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29/03
BrianzAcque, Como Acqua e Lario Reti Holding: continua la partnership a difesa della qualità dell’acqua

I primi risultati ad un anno dall’avvio del progetto di collaborazione e sinergia tra i gestori delle
province di Monza e Brianza, Como e Lecco, atto ad incrementare e potenziare i controlli sui
microinquinanti emergenti e la qualità dell’acqua di rete

Si chiude un primo anno con risultati positivi e incoraggianti per il progetto di collaborazione tra i tre gestori del servizio idrico delle province di Monza e Brianza, Como e Lecco. Tale progetto ha permesso di mettere a fattor comune strumentazione d’avanguardia e professionisti del settore al fine di avviare un monitoraggio, della durata di tre anni, sull’acqua destinata al consumo umano e relativo ai principali inquinanti emergenti richiamati nella Direttiva UE 2020/2184, sull’intera area delle province di Monza e Brianza, Lecco e Como.


Facendo squadra, i tre laboratori, che contano un totale di 6 sedi e 40 addetti, hanno potuto avviare un
monitoraggio condiviso per la ricerca alcuni inquinanti emergenti: il primo anno di collaborazione si conclude con quasi 1.700 campioni prelevati, per un totale di circa 125.000 parametri analizzati sia per la ricerca degli inquinanti emergenti che per altri parametri standard. Queste attività sono state avviate lo scorso anno, in vista dell’ingresso nell’ordinamento italiano della Direttiva UE 2020/2184, avvenuto ad inizio marzo 2023.


Inoltre, nell’eseguire queste innovative serie di analisi sono stati accolti gli adempimenti richiesti per le
matrici di rischio previste dai Piani di Sicurezza dell’Acqua (Water Safety Plan - WSP). Questo modello,
introdotto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è basato sulla valutazione e gestione del rischio ed è associato a ciascuna fase che compone la filiera idrica - dalla captazione fino all’utente.
Il progetto comune prevede per le tre aziende anche investimenti in attrezzature, sedi e personale, atti a
ridurre e prevenire i rischi futuri, individuare i trattamenti da adottare e misurarne la successiva efficacia.
“I riscontri positivi evidenziati in questo primo anno di lavoro “in comune” tra i laboratori delle tre aziende
dimostrano quanto siano importanti partnership e sinergie nel garantire standard elevati di qualità e di
sicurezza dell’acqua potabile che distribuiamo alle nostre comunità – rileva Enrico Boerci, Presidente e AD
di BrianzAcque - Continueremo insieme il percorso intrapreso con strategie, investimenti e strumentazioni
d’avanguardia per una tutela della risorsa idrica di rete sempre più incisiva e capillare”.

“Ci riteniamo molto soddisfatti sia di questa partnership, che si è dimostrata molto proficua, - spiega Lelio
Cavallier, Presidente di Lario Reti Holding – sia degli incoraggianti risultati emersi sulle nostre acque. Fare
squadra, condividendo le competenze professionali e le strumentazioni più all’avanguardia ci consente di
garantire la qualità delle nostre acque e un servizio di eccellenza al cittadino.”


“Con questa attività di collaborazione abbiamo fatto nostro uno degli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, ossia garantire a tutti la disponibilità e la sicurezza dell’acqua. Di fronte ad un progressivo scarseggiare dell’oro blu, per effetto del climate change, presidiare la qualità della risorsa idrica è un impegno che si conferma fondamentale, nonché una responsabilità intrinseca di ciascun gestore nei confronti dei cittadini e dello stesso ambiente” dichiara Enrico Pezzoli, Presidente e AD di Como Acqua.

28/03
SICCITÀ, ANGOLO TERME AIUTA DARFO BOARIO TERME ACQUE BRESCIANE: IMPEGNATI A RIDURRE I DISAGI

In via Salvo d’Acquisto (località Poia) i residenti sono collegati alla rete idrica di Darfo Boario Terme, in questi giorni alle prese con una forte riduzione della portata della sorgente Lanzoni e con le sospensioni necessarie a svolgere i lavori per recuperare la maggior quantità d’acqua possibile. I disagi, anche per gli utenti di Darfo, si sono concentrati nelle zone più alte, in località Gorzone e Sciano, perché la diminuzione della portata e quindi della pressione non consente al serbatoio Gorzone di riempirsi.

La riduzione di portata della sorgente Lanzoni è iniziata la scorsa estate e non si è mai interrotta, a causa della quasi totale assenza di precipitazioni e della probabile deviazione naturale del corso d’acqua. Acque Bresciane, che gestisce il servizio idrico di Darfo dal dicembre 2022, ha monitorato costantemente la situazione, eseguito 11 interventi negli ultimi 10 giorni per risolvere perdite dovute al cattivo stato della rete e avviato una campagna di monitoraggio per ricostruire esattamente lo stato attuale delle condotte idriche.

Gli interventi svolti finora hanno un valore di 130mila euro ed entro il 2023 è atteso un investimento di oltre un milione per dotare il sistema dei necessari telecontrolli, distrettualizzazioni e sostituzione delle strutture ormai obsolete.


Per Darfo è stato necessario ricorrere a rifornimenti con autobotti, che si approvvigionano dalla rete di
Angolo Terme e questo ha causato alcune brevi interruzioni del servizio per gli abitanti di Angolo. “Stiamo
lavorando ininterrottamente per ridurre al minimo i disagi causati da una situazione generalizzata di siccità che vede molti comuni della Valle costretti a emettere ordinanze di sospensione del servizio”, spiega l’ing. Sonia Bozza, Responsabile Esercizio di Acque Bresciane. “Non è il nostro caso, ma invitiamo comunque a un uso responsabile di una risorsa sempre più preziosa, come mostrano le immagini dei laghi che tutti abbiamo visto in questi giorni”.


Il Sindaco di Angolo Terme Alessandro Morandini ribadisce la piena fiducia nel lavoro dei tecnici di Acque
Bresciane, “impegnati giorno e notte per ridurre al minimo le conseguenze negative sulla cittadinanza e punto di riferimento competente e presente”. Il primo cittadino aggiunge: “Le criticità idriche che dalla scorsa estate ci siamo trovati ad affrontare rappresentano una novità per la Val d’Angolo, che storicamente ha di rado sofferto queste problematiche.

Nell’ultimo mese, in particolare, parte del paese ha subito i contraccolpi legati alle riduzioni registrate sull’acquedotto di Darfo, cui queste risultano allacciate. Non da meno, i numerosi interventi di carico con autobotti hanno creato disagio a chi abita nelle immediate vicinanze degli stacchi. Voglio ringraziare tutti i cittadini di Angolo Terme perché mai hanno fatto mancare il proprio sostegno, come già in passato, ai vicini abitanti di Darfo Boario Terme. In questi atteggiamenti emerge tutta la generosità e lo spirito di condivisione della nostra gente. Continueremo anche nei prossimi periodi a monitorare la situazione al fine di tutelare l’interesse dei nostri concittadini per evitare ulteriori disguidi e criticità”.


“Stiamo gestendo la situazione delle abitazioni di via Salvo d’Acquisto - prosegue l’ing. Bozza - così come
quella di altre porzioni del territorio di Angolo Terme, e ringraziamo i cittadini per la pazienza e la preziosa collaborazione. Stiamo impegnandoci per risolvere la situazione della sorgente Lanzoni nel più breve tempo possibile e per limitare il ricorso alle autobotti allo stretto necessario. Non le utilizziamo nella fascia oraria dalle 23 alle 6 e se la situazione dovesse protrarsi, individueremo delle fasce “protette” da comunicare ai cittadini. È utile ricordare, in ogni caso, che dalle vasche di Angolo preleviamo il “troppo pieno”, che altrimenti andrebbe perso. Non viene quindi compromessa in alcun modo, se non per qualche istante, la situazione del Comune di Angolo”.

27/03
Padania Acque S.p.A.: tre giorni di festa insieme a più di 800 bambini delle scuole materne ed elementari della provincia di Cremona

Successo per il debutto de “La casa dell’acqua è di tutti”, il nuovo spettacolo di burattini targato Padania Acque e Associazione culturale Emmeci di Massimo Cauzzi. Alla tre giorni di festa nei teatri Il Filo di Cremona, comunale di Casalmaggiore e San Domenico di Crema per celebrare la Giornata Mondiale dell’acqua hanno partecipato oltre 800 alunni

Dopo il successo di Fonte Zampilla, Padania Acque torna a promuovere la conoscenza della risorsa idrica tra i più piccoli con un nuovo e divertente spettacolo di burattini dal titolo “La casa dell’acqua è di tutti”.

L’acqua potabile è un bene comune e una risorsa preziosa da tutelare e da non sprecare. Con questo forte messaggio lo spettacolo co-prodotto dal gestore unico dell’idrico cremonese e dall’Associazione culturale Emmeci di Massimo Cauzzi intende far riflettere i bambini sull’importanza e il valore ambientale, sociale ed economico dell’acqua.

Lo spettacolo di teatro di figura ha registrato il tutto esaurito in occasione della tre giorni di festa organizzata per celebrare la Giornata Mondiale dell’Acqua con le scuole: il 22 marzo al Filo di Cremona, il 23 marzo al teatro comunale di Casalmaggiore e il 24 marzo al San Domenico di Crema alla presenza, in totale, di oltre 800 bambini delle scuole materne ed elementari del territorio provinciale.

“La casa dell’acqua è di tutti” è una storia dal lieto fine alla scoperta del valore dell’acqua e del “mestiere dell’acqua”, il Servizio Idrico Integrato, e dei valori umani dell’amicizia e dell’onestà.

L’alleanza fra i buoni e i simpatici abitanti del mondo invisibile e sotterraneo della lunghissima rete fognaria della provincia di Cremona riuscirà a salvaguardare l’acqua, bene comune e prezioso, e a mandare all’aria il piano del malvagio e spietato Cav. Tim Broglio che, incurante dei danni che può provocare, vuole diventare il padrone assoluto dell’acqua per trarne profitto e arricchirsi.

«Lo spettacolo didattico-educativo – spiegano il Presidente di Padania Acque Cristian Chizzoli e l’Amministratore delegato Alessandro Lanfranchi - ha lo scopo di spiegare in modo semplice ed efficace il ciclo idrico integrato, affrontando anche l’attuale e, sempre più urgente, tematica della sostenibilità ambientale con particolare riferimento ad alcune semplici indicazioni per adottare comportamenti e azioni virtuose finalizzate a risparmiare l’acqua nel nostro uso quotidiano».

23/03
Giornata Mondiale dell’Acqua 2023, Padania Acque festeggia con le giovani generazioni per un futuro sostenibile

Il gestore unico dell’idrico cremonese, in occasione dell’importante ricorrenza dedicata all’acqua, annuncia i vincitori del concorso scolastico “Storie d’acqua e sviluppo sostenibile” a cui hanno partecipato 22 classi e oltre 400 tra bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie della provincia di Cremona

La Giornata Mondiale dell’Acqua 2023 è all’insegna dei giovani e della sostenibilità. Nel giorno internazionale della “festa dell’acqua” Padania Acque guarda al futuro della preziosa risorsa idrica e lo fa con l’occhio attento e sensibile dei bambini. Il gestore unico dell’idrico cremonese annuncia proprio in occasione di questa importante ricorrenza i vincitori del concorso scolastico “Storie d’acqua e sviluppo sostenibile”, un progetto educativo che ha coinvolto oltre 400 alunni e 22 classi delle scuole elementari e medie della provincia di Cremona.

IL CONTEST “STORIE DI ACQUA E SVILUPPO SOSTENIBILE” - Gli studenti sono stati chiamati a realizzare un collage artistico-creativo con materiali da riuso mediante per proporre un suggerimento o un impegno di azioni in linea con uno a scelta tra i seguenti Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite: n. 6 Acqua pulita e servizi igienico-sanitari (Promuovere l’accesso universale ed equo all’acqua potabile; migliorare la qualità dell’acqua, consumare l’acqua in modo più efficiente e promuovere il suo riutilizzo); n. 12 Consumo e produzione responsabile (Conoscere i corretti comportamenti che fanno bene all’ambiente, ridurre l’impronta idrica ovvero l’acqua dolce utilizzata in ambito industriale); n. 14 Rispettare e tutelare la vita sott’acqua (Proteggere e risanare gli ecosistemi legati all’acqua, ridurre l’inquinamento da plastica e rifiuti dei mari e dei corsi d’acqua).

LA GIURIA DEL CONCORSO – La qualificata e competente commissione del concorso composta dai professionisti del settore idrico di Padania Acque: Cristian Chizzoli, Alessandro Lanfranchi e Stefano Ottolini, rispettivamente Presidente, Amministratore Delegato e Direttore Generale, Paolo Vicentini, responsabile della funzione Qualità, Sostenibilità, Sicurezza e Ambiente e Matilde Biolchi, responsabile HACCP e Autocontrollo di Padania Acque insieme ai professionisti dell’informazione Paolo Gualandris, direttore del quotidiano La Provincia di Cremona e Nicola Arrigoni, giornalista de La Provincia di Cremona; Simone Arrighi, giornalista di Cremona1 e Filippo Gilardi, giornalista e coordinatore Redazionale di TeleRadio Cremona Cittanova.

I giurati hanno decretato i vincitori del concorso, individuando tra tutti gli elaborati quelli artisticamente più pregevoli e coerenti ai temi assegnati:

La terra è in pericolo e l’acqua è una preziosa fonte di vita per tutto il pianeta, Classe 1 A scuola elementare I.C. “G.B Puerari” di Sospiro

Fai tornare il blu, Classe 4 A scuola elementare di Vailate I.C. di Trescore Cremasco.

Al mare inquinato diciamo no! Classe 2 A della scuola elementare I.C. “G.B Puerari” di Sospiro.  

Mi puoi aiutare? Classe 2 A scuola media di Levata di Grontardo I.C. “Ugo Foscolo” di Vescovato

La vita può ancora vivere? Classe 2 B della scuola media di Levata di Grontardo I.C. “Ugo Foscolo” di Vescovato

La giuria ha inoltre deciso di assegnare un premio speciale (fuori concorso) ai tre collage realizzati dai bambini della scuola materna di Ostiano premiando l’impegno dei più piccoli e il loro interesse per la salvaguardia dell’acqua di rete e dell’ambiente.

I PREMI - Ogni alunno iscritto al contest ha già ricevuto la nuova borraccia Goccia di Padania Acque e le classi vincitrici riceveranno cadauna un buono spesa per l’acquisto di materiale didattico.

09/03
SECONDA MISSIONE PER L’ELICOTTERO CHE CERCA NUOVE FALDE ACQUIFERE NEL BRESCIANO

Indagare il sottosuolo da un elicottero: uno studio unico per la vastità dell’area oggetto della ricerca, di cui è in corso la seconda fase. L’emergenza siccità che preoccupa fin d’ora la nostra provincia, e appare ancor più critica in vista dell’estate, si combatte infatti anche cercando di individuare nuove falde acquifere, grazie alla tecnologia e a studi innovativi. Questo l’obiettivo che ha visto già nel 2021 l’Ufficio d’Ambito di Brescia firmare una convenzione con i gestori A2A Ciclo Idrico e Acque Bresciane, per collaborare a un progetto che porterà a conoscere il sottosuolo bresciano, dal punto di vista geologico, come mai prima.


Rinnovata nel luglio 2022, la convenzione vede in questi giorni l’attuazione della seconda indagine aerea, che interesserà l’intera pianura bresciana, la Franciacorta e la Valle Sabbia. La prima indagine aveva riguardato la macroarea della Valle del Chiese e della Valtenesi, sempre con gli stessi attori.
L’idea di partire dal cielo per sondare le profondità nasce dal progetto di ricerca «Sviluppo di un modello idrologico per la valutazione dei flussi e deflussi modificati in risposta a scenari di cambiamento climatico». Grazie alla tecnologia messa a punto da un’azienda danese (Skytem), un elicottero trasporta una struttura di 20 metri x 30, una sorta di “antenna” che invia un segnale in grado di arrivare a 350 metri sottoterra e di ricevere il segnale corrispondente.


Il segnale consiste in un campo elettromagnetico (senza alcun rischio per la salute umana e per la fauna) la cui variazione nel tempo produce nel sottosuolo delle correnti elettriche a cui è associato un campo magnetico secondario che viene rilevato dallo strumento durante il volo. In sostanza è come se venissero realizzati sondaggi elettromagnetici a terra, con un passo di 20-25 metri. Ogni giorno l’elicottero percorre in media circa 150 km. Alla fine di questa seconda missione, saranno acquisiti dati su oltre 15.750 km lineari, per una superficie di quasi 1.800 km2 che comprende pianura e aree montane. Per ottenere dei dati non condizionati da strutture artificiali, l’elicottero non volerà sui centri abitati.
Già la prima indagine nel 2021 aveva permesso di acquisire un prezioso patrimonio di dati, ora si punta a mappare l’intera pianura, ottenendo un lavoro senza precedenti in Italia per la mole di dati acquisiti. Sarà un gruppo di esperti, nominati per l’occasione, a interpretare e processare le informazioni, per fornire un modello idrogeologico del sottosuolo bresciano. Fra gli obiettivi spicca quello di individuare falde o bacini sotterranei non ancora utilizzati per scopi idropotabili. Possibili risorse idriche tanto più preziose quanto più sta diventando tangibile l’effetto dei cambiamenti climatici anche nei nostri territori. Un secondo risvolto positivo è quello di simulare il comportamento idrodinamico delle falde nelle diverse zone del territorio.


La missione è iniziata a marzo e durerà circa tre mesi, cominciando dalla Bassa Bresciana e spostandosi via via sui territori a ridosso del raccordo con le Prealpi e dei laghi, fino alle aree montane più settentrionali. Da affrontare anche una sfida logistica, visto che a differenza del 2021 l’area d’indagine più vasta richiederà 5 campi base, uno per ciascuna delle aree interessate: Franciacorta, pianura occidentale, sudoccidentale e orientale e infine la Val Sabbia, che svolgerà il ruolo di progetto pilota per le aree montuose. Il gruppo di lavoro, con un percorso da ovest a est, verrà ospitato sui terreni messi a disposizione da privati e da enti locali, ma anche dai campi volo già presenti sul territorio.
Una volta ultimato lo studio, verranno concertate con gli enti competenti eventuali azioni a tutela del suolo e delle risorse idriche. Le informazioni verranno anche messe a disposizione della collettività. Il focus principale del lavoro, infatti, è sviluppare una base dati di informazioni digitali utili a salvaguardare acque sotterranee e sorgive. E questo può avvenire solo fornendo ai professionisti e agli enti coinvolti elementi per efficientare il sistema idraulico e garantire nuove risorse idriche alle generazioni future.
Informazioni più dettagliate sui risultati ottenuti saranno comunicati nel proseguo del lavoro.

In sintesi:

  • 3 attori coinvolti
  • 2 missioni
  • -350 m la profondità massima del segnale
  • 150 km percorsi in volo al giorno
  • 15.750 km nella missione 2023 (11.682 in pianura e 4.068 in montagna)
  • 1.795 km quadrati nella missione 2023 (1.400 in pianura e 395 in montagna)
  • 5 aree indagate nel 2023
  • 5 campi base
07/03
IL MANIFESTO DELL’ACQUA SOSTENIBILE

Water Alliance presenta le sfide condivise per uno sviluppo sostenibile  del Servizio Idrico Integrato

Un documento – nato dalla collaborazione con The European House Ambrosetti – che sottolinea la comunanza di intenti, la visione coesa, la sensibilità ambientale che le 13 società retiste hanno in comune. Qui trova spazio e voce un sistema di valori collettivo, che racconta di un impegno volto all’eccellenza e alla qualità, caratterizzato da investimenti e progettualità, sempre nel rispetto della tutela ambientale.

Mettere nero su bianco quanto fatto, ma soprattutto quanto si ha intenzione di realizzare, significa enunciare delle promesse vincolanti e che non si possono disattendere.

Lo sforzo di Water Alliance è rivolto a 4 macro-aree che spaziano dall’impatto ambientale, passando per la qualità e la cultura ambientale, senza trascurare l’efficienza e l’innovazione e volgendo attenzione al mercato e alla governance.

Per visualizzare il Manifesto clicca qui 

02/03
“A WAve of Innovation”, la call internazionale di Water Alliance decreta i suoi finalisti

Si è conclusa martedì 28 febbraio a Milano, presso la prestigiosa location di Palazzo Stelline, la call internazionale lanciata da Water Alliance per individuare nuovi progetti pilota di implementazione del ciclo idrico integrato.

Un iter articolato che, di valutazione in valutazione, step dopo step, ha portato Water Alliance – Acque di Lombardia a selezionare una rosa di candidati in grado di proporre alle 13 società retiste soluzioni in 4 aree nevralgiche per il SII (trattamento e valorizzazione dei fanghi di depurazione, cogenerazione di biogas, rete idrica smart, real time data enhancement), in linea con i principi di economia circolare, sostenibilità e digitalizzazione.

Fedele a quanto prefissato, ossia promuovere l’innovazione in un’ottica di open innovation su scala internazionale, la commissione giudicatrice composta dai referenti tecnici delle aziende retiste, si è rivolta a interlocutori motivati ed entusiasti di metter in campo progetti concreti. La prima fase di scouting ha permesso di conoscere oltre 150 realtà (tra start-up e PMI) provenienti da tutto il mondo, di queste, un centinaio hanno aderito alla pre-selezione. Attraverso una seconda scrematura si è giunti a scegliere 57 candidati, ulteriormente valutati per giungere ad una rosa finale di 10 progetti.

È motivo di orgoglio constatare l’interesse che questa iniziativa ha riscosso a livello internazionale, con candidature provenienti dagli USA, passando per il Canada, l’Australia fino a Israele. Ciò significa che Water Alliance è una realtà attrattiva e ritenuta capace di attuare concretamente progetti, accogliendo proposte di innovazione per implementare i propri servizi” afferma l’ing. Enrico Pezzoli, Portavoce di Water Alliance e Presidente e AD di Como Acqua.

Le start up finaliste hanno avuto modo di presentare i propri progetti alla platea e alla commissione, la quale ha poi definito il podio delle tre soluzioni che verranno sperimentate in favore delle società di Water Alliance.   

Accederanno alla fase pilota la svizzera Alpha Cleantec Ag e la canadese Ostara con soluzioni pilota entrambi afferenti all’area di ricerca del trattamento dei fanghi e l’italiana Water Jade nell’ambito della Real time data enhancement.

Questa challenge è stata ideata con un preciso obiettivo. Le 13 società desideravano fare proprio un approccio vincente rispetto alle principali sfide che il servizio idrico lombardo deve affrontare, in primis la crisi energetica e la gestione innovativa dei dati ambientali grazie all’introduzione delle più moderne tecnologie di intelligenza artificiale. Il risultato della call ha superato le aspettative della rete che si è confrontata con interlocutori estremamente preparati e stimolanti, confermando ancora una volta come, attraverso le giuste sinergie, si possa disegnare con lungimiranza il futuro del ciclo idrico integrato.

24/02
Approvato il budget 2023 di Lario Reti Holding

Previsti nuovi investimenti per oltre 36,5 milioni di Euro

L’Assemblea degli Azionisti di Lario Reti Holding ha approvato il budget per l’esercizio 2023. Il documento di previsione e pianificazione riguarda l’ottavo anno di attività di Lario Reti Holding come Gestore del Servizio Idrico Integrato sull’intera Provincia di Lecco.

Continua la crescita degli investimenti – previsti in 36,5 milioni, pari a circa 110 euro/abitante – a conferma del trend rilevato nel periodo 2016-2022, dove gli investimenti realizzati complessivamente sono stati superiori a 150 milioni di euro e destinati principalmente al rinnovo e ammodernamento delle infrastrutture idriche di acquedotto, fognatura e depurazione. Nel 2023 è previsto un totale di circa 12 milioni di euro di opere finanziate a fondo perduto, incluso il montante derivante dal PNRR per la ricerca e riduzione delle perdite.

“Il 2023, dopo il 2022, sarà un altro anno particolare per noi – commenta Lelio Cavallier, Presidente di Lario Reti Holding – Nonostante il clima di incertezza generale continueremo ad investire, sfruttando appieno i finanziamenti concessi da diversi Enti locali, nazionali e sovranazionali: ben 18 dei 25 principali interventi di questo anno godono in parte o in toto di contributi a fondo perduto. Si tratta in tutti i casi di lavori importanti, che non possono attendere e che, se completati in ritardo rispetto ai piani, rischiano di perdere proprio quella parte finanziata che diviene oggi ancora più importante per non gravare sulle spalle dei cittadini”.

Le principali direttrici di intervento del 2023 riguardano l’ammodernamento del depuratore di Mandello del Lario (3,1 milioni di Euro); l’adeguamento del collettore fognario intercomunale di Oggiono (1,5 milioni); il completamento della seconda linea dell’Acquedotto Intercomunale Brianteo (1,2 milioni); la dismissione di alcuni impianti di depurazione minori quali Dorio e Tremenico (2,4 milioni), nonché la conclusione dell’ammodernamento del depuratore di Colico Monteggiolo (1,2 milioni).

Tante le attività previste oltre ai canonici interventi di aggiornamento e potenziamento degli impianti: “Continuerà il progetto di sostituzione parco contatori con l’installazione di modelli smart che consentono la telelettura: contiamo di arrivare ad aggiornarne 14.000, anche su impulso del PNRR – segnala Vincenzo Lombardo, Direttore Generale di Lario Reti Holding – Sempre grazie al PNRR verrà notevolmente incrementato il budget per il piano di ricerca perdite sulle reti di acquedotto, nell’ottica di miglioramento costante necessario anche per far fronte ad un’emergenza siccità che diventa sempre più pressante.”

L’incertezza data dai costi energetici ancora fluttuanti, oltre allo scenario macroeconomico compromesso a causa di fenomeni inflattivi o recessivi, all’incremento del costo del denaro e delle materie prime condizionano i risultati economici previsti ed è per questo che saranno perseguite forti politiche di efficientamento energetico, includendo anche l’installazione di pannelli fotovoltaici sulle sedi e gli impianti del Servizio Idrico.

“Siamo coscienti delle difficoltà che i cittadini stanno affrontando in questo periodo – conclude Cavallier - per questo motivo i Comuni Soci di Lario Reti Holding hanno confermato anche per il 2023 il Bonus Idrico Straordinario, che consentirà alle fasce più deboli della popolazione di ottenere un’ulteriore riduzione della bolletta, oltre a quelle già previste dalla normativa con i Bonus Idrici Nazionali e Locali.

20/02
Ufficio d’Ambito della Provincia di Cremona e Padania Acque: dal PNRR 3,5 milioni di euro per la realizzazione del comparto di essiccamento dei fanghi presso il depuratore di Cremona

L’Ufficio d’Ambito della Provincia di Cremona, ente di pianificazione, regolazione e controllo del Servizio Idrico Integrato locale, è risultato beneficiario di un importante finanziamento dall’Unione europea – Next Generation EU di circa 3,5 milioni di euro concesso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica mediante il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Grazie al contributo assegnato Padania Acque, in qualità di gestore unico dell’idrico cremonese, potrà realizzare un innovativo impianto di essiccamento di fanghi di depurazione con lo scopo di ridurne la quantità prodotta tramite un trattamento termico a bassa temperatura.

Nel corso della conferenza stampa che si è svolta stamattina nella Sala della Consulta del Palazzo comunale di Cremona, il Presidente dell’ATO di Cremona Stefano Belli Franzini e il Direttore Damiano Scaravaggi, il Presidente di Padania Acque Cristian Chizzoli, l’Amministratore delegato Alessandro Lanfranchi e il Direttore generale Stefano Ottolini, insieme al Sindaco del Comune di Cremona Gianluca Galimberti, hanno presentato il progetto che prevede l’inizio dei lavori nell’anno in corso e la messa in funzione dell’opera entro la fine del 2024.

DESCRIZIONE DEL PROGETTO

L’ottimizzazione della linea di trattamento dei fanghi del depuratore, attraverso la realizzazione di 5 nuovi essiccatori con capacità di trattamento pari a 5mila tonnellate all’anno e l’installazione di una seconda centrifuga per la disidratazione dei fanghi provenienti dal comparto di digestione anaerobica, comporterà una significativa diminuzione del rifiuto sia in peso che in volume.

La tecnologia di essiccamento dei fanghi scelta nell’ambito del progetto si basa sull’impiego della pompa di calore (facendo così ricorso soltanto al consumo di energia elettrica e non di gas naturale) allo scopo di togliere l’acqua in eccesso dai fanghi, riducendo la componente umida del prodotto da circa il 75% attuale al 20-25% in regime di funzionamento dell’impianto.

«Il nuovo impianto – spiega il Direttore tecnico di Padania Acque Giovanni Sala - viene realizzato coerentemente alle politiche e agli indirizzi normativi comunitari e nazionali in ottica di economia circolare, che prediligono la riduzione della produzione dei rifiuti ancor prima dell’efficientamento dei sistemi di riciclo/recupero. Il nuovo comparto permetterà infatti significativi benefici in termini di sostenibilità: la riduzione della produzione di fanghi, l’efficientamento del costo di gestione e di smaltimento, la riduzione dell’impatto ambientale. Nel 2022 Padania Acque ha smaltito 4.550 tonnellate di fanghi trasportate da ben 250 TIR e con un costo di 800mila euro. L’obiettivo futuro è di abbattere la produzione dei fanghi fino a 1.500 tonnellate all’anno da smaltire con un conseguente risparmio economico e di trasporto su gomma riducendo così le emissioni di anidride carbonica. La tecnologia di essiccamento fanghi scelta nel progetto prevede inoltre una totale assenza di emissioni in atmosfera in quanto la parte evaporata dal processo verrà sottoposta a condensazione e quindi inviata in testa al depuratore per le successive fasi di trattamento».

La realizzazione del nuovo comparto presso il depuratore di Cremona, inserita nel Piano d’Ambito 2020-2023, rientra inoltre nel piano di sviluppo sostenibile ed energetico “Cremona 20/30” promosso dal Comune di Cremona e che, oltre a Padania Acque, coinvolge anche il Gruppo A2A e AEM Cremona nello sviluppo di un sistema integrato di economia circolare e di rigenerazione ambientale ed energetica.

Il Sindaco di Cremona Gianluca Galimberti ha commentato l’importante risultato raggiunto. «Un primo punto chiave: Padania è una bellissima realtà di azienda pubblica efficientissima, che sta facendo investimenti strategici sul territorio a tutela del bene infinito dell’acqua e questo ulteriore bando vinto ne rappresenta un’ulteriore dimostrazione. Il secondo punto è che il sistema territoriale di Cremona sta davvero affrontando il tema dell’ambiente e dell’aria in modo molto serio e lungimirante. Anche l’investimento sull’essiccamento dei fanghi aiuta le aziende, l’ambiente e la qualità dell’aria, tenendo insieme transizione ecologica ed economica. Ed ecco il terzo punto: siamo dentro il progetto ampio di Cremona 20/30, perché, Padania, A2A, Comune, Aem e altre realtà territoriali, tutte insieme, stiamo davvero attuando la transizione ecologica e la stiamo facendo per il bene di Cremona e dei suoi cittadini».

Soddisfazione è stata espressa anche da Stefano Belli Franzini, Presidente dell’ATO di Cremona e sindaco di Gussola. «L’importante finanziamento a fondo perduto ottenuto per la realizzazione del nuovissimo impianto permette in primo luogo di sottolineare l’intuizione di Padania Acque e dell’Ufficio d’Ambito di sondare la possibilità di uscire dalla “comfort zone” del servizio idrico integrato – core business di entrambi gli enti – per provare invece a mettere in gioco le proprie competenze su una linea di finanziamento che il PNRR riserva alla gestione dei rifiuti. Ancora una volta ha ben funzionato quello che, in tema di servizio idrico, i Sindaci ormai conoscono come “Sistema Cremona”: una concreta e proficua collaborazione fra l’ente di regolazione provinciale e la società che gestisce il servizio. Una sinergia non scontata che, già in passato, ha permesso di ottenere finanziamenti di livello decisamente superiore a quello di altre province lombarde. L’elenco dei progetti a livello nazionale che, pur validi, non hanno ottenuto questo finanziamento è lunghissima e questo è ulteriore motivo di orgoglio per l’obiettivo conseguito. Il nuovo impianto di essiccamento dei fanghi è un’opera pubblica realmente concepita a tutela dell’ambiente perché ridurrà drasticamente l’impatto ambientale dei residui del processo di depurazione, seppure a Cremona sono ampiamente sotto controllo e con parametri qualitativi ottimi, e perché, tramite una serie di parametri tecnici e vincoli molto precisi, il nuovo comparto attua con decisione il cosiddetto DNSH (Do Not Significant Harm), ovvero il principio di non arrecare un danno significativo all’ambiente sin negli aspetti più di dettaglio della cantierizzazione dei lavori».

Il finanziamento concesso a valere sul PNRR è relativo alla MISSIONE 2“Rivoluzione verde e transizione ecologica”, COMPONENTE 1“Economia circolare e agricoltura sostenibile”, INVESTIMENTO 1.1“Realizzazione nuovi impianti di gestione rifiuti e ammodernamento di impianti esistenti”.

09/02
Padania Acque ospite all’evento mondiale Industry Leadership Forum negli USA

Padania Acque, dopo essere stata classificata da ARERA come migliore operatore in Italia per la qualità tecnica, è volata oltreoceano ospite dei lavori del 27esimo forum annuale dell’Industria. L’evento è stato organizzato dal 6 al 9 febbraio a Orlando in Florida da ARC Advisory group, azienda fondata nel 1986 e principale società nel settore della consulenza e ricerca tecnologica per l'industria, l'energia, le infrastrutture e le città. Gli analisti e i professionisti di ARC operano in tutto il mondo a servizio di colossi del calibro di Oracle, Microsoft, Nestlé, Siemens e IBM.

Il Direttore generale Stefano Ottolini è intervenuto l’8 febbraio presso il Renaissance Orlando Hotel in qualità di speaker della sessione del forum “Resilienza operativa: una componente critica della trasformazione digitale e della sostenibilità” moderato da Craig Resnick, vicepresidente ARC. Nella sua relazione ha presentato le tecnologie avanzate di telecontrollo, i sistemi di automazione degli impianti e le tecnologie IoT, il modello gestionale e tecnico- operativo degli impianti idrici e i relativi processi tecnologici del Servizio Idrico Integrato.

«La resilienza operativa – ha spiegato il Direttore generale Stefano Ottolini - è un aspetto molto importante anche per il settore idrico, soprattutto in questo momento storico caratterizzato da gravi cambiamenti climatici. Tecnologie, sistemi innovativi e integrati sono ottimi alleati per una gestione efficace ed efficiente delle reti e degli impianti, con una conseguente riduzione delle perdite idriche e della loro tempestiva gestione».

Padania Acque ha avviato un processo di digitalizzazione che in tempi brevi porterà alla completa funzionalità del sistema SCADA, che integrato al telecontrollo, consente di monitorare da remoto gli impianti e le reti idriche, permette di raccogliere e registrare dati sulle attività e di prevenire guasti ed eventuali malfunzionamenti.

È in fase di completamento la realizzazione di una infrastruttura innovativa nella gestione dei centri di comando, controllo e comunicazione dei dati, per migliorare ulteriormente la qualità dell’acqua distribuita e l’efficienza del servizio. Incrementare l’efficienza e la resilienza degli impianti e delle reti idriche significa, infatti, aumentare la capacità di superamento dei rischi aziendali e di sviluppare azioni di sostenibilità ambientale, economica e sociale a beneficio del territorio e dei cittadini.

Padania Acque ha portato la propria esperienza in termini di efficienza, qualità, resilienza e sostenibilità, davanti a una platea internazionale, confrontandosi con l’alta dirigenza di alcune delle più grandi industrie del mondo. Insieme a Stefano Ottolini, da oltre 15 anni nel settore delle utility e specializzato nella costruzione di piani di sviluppo strategico e operazioni di finanza aziendale, sono intervenuti Jan De Nijs, leader del team di trasformazione digitale di Lockheed Martin, Jean Paul Moniz, coordinatore dei servizi tecnici di Cameco, la più grande società di uranio quotata in borsa al mondo, e Pat Sullivan, direttore della tecnologia operativa di American Water.

«otata in borsa al mondo, e Pat Sullivan, direttore della tecnologia operativa di American Water.