tariffa contenuta: il costo per un metro cubo, ovvero per mille litri di acqua, in provincia di Cremona si è attestato a 1,73 euro, un livello nettamente inferiore alla media delle tariffe europee, pari a 3,33 euro al metro cubo, e alla media delle tariffe italiane pari a 2,15 euro al metro cubo».

È seguita la tavola rotonda, moderata dal Direttore Stefano Ottolini, cui hanno preso parte Giovanni Caucci, Partner di Agenia S.r.l, il Presidente Cristian Chizzoli, Maurizio Ferraroni, Vicepresidente di Associazione Industriali della Provincia di Cremona con delega all’Ambiente e alla Sostenibilità, Alessandro Russo, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Cap Holding, Vicepresidente di Utilitalia e Presidente di Confservizi Lombardia e Samir Traini, Partner di REF Ricerche. Un momento di dibattito costruttivo tra diversi attori della Sostenibilità che hanno portato la loro personale esperienza e offerto il loro competente e qualificato contributo.

Le conclusioni sono state affidate a Stefano Belli Franzini, Presidente dell’Ufficio d’Ambito della Provincia di Cremona, che ha espresso soddisfazione per i risultati conseguiti da Padania Acque in stretta e proficua sinergia con l’ente d’Ambito provinciale e ad Alessandro Lanfranchi, Amministratore Delegato di Padania Acque, il quale ha concluso sottolineando che «il gestore unico dell’idrico cremonese persegue standard industriali di alto profilo e risultati economico-finanziari rilevanti operando nell’ottica della sostenibilità, dello sviluppo economico, della valorizzazione dei patrimoni pubblici e dimostrando la capacità di saper rispondere in modo proattivo alle sfide presenti e future. Tra queste vi è la grande attenzione riservata al sostegno alle utenze fragili grazie all’attività svolta da Fondazione Banca dell’Acqua che nel 2022 ha coinvolto 19 utenti in progetti e percorsi socialmente utili finalizzati al recupero della morosità incolpevole».

30/10
Water Alliance, GSE e Regione Lombardia: firmato il protocollo per lo sviluppo sostenibile delle infrastrutture idriche in Lombardia

Servizio Idrico Integrato: stipulato a Palazzo Lombardia un patto istituzionale finalizzato alla valutazione della “Qualità Energetica” nella regione

È stato sottoscritto oggi, presso la Sala Solesin di Palazzo Lombardia, il protocollo d’intesa con il quale Water Alliance – Acque di Lombardia, GSE – Gestore Servizi Energetici S.p.A. e Regione Lombardia danno il via a una collaborazione istituzionale volta a favorire la sostenibilità dello sviluppo delle infrastrutture idriche della Regione Lombardia gestite dalle aziende pubbliche del Servizio Idrico Integrato aderenti alla Rete di Water Alliance – Acque di Lombardia.

A firmare l’accordo, che ha validità triennale, sono stati l’Assessore regionale all’Utilizzo Risorsa Idrica Massimo Sertori, insieme alle cariche apicali dei soggetti coinvolti: l’Ing. Enrico Pezzoli per Water Alliance – Acque di Lombardia e l’Ing. Paolo Arrigoni per il GSE.

Lo scopo della collaborazione consiste nel supportare la valutazione della “Qualità Energetica” delle gestioni delle retiste di Water Alliance – Acque di Lombardia, supportando la sostenibilità dello sviluppo delle infrastrutture idriche del territorio lombardo, valorizzando gli asset produttivi esistenti mediante interventi di efficientamento energetico e di integrazione delle fonti rinnovabili, promuovendo la riduzione dei consumi e sostenendo altresì l’accelerazione degli investimenti. Tale obiettivo verrà perseguito attraverso il monitoraggio delle performance degli impianti delle imprese, il supporto alla pianificazione d’Ambito per l’implementazione di interventi di efficientamento idrico-energetico e di sviluppo della capacità produttiva da fonti energetiche rinnovabili, nonché attività di informazione e formazione per la diffusione dell’efficienza energetica e delle stesse fonti rinnovabili, anche mediante l’attivazione di uno sportello virtuale di assistenza.

“Questo protocollo d’intesa rappresenta un ulteriore passo verso lo sviluppo sostenibile che caratterizza l’attività di Water Alliance – Acque di Lombardia”, dichiara l’Ing. Enrico Pezzoli, Presidente e AD di Como Acqua, nonché guida della Rete regionale. “Il nostro impegno quotidiano consiste nel mantenimento di livelli di eccellenza nel servizio che eroghiamo al territorio e in una costante spinta al miglioramento delle performance, anche e soprattutto dal punto di vista ambientale. La collaborazione con GSE e Regione ci consentirà di accelerare ulteriormente sul fronte dell’efficientamento energetico e della diffusione delle fonti energetiche rinnovabili, anticipando gli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dal Green Deal europeo e dall’Agenda Onu per la neutralità climatica al 2050”.

Paolo Arrigoni, Presidente del GSE, dichiara: “L’obiettivo di questo accordo è quello di permettere al Sistema Idrico Integrato lombardo di contribuire all'efficientamento energetico, ridurre i consumi e migliorare i servizi rivolti ai cittadini. Siamo certi che raccordare le progettualità di intervento del Sistema Idrico Integrato con gli strumenti messi a disposizione dal GSE, come il meccanismo dei Certificati Bianchi, possa favorire una maggiore efficienza del settore e sviluppare una cultura della sostenibilità diffusa”.

“La firma di questo Protocollo da parte di Regione - dichiara Massimo Sertori, Assessore regionale a Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo Risorsa Idrica - evidenzia l’importanza strategica che l’Ente attribuisce sia alle politiche energetiche volte all’efficientamento, alla diversificazione delle fonti ed sviluppo delle rinnovabili, sia alle politiche di tutela delle acque, all’interno delle quali riconosciamo il ruolo attivo dei gestori del servizio idrico integrato, considerati oramai non solo dei semplici stakeholder, ma dei partner importanti con cui promuovere la tutela qualitativa e quantitativa delle risorse idriche. Non a caso il Programma Regionale di Sviluppo della nuova legislatura è definito un programma “Sostenibile”, ed in esso gli obiettivi strategici legati all’energia ed alle acque sono dei pilastri fondamentali, su cui poggia l’attività del mio assessorato”.

20/10
Le Fonti Awards: Enrico Pezzoli premiato come CEO dell’anno

La costante crescita e lo spiccato carattere green di Como Acqua valgono il prestigioso riconoscimento al suo Presidente e Amministratore Delegato

Nel corso dell’ultima prestigiosa edizione “CEO SUMMIT & AWARDS 2023”, tenutasi ieri a Milano, presso il palazzo Mezzanotte – Borsa Italiana, l’Ing. Enrico Pezzoli, Presidente e AD di Como Acqua, è stato premiato come CEO dell’anno: la giuria ha riconosciuto il merito della figura apicale, “Per l’eccellente capacità manageriale grazie alla quale l’azienda ha visto crescere di pari passo la qualità del servizio offerto e la leadership di settore. Per aver favorito l’introduzione di nuove soluzioni tecnologiche a tutela dell’ambiente”.

Il successo dell’Ing. Enrico Pezzoli come manager fa seguito a quello di Como Acqua che, lo scorso giugno, è stata premiata sullo stesso palco come eccellenza dell’anno nella categoria “sostenibilità & leadership -  servizio idrico integrato”.

“Nel ricevere questo premio tengo particolarmente a dire quanto per me il lavoro abbia da sempre rappresentato soprattutto un’occasione di crescita personale, accompagnata a un forte senso di dovere e rispetto degli impegni presi – commenta l’Ing. Pezzoli. Quando, come in questo caso, ottengo anche una tangibile conferma che i miei sacrifici e la passione con cui lavoro vengono compresi, allora non posso che ringraziare per il riconoscimento, provando sincero orgoglio e grande soddisfazione nell’entrare a far parte dell’illustre albo d’oro delle personalità che si sono aggiudicate questo premio in passato. Condivido la mia soddisfazione con tutti coloro che, al mio fianco, affrontano con me continue sfide ed esperienze nel settore delle infrastrutture e del servizio idrico integrato, misurando, affinando ed accrescendo quotidianamente la propria professionalità e capacità di raggiungere obbiettivi.”

Le Fonti vanta una community focalizzata al business di oltre 10 milioni di persone e i suoi Awards rappresentano un riconoscimento di eccellenza che, nel corso degli anni, è stato assegnato a marchi di indiscusso valore quali Deutsche Bank, ENI, Rai, Vodafone, Snam, Banca Mediolanum, Intesa Sanpaolo, Pfizer, Societe Generale, Menarini, DHL, Salini Impregilo, Takeda, Brunello Cucinelli e Versace, solo per nominarne alcuni. Tra i riconoscimenti individuali di questa edizione, accanto al Presidente e AD Enrico Pezzoli sono state premiate altre cariche apicali, di importanti aziende del settore finanziario, assicurativo e medico-farmaceutico.

10/10
Acque Bresciane si aggiudica il primo premio al Bilancio da Oscar

Nella categoria medie e grandi imprese la società benefit ha visto valorizzato il suo primo bilancio integrato, che rendiconta gli aspetti economico finanziari, di sostenibilità e d’impatto sul territorio. Una modalità che sarà obbligatoria solo in Europa solo nel 2026.

Un Bilancio da Oscar per Acque Bresciane SB che ha ricevuto il massimo riconoscimento nella categoria grandi aziende per la prima edizione Oscar dei bilanci di sostenibilità. Promosso da Futura EXPO e Giornale di Brescia per mettere in luce l’impegno delle realtà del territorio nella rendicontazione di sostenibilità.

Per valutare i report presentati da imprese, pmi, cooperative e terzo settore è stato impiegato, in collaborazione con l’Università di Brescia, il modello messo a punto da Santa Chiara Lab dell’Università di Siena.

Siamo impegnati a rendicontare i nostri obiettivi e i traguardi raggiunti fin dal 2017, anno della nostra costituzione – ha spiegato la Presidente di Acque Bresciane Patrizia Belli -.  Lo abbiamo fatto volontariamente e quest’anno abbiamo scelto di presentare il nostro Primo Bilancio Integrato, anticipando le direttive europee. A garanzia della serietà dei nostri report, dal 2018 li abbiamo sempre redatti secondo standard internazionali e sottoposti alla verifica di società di revisione indipendenti, e il Premio di oggi è un ulteriore riconoscimento del lavoro fatto da tutta la società”.

Dall’anno scorso siamo una Società benefit, primi a intraprendere questa scelta fra le utility del settore idrico - ha commentato Francesco Esposto, responsabile Sostenibilità e Innovazione -. Per noi è importante creare benessere per il nostro territorio e per i cittadini, e misuriamo anche questo impatto nel Bilancio integrato. Ci occupiamo di acqua, una risorsa preziosa che va tutelata, e di ambiente, ma non solo, anche l’attenzione ai dipendenti, alla diversità e all’inclusione sono per noi argomenti prioritari”.

Il bilancio della società benefit fa riferimento al Piano di Sostenibilità al 2045, e aiuta a capire se stiamo andando nella giusta direzione o se – anche per cause esterne – occorre ritarare gli obiettivi. I dati economici al 31 dicembre 2022 hanno fatto registrare 4 milioni di utili e 40 d’investimenti. A fornitori e dipendenti sono stati distribuiti 79 milioni di euro. La cerimonia di premiazione, condotta dal Direttore del Giornale di Brescia Nunzia Vallini, ha visto la partecipazione di Silvia Mangiavini, vicepresidente Confindustria Brescia, Claudio Teodori, Università degli Studi di Brescia, Elisa Bevilacqua di Efrag, Marco Nava, Direttore regionale Lombardia Sud di Banca Intesa, Roberto Saccone e Massimo Zilletti, rispettivamente Presidente e Segretario generale della Camera di Commercio bresciana.

06/10
Water Alliance sempre più coesa nella battaglia per la tutela dell’acqua salubre e sicura

Il convegno, organizzato dalla Rete che unisce i 13 gestori lombardi, ha messo al centro l’articolata attività laboratoriale svolta quotidianamente per garantire agli oltre 9 milioni di cittadini serviti un Servizio Idrico Integrato di eccellenza, anche alla luce delle recenti novità normative

Nel pomeriggio di ieri, presso lo storico Teatro San Domenico, si è tenuto il Festival dei Laboratori, convegno organizzato da Water Alliance – Acque di Lombardia, che riunisce le 13 società del Servizio Idrico Integrato regionale. Al centro dell’appuntamento, la Direttiva UE 2020/2184 sulle acque potabili, il suo recepimento nel nostro Paese e l’impatto che l’introduzione della normativa avrà sulle attività dei laboratori della Rete.

L’incontro, moderato da Sara Monaci, giornalista de Il Sole 24 Ore, ha visto avvicendarsi figure istituzionali, esperti e tecnici del settore che, con uno sguardo di ampio respiro – dal livello regionale, a quello nazionale ed europeo – hanno approfondito le sfide che il SII affronta quotidianamente per garantire la propria mission, ossia assicurare ai cittadini e consumatori un’acqua sicura, buona e di qualità.

La Direttiva 2020/2184, inoltre, non solo accoglie l’eredità della precedente 98/83/CE, ma apporta sostanziali novità, tra cui l’introduzione di nuovi parametri da analizzare, l’implementazione di un approccio basato sull’analisi del rischio, una valutazione della rete idrica interna agli edifici, la promozione di un migliore accesso all’acqua, una più stringente regolamentazione della tipologia di informazioni da fornire ai consumatori, fino all’omogeneizzazione dei differenti sistemi nazionali di approvazione dei materiali a contatto con le acque destinate al consumo umano.

L’evento è stato aperto dall’Ing. Enrico Pezzoli, Presidente e AD di Como Acqua, nonché portavoce di Water Alliance, e da Cristian Chizzoli, Presidente di Padania Acque, che ha ospitato l’evento. L’inizio del dibattito è stato invece affidato a Stefano Ottolini, Direttore Generale Padania Acque. Il focus si è incentrato sulla normativa europea – ed il suo recepimento in Italia – attraverso il contributo di Luca Lucentini, Direttore del Reparto di Qualità dell’Acqua e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità che ha delineato con precisione il senso, il fine, l’efficacia e l’evoluzione dei controlli che il Centro Nazionale per la sicurezza delle acque attua nel nostro Paese e la loro espressione nelle linee guida nazionali per l’implementazione dei piani di sicurezza dell’acqua. Un lavoro certosino, che fa dell’Italia un benchmark qualitativo per la tutela della salute degli utenti del Servizio Idrico Integrato.

Il testimone è quindi passato a Silvia Bartolini, Capo dell’Unità Marine Environment and Clean Water Services della Commissione Europea la quale, partendo dalle sfide globali che ci troviamo ad affrontare in quest’epoca, ha evidenziato priorità e impegni presi dall’UE all’interno dell’articolato Green Deal europeo, ripercorrendo la road map che il Vecchio Continente si è posto, attraverso la Direttiva 2020/2184. Sempre sugli aspetti correlati alla salute, sicurezza e qualità della risorsa idrica, dettagliando le attività che ATS Val Padana mette in campo a fianco del Gestore del Servizio Idrico Integrato nella sorveglianza puntuale delle acque destinate al consumo umano, si è sviluppato l’approfondimento di Cristina Somenzi, Direttore del DIPS (Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria) di ATS Val Padana.

È seguita la tavola rotonda, cui hanno preso parte Paolo Vicentini, Coordinatore della Rete dei Laboratori Water Alliance e Responsabile Funzione Qualità Sostenibilità Sicurezza Ambiente di Padania Acque, Desdemona Oliva, Direttore Ricerca e Sviluppo Gruppo CAP, Sabrina Sorlini, Professore Ordinario di Ingegneria Sanitaria-Ambientale del Dipartimento di Ingegneria Civile, Architettura, Territorio, Ambiente e di Matematica (DICATAM) dell’Università degli Studi di Brescia. Al panel si sono unite anche le voci tecniche di Luca Lucentini e di Cristina Somenzi.

Le conclusioni sono state affidate a Massimo Sertori, Assessore agli Enti Locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica di Regione Lombardia e ad Alessandro Lanfranchi, Amministratore Delegato di Padania Acque.

L’Ing. Enrico Pezzoli, portavoce della Rete, commenta il successo del convegno: “Questi eventi sono momenti di confronto indispensabili per Water Alliance: stimolano riflessioni, consentono di indagare le evoluzioni del servizio, facendo il punto sullo stato dell’arte ma soprattutto favorendo una proiezione verso il futuro. Il nostro lavoro, la custodia, la valorizzazione e la gestione della risorsa idrica non si esauriscono mai e ci impongono costantemente di adottare nuove strategie, approntare progetti e sostenere investimenti nel segno dell’innovazione e della sostenibilità, con la consapevolezza che, per difendere un bene di tutti, l’acqua, si richiede uno sforzo sinergico, esattamente quello che la nostra Rete ha come vocazione”.

Proprio nel contesto della svolta normativa portata dalla Direttiva Europea, focus del Festival dei Laboratori, si è perfettamente inserito il racconto della quotidiana attività laboratoriale che le 13 società retiste di Water Alliance conducono con successo.

Ogni gestore ha la responsabilità di monitorare la qualità dell’acqua erogata ai propri utenti. Questo obiettivo trova conferma e implementazione ulteriore proprio grazie alla rete di laboratori di Water Alliance. Unire le forze, significa a livello fattuale poter contare su un vero network, capillarmente distribuito sul territorio in 22 sedi con 171 operatori che annualmente analizzano 2.852.148 parametri e 144.315 campioni, mettendo a sistema comune competenze, tecnologie e know-how”, riferisce Stefano Ottolini, Direttore Generale Padania Acque e referente della Rete dei Laboratori Water Alliance.

La presenza dell’Assessore Regionale Massimo Sertori, anche in rappresentanza del Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, conferma ancora una volta lo stretto dialogo che Water Alliance intesse con le istituzioni: “È indispensabile una programmazione ordinata degli interventi strutturali necessari a un utilizzo sempre più razionale della risorsa idrica ed al miglioramento e tutela della sua qualità. Per fare ciò non si può prescindere da un profondo e diretto coinvolgimento da parte di tutti gli attori del settore, in quanto condividiamo un obiettivo comune, ossia tutelare, conservare e utilizzare in modo sostenibile un bene vitale che, alla luce dei cambiamenti climatici in corso, non possiamo più dare per scontato”.

02/10
Padania Acque S.p.A.: arriva il QR Code per prelevare dalle case dell’acqua senza sprechi

È in corso il revamping tecnologico per garantire un prelievo antispreco dalle fonti attive nel territorio provinciale. Dal 2 ottobre saranno 40 le case dell’acqua dalle quali si potrà prelevare gratuitamente fino a 8 litri al giorno mediante QR Code. Gli altri impianti verranno predisposti alla nuova modalità di prelievo nei prossimi mesi e si prevede l’adeguamento di quattro case dell’acqua al mese.

Arriva il QR Code per riempire la bottiglia e la borraccia dalle case dell’acqua senza sprechi. L’innovazione tecnologica riguarderà, a partire dal 2 ottobre, quaranta impianti e, gradualmente, con una previsione di circa quattro fonti al mese, verrà estesa a tutte le case dell’acqua installate nell’esteso territorio provinciale. L’obiettivo? Regolamentare l’erogazione di acqua potabile, bene comune e prezioso, garantendo un prelievo equo e corretto della risorsa, che viene erogata per un uso esclusivamente alimentare (acqua da bere) e non per altri utilizzi.

Padania Acque, in recepimento dell’atto di indirizzo dell’Assemblea dei sindaci del 20/12/2021, ha prima sperimentato con successo il nuovo sistema di prelievo presso la Fonte del Parco di Bonemerse, testandone il funzionamento per la durata di circa in un anno, dopodiché ha avviato un articolato e progressivo intervento di adeguamento tecnologico degli impianti che si concluderà alla fine del 2024.

«Il progetto, dichiara il Presidente di Padania Acque Cristian Chizzoli, nasce dalla volontà di assicurare a tutti i nostri clienti un servizio di qualità e, al contempo, di evitare eccessi di consumo e utilizzi impropri di acqua potabile da bere».  

«La nuova modalità di prelievo consente di uniformare l’attuale sistema di utilizzo delle case dell’acqua installate nel corso degli anni, favorendo l’accesso pubblico all’acqua di rete senza dannosi sprechi della risorsa idrica, che deve essere usata consapevolmente e razionalmente», ha commentato l’Amministratore delegato Alessandro Lanfranchi.

Ad oggi le case dell’acqua attive sono 104, ma entro la fine dell’anno diventeranno 111. Sono 134.104 le utenze domestiche, 24.260 le utenze condominiali e 2.044 i titolari di pozzi privati con scarico nella fognatura pubblica che potranno fruire del servizio in tutta la provincia di Cremona, non solo presso la casa dell’acqua del comune di residenza.

DOVE SI TROVA IL QR CODE

Sulle bollette cartacee e digitali di tutti i clienti titolari di una o più utenze domestiche, sulle comunicazioni inviate ai residenti di complessi condominiali con utenza centralizzata e ai titolari di pozzi privati con scarico nella fognatura pubblica.

Il QR Code è disponibile anche in formato digitale scaricando gratuitamente l’App ACQUA TAP e registrandosi.

COME SI PRELEVA

Ogni utenza può prelevare gratuitamente fino a 8 litri di acqua naturale e/o frizzante refrigerata al giorno. Non servono quindi pagamenti ma è sufficiente esporre il QR Code associato esclusivamente alla propria utenza (e quindi da non cedere a soggetti esterni al proprio nucleo famigliare) in corrispondenza del lettore ubicato a lato della nicchia di prelievo sotto i pulsanti.

DOVE È POSSIBILE PRELEVARE CON IL QR CODE. A partire dal 2 ottobre sarà possibile prelevare con il QR Code dalle seguenti 40 fonti e progressivamente presso gli altri impianti, che verranno dotati di apposito lettore. Resta inteso che, finché non sarà attivo il prelievo mediante QR Code, è possibile accedere al servizio secondo le vigenti modalità di prelievo (libero o con tessera).

Per ulteriori informazioni Padania Acque invita i clienti a contattare il numero verde gratuito 800 710 711 o a scrivere all’indirizzo e-mail info@padania-acque.it. Aggiornamenti sul servizio e notizie sono disponibili sul sito web della Società www.padania-acque.it e sui canali social.

25/09
Va “in scena” al teatro San Domenico di Crema il Festival dei Laboratori di Water Alliance – Acque di Lombardia.

Un appuntamento firmato Rete dei Gestori Idrici Lombardi e incentrato sull’articolata attività laboratoriale che i 13 Gestori Idrici Lombardi mettono in campo quotidianamente per garantire agli oltre 9 milioni di cittadini serviti, un’acqua di qualità, buona e sicura.

Giovedì 5 ottobre, alle ore 16:00 si alzerà il sipario sul Festival dei Laboratori, appuntamento ospitato presso lo storico Teatro San Domenico di Crema ed organizzato da Water Alliance – Acque di Lombardia per analizzare gli effetti del recepimento della nuova Direttiva UE sulle acque potabili nel nostro Paese e quale impatto comporterà sulle specializzazioni dei Laboratori della Rete lombarda.

L’appuntamento sarà l’occasione ideale per presentare attività e obiettivi – oltre a sfide e impegni – che vedono coinvolti i diversi attori del settore idrico.

Il ricco e composito panel di relatori comprenderà figure istituzionali e tecnici che, con la conduzione di Sara Monaci de II Sole 24Ore, accompagneranno il pubblico in un percorso di approfondimento in merito alla Direttiva Europea 2020/2184, indagandone aspetti legislativi, evidenziando l’eredità che porta in sé ma soprattutto sottolineando le novità che il suo recepimento comporta fattualmente per i 13 Gestori del SII lombardo.

Si può dire che ne sia passata di acqua sotto i ponti, da quando, oltre un ventennio fa, venne emanata l’ultima direttiva europea, la 98/83/CEE. Con questa nuova evoluzione legislativa si rimarcano due scopi principali, ossia la volontà di proteggere la salute dei consumatori che di migliorare l’accesso alla risorsa idrica.

In che modo? Incentivando il consumo di acqua del rubinetto, riducendo l’uso della plastica, favorendo una puntuale comunicazione dei dati sull’impiego e sulla qualità stessa della risorsa idrica, ponendo più rigidi limiti alla presenza di contaminanti e adottando un approccio alla sicurezza basato sul rischio (Water Safety Plan).

Il convegno di Water Alliance è un momento di incontro e confronto tra tutti i soggetti che si occupano di acqua, intessendo un dialogo non solo regionale, ma addirittura extra nazionale, portando sul tavolo l’expertise e l’impegno profuso dai nostri esperti e ribadendo, ancora una volta, come i nostri obiettivi, ovvero assicurare salubrità e sicurezza all’acqua che distribuiamo a oltre 9 milioni di cittadini, abbiano perfetta eco nella road map europea” dichiara Enrico Pezzoli, alla guida di Water Alliance, nonché Presidente e AD di Como Acqua.

“Water Alliance fa sistema tramite un modello finalizzato a condividere best practice e conseguire sinergie e benefici da integrazione pur preservando governance locale e identità territoriali. Questo approccio è calato in diversi gruppi di lavoro verticali, tra i quali quello dei laboratori è esempio emblematico di come la condivisione di competenze, risorse, strumentazioni e conoscenze sia un modello vincente - spiega Stefano Ottolini, Direttore Generale Padania Acque e referente della Rete dei Laboratori Water Alliance. Secondo questo approccio, le specializzazioni dei singoli trovano spazio e valorizzazione in modo coordinato e sistemico, rendendo la Rete capace di mettere a punto metodi di prova complessi per il monitoraggio chimico, fisico e biologico dell’acqua destinata al consumo umano”.

L’evento, per i temi, la verticalità ed il prestigioso panel di relatori (vedi allegato), che lo contraddistinguono è stato accreditato presso gli Ordini di Chimici, Ingegneri, Biologi e Periti Industriali.

Per scoprire più nel dettaglio il programma clicca qui

18/09
Pozzolengo, con l’adeguamento del depuratore

L’opera cofinanziata da Acque Bresciane SB e Regione Lombardia

Pozzolengo, 15 settembre 2023 - Inaugurato questa mattina il depuratore di Pozzolengo, ampliato e modernizzato per poter garantire il corretto dimensionamento rispetto al numero di cittadini e una migliore qualità della depurazione. La potenzialità dell’impianto è passata da 2.500 abitanti equivalenti a 6.000, nel rispetto delle norme in vigore ed è stata quindi superata l’infrazione comunitaria dovuta al sottodimensionamento.

Soddisfatto il Sindaco di Pozzolengo Paolo Bellini, che ha sottolineato “come questa messa a norma rappresenti l’ultimo tassello dell’adeguamento dei servizi comunali, attraverso il PGT, al numero crescente di abitanti. Oggi possiamo dire di avere un impianto di ultima generazione, grazie al rinnovo di quello originario, che risaliva agli anni Settanta”.

Dello stesso avviso Mario Bocchio, presidente di Garda Uno e con Pierluigi Mottinelli in rappresentanza del Cda di Acque Bresciane: “Un’opera che sancisce l’importanza dei depuratori per il nostro territorio, restituendo acqua raffinata all’ambiente, attraverso lo scarico nella Roggia Redone che beneficia così di un volume costante d’acqua sicura”.

Per raggiungere gli obiettivi di miglioramento quantitativo e qualitativo l’impianto è stato dotato di nuovi comparti per il controllo delle forme azotate (comparto di predenitrificazione biologica). Inoltre, è stata completamente sostituita la linea fanghi esistente, con una linea di trattamento più completa e di elevate prestazioni, in grado di minimizzare il quantitativo di fanghi da inviare a smaltimento.

I lavori, iniziati a luglio 2021 e terminati il 12 giugno 2023, sono stati eseguiti dall’impresa bresciana Sideridraulic System S.p.A. per un importo pari a circa 2.300.000,00 €, al netto degli importi corrisposti per DL aiuti (242.382,28 €). L’opera ha ricevuto anche il contributo di Regione Lombardia, con il Piano Lombardia. “Circa il 50% del costo complessivo dell’opera è stato coperto da Regione – ha spiegato la consigliera regionale Claudia Carzeri, presente all’inaugurazione -, questo dimostra ancora una volta la vicinanza al territorio, quando i progetti sono vincenti e ben predisposto come questo. Investire in queste opere significa investire sul futuro delle nuove generazioni, sul green e sulla volontà di crescere dal punto di vista della tecnologia abbinata all’ambiente, sodalizio che rappresenta la vera chiave per le progettazioni del futuro”.

I nuovi comparti realizzati sono:

  • una nuova sezione di grigliatura;
  • una sezione di dissabbiatura;
  • una sezione di trattamento biologico, suddivisa al suo interno nelle sezioni di predenitrificazione e nitrificazione-ossidazione;
  • una sezione di sedimentazione finale;
  • una sezione di disinfezione finale;
  • una sezione di disidratazione meccanica dei fanghi.

I comparti già esistenti riadattati sono:

  • l’ex sedimentatore finale è stato convertito in vasca di accumulo per le acque di prima pioggia;
  • l’ex comparto di ossidazione biologica è stato convertito in sezione di stabilizzazione aerobica del fango.

Il Direttore tecnico di Acque Bresciane, ing. Mauro Olivieri, ha rimarcato l’attenzione ai consumi energetici, “con la sostituzione del sistema a centrifuga con una tecnologia meno energivora e la posa di impianti fotovoltaici per una capacità di 30 Kwh. L’impianto non si è mai fermato, durante il cantiere, proprio perché si tratta di un servizio fondamentale”.

L’opera, il cui iter era cominciato con Garda Uno, sarà gestita da Depurazioni Benacensi, società rappresentata oggi dalla neopresidente Virginia Tortella. La semplice cerimonia si è conclusa con la visita all’impianto, le cui caratteristiche sono state illustrate dall’’ing. Fausta Prandini, Direttrice lavori del cantiere appena concluso. Erano presenti, oltre al direttore generale di Acque Bresciane Paolo Saurgnani con diversi rappresentanti dello staff tecnico, numerosi consiglieri comunali di Pozzolengo, i presidenti di Cogeme spa Giacomo Fogliata e di Sirmione Servizi Giuseppe Marcotriggiano e il vicepresidente di Fondazione Cogeme ETS Mino Facchetti.

18/09
SAL OTTIENE LA CERTIFICAZIONE ISO 27001

UN ATTESTATO PER LA SICUREZZA DELLE INFORMAZIONI

Una tutela in più per la protezione, la riservatezza, l’integrità e la disponibilità delle informazioni aziendali. SAL ha ottenuto in questi giorni la certificazione ISO 27001 per la Gestione della Sicurezza delle Informazioni. Lo standard ISO 27001 definisce infatti rigorosi requisiti nelle modalità di gestione delle informazioni di clienti, fornitori e dipendenti nell’ottica del miglioramento continuo e assicura l’adozione delle migliori pratiche per la protezione dei dati sensibili dalle minacce esterne.

La certificazione va ad arricchire il pacchetto di sistemi già certificati dell’azienda idrica lodigiana, che nel 2019 aveva ottenuto la qualifica di Eccellenza per il Sistema di Gestione, che include già le certificazioni di Qualità (ISO 9001), Ambiente (ISO 14001) e Sicurezza (ISO 45001).

“Il raggiungimento della certificazione ISO 27001 – dichiara Giuseppe Negri, presidente di SAL - è un ottimo risultato che attesta l’attenzione di SAL per la sicurezza e la protezione delle informazioni. Questa certificazione si aggiunge a quelle di Qualità, Ambiente e Sicurezza, e rappresenta un nuovo tassello del nostro impegno per rafforzare la fiducia dei nostri stakeholder.”

La procedura è stata definita per prevenire i rischi delle violazioni dei dati personali (data breach) classificati in base alla gravità e alla probabilità, e per prevenire anche danni economici a SAL.

SAL gestisce i dati di circa 70mila utenti, più di 400 fornitori e 171 lavoratori. Nel 2022 sono stati 59mila i visitatori unici al sito web aziendale acqualodigiana.it.