Veronica Nisco

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16/11
Padania Acque S.p.A.: capacità di depurazione e dispersione della rete idrica. Il gestore dell’idrico cremonese tra le società virtuose

Padania Acque tra le società virtuose del servizio idrico integrato

Il recente Rapporto Ecosistema Urbano 2020 sulle performance ambientali delle città, redatto da Legambiente per l’anno 2019, classifica Cremona al 13mo posto, su 104 capoluoghi italiani, sulla base di 18 indicatori di sostenibilità ambientale. Il report, tra gli altri indicatori, prende in esame sia la capacità di depurazione delle acque reflue dei centri urbani, sia la dispersione della rete idrica, ovvero la differenza percentuale tra l’acqua distribuita e consumata per usi civili, industriali e agricoli. 

Il gestore del sistema idrico integrato Padania Acque, nella depurazione delle acque reflue di Cremona, vanta un’efficienza gestionale del 99% che la pone al 20mo posto della classifica nazionale, annoverando il nostro capoluogo di provincia tra i comuni con la percentuale più elevata di abitanti allacciati al servizio fognario. Agli ultimi posti Treviso, con poco più di 3 abitanti, e Benevento con solo 2 abitanti su dieci che possono usufruire dell’allaccio fognario e della depurazione.

Una situazione drammatica che ha costretto la Commissione Europea ad avviare un procedimento di infrazione nei confronti del nostro Paese, perché 237 centri urbani con oltre 2000 abitanti non dispongono di un adeguato sistema di trattamento delle acque di scarico urbane. Tant’è che attualmente l’Italia sta pagando 25 milioni di euro per precedenti infrazioni causate da mancate depurazioni, più 30 milioni per ogni semestre di ritardo per la messa a norma della depurazione di oltre 70 centri urbani.

Per quanto riguarda la dispersione idrica, la percentuale del 23% delle perdite di rete, pone Padania Acque a un eccellente 17mo posto nazionale della classifica. La percentuale è da considerarsi in ulteriore miglioramento grazie alla sostituzione, in corso d’opera, dei vecchi contatori che con gli anni perdono la loro capacità di misurazione con i più tecnologici “Smart metering” contatori che ne consentono la telegestione da remoto. Causa della dispersione è attribuibile soprattutto alla vetustà delle reti che denuncia un Paese che purtroppo “fa acqua da tutte le parti”, dove in città come Frosinone o Vibo Valentia le percentuali si invertono, ovvero l’acqua che arriva nelle case dei cittadini è solo poco più del 20% di quella potabilizzata dai gestori.

«Padania Acque – affermano i vertici aziendali - si conferma una società efficiente anche riguardo alla dispersione della rete idrica, registrando il 23% delle perdite di rete, un dato ben al di sotto della media nazionale del 36%. Si rende necessario “non abbassare la guardia” cercando di mantenere un virtuoso trend di investimenti che pone la nostra azienda ai migliori livelli europei in quanto a investimenti annui per abitante: 80 euro contro la media nazionale di 43 euro. Nel 2019 Padania Acque ha immesso nella rete acquedottistica provinciale di 2.221 km quasi 40 milioni di metri cubi di acqua a disposizione di oltre 350 mila abitanti e di circa 157 mila utenze. Di questo volume di acqua le “perdite idriche percentuali”, contenenti anche le cosiddette perdite apparenti riconducibili, per esempio, a errori di misura dei contatori d’utenza, usi non autorizzati e prelievi abusivi, sono generalmente basse tant’è che 78 comuni su 113 del nostro territorio provinciale si collocano in classe A. Secondo l’indicatore delle “perdite idriche lineari” (mc/km/gg) la dispersione annua per ogni km di rete ammonta a 11,5 metri cubi. I dati, calcolati con i parametri definiti da ARERA (autorità di regolazione per energia reti e ambiente), confermano quindi gli ottimi risultati raggiunti da Padania Acque».

11/11
Nasce il più grande dipartimento di information technology del servizio idrico integrato lombardo

Gruppo CAP, BrianzAcque, Lario Reti Holding e Alfa, le quattro water utility che gestiscono il servizio idrico integrato di oltre 450 comuni della Regione, sottoscrivono un Contratto di Rete per unire competenze e know-how sul fronte IT

Coniugare le migliori pratiche nella gestione pubblica dell’acqua e lo sviluppo sostenibile del territorio unendo attività, competenze e know-how sul fronte dell’information technology in un dipartimento interaziendale, il più grande della Lombardia nel settore idrico integrato. È lo spirito che è sotteso al Contratto di Rete firmato da Gruppo CAP, BrianzAcque, Lario Reti Holding e Alfa, le 4 aziende pubbliche che gestiscono il servizio idrico integrato di oltre 450 Comuni distribuiti nella Città metropolitana di Milano e nelle province di Monza e Brianza, Lecco e Varese, per potenziare le sinergie e dare vita a un’unica struttura organizzativa: l’Ufficio Information Technology di Rete.

“Dopo il consolidamento di Water Alliance, diventata quest’anno la prima rete nazionale dell’acqua, ora vogliamo puntare su un percorso sempre più condiviso dove unire le forze sul fronte delle dotazioni e delle competenze in ambito IT, commenta Michele Falcone, direttore sviluppo strategico di Gruppo CAP. L’obiettivo è sviluppare know-how, soluzioni applicative e piattaforme tecnologiche che possano essere messe a disposizione, in ottica di shared service, anche dagli altri gestori che fanno parte di Water Alliance, rendendo sempre più competitivo e all’avanguardia il sistema idrico integrato lombardo”.

“Grazie alle sinergie tra queste quattro water utility lombarde, abbiamo costituito un’unica struttura composta da 53 persone tra manager, esperti di prodotto e tecnologie, tecnici IT specializzati. Siamo organizzati in cinque dipartimenti seguendo linee guida dei framework internazionali di riferimento, in grado di rispondere alle esigenze di demand & delivery, service operation, gestione infrastrutture/cybersecurity, service desk e sistema informativo territoriale, commenta Michele Tessera, Direttore Centrale Information Technology e Trasformazione Digitale, a cui è stata affidata la direzione e l’organizzazione dell’Ufficio IT di Rete. Si tratta della più grande e organizzata struttura di Information Technology del settore, a un passo dalle prime certificazioni ISO 27001, che ci permetterà di mettere a fattor comune esperienze e competenze di personale qualificato, consolidando il percorso verso il futuro, integrando nel tempo, intelligenza artificiale, machine learning e tecnologie predittive, in modo da ottimizzare i costi e migliorare le performance a favore del business e di tuti gli stakeholder”.

In un momento in cui l’innovazione digitale è più che mai al centro delle strategie di sviluppo della governance aziendale e territoriale, l’accordo, attraverso lo strumento del knowledge sharing, mira a incrementare il potenziale innovativo e a cogliere i futuri trend tecnologici per rendere più competitive le infrastrutture del sistema idrico integrato. Tutto questo per favorire l’efficienza della gestione dell’attività e incrementare la capacità di investimento e di contenimento dei costi, senza tralasciare i servizi digitali orientati ai cittadini, fondamentali per gestire nel mondo più semplice e smart le utenze.

Attraverso l’Ufficio Unico, le 4 water utility si impegnano a condividere la strumentazione tecnica e operativa, coordinando in un'unica struttura organizzativa le figure professionali, al fine di garantire la corretta fruizione dell’intera dotazione tecnologica, il mantenimento e lo sviluppo dei data center, lo sviluppo e la manutenzione del parco software delle aziende in logica di integrazione dei dati e degli applicativi. Il Contratto di Rete, sottoscritto tra i 4 gestori, rappresenta lo sviluppo di un percorso di sinergie già avviato nel 2016 tra Gruppo CAP e BrianzAcque, nato proprio per creare un primo Ufficio IT di Rete interaziendale.

06/11
In Brianza, contro il rischio idraulico un patto tra Ordine degli Ingegneri e BrianzAcque

Monza, 4 novembre 2020 - L’intensificazione degli effetti dei cambiamenti climatici come bombe d’acqua, precipitazioni intense e ravvicinate con  danni e disagi a persone e cose.  E un territorio, la Brianza,  tra i più urbanizzati e popolosi d’Italia, che con  una ridotta superficie permeabile, vede una contrazione della capacità dei terreni e delle fognature di assorbire e di trattenere l’acqua.  In questo contesto, BrianzAcque,  già dal 2014 ha posto il corretto governo delle acque piovane al centro dei propri obiettivi in campo di politiche ambientali e di sicurezza urbana. Un impegno che si è rafforzato, nel 2017, dopo l’introduzione da parte di Regione Lombardia del principio di invarianza idraulica e idrologica. Tre parole traducibili in sintesi nella volontà di ridurre l’impatto delle acque piovane determinate dalle nuove attività di trasformazione del territorio attraverso azioni virtuose, il riuso della risorsa idrica e il ripristino dei cicli naturali. Questa normativa, destinata ai Comuni, chiamati a redigere appositi studi per la gestione del rischio idraulico,  è stata recepita da BrianzAcque che, facendo leva sulle proprie competenze e sul know how sviluppato nel settore,  in accordo con l’ATO di Monza e Brianza, si è accollata il compito di redigere gli studi per conto di  53 comuni del bacino di riferimento, tutti, nessuno escluso,  classificati in fascia di alta criticità idraulicaDopo aver dato vita ad un team interno di professionistidedicati, che si avvale del supporto di INU, (Istituto Nazionale di Urbanistica) e dei dipartimenti di tre Università lombarde,  ha ora siglato un accordocon l’Ordine degli Ingegneri di Monza e Brianza. Di fatto, il patto si traduce nell’istituzione di un tavolo tecnico permanente sui temi dell’invarianza idraulica e delle nuove opere di urbanizzazione. Un working group in progress che funga da punto di riferimento per i comuni della Provincia e per i professionisti, uniformando le procedure, promuovendo eventi formativi, un intendere partecipato e condiviso atto a creare altresì una cultura del rischio idraulico.

Ha rilevato il Presidente e Ad di BrianzAcque, Enrico Boerci: “L’alleanza con l’Ordine degli Ingegneri per una collaborazione stabile contro il rischio idraulico è strategica, in quanto implica un’ attività congiunta tra noi, ente gestore del servizio idrico e i progettisti, chiamati a dare concreta attuazione sul campo  agli studi e alle  norme contenute nel regolamento dell’invarianza. Sono convinto che per far fronte a problematiche come quella del corretto governo delle acque piovane si rendano sempre  più necessari  approcci interdisciplinari e forme cooperative tra diversi soggetti , istituzioni, atenei,  enti di ricerca così da creare partnership sinergiche.  Anche in questo frangente,  BrianzAcque dimostra tutta la propria resilienza nell’affrontare  una criticità e trasformarla  in un’opportunità nell’ottica di un nuovo approccio al futuro del territorio e del paesaggio”.   

Pierpaolo Cicchiello, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Monza e della Brianza, ha dichiarato: “L’Ordine degli Ingegneri di Monza e della Brianza,partecipando al progetto Brianza Restart (che vede coinvolti enti pubblici e privati, associazioni professionali e di categoria e ambientali, sindacati etc.. con la regia della Provincia di Monza Brianza) ha iniziato un percorso di attività sinergica con le realtà del territorio incrementando i contatti già in essere. In quest’ ottica in particolare si è attivato per costituire una partnership con Brianzacque relativa all’importante tematica dell’ invarianza idraulica e geologica che riteniamo di grande valore e di notevole utilità sia per i professionisti del settore , sia per gli enti pubblici. L’ obiettivo è quello di offrire un servizio alla collettività –elemento costitutivo dell’attività dell’ Ordine- ,ma anche di contribuire a implementare una cultura sul tema dell’ invarianza che , importante tassello  per la tutela dell’ ambiente del nostro territorio che peraltro presenta notevoli fragilità di natura idrogeologica”.

Intervenendo alla video conferenza stampa, svoltasi in mattinata,   Dario Fossati , Direttore Vicario U.O. Difesa del suolo e Gestione attività commissariali  - DG Territorio e Protezione Civile, Regione Lombardia ha evidenziato come tra i compiti di Regione Lombardia rientrino anche la verifica e la misurazione sul campo rispetto alla concreta applicazione dei provvedimenti adottati. Più nel merito, ha parlato della normativa sull’invarianza come di uno strumento che consentirà di non aggravare ulteriormente la gestione del rischio idraulico e, a lungo termine, di migliorare la situazione.  E riferendosi alla realtà di BrianzAcque, l’ha definita un’eccellenza nell’ambito del Servizio Idrico Integrato lombardo, un’azienda capace di guardare avanti sviluppando conoscenze e, nel caso specifico, affiancando le Amministrazioni Comunali nel non semplice compito di realizzare gli studi comunali sul rischio idraulico.  

In conclusione, le considerazioni di Massimiliano Ferazzini, direttore del settore Progettazione e Pianificazione di BrianzAcque: “ L’attenuazione del rischio idraulico sul nostro territori passa attraverso l’impegno di tutti: dall’ente gestore, ai comuni, al singolo cittadino e al suo professionista. E’ necessario fare sistema per attuare una strategia coordinata”Studi Comunali di gestione del Rischio Idraulico
Gli studi comunali di gestione del rischio idraulico che i Comuni sono tenuti a  predisporre contengono la mappatura delle attuali condizioni di rischio idraulico del territorio, derivante sia dai corsi d’acqua che dalla rete di fognatura, e illustrano le misure risolutive individuate per il controllo e per la riduzione delle condizioni di rischio. I risultati dello studio vanno infine recepiti dai singoli Piani di Governo del Territorio (PGT).

La verifica di invarianza Idraulica
In linea generale, la verifica di invarianza idraulica sottintende che la portata d’acqua generata da una riqualificazione e/o modifica urbanistica sia inferiore o al più uguale a quella generata dalla situazione preesistente, e che comunque rispetti  i valori massimi imposti dalle normative e dall’ente gestore del corso d’acqua o della rete fognaria di recapito. L’attività che viene svolta dal team dedicato di BrianzAcque, composto da professionisti del Settore Progettazione e Pianificazione Territoriale con il supporto tecnico-scientifico, metodologico e di ricerca di INU e degli atenei di Milano Bicocca (Dipartimento di Scienze dell’ambiente e della Terra); Università degli Studi di Brescia (Dipartimento di Ingegneria Civile, Architettura, Territorio, Ambiente e Matematica) e Università degli Studi di Milano (Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali, Produzione, Territorio ed Energia), comporta un’attività di raccolta e di analisi dei dati, la costruzione di un modello digitale del terreno, l’esecuzione di rilievi sul territorio e sui reticoli idrici. Ancora: l’implementazione del modello matematico-idraulico; l’analisi dello stato di fatto con l’individuazione delle aree di allagamento, le proposte  preliminare di misure strutturali e la definizione degli interventi risolutivi.

29/10
Acque e città della via Postumia: Cremona, Mantova e Verona insieme per l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile

Padania Acque, Gruppo Tea e Acque Veronesi insieme per l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile

Un accordo interprovinciale per studiare, progettare, compiere iniziative e investimenti sperimentali finalizzati al trattamento dei fanghi di depurazione. È quello siglato, a distanza con firma digitale nel rispetto delle misure anti-Covid19, tra i gestori del servizio idrico integrato di Cremona, Padania Acque, Mantova, Gruppo Tea, e Verona, Acque Veronesi.

L’intesa, che mette al centro la ricerca e lo sviluppo di soluzioni efficienti e alternative allo smaltimento tradizionale dei fanghi mediante spandimento in agricoltura e conferimento presso i termovalorizzatori, si inserisce nel protocollo denominato “Acque e città della via Postumia Cremona, Mantova e Verona”, sottoscritto nell’estate 2018 e il cui nome richiama la mission e il legame storico che unisce i tre capoluoghi di provincia, percorsi dall’antica Postumia, la via consolare romana costruita nel 148 a.C. nei territori della Gallia Cisalpina, l’odierna Pianura Padana, per congiungere gli importanti insediamenti di Genova e Aquileia.

Gli obiettivi dell’accordo sono numerosi, primo fra tutti sperimentazione e innovazione attraverso la condivisione di idee e di progetti da attuare in collaborazione, mettendo in campo una sinergia di risorse professionali, tecnologiche ed economiche. Le tre società lavoreranno insieme alle Università, agli Enti di ricerca e alle aziende pubbliche o private italiane e straniere leader del settore di gestione dei fanghi.

Il presidente di Padania Acque, Claudio Bodini, ha commentato così l’evoluzione della proficua partnership con i gestori dell’acqua di Mantova e di Verona: «Il legislatore, attraverso norme sempre più attente agli aspetti ambientali, ritiene opportuno regolamentare la gestione e lo smaltimento dei fanghi provenienti dalla depurazione delle acque reflue. Padania Acque è da tempo attiva per lo studio di soluzioni che possano trasformare un’emergenza in una risorsa da valorizzare nell’ottica di una vera economia circolare: trasformare i fanghi in energia, in biogas, in materie prime da sfruttare in altre filiere industriali. Il nostro impegno va dunque in questa direzione e insieme alle altre società intendiamo continuare a investire in qualità, ricerca e innovazione tecnologica in quanto priorità del Servizio Idrico Integrato».

«Il trattamento dei fanghi di depurazione è un tema complesso e determinante per il Servizio Idrico Integrato e per l’ambiente, che necessita di essere sviluppato – ha dichiarato l’Amministratore delegato Alessandro Lanfranchi.  I nostri depuratori devono trasformarsi in “bio-digestori” per evitare lo smaltimento nelle discariche, in agricoltura (in modo diretto mediante lo spandimento e in modo indiretto tramite il processo di compostaggio) o il loro recupero energetico attraverso la termovalorizzazione. Mettere in campo le competenze e le risorse delle tre Aziende in sinergia con le Università è un’opportunità irrinunciabile per superare in modo innovativo i limiti sempre più stringenti per lo smaltimento dei fanghi, con soluzioni industriali sostenibili in ottica di economia circolare». «Si tratta di una sperimentazione molto importante tracciata nel solco dell’economia circolare che vede Tea al fianco delle altre due società pubbliche del servizio idrico di Cremona e Verona, in collaborazione con il polo universitario di Parma. È una prima applicazione “sul campo”, dalla quale ci attendiamo risultati significativi, che consentiranno di ottenere energia, calore e altri prodotti industriali, a impatto zero, senza emissioni in atmosfera. L’impegno di Tea verso un percorso sempre più sostenibile trova in questa iniziativa nuova ed efficace testimonianza”, ha spiegato Massimiliano Ghizzi, presidente di Tea.

«Grande soddisfazione per la positiva evoluzione di questa partnership - ha commentato Roberto Mantovanelli, presidente di Acque Veronesi – che assume ancora maggior valore in un 2020 segnato da moltissime difficoltà. In questa occasione l’oggetto della collaborazione è lo sviluppo di progetti di ricerca sul delicato tema dello smaltimento dei fanghi da depurazione. Riteniamo fondamentale in questo ambito la capacità di fare sistema, condividendo risorse e conoscenze per affrontare problemi comuni con l’obiettivo di portare soluzioni vantaggiose ai rispettivi territori. Questo approccio rappresenta un notevole valore aggiunto per le aziende pubbliche di un settore, quello idrico, che sta attraversando una fase particolarmente vivace e impegnativa».

15/10
Una nuova sede unica per il laboratorio di BrianzAcque

Al depuratore San Rocco, giù l’edificio ex filtropresse. Al suo posto, un nuovo edificio per il presidio di analisi delle acque e per il telecontrollo

Monza,14 ottobre 2020 – E’  scattata  questa mattina la demolizione dell’edificio ex filtropresse. Al suo posto,  sorgerà una nuova palazzina che ospiterà il laboratorio aziendale di analisi e in, uno spazio più ridotto, il telecontrollo. A dare simbolicamente il via all’operazione,  nel contesto industriale del depuratore di San Rocco a Monza,  il Presidente e Ad di Brianzacque, Enrico Boerci: “E’ concretamente partita l’attuazione  di un progetto tanto atteso quanto necessario per dotare i laboratori, che da sempre rappresentano una delle eccellenze aziendali,  di un’unica sede strutturata per svolgere al meglio le importati attività di controllo e di ricerca a presidio della qualità della risorsa idrica che distribuiamo a quasi 900 mila brianzoli. Un nuovo centro di analisi delle acque destinate al consumo umano, acque reflue di vigilanza sugli scarichi industriali e dei reflui a cui si affiancherà una sala per il telecontrollo, servizio strategico per limitare i disservizi e contenere i costi manutentivi”. 

