Novità dalle aziende

Aggiornamenti ed approfondimenti sulle attività svolte nelle aziende Water Alliance
15/03
Acque Bresciane, tornano i sub per restaurare le condotte sublacuali

A un anno dalla precedente ispezione, dal 9 marzo al via l’allestimento del pontone che servirà da base a Drafinsub. Due motonavi, una camera iperbarica d’emergenza, un veicolo filoguidato e un impianto di saturazione per operazioni in altofondale, 40 tecnici specializzati e 30 bilici, anche da Scozia e Olanda, per il trasporto delle attrezzature. Un appalto da 1,5 mln di euro che durerà tre mesi e interverrà sui punti ammalorati.

Brescia, 11 marzo 2021 - Esattamente un anno fa si era svolto l’intervento di ispezione delle condotte sublacuali di collettamento, previsto dal Piano di Manutenzione, ispezione e intervento adottato da Acque bresciane. Dal 9 marzo a Toscolano Maderno è partito l’allestimento del cantiere per riparare i punti in cui si era evidenziata una corrosione delle condotte.

Nel 2020 erano state compiute ispezioni subacquee sino alla profondità massima di -40 m sia sul versante di Toscolano Maderno che di Torri del Benaco, durante le quali i sommozzatori hanno misurato lo spessore delle condotte e monitorato la formazione di bioconcrezioni, aggregati e vaiolature su ognuna delle due condotte. Grazie a un veicolo filoguidato, Remote Operated Vehicle (ROV), l’indagine ha riguardato tutto il collettore, fino alla profondità massima di 250 metri.
Infine, erano stati prelevati alcuni dei provini immersi nel dicembre 2018, che hanno mostrato un incipiente deterioramento e formazione di concrezioni di varia natura. Sono stati, tra l’altro, rilevati batteri ferro ossidanti e acido produttori.

Dalle ispezioni video è emerso che:

  • a un anno dalla precedente ispezione sono salite a 248 le formazioni, con dimensioni rilevanti e con un’estensione di 2.795 metri in totale sul versante di Toscolano Maderno e di 51,5 m. su quello di Torri del Benaco
  • 244 si concentrano lungo il versante di Toscolano Maderno, mentre solo 4 sono state rilevate sul versante di Torri del Benaco.
  • 246 formazioni si trovano a una profondità compresa tra -146 e -188 metri
  • circa il 90% delle concrezioni si rilevano in corrispondenza dei cordoni di saldatura dei giunti delle barre di tubo costituenti le condotte.

In sintesi, la superficie delle condotte è sede di un’intensissima attività biologica che porta allo sviluppo di micro e macrofouling. Le caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua di lago, la composizione e la temperatura dei reflui trasportati favoriscono la proliferazione di vari organismi, alcuni dei quali trovano nelle superfici esterne delle condotte un ambiente idoneo alla crescita in ammassi macroscopici. Tra gli organismi che aderiscono alle superfici delle condotte e le colonizzano sono stati diffusamente rinvenuti batteri responsabili della formazione di concrezioni minerali e, ciò che è più rilevante, di vaiolature che possono, a lungo andare, portare alla perforazione del manufatto.

I tempi di sviluppo delle popolazioni di organismi può aver luogo anche in tempi molto ridotti, come dimostrano le differenze rilevate dal 2018 al 2020.  Questo il quadro che ha portato all’intervento attuale e alla consapevolezza che non è possibile garantire il mantenimento in vita del collettore in totale sicurezza oltre la durata originaria, proprio in considerazione dell’intensità dei fenomeni di micro e macro fouling, come prevederebbero le norme ISO/TS 12747.

Imponente la dotazione di mezzi a disposizione di Drafinsub, società di Genova specializzataun pontone modulare montato sul posto, composto da 16 moduli galleggianti, lungo 24 metri e largo 20;

  • due motonavi, una di 13,5 metri per il traino e la spinta del pontone e l’altra di 7,30 metri, di supporto;  
  • un impianto di saturazione per operazioni in alto fondale, interamente progettato e costruito da Drafinsub, certificato RINA per operare fino a 200 metri di profondità a temperature comprese fra -10°C e +50°C
  • una camera iperbarica di basso fondale per emergenza, certificata ABS e approvata IMCA per pressioni fino a 10 bar
  • un Remote Operated Vehicle (ROV) veicolo filoguidato per assistenza agli operatori subacquei
  • due sistemi Launch and Recovery System (LARS) per messa in acqua del basket che porta gli operatori subacquei per le operazioni in basso fondale e del ROV
  • 4 verricelli da tonneggio per posizionare correttamente il pontone
  • 10.000 metri cubi di miscele di respirazione per le operazioni subacquee in bombole
  • 3 gruppi elettrogeni collegati agli impianti vitali di bordo per un totale di 1.200 KVA

Il personale che ruoterà attorno al cantiere per le operazioni è composto da circa 40 tecnici specializzati che si occuperanno di predisporre le attrezzature e condurre le operazioni. Per la consegna delle attrezzature, in totale 550 tonnellate, sono attesi 30 bilici dall’Olanda, dall’Italia e dalla Scozia.
L’appalto vale 1 milione 500 mila euro e i lavori dovrebbero concludersi a maggio. Con resine epossidiche e clampe, anelli che “abbracciano” i tubi delle condotte e le irrobustiscono nei punti maggiormente intaccati dalle bioconcrezioni, i sub si prenderanno cura delle due condotte sublacuali che da oltre 40 anni corrono parallele sul fondo del lago di Garda, da Toscolano Maderno a Torri del Benaco, in prossimità di Punta San Vigilio. Tubi in acciaio del diametro di 40 cm e uno spessore di 1,5 cm, che trasportano per 7,396 km i reflui non trattati dalle reti di collettamento della sponda bresciana al depuratore di Peschiera.

Il punto di massima profondità è meno 247 metri e dal 2013 sono stati eseguiti vari interventi di ispezione e riparazione delle condotte, di diversa complessità a seconda della quota d’immersione che si è raggiunta. Le attuali operazioni puntano a riparare 248 punti evidenziatisi come critici nell’ispezione del 2020. Naturalmente le riprese dei sub e del ROV consentiranno di individuare anche eventuali modifiche nello stato delle condotte.

Gli interventi precedenti:

  • Novembre 2016, Stress analysis delle condotte. In base ai dati tecnici, alle caratteristiche del tracciato, all’analisi dell’As Built, si sono studiate le sollecitazioni a cui sono sottoposte le condotte. La metodologia impiegata, basata sulle più accreditate norme internazionali DnV’81 - Rules for Submarine Pipeline Systems, ha permesso di evidenziare i tratti più a rischio e quindi da analizzare con particolare attenzione.
  • Maggio 2017, ulteriori verifiche spessimetriche delle condotte subacquee in prossimità dell’approdo di Toscolano Maderno hanno confermato valori nella norma. Le riprese videofotografiche hanno però evidenziato la presenza, sulle superfici esterne delle condotte, di numerose formazioni conglomerate, inglobate all’interno di più estese zone di macrofouling (macroincrostazioni) e vegetazione acquatica.

Ulteriori indagini subacquee su queste formazioni hanno evidenziato per la prima volta la presenza di un fenomeno di biocorrosione delle tubazioni in acciaio (sino alle profondità di -40m) sia in prossimità dell’approdo di Toscolano Maderno che in prossimità dell’approdo di Torri del Benaco, in quest’ultimo in misura nettamente inferiore.

Contestualmente sono stati anche raccolti su entrambi i versanti campioni di concrezioni, esaminati dal Laboratorio di Analisi Industriali e Ambientali del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale dell’Università degli Studi di Brescia e dal Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Pavia.

  • Giugno 2017, prima serie di interventi di riparazione, localizzati sulle condotte sublacuali in basso fondale (sino alle profondità di -40m), con l’installazione subacquea di speciali giunti di clampaggio. 

Contestualmente grazie a un veicolo ROV venivano ispezionate le condotte sino alla profondità di -120 metri, su entrambi i versanti.

Lungo la scarpata di Toscolano Maderno sono stati individuati circa 20 punti critici con presenza di concrezioni significative, con ragionevoli punti di vaiolatura, tendenti progressivamente a diminuire sino a scomparire all’aumentare della profondità. I due tratti di collettore investigati che presentavano concrezioni risultano di circa 548 metri. E’ stata quindi redatta un’analisi di rischio per accertare lo stato di conservazione delle condotte sublacuali e la probabilità di minacce alla loro integrità tali da portare al rilascio dei reflui trasportati. Anