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23/11
Il Premio Cesare Trebeschi punta sull’educazione

Brescia, 25 novembre 2022 – Un gigante del bene comune: così viene definito Cesare Trebeschi nel titolo del documentario promosso dai partner del Premio intitolato al primo cittadino di Brescia scomparso nel 2020 e realizzato da Albatros per la regia di Nicola Lucini. Con questo spirito torna anche la terza edizione del concorso per gli istituti secondari di secondo grado, a cui le classi possono iscriversi entro il 30 novembre, dal titolo “Il mondo (sostenibile) che vorrei” (tutte le info su premiotrebeschi.it).

Alcune novità contraddistinguono l’iniziativa pensata per il 2022/23, nel segno di una maggiore conoscenza della figura di Cesare Trebeschi e nel valore principalmente educativo offerto agli istituti. Iscrivendosi, le varie classi possono infatti scegliere se partecipare semplicemente presentando un elaborato che interpreti i valori di sostenibilità sociale e ambientale incarnati da Cesare Trebeschi, oppure richiedere ai partner interventi in classe nell’ambito dell’educazione civica, fino a concordare un vero e proprio percorso per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO), adatto all’indirizzo scolastico e alle competenze del partner individuato.

Fra i promotori le Acli provinciali di Brescia APS, Acque Bresciane, Associazione artisti bresciani, le Fondazioni AIB, ASM, Brescia Musei, Cogeme, Museke e Sipec; il gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria e Accademia di Belle Arti LABA. La Provincia, la città di Brescia e il Comune di Cellatica hanno concesso il patrocinio e l’Ufficio Scolastico Territoriale la propria collaborazione. I percorsi didattici potranno quindi puntare a realizzare prodotti artistici, con l’Accademia di Belle Arti LABA, ma anche progetti innovativi per l’ambiente con Acque Bresciane, Fondazione AIB e con aziende associate a Confindustria.

Restano confermati i premi in denaro per le scuole che presenteranno i migliori elaborati, complessivamente in palio seimila euro, e le esperienze culturali promosse da Brescia Musei per le menzioni speciali.

“Gli studenti – spiegano i promotori dell’iniziativa – sono molto sensibili ai temi della sostenibilità, sia sociale sia ambientale. Accostarsi alla vita e alla testimonianza di Cesare Trebeschi, amministratore lungimirante e illuminato, significa toccare con mano che questi temi ideali possono concretizzarsi, con l’impegno, il dialogo e la testimonianza personale, nel recente passato e nel nostro territorio”. Per questo il documentario, presentato in anteprima in ottobre all’Università di Brescia e oggi disponibile sul sito, rappresenta già un importante traguardo del Premio, ponendosi senza dubbio tra i primi e più completi omaggi realizzati finora in memoria di Trebeschi.

23/11
Al via la Blue academy di Water Alliance

Alla Centrale dell’Acqua di Milano il primo appuntamento della Blue academy dedicato al PNRR

Inizia domani, giovedì 24 novembre, la Blue academy di Water Alliance. L’evento inaugurale, dal titolo Il PNRR e il settore idrico: l’equilibrio tra le sfide della sostenibilità ambientale e i rincari dell’energia, si terrà domani alle ore 15.30 presso la Centrale dell’Acqua di MM, a Milano, e vedrà anche la presentazione del volume Conoscere il PNRR, curato da alcune delle società retiste.

L’iniziativa presenterà l’insieme delle misure a disposizione degli operatori del settore per sviluppare progetti innovativi di efficientamento e digitalizzazione, nell’ambito delle misure sostenute dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Saranno inoltre condivise le best practices già messe in atto dalle aziende di Water Alliance, con particolare attenzione a quelle correlate al PNRR. L’obiettivo è quello di mettere a fattor comune le conoscenze che i partecipanti hanno maturato, sperimentato e sviluppato contribuendo così alla crescita e al miglioramento di un settore strategico per i cittadini, le imprese e le comunità.

L’academy, dedicata a tutte le persone delle aziende di Water Alliance, proseguirà nei prossimi mesi con eventi formativi che si concentreranno su diverse aree: dal management alla formazione tecnica, dalle competenze in ambito di innovazione alle politiche di sostenibilità e inclusione.

Il programma dell’evento è strutturato in due parti:

La prima parte ospita due relazioni di carattere generale, di visione, sul ruolo del settore, sul contributo che può offrire alla transizione ecologica e alla rigenerazione urbana, sui benefici per il territorio. Le relazioni inoltre considerano lo stato dell’arte dei nuovi strumenti di analisi tecnico-scientifica (DNSH), che il PNRR rivolge ai gestori del S.I.I. e alle imprese di settore.

La seconda parte ospita una serie di interventi descrittivi di progetti e buone pratiche in programma o in corso di realizzazione da parte delle società aderenti alla rete, con priorità per i progetti che beneficiano delle risorse in tutto o in parte del PNRR.

A questo link il programma completo dell’evento.

14/11
Silea e Lario Reti Holding danno vita a “Sinergie Territoriali”, il contratto di rete per sviluppare l’economia circolare

È stato ribattezzato “Sinergie Territoriali” il nuovo contratto di rete sottoscritto nei giorni scorsi da Silea e Lario Reti Holding per promuovere azioni congiunte e innovative a favore dell’economia circolare, avviando un percorso reciproco di potenziamento dei servizi e di sviluppo impiantistico.

Uno dei primi risultati del contratto di rete è rappresentato dalla collaborazione tra le due utility lecchesi per il recupero energetico dei fanghi da depurazione presso il nuovo impianto appositamente realizzato da Silea, che garantirà  la piena autosufficienza di smaltimento all’intero bacino servito da Lario Reti Holding, in un momento in cui lo smaltimento dei fanghi prodotti dal ciclo della depurazione rischia di diventare una criticità a livello nazionale, a causa delle nuove prescrizioni normative e delle ridotte capacità impiantistiche attualmente disponibili.

Il nuovo contratto di rete rappresenta, inoltre, uno strumento giuridico in grado di promuovere e favorire ulteriori partnership tra le due aziende per lo sfruttamento di sinergie operative – come il progetto in corso per il riutilizzo delle acque depurate dagli impianti di Lario Reti Holding per lo spazzamento stradale da parte di Silea – o per la realizzazione congiunta di progetti di ricerca e sviluppo in campo ambientale ed energetico.

“Le sfide ambientali sono interconnesse: la transizione ecologica e lo sviluppo dell’economia circolare richiedono oggi azioni di ampio respiro. Il naming che abbiamo individuato - Sinergie Territoriali – rispecchia pienamente l’obiettivo che ha accompagnato la nascita di questo contratto di rete: tutelare e valorizzare, insieme, il nostro territorio” commenta Francesca Rota, presidente del Cda di Silea.

“L’avvio di questa stretta collaborazione è un passo concreto verso la realizzazione di quella circolarità di cui oggi si parla spesso – segnala Lelio Cavallier, presidente di Lario Reti Holding – e il fatto che i due soggetti siano di chiara matrice pubblica è un segnale forte di come i territori e le amministrazioni locali possano e debbano essere protagoniste di questa transizione che le circostanze ci chiamano ad attuare”.

Il contratto di rete “Sinergie Territoriali” ha personalità giuridica autonoma rispetto agli enti partecipanti. La gestione sarà affidata ad un “Comitato di gestione” composto dai Presidenti e dai Direttori Generali di entrambe le società e, al fine di garantire il controllo analogo congiunto dei comuni soci, è prevista l’istituzione di un “Comitato di controllo” costituito dal Presidente e dal Vicepresidente del Comitato Ristretto di Silea e dal Presidente e dal Vicepresidente del Comitato di indirizzo e controllo di Lario Reti Holding.

14/11
Acque Bresciane taglia le emissioni del 58%

La società benefit dal 2020 al 2021 ha ridotto del 58% le proprie emissioni portandole a circa 22.400 tonCO2eq grazie ad una strategia inserita nel Piano di Sostenibilità 2045. Le leve principali sono l’acquisto del 100% di energia verde da fonti rinnovabili, l’efficientamento energetico, il rinnovo del parco veicolare e una sempre maggiore attenzione alla catena di fornitura.

Brescia, 21 novembre 2022 - “Misura, riduci, compensa”; grazie a questa strategia che ha basi scientifiche e consente la massima trasparenza, Acque Bresciane ha ridotto del 58% la propria impronta carbonica. Le tonnellate di CO2 emesse per gestire il ciclo idrico in circa la metà del territorio bresciano sono passate da

53.058 tonnellate nel 2020 a 22.443 tonnellate nel 2021.

Un risultato raggiunto grazie soprattutto all’acquisto del 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili con garanzia d’origine, ma grazie anche a una politica volta all’efficientamento energetico, al rinnovo del parco veicolare con mezzi a impatto zero o ridotto e all’attenzione alla catena di fornitura con criteri tecnici premianti per gli operatori più attenti alla sostenibilità.

Il percorso di misurazione

Dal 2019 Acque Bresciane rendiconta su base volontaria le proprie emissioni di gas climalteranti, misura la propria impronta carbonica secondo i principali riferimenti internazionali e redige un report con l’obiettivo di calcolare, ridurre e compensare le emissioni di gas ad effetto serra (GHG) connesse alle attività condotte dall’azienda”, spiega Francesco Esposto, responsabile Sostenibilità e innovazione della società.

Gli standard a cui Acque Bresciane fa riferimento sono:

  • The Greenhouse Gas Protocol - A Corporate Accounting and Reporting Standard (GHG Protocol), redatto dal World Resources Institute (WRI) in collaborazione con il World Business Council for Sustainable Development (WBCSD);
  • Norma UNI EN ISO 14064-1:2019 Parte 1: Specifiche e guida, al livello dell’organizzazione, per la

quantificazione e la rendicontazione delle emissioni di gas ad effetto serra e della loro rimozione.

Non tutte le emissioni, in base a questa norma UNI EN ISO, rientrano nella stessa tipologia. Si distinguono:

  • Emissioni dirette (SCOPE 1)
  • Emissioni indirette da consumo energetico (SCOPE 2)
  • Emissioni legate alla catena di fornitura (SCOPE 3)

Acque Bresciane nel calcolo della propria impronta carbonica ha seguito il seguente percorso: 2019: SCOPE 1 + SCOPE 2

2020: SCOPE 1 + SCOPE 2 + SCOPE 3 (riferite ad alcune categorie di emissioni legate alla fornitura)

2021 SCOPE 1 + SCOPE 2 + SCOPE 3 (completando la definizione di queste ultime, secondo le 15 categorie previste dagli standard di riferimento)

In particolare il perimetro delle emissioni di GHG è quello del controllo operativo (Operational Control Approach, come descritto dal GHG Protocol), il quale prevede che tutte le attività per le quali la società capogruppo ha il pieno controllo operativo, o la possibilità di contribuire significativamente alla definizione delle specifiche e dei requisiti ambientali, siano ricomprese nell’ambito del calcolo delle emissioni dirette SCOPE 1 e delle emissioni indirette da consumo energetico SCOPE 2.

Questo ha portato a considerare i consumi energetici e materiali e ogni emissione diretta di gas effetto serra proveniente da impianti, strutture e mezzi rilevanti per le attività operative della società.

Il settore idrico in cui Acque Bresciane opera è caratterizzato inoltre da una quota di emissioni biogeniche di origine antropica, generate durante il trattamento delle acque. Le emissioni biogeniche di GHG (ad esempio CO2, CH4 ed N2O) di natura antropica possono derivare principalmente dal trattamento delle acque di depurazione.

Il calcolo di tali emissioni biogeniche generate negli impianti di Acque Bresciane è stato condotto secondo la metodologia riportata dalle linee guida IPCC Guidelines for national greenhouse gas inventories al capitolo Wastewater Treatment.

Il processo di riduzione

La riduzione dell’impronta carbonica di quasi il 60% è stata possibile soprattutto grazie all’acquisto del 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili con garanzia d’origine, che ha azzerato lo scope 2 (emissioni pari a 0 t), ma grazie anche ad una politica di efficientamento energetico, al rinnovo del parco veicolare con mezzi per nulla o meno inquinanti e all’attenzione alla catena di fornitura con criteri tecnici premianti per gli operatori più attenti alla sostenibilità.

La compensazione

La quota di emissioni prodotte – commenta il presidente di Acque Bresciane Gianluca Delbarba - è stata interamente compensata attraverso tre progetti, dando continuità al progetto di riforestazione Ntakata Mountain in Tanzania, avviato lo scorso anno, e investendo in due nuovi progetti, per l'accesso all'acqua in Senegal e per la produzione di biogas da un impianto di trattamento di acque reflue in Thailandia. Si tratta di progetti certificati secondo standard internazionali (VCS +, CCBS, GS e CDM). L'investimento complessivo è di 8.800 euro”.

Nel calcolo dell’impronta carbonica Acque Bresciane si è avvalsa della consulenza tecnica di Carbonsink, società italiana leader di strategie di decarbonizzazione net-zero e di gestione dei rischi climatici per le imprese.

Altri obiettivi raggiunti

Altro risultato raggiunto nel 2021 è stato la validazione da parte del network internazionale Science Based Target initiative (SBTi) dei target di riduzione al 2030 con l’impegno dell’azienda di ridurre le emissioni al fine di rimanere sotto i 2 gradi (will-below 2C).

Infine è stato scelto un nuovo fornitore di schede per il rifornimento dei veicoli, grazie a cui vengono

compensate direttamente le emissioni prodotte in base all’acquisto di carburante.

14/11
Qualità del servizio idrico: Padania Acque ottiene la ricertificazione agli standard ISO 9001:2015

Cremona, 18 novembre 2022 - Padania Acque consegue la ricertificazione del sistema di gestione, dallo scorso anno esteso anche alle case dell’acqua, che attesta gli elevati standard qualitativi del servizio idrico.

La società di certificazione nazionale Bureau Veritas, a seguito delle verifiche effettuate, ha valutato nuovamente la conformità ai requisiti della norma ISO 9001:2015 per il campo di applicazione afferente all’erogazione del servizio idrico integrato, costituito da: captazione, adduzione, stoccaggio, distribuzione di acqua potabile, raccolta e trattamento acque reflue domestiche e industriali e gestione di impianti e reti potabili e di case dell'acqua. Vendita di acqua potabile ai clienti. Gestione laboratorio di analisi chimiche e microbiologiche per acque reflue e potabili. Progettazione, gestione appalti, direzione lavori e controllo delle attività di costruzione e manutenzione di impianti per l’approvvigionamento, adduzione, potabilizzazione e distribuzione dell’acqua per uso potabile e per uso industriale, reti fognarie di acque reflue urbane e industriali.

L’audit, particolarmente importante in questa occasione perché riguardava il rinnovo triennale della certificazione, si è concluso con successo, riconoscendo il continuo e soddisfacente mantenimento di un sistema gestionale e organizzativo adeguato alla normativa internazionale di riferimento.

«La qualità, associata sempre all’efficienza, è una priorità e un obiettivo che Padania Acque si impegna a perseguire in ogni attività», commenta la Governance aziendale rappresentata dal Presidente Cristian Chizzoli, dall’Amministratore delegato Alessandro Lanfranchi e dal Direttore generale Stefano Ottolini. «Il buon esito dell’ispezione – proseguono i vertici della società - è frutto del lavoro sinergico di tutto il personale e dei servizi coinvolti nel conseguimento del risultato. Recentemente abbiamo unito alla funzione della Qualità, Sicurezza e Ambiente anche la Sostenibilità, avviando così un processo di riorganizzazione finalizzato a creare un efficace sistema di gestione integrato».

14/11
Verolanuova, Acque Bresciane completa il nuovo depuratore

I lavori per sostituire l’impianto preesistente erano stati avviati dalla società di gestione comunale nel 2020 e sono stati conclusi dal gestore unico provinciale, subentrato a luglio 2021.

Verolanuova, 12 novembre 2022 - Un investimento complessivo di 4,5 milioni di € ha consentito di realizzare il nuovo depuratore comunale di Verolanuova, inaugurato oggi alla presenza delle autorità e degli studenti delle scuole medie. Ai ragazzi è stata spiegata l’importante funzione ambientale della depurazione, che consente di restituire i reflui all’ambiente sotto forma di acque raffinate sicure, grazie ai controlli che ne verificano la qualità.

L’impianto ha una potenzialità complessiva di 12 mila abitanti, grazie a due linee di trattamento distinte che hanno ciascuna la capacità necessaria per 6 mila abitanti.

Verolanuova poteva contare su in impianto preesistente, in via Valfogliata, che era però diventato ormai obsoleto e sottodimensionato. I lavori hanno previsto anche un sistema di collettamento per collegare il vecchio impianto con il nuovo e il rifacimento di tre delle precedenti stazioni di sollevamento.

Nel 2020 il cantiere è stato avviato da Server srl, società comunale di servizi, che all’epoca gestiva il servizio idrico di Verolanuova. Nel luglio del 2021 il gestore unico per la provincia di Brescia, Acque Bresciane società benefit, è subentrata nel Comune della Bassa e ha proseguito i lavori come previsto in origine.

Soddisfatto il sindaco Stefano Dotti per il risultato ottenuto a vantaggio dell’ambiente: “Nasce da un accordo fra il Comune e la Provincia nel 2014, oggi lo gestisce Acque Bresciane. L importante è che le opere si realizzino e si possa operare sempre al servizio dei cittadini”.

Il direttore di Ato, Marco Zemello ha sottolineato come obiettivo dell’ente di governo sia “risolvere i problemi ambientali e trovare il modo di investire in servizi a tutela dell’ambiente. L’ingresso di Verolanuova nel gestore unico del servizio idrico faciliterà il reperimento di finanziamenti, grazie a una realtà strutturata e competente”. 

Marco Apostoli, consigliere provinciale con la delega al Ciclo Idrico, ha ribadito che quest’opera “come tutte quelle del servizio idrico con Acque Bresciane appartengano a tutti i cittadini” e rivolgendosi ai ragazzi li ha esortati: “E’ una società giovane, proprio come voi, facciamola crescere”.

Mauro Olivieri, direttore tecnico di Acque Bresciane, ha ribadito l’importanza che le giovani generazioni conoscano le opere che aiutano l’ambiente: “In questo caso l’impianto serve 12 mila abitanti ma potrà crescere fino alla soglia di 15 mila e quindi risponderà ai bisogni di Verolanuova per molti anni”.

I ragazzi delle medie hanno poi fatto un sopralluogo nell’impianto con Olivieri e il responsabile della Depurazione Luigi Rizzo, che hanno illustrato il procedimento che consente di restituire all’ambiente acqua di qualità controllata.

11/11
SuDS di BrianzAcque: una nuova strada green contro i cambiamenti climatici

Con la simbolica messa a dimora delle prime piante  il progetto di drenaggio urbano sostenibile “Facciamo fiorire l’acqua” prende ufficialmente il via.

A Bovisio Masciago, in Brianza, l’intervento pilota finanziato per la quasi totalità da Regione Lombardia per rigenerare un’intera strada rendendola più verde, più sicura, più vivibile. 

Monza, 10 novembre 2022 - E’ ufficialmente decollato oggi a Bovisio Masciago, in Brianza, il progetto “Facciamo fiorire l’acqua”, intervento di rigenerazione urbana di un’intera strada con l’utilizzo di sistemi urbani di drenaggio sostenibile (SuDS).   Un’operazione di portata innovativa per far fronte ai cambiamenti climatici con una visione multi obiettivo, che consente di coniugare i temi della gestione delle acque meteoriche a quello della sicurezza idraulica, dell’ecologia, della fruizione sociale con un miglioramento generale dell’ambiente e della qualità di vita.

In mattinata, nella piazza di via Matteotti, angolo Silvio Pellico, sono stati simbolicamente messi a dimora  quattro alberi,  esemplari autoctoni di corniolo,  primo atto di una piantumazione che  vedrà la nascita e lo sviluppo di un patrimonio verde  di oltre 500 elementi di specie diverse ma con una caratteristica comune: la capacità di resistere alle variazioni climatiche stagionali. Un requisito base per le aree di bioritenzione (rain garden) dei  SuDS volte a rendere i suoli più “ricettivi”, favorire l’infiltrazione delle acque piovane e combattere l’innalzamento delle temperature.

Alla cerimonia, voluta per sottolineare e riconoscere il grande valore che quest’operazione rappresenta  sia  a livello locale sia su scala nazionale in virtù della sua ampia estensione,  hanno preso parte il Presidente e AD di BrianzAcque, Enrico Boerci; Il Presidente della Provincia di Monza e Brianza, Luca Santambrogio; il Sindaco di Bovisio Masciago, Giovanni Sartori e il Vice Presidente dell’ATO di Monza e Brianza, Roberto Borin.