L’intervento di ristrutturazione consentirà di accorpare in un solo polo operativo i laboratori attualmente suddivisi nei due presidi di Monza (viale Fermi e via Canova) e in quello di Seregno (via f.lli Bandiera). Avrà una durata di nove mesi e un costo di 2,8 milioni.

Nel dettaglio, il progetto prevede l’abbattimento del fabbricato ex filtropresse, realizzato negli anni Ottanta,  e dismesso a seguito della recente riqualificazione di buona parte dell’impianto di depurazione monzese. Rispettando le stessa volumetria, verrà eretto un nuovo immobile di due piani, contornato da un porticato su cui si affacciano i due ingressi principali. Il pianterreno sarà completamente dedicato alle attività di laboratorio che occuperanno anche una parte del primo piano. Nell’altra,  è invece prevista una sala per il telecontrollo dotata di maxi schermi in grado di assicurare la visualizzazione in contemporanea del funzionamento di acquedotti, fognature e depurazione. A completamento della palazzina verrà realizzata una passerella per collegare l’edificio con quello del Byothelis.

Laboratorio  Analisi
Per le partnership in atto con IRSA (Istituto di Ricerca Sulle Acque) del CNR e con alcune università lombarde, il laboratorio rappresenta uno dei fiori all’occhiello di BrianzAcque.  Da oltre 10 anni ha ottenuto il marchio “Accredia” garanzia di imparzialità con controlli credibili e accettati a livello internazionale. Il team operativo è costituito da 17 tecnici di differente estrazione formativa: chimici, biologi, ecotossicologi ed esperti in scienze dell’ambiente. Nel corso del 2019, i controlli sulla potabilità dell’acqua distribuita si sono tradotti in 7.645 campionamenti e nella verifica  di 164.648 parametri. Da anni, l’attività del laboratorio sotto la direzione del dottor Alberto Sala, si estende al campo della ricerca grazie anche all’utilizzo di apparecchiature di ultima generazione.  Andando oltre il ruolo di gestore del SII (Servizio Idrico Integrato) con un approccio del tutto innovativo e con l’attività congiunta con IRSA -CNR, il laboratorio è impegnato nella ricerca dei microinquinanti emergenti, sostanze non ancora regolamentate o in fase di integrazione legislativa, che rappresentano un rischio potenziale per l’ecosistema e la salute umana. Studi a cui, più di recente si sono aggiunti anche screening valutativi sulla presenza di  microplastiche, di cui tanto si parla  soprattutto in relazione all’inquinamento di acque superficiali, fiumi, laghi, mari e sulla cui pericolosità per la salute dell’uomo sono in corso numerosi studi, non tanto per il materiale in se’, quanto come possibile veicolatore di agenti patogeni.

Telecontrollo 
Il telecontrollo consente di  monitorare a distanza in funzionamento degli  impianti
di acquedotto, fognatura  e depurazione. Un’attività che permette di avere a disposizione in real time  i dati relativi a portate, pressioni e consumi energetici per ogni impianto, comune per comune a tutto vantaggio delle sicurezza, dell’incremento della qualità dei servizi e dell’abbattimento dei costi di manutenzione. Al momento, l’ufficio del telecontrollo si trova nella sede aziendale di Cesano Maderno. 
Con la realizzazione di quest’opera all’interno dell’area del depuratore di San Rocco BrianzAcque, dopo la riconversione di uno stabile dismesso in locale che ospita il cogeneratore, intraprende una nuova azione di recupero di un edificio non più utilizzato, sempre nella stessa logica di un uso sostenibile ed efficiente del suolo.

23/07
”Dal rubinetto una storia che ti riguarda”, il manifesto di Water Alliance

Scopri qui il manifesto di Water Alliance-Acque di Lombardia

13/07
BrianzAcque stanzia 438 mila euro per la sanificazione dei giochi nei giardini pubblici dei 56 comuni soci

Monza, 10  luglio 2020 – Prima, il sussidio didattico con la messa on line del progetto Acquainsieme sul consumo responsabile di acqua.  Poi, i fumetti con le divertenti avventure degli ecoeroi della famiglia Bevilacqua. E adesso, che il lockdown è acqua passata e i bambini sono tornati a vivere all’aria aperta, un contributo economico  per sanificare e rendere fruibili  i giochi nei  giardini pubblici e consentire loro svago e divertimento. È questa l’ultima iniziativa varata da BrianzAcque nell’ambito di un pacchetto ben più vasto di azioni di responsabilità sociale legate all’emergenza Covid-19 e alla ripresa socio -economica in favore del territorio e della popolazione. 

Complessivamente, la monoutility pubblica dell’acqua locale ha messo a disposizione delle Amministrazioni dei 56 Comuni soci, una somma di  438 mila euro che sarà suddivisa calcolando e corrispondendo  50 centesimi per abitante. Afferma il Presidente e Ad di BrianzAcque, Enrico Boerci: “Da sempre,  i bambini sono nel nostro cuore. Rappresentano il futuro e saranno proprio  loro a prendersi cura dell’ambiente e della salute del terra e dell’acqua,  molto più di quanto non abbiano fatto le nostre generazioni. Dopo l’ultima assemblea societaria, che ancora una volta ha deliberato di rinunciare alla distribuzione degli utili, ci è venuto quasi naturale pensare di destinare una quota di risorse economiche  ai Comuni affinchè la utilizzassero per agevolare l’attività ludica  dei loro piccoli cittadini”.

Più in dettaglio, BrianzAcque provvederà a destinare ai  Comuni che ne faranno richiesta importi economici per facilitare le operazioni di sanificazione/disinfezione di parchi e giardini pubblici e/o all’interno di pertinenza di spazi municipali dove esistono scivoli, altalene, giostrine e giochi di varia natura che,  con la bella stagione,  fanno la gioia dei più piccoli, ma anche delle rispettive famiglie che li accompagnano e li sorvegliano. Per l’intera stagione estiva, BrianzAcque protrarrà  inoltre i prelievi gratuiti con tessera  di acqua naturale e gasata dalle 68 case dell’acqua presenti sul territorio locale, molte delle quali sono situate proprio nelle immediate vicinanze dei parchi giochi.

08/07
Le strategie di Water Alliance – Acque di Lombardia per la ripartenza economica e sociale del territorio

Milano,08 luglio 2020

Buffagni e Fontana tengono a battesimo l’allargamento di Water Alliance, rete di 13 imprese idriche pubbliche lombarde. Con un fatturato annuo di circa un miliardo di euro e con un piano di investimenti 2020-2025 da due miliardi, la rete che riunisce tutte le imprese idriche pubbliche della Lombardia e rappresenta il più grande agglomerato su scala nazionale, darà un prezioso contributo al Paese per uscire dalla crisi economica e sociale causata dal Coronavirus

Sono state presentate oggi nel corso del talk digitale “Le imprese idriche come motore per la ripartenza”, le strategie delle aziende idriche per fronteggiare la crisi sociale ed economica dell’era post Covid. Alla presenza seppur virtuale di stakeholder e partner, le tredici aziende di Water Alliance – Acque di Lombardia, la prima rete di imprese delle aziende idriche in house della Lombardia, hanno illustrato le proprie proposte per la ripartenza dell’indotto legato al settore idrico.

Nata nel 2015 per coniugare il radicamento sul territorio e le migliori pratiche nella gestione pubblica dell’acqua, dal 1° gennaio 2020 Water Alliance si è allargata a tutti i gestori pubblici lombardi. A BrianzAcque, Gruppo CAP, Lario Reti Holding, Padania Acque, Pavia Acque, SAL, Secam, Uniacque si sono infatti aggiunte Alfa, Acque Bresciane, Como Acqua, MM e Gruppo Tea. La prima rete nazionale dell’acqua pubblica è diventata un vero e proprio modello non solo per il sistema Lombardia, ma per tutto il Paese.

Con un fatturato di circa un miliardo di euro e più di tremilaseicento dipendenti, attraverso una rete idrica di circa 40 mila chilometri e una rete fognaria di circa 34 mila, Water Alliance mira a migliorare i servizi offerti a più di milleduecento comuni per un totale di otto milioni e mezzo di abitanti serviti.

Un sistema in continua evoluzione che grazie a una portata di investimenti, stimati attorno ai due miliardi di euro per il periodo 2020-2025, rappresenta una novità unica nel panorama delle utilities italiane in grado di ammodernare ed efficientare il servizio idrico nel suo complesso e creare valore per la comunità.

’L’allargamento di Water Alliance rappresenta un’importante novità per il panorama delle utilities italiane, una sinergia rivelatasi più che mai vincente nel superare la crisi scatenata dalla pandemia, grazie alla sua stretta interconnessione con la comunità degli stakeholder e al suo radicamento sul territorio, afferma Alessandro Russo, Portavoce di Water Alliance. Mai come in questo momento abbiamo bisogno di creare un’alleanza ancor più forte con le istituzioni affinché questo momento di difficoltà diventi un’occasione fondamentale per creare opportunità di occupazione e di investimento, facendo leva sulle migliori pratiche nella gestione pubblica dell’acqua”.

L’acqua rappresenta un monopolio naturale e un diritto universale. Il nostro Paese necessita di un nuovo modello di gestione pubblico e partecipato del ciclo integrato dell’acqua. Per farlo bisogna puntare sugli investimenti che contribuirebbero in maniera sostanziale a far ripartire l’economia con importanti ricadute anche a livello locale, commenta Stefano Buffagni, Viceministro dello Sviluppo Economico. Il Governo sta lavorando all’ammodernamento dell’infrastruttura idrica, introducendo soluzioni tecnologiche avanzate di monitoraggio e telecontrollo, offrendo un servizio migliore, più efficiente e sostenibile ai cittadini. L’acqua è un bene primario, ma una risorsa sempre più preziosa e scarsa e nel contesto di cambiamento climatico e di crescente siccità, è questo il momento di agire per il bene delle generazioni future”.

“Io sono sempre stato favorevole alla gestione pubblica dell’acqua. E’ necessario però costruire una rete di società in house, che riescano a dare una risposta anche alle esigenze delle piccole realtà che da sole non sarebbero in grado di operare – afferma Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia. Una prova virtuosa l'ha data la rete Water Alliance, che ha creato quelle sinergie e quel risparmio di scala che dovrebbero essere alla base di un equo e opportuno utilizzo delle risorse e che consentono di effettuare investimenti congrui. Sono anni che sentiamo parlare di investimenti, ma poi non si fa molto. Questo è un momento di non ritorno: il pubblico deve avere il coraggio di intervenire sulla semplificazione della burocrazia, che sta rinviando ogni tipo di intervento. Ora o abbiamo il coraggio di iniziare questa fase di rivisitazione delle procedure oppure rischiamo di essere travolti dal mondo, che va molto più veloce di noi”.

In questo senso le tante attività promosse dalle aziende idriche e dai loro stakeholder permettono di attrarre e generare investimenti in moltissimi ambiti: dall’efficientamento delle infrastrutture idriche ai grandi progetti di economia circolare (ottimizzazione della risorsa idrica e recupero dei fanghi), al passo con le sfide della transizione energetica, passando dai più avanzati programmi di ricerca e sviluppo per rendere sempre più elevati gli standard di qualità dell’acqua. Una visione perfettamente aderente agli obiettivi del Green Deal europeo come è stato evidenziato da Veronica Manfredi della Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea ospite dell’evento.

Solo per citare un esempio, nell’ottica della sostenibilità, Water Alliance si è impegnata ad acquistare energia green tramite gare congiunte. Nel corso del 2020 è stata lanciata per il terzo anno consecutivo una gara con le aziende dell’Utility del Piemonte per un valore di quasi 140 milioni di euro e la fornitura di 1 milione di MWh di energia elettrica da sole fonti rinnovabili. L’obiettivo è soddisfare in ottica green il fabbisogno delle imprese coinvolte e ridurre al tempo stesso l’impatto ambientale, con un evidente saving in termini economici. Un approccio che testimonia l’impegno crescente della rete verso una strategia comune di energy management orientata alla sostenibilità ambientale. 

Il sistema di Water Alliance – Acque di Lombardia come modello di imprese strategiche per la ripartenza dell’economia è stato il focus del talk tenutosi oggi, mercoledì 8 luglio, che ha visto intervenire sul tema: Stefano Buffagni, Viceministro per lo Sviluppo Economico; Attilio Fontana, Presidente della Regione Lombardia; Veronica Manfredi, Direzione Ambiente Commissione Europea (qui la sua presentazione), Mauro Guerra, Presidente ANCI Lombardia; Marco Dettori, Presidente di ANCE (Milano Lodi Monza Brianza); Giuseppe Viola,Direttore Generale Confservizi Lombardia; il Vice Presidente di Utilitalia Filippo Brandolini e Alessandro Russo, presidente di Gruppo CAP e portavoce di Water Alliance-Acque di Lombardia (qui la sua presentazione).

03/07
Le imprese idriche come motore della ripartenza, l’8 luglio la presentazione dell’allargamento di Water Alliance

Creare valore per le comunità servite e potenziare gli investimenti sul territorio. In una fase di gravi difficoltà per il Paese, le imprese del settore idrico possono giocare un ruolo cruciale per la ripartenza. Water Alliance – Acque di Lombardia, la prima rete di imprese idriche su scala nazionale, presenta il suo allargamento a tutte le province lombarde e le attività intraprese, e da intraprendere, per fronteggiare la crisi economica e sociale causata dal coronavirus.


Mercoledì 8 luglio dalle ore 10, in un talk online, i presidenti dialogheranno con ospiti di rilievo nazionale e internazionale per illustrare l’allargamento della rete, che oggi conta ben tredici aziende (Acque Bresciane, Alfa, BrianzAcque, Como Acqua, Gruppo CAP, Gruppo TEA, Lario Reti Holding, MM, Padania Acque, Pavia Acque, SAL, Secam e Uniacque). Un allargamento che ha garantito preziose sinergie per affrontare l’emergenza del covid e che permetterà di lavorare congiuntamente per costruire iniziative in grado di far ripartire l’importante indotto legato al settore idrico.

Per partecipare iscriviti qui: https://bit.ly/2VA2Gbr

29/06
“Ogni goccia conta”: Acque Bresciane ancora protagonista della sostenibilità e dell’innovazione

È stata presentata oggi la terza edizione del Bilancio di Sostenibilità di Acque Bresciane, che gestisce il servizio idrico integrato in 93 comuni della Provincia di Brescia. Per garantire la sicurezza e la salute dei partecipanti la presentazione si è svolta in modalità digitale, confermando la vocazione innovativa dell’azienda.

25 giugno 2020, Brescia – Si è svolta oggi la presentazione del terzo Bilancio di Sostenibilità di Acque Bresciane, che rendiconta in modo volontario l’impegno dell’azienda nella sostenibilità, secondo le metodologie e i principi internazionali previsti dai GRI Sustainability Reporting Standards.

Il Bilancio, che descrive i traguardi raggiunti nel segno della qualità, dell’ambiente e della sicurezza, si pone oggi nuovi obiettivi: “Abbiamo fatto del tema della sostenibilità una scelta strategica e valoriale di fondo” ha dichiarato il Presidente Gianluca Delbarba “stiamo vivendo un tempo che richiede impegno e obiettivi che possano tutelare il futuro delle generazioni che verranno. La tragedia generata dalla pandemia Covid ha posto all’attenzione globale valori universali attraverso i quali la sostenibilità trova una sua corretta applicazione”.

La società oggi registra un fatturato di 81,8 milioni di euro, 4.044 mila chilometri di acquedotto (+ 8,7% rispetto al 2018), 254 segmenti (81 acquedotto, 85 fognatura, 88 depurazione), 263 dipendenti, 93 comuni gestiti per circa 550.000 abitanti.

Le novità di questa edizione sono:

  • l’inserimento nel piano industriale al 2045 di 9 obiettivi di sostenibilità che si concretizzano in indicatori specifici misurabili (KPI) ed attività coordinate da attuare e rendicontare anno per anno a partire da quello in corso
  • l’avvio di un importante percorso interno aziendale sui temi della sostenibilità, che ha visto coinvolti dipendenti e manager attraverso attività formative e la condivisione di impegni e obiettivi concreti
  • un maggiore coinvolgimento degli stakeholder, a partire dai Sindaci con focus group dedicati e delle nuove generazioni, a cui è strettamente legato il tema della sostenibilità
  • il rinnovato impegno nella lotta ai cambiamenti climatici, con l’avvio del percorso per il calcolo del Carbon Footprint e un programma di investimenti per la resilienza delle infrastrutture e la sostituzione delle reti
  • un’attenzione crescente a innovazione e sostenibilità, creando una nuova funzione apposita in azienda
  • maggiore chiarezza delle informazioni, grazie a strumenti puntuali come la newsletter per gli amministratori locali e i servizi agli utenti attraverso sportelli, app, call center e sito internet aziendale

I numeri del Bilancio 2020 raccontano l’impegno di Acque Bresciane nel 2019 non solo dal punto di vista quantitativo, ma anche qualitativo: “Ogni goccia conta”, la nuova purpose aziendale, ha guidato lo sviluppo delle attività nel rispetto di otto valori fondamentali: sostenibilità, universalità, trasparenza, coinvolgimento delle persone, tutela delle risorse idriche, passione per il territorio, ascolto ed eccellenza e innovazione.

Il documento, redatto in due versioni e in due lingue, è articolato in 11 capitoli che illustrano i principali dati aziendali e le attività svolte, con uno sguardo al futuro e agli obiettivi di sviluppo sostenibile inseriti nel piano industriale al 2045, che avrà un intero capitolo dedicato alla sostenibilità e fornirà traguardi e obiettivi di medio e lungo periodo.

Il nostro impegno nell’essere protagonisti di una gestione del ciclo idrico rispettosa dell’ambiente e nel fornire quotidianamente risposte concrete alle importanti sfide che il nostro territorio si trova ad affrontare è testimoniato dagli investimenti e i progetti sviluppati nel corso del 2019.

DATI ECONOMICI E INVESTIMENTI

  • Sono 24 i milioni di euro investimento complessivo (19milioni nel 2018) effettuati per migliorare la gestione del sistema idrico
  • L’investimento medio per abitante è salito dai 43 euro del 2018 a 51 euro nel 2019, rispetto ad una media italiana di 44 euro per abitante, con un incremento del 18%
  • 65 milioni di euro il valore economico distribuito agli stakeholder, a beneficio dei soggetti che lavorano con Acque Bresciane e del territorio di riferimento

AMBIENTE

  • 18.7 i chilometri di acquedotto sostituiti, a vantaggio dell’efficienza del sistema e della resilienza della rete
  • 96,8% l’indicatore inverso M6 ARERA, che attesta la qualità delle acque depurate
  • Obiettivo discarica zero: fanghi smaltiti discarica inferiori all’1%, perché sostenibilità significa investire anche nella chiusura del ciclo idrico e ridurre gli scarti
  • Riduzione del 27% dei consumi degli automezzi, grazie alla sostituzione del parco veicolare con nuovi mezzi, di cui 2 elettrici
  • Con 41 punti di distribuzione di acqua potabile, che hanno erogato 3,5 milioni di litri nel 2019, sono stati risparmiati 2,3 milioni di bottiglie di plastica (64.000 Kg plastica sottratto all’ambiente) ed evitate 375 tonnellate di CO2

COMUNITÀ

  • Il livello di Customer Satisfaction Index è di 93,7% e conferma il giudizio di eccellenza espresso dagli utenti e l’impegno di Acque Bresciane nel fornire servizi di qualità
  • 3.500 gli studenti coinvolti in progetti di educazione ambientale (1.200 nel 2018) a dimostrazione della costante attenzione e vicinanza alle nuove generazioni
  • Bonus sociale idrico erogato a 3.206 utenze con difficoltà economiche e un ulteriore stanziamento nel 2020 di 300 mila euro, a carico della società, da destinare alle famiglie e utenze in difficoltà,anche alla luce degli impatti economici dell’epidemia.

La sicurezza al primo posto, anche durante l’epidemia da Covid-19

Abbiamo affrontato prontamente i rischi legati al Coronavirus, anticipando anche indicazioni organizzative e di sicurezza nazionali, per garantire:

la tutela dei nostri lavoratori, secondo il principio della massima precauzione

  • servizi continuativi all’utenza e informazioni adeguate, anche attraverso campagne di comunicazione ad hoc
  • il contributo al Paese, con la partecipazione al gruppo di lavoro dell’ISS Ambiente e Rifiuti
  • la vicinanza alle comunità, attraverso il supporto per fornire acqua di sanificazione delle RSA

le due versioni del Bilancio (sintesi e integrale) sono scaricabili dal sito: https://www.acquebresciane.it/public/acquebresciane-portal/it/home/societa/bilancio-sostenibilita