Il costo dell’intervento, di cui BrianzAcque è soggetto attuatore, è di €. 1.374.486,37, di cui €. 1.140.000,00 finanziato da Regione Lombardia al Comune di Bovisio Masciago nell’ambito del “Piano Lombardia per la difesa del Suolo e la mitigazione dei rischi idrogeologici”  e di €. 234.486,37 coperti dall’ ATO di Monza e Brianza. Per effettuare e portare a termine le lavorazioni  e restituire alla collettività l’arteria stradale completamente riqualificata occorreranno circa sei mesi di tempo.

“Facciamo fiorire l’acqua”  è il claim della nuova  strategia progettuale  adottata da   BrianzAcque nel solco delle green and blu infrastructure e delle  Natured -Based Solution. Ovvero di tutte quelle azioni , che mimando la natura, concorrono a rispondere alla  lotta agli impatti negativi generati dalle mutazioni climatiche e a promuovere la resilienza degli ecosistemi, portando benefici diffusi e trasversali alla comunità. I SuDS di Bovisio Masciago segnano l’avvio dell’attuazione di  questa metodologia sostenibile,  già ampiamente sperimentata in contesti europei, ma ancora poco diffusa in Italia se non su aree di dimensioni modeste. Con la de-  impermebilizzazione di fasce urbane  cementificate e il  rinverdimento del suolo attraverso la creazione di aiuole alberate, di rain garden, di pergolati si otterrà una  riduzione del rischio allagamenti, dell’isola di calore,  dell’inquinamento atmosferico e ,parallelamente, un incremento delle zone naturali, della bellezza e della fruibilità dei luoghi, rendendoli capaci  di offrire un miglior comfort urbano.   Nel complesso ,  le tecniche di drenaggio urbano  con l’inserimento di piantagioni di vario tipo, forniscono un supporto alla biodiversità, un miglioramento del paesaggio. Non solo: la metamorfosi delle aree oggetto degli  interventi, influirà positivamente sul microclima locale, mitigando l’effetto negativo delle ondate di calore estive  contribuendo all’abbattimento delle polveri e degli inquinanti.

I 50 SuDS di Bovisio Masciago: un progetto destinato a far scuola

Gli interventi di retrofitting SuDS  di Via Matteotti a Bovisio Masciago riguardano gli oltre 800 metri dell’intero asse stradale su entrambi i lati della carreggiata e  si  integrano con i marciapiedi esistenti.  Le aree di bioritenzione pensate per raccogliere l’acqua e deviarla  nelle aiuole, anziché nelle reti fognarie,   vengono  posizionate in modo pressochè continuo lungo tutta la via creando così  una sorta di “dorsale” verde.  Una nuova pista ciclopedonale correrà parallelamente all’arteria con l’obiettivo di incentivare la mobilità dolce locale. La riduzione delle carreggiate che ne deriva concorrerà ad implementare la sicurezza con il  limite di velocità abbassato a 30 km/h. La soluzione win-win: deimpermeabilizzazione per BrianzAcque e riqualificazione urbana per il Comune di Bovisio Masciago , sarà particolarmente visibile nella piazzetta all’angolo con via Silvio Pellico,  destinata a cambiare   radicalmente aspetto e a diventare più attrattiva e più vivibile. Questo spazio, scelto non a caso per la piantumazione delle prime alberature, rappresenta il cuore di un intervento che, nel suo complesso, non mancherà di fare scuola.  In sintesi:  al posto delle quattro aiuole presenti, è prevista la creazione di aree di bioritenzione capaci di favorire il drenaggio dell’acqua piovana proveniente dal parcheggio limitrofo. Tutto con l’incremento delle aree “green” e la realizzazione di zone d’ombra per aumentare la permeabilità dei suoli con   camminamenti , pontili pedonali,    panche per la sosta e giochi per bambini.

I numeri:  

>50 elementi SuDS

>1850 mq di aree di bioritenzione

>60 alberi, 100 arbusti e 2.000 mq di erbacee

>1700 mq di prato fiorito

>9 mila specie vegetali per la biodiversità

> 770 metri di pista ciclopedonale

Dichiarazioni

Ha dichiarato Enrico Boerci, Presidente e AD di BrianzAcque: “<Facciamo fiorire l’acqua> è un nuovo progetto emblematico della nostra vision di azienda da tempo impegnata  a far fronte all’emergenza del cambiamento climatico. Partiamo da Bovisio Masciago, ma siamo pronti a replicare  questa progettazione innovativa  nella gestione delle acque di pioggia e nella rigenerazione sostenibile,  in altri comuni della Brianza. Ringrazio Regione Lombardia e l’ATO di Monza e Brianza, che con questo finanziamento,  ci hanno permesso di utilizzare la nostra  struttura organizzativa industriale e il consolidato know-how nella gestione della risorsa idrica per un’operazione all’avanguardia  che, ancora una volta,   punta a rendere i nostri territori sempre più resilienti di fronte alle minacce del clima disegnando il futuro con  nuovi scenari urbani verdi, moderni e ad alta vivibilità.”.

“Il progetto presentato quest’oggi va nella direzione intrapresa da tempo da Regione Lombardia in materia di rigenerazione urbana, con il preciso obiettivo di migliorare la difesa idraulica e promuovere interventi di riqualificazione urbana – ha sottolineato l’Assessore al Territorio e Protezione civile di Regione Lombardia, Pietro Foroni – Si tratta di un’operazione innovativa che rientra a far parte del pacchetto di azioni promosse dall’istituzione regionale, attraverso il Piano Lombardia, per mitigare il rischio idrogeologico e rendere più sicuro il nostro territorio, soprattutto a fronte degli innumerevoli eventi calamitosi degli ultimi periodi che rendono sempre più doverosi interventi di pianificazione e prevenzione”.

“Purtroppo è sotto gli occhi di tutti l’effetto del cambiamento climatico di questi ultimi anni. Lunghi periodi di siccità si alternano ad episodi di pioggia torrenziale, con vere e proprie “bombe” d’acqua, sempre più frequenti anche sul nostro territorio, con conseguenti ingenti danni di varia natura. Inoltre ricordo che la nostra provincia risulta essere nei primi posti in classifica fra le più cementificate a livello nazionale e il fenomeno della progressiva impermeabilizzazione del suolo di certo non migliora la situazione.” -  ha affermato il Presidente della Provincia MB, Luca Santambrogio- “Progettualità di questo tipo, tra l’altro già avviate da qualche decennio in altri paesi europei, e da noi oggi sostenute anche grazie a bandi di finanziamento pubblico Regionale, sono solo dei piccoli tasselli per uno sviluppo su più ampia scala. Non si tratta solo di un intervento “tecnico”, possibile grazie alle competenze trasversali sviluppate e ormai consolidate dalla nostra partecipata BrianzAcque, ma l’inizio di un’opera salvaclima che prevede anche la riqualificazione e l’abbellimento del contesto sia urbano che del paesaggio, con conseguenti impatti positivi sia sulla qualità dell’ambiente che per la vita quotidiana di tutti noi”.

"Per noi si tratta di un giorno importante- ha detto il Sindaco di Bovisio Masciago, Giovanni Sartori -  Diamo il via a un intervento che da un lato risolve una situazione di criticità e, dall'altro, è destinato a tracciare una strada per il suo carattere innovativo. Crediamo nell'importanza del Suds, soluzione bella ed efficace che segna un passaggio culturale nell'attività di contrasto ai cambiamenti climatici. Ovviamente, da parte nostra, un sincero ringraziamento a Brianzacque che ha deciso di scommettere con noi affrontando questa sfida nell'interesse della collettività".

Ha spiegato Massimiliano Ferazzini, direttore settore progettazione territoriale di BrianzAcque, che ha progettato l’opera:  “L’intervento di Bovisio è frutto di un approccio che vede integrarsi discipline diverse per fornire soluzioni di valore per il Territorio. Grazie all’applicazione delle nature-based solutions è possibile perseguire logiche multi-obiettivo, così da portare benefici trasversali diffusi per l’ambiente e per la collettività”.

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BrianzAcque è l’azienda pubblica che gestisce industrialmente il servizio idrico integrato nella Provincia di Monza e Brianza. Grazie ad un percorso di fusioni e acquisizioni particolarmente sfidante, oggi, figura nel panel del primi 15 operatori italiani del settore. Partecipata e controllata da 55 comuni soci secondo il modello in house providing, si occupa dell’intera filiera dell’H2O: acquedotto, fognatura, depurazione. Ogni anno, porta nelle case e nelle aziende del territorio oltre 80 milioni di metri cubi di acqua, colletta i reflui di scarico e li restituisce puliti all’ecosistema dopo un complesso processo di depurazione. Si prende cura del mantenimento, del miglioramento e dell’innovazione delle reti, degli impianti e delle infrastrutture. In bolletta mantiene costi che restano  tra i  più bassi d’ Italia e d’ Europa. Moderna ed efficiente, socialmente responsabile, opera secondo il principio di sostenibilità, nel pieno rispetto dell’ambiente.

18/10
Torna Sportello Scuola di Acque Bresciane

100% acqua, l’iniziativa gratuita rivolta alle scuole dei Comuni gestiti da Acque Bresciane, torna con un’offerta più ampia e diversificata. A lezioni in presenza, visite agli impianti e laboratori, la mostra itinerante Pianeta Blu per le scuole primarie e la piattaforma digitale Scuola Park, ricca di contenuti, video, test e giochi e arricchita con materiali specifici per il curriculum di educazione civica. A fare da guida, come di consueto, i personaggi Alex e Flow, che attraverso le loro avventure raccontano il ciclo dell’acqua.

Non cambiano gli obiettivi dello Sportello Scuola: da sempre Acque Bresciane vuole contribuire all’educazione ambientale di bambini e ragazzi, aiutandoli a comprendere da dove proviene l’acqua che entra nelle nostre case, dove finisce e come viene trattata prima di essere restituita all’ambiente. Per ogni fascia d’età proponiamo materiali e linguaggi diversi, dai fumetti ai video, fino agli incontri con i nostri tecnici sul campo”, spiega la consigliera della società Acque Bresciane Maria Teresa Vivaldini. Per gli istituti tecnici e i licei è possibile concordare una proposta su misura, spaziando dai temi della sostenibilità ai Piani di sicurezza dell’acqua, fino all’alternanza scuola lavoro.

L’iscrizione è libera e gratuita, entro il 15 novembre, per tutte le scuole dei 97 Comuni serviti da Acque Bresciane. Compilando QUESTO FORM sul sito www.acquebresciane.it  si potrà scegliere una opzione fra le diverse proposte. Ogni classe riceverà un kit didattico con un manuale per il docente, il fumetto di Alex e Flow e una borraccia personalizzata per ogni studente, con cui potrà contribuire a ridurre l’impiego delle bottiglie di plastica o, in alternativa, una sacca riutilizzabile in materiale riciclato con raffigurati gli obiettivi di sostenibilità dell’agenda 2030.

Fra le proposte c’è la mostra Pianeta Blu realizzata con Pinac di Rezzato, che è risultata molto gradita lo scorso anno e può essere allestita a cura di Acque Bresciane nei locali scolastici e quest’anno anche all’esterno, e può essere esplorata con quaderno di visita e/o un’audioguida.

Infine, la piattaforma Scuola Park promossa da Achab group, agenzia torinese esperta in comunicazione ambientale, raccoglie sia contenuti originali sia i materiali prodotti in questi anni da Acque Bresciane. La registrazione della classe consentirà ai singoli studenti di accedere e visionare i materiali anche da casa, coinvolgendo anche la propria famiglia. Grazie al fatto che la quota d’iscrizione verrà versata da Acque Bresciane, le classi che sceglieranno questa formula avranno accesso a tutti materiali liberamente e in autonomia, fino alla fine dell’anno scolastico.

L’ultima novità di quest’anno è l’accesso libero ai materiali didattici video, che gli insegnanti potranno utilizzare con i ragazzi: il cartone animato tratto dal fumetto di Alex e Flow, che ha già superato le centomila visualizzazioni, il video naturalistico realizzato dall’ornitologo Pierandrea Brichetti per sensibilizzare sull’importanza dell’acqua e la videovisita all’impianto di depurazione di Rovato.

I numeri della scorsa edizione testimoniano il coinvolgimento di alunni e classi: 260 classi di 40 Comuni, per oltre 5.000 studenti. Ciascuno ha ricevuto una borraccia, oltre 200 i kit didattici distribuiti. Quest’anno l’obiettivo è di raggiungere 320 classi e superare i 6.000 studenti.

Oltre a questa iniziativa, le attività in classe per i Comuni del Lago di Garda rientrano nel progetto europeo Life Salvaguardia e saranno condotti da educatori ambientali della Cooperativa Sociale CAUTO.

10/10
L’Europa investe su Acque Bresciane

Il gestore unico del Servizio idrico fra i primi tre progetti finanziati dal programma InvestEU della Banca europea per gli investimenti.

Il Gruppo BEI e la Commissione hanno lanciato oggi a Roma il programma InvestEU, che mira ad attivare investimenti per oltre 372 miliardi. Fra le prime tre operazioni in Italia un finanziamento da 45 milioni per Acque Bresciane per potenziare copertura, qualità e resilienza dei servizi per le acque reflue in provincia di Brescia.

La Commissione europea e il Gruppo BEI, che comprende la Banca europea per gli investimenti (BEI) e il Fondo europeo per gli investimenti (FEI), hanno organizzato un evento a Roma per lanciare il programma InvestEU che, grazie ad una garanzia di bilancio dell'UE di 26,2 miliardi di euro, mira ad attivare investimenti per oltre 372 miliardi volti a sostenere le priorità strategiche dell'Unione europea, come il Green Deal europeo e la transizione digitale.

All'evento, aperto dai saluti di Gelsomina Vigliotti, Vicepresidente BEI, Daniele Franco, Ministro dell'Economia e delle Finanze, Paolo Gentiloni, Commissario europeo per gli Affari economici e Dario Scannapieco, Amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti, hanno partecipato il presidente di Acque Bresciane Gianluca Delbarba e il CFO della società Alessandro Varesio, per la firma del progetto.

Essere fra le prime realtà coinvolte da questo grande progetto europeo ci onora e conferma l’affidabilità e la solidità di una società benefit interamente pubblica, che si propone come compito innanzitutto quello di colmare le carenze infrastrutturali del settore idrico bresciano”, ha commentato Gianluca Delbarba. “Tutta Europa vive un momento difficile, queste alleanze ci consentono di guardare con fiducia alle sfide che ci attendono e di garantire ai cittadini che abbiamo la capacità di investire e tener fede al nostro Piano industriale, che prevede oltre un miliardo di opere entro il 2045

Settore idrico: 45 milioni dalla BEI a Acque Bresciane

Si tratta di uno dei primi progetti italiani, l’unico nel settore idrico e in Lombardia. Grazie al supporto della Banca dell’UE e della Commissione Europea via InvestEU, Acque Bresciane potenzierà le infrastrutture idriche esistenti al fine di incrementare copertura, qualità e resilienza dei servizi per le acque reflue, in un territorio che deve ancora completare il passaggio al Gestore unico e presenta numerose infrazioni europee nel settore della depurazione. Un prestito di 40 milioni, che potrà essere esteso a 45 milioni di euro, concesso dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) ad Acque Bresciane (AB), società benefit pubblica che fornisce il servizio idrico integrato a 97 comuni, per una popolazione servita di 580.000 abitanti nel territorio dell’ATO di Brescia.

Gli investimenti previsti contribuiranno a migliorare l'efficienza operativa ed energetica di Acque Bresciane e genereranno sostanziali benefici sociali, contribuendo alla lotta contro il cambio climatico e quindi a migliorare la salute pubblica nel territorio, oltre ad aumentare le opportunità di lavoro. Gli efficientamenti porteranno a un Il risparmio energetico totale stimato è di 4,402 MWh rispetto allo scenario di riferimento, equivalente al consumo energetico annuale di circa 1,600 famiglie italiane.

La BEI è la Banca del Clima dell’UE, nonché uno dei maggiori finanziatori del settore idrico a livello mondiale, con più di 1.600 progetti e circa 80 miliardi di euro di finanziamenti erogati. Tenuto conto delle grandi necessità di investimento nel settore idrico in Italia, negli ultimi 5 anni la BEI ha finanziato più di 30 operazioni per 2.3 miliardi di euro, contribuendo ad attivare investimenti per quasi 7,6 miliardi a livello nazionale.  

03/10
COMO ACQUA PRESENTA IL “PROGETTO CERESIO”: UN’OPERA STRATEGICA REALIZZATA IN TEMPI RECORD

La condotta di adduzione con prelievo dal lago Ceresio e consegna a Lanzo d’Intelvi è un’opera straordinaria che Como Acqua ha realizzato in tempo record, in soli 70 giorni di incessante lavoro.

Oggi, il “progetto Ceresio” attiva una linea di adduzione indipendente per far fronte alle esigenze di acqua, sopperendo al calo di portata dei pozzi e delle sorgenti in quota, tramite un’efficiente interconnessione di rete, così da poter contribuire a mitigare eventuali future situazioni di deficit idrico.

Si tratta di un’opera strategica per il territorio e sicuramente un fiore all’occhiello dell’operatività di Como Acqua di cui sono molto orgoglioso – ha dichiarato il Presidente Pezzoli - Questo progetto prosegue nel solco di quella prevenzione che guida gli investimenti della Società e che ci ha consentito di gestire prontamente situazioni straordinarie come quella dell’emergenza idrica, che non possiamo ancora considerare superata del tutto”.

L’impianto, posizionato in Val d’Intelvi dove il Belvedere di Lanzo si affaccia sul Ceresio, arrampica da valle a monte con 5 stazioni di sollevamento a coprire un dislivello di quasi 700 metri, necessario a trasportare l’acqua dal lago nel comune di Valsolda, fino alla struttura a monte, situata a quota 907 metri.

Le 4 stazioni più alte sono dotate di un serbatoio da 5 metri cubi, più uno adibito alla potabilizzazione con filtri a sabbia e carbone.

Tutte le stazioni vengono riempite attraverso pompe dotate di inverter in grado di immettere in rete 15 litri di acqua al secondo. Ogni stazione dispone di 3 pompe: 1 di servizio e 1 ausiliaria, oltre a una terza, pronta all’uso in caso di necessità d’interconnessione.

Nella fase iniziale sono stati posati 1,5 km di tubazioni per l’adduzione in pressione di diametri consistenti, 4 km di cavi elettrici e 1,5 di fibra ottica.  Contestualmente, è iniziata la realizzazione della piattaforma in cemento armato per la presa a lago. Il cemento è stato trasportato in elicottero fino a livello del lago, dove, tecnici ed operai ne hanno curato la posa.  Sulla piattaforma è stato installato il primo gruppo di pompaggio, il cui compito è prelevare l’acqua a una profondità di circa 60 metri.  A tale profondità, le basse temperature e la quasi totale assenza di luce, la proliferazione batterica e algale, garantendo le buone caratteristiche dell’acqua prelevata.

In corrispondenza di ciascuna stazione di rilancio sono state installate le tre pompe e il serbatoio di accumulo locale, oltre al sistema di alimentazione e la sensoristica di telecontrollo.

Con l’utilizzo di elicotteri, le condotte sono state trasportate nel luogo di posa, le squadre hanno effettuato l’installazione e la saldatura delle diverse sezioni.

Mediante sostegni a bilanciere, alla condotta idraulica sono state affiancate due condotte di diametro minore, a contenimento dei cavi elettrici, da un lato, e, dall’altro, della fibra ottica per il trasporto dei segnali del telecontrollo.  In parallelo, sono stati posati 2,3 km di condotta per trasportare l’acqua del Ceresio dalla stazione di controllo fino al serbatoio di Lanzo, dove viene sottoposta ai trattamenti di filtrazione a sabbia e carbone, di sanificazione con impianti UV, e di clorazione.

L’opera è costata complessivamente 2 milioni di euro e ha ottenuto un contributo regionale pari a circa 1 milione di euro.

 “Dopo aver appurato che in Valle di Intelvi il progressivo esaurimento dei pozzi e delle sorgenti stava portando a un utilizzo estremo dell’adduttrice che trasporta l’acqua dal pozzo di Argegno al serbatoio di Pigra, abbiamo deciso di dare concretezza al progetto, sfruttando la risorsa resa disponibile dal nostro lago. Una soluzione che doveva essere rapida così da evitare che l’alimentazione idrica di questo territorio continuasse a basarsi su un’unica infrastruttura. Con quest’opera abbiamo dimostrato che il lavoro di squadra, unito a impegno e attenzione verso le esigenze delle singole realtà e anche a una buona dose di coraggio, sono fondamentali per affrontare e gestire anche le situazioni più critiche. Grazie ai Sindaci che ci hanno supportato e sostenuto e a Regione Lombardia che con meticolosità ha seguito le fasi di realizzazione dell’opera”, ha concluso Pezzoli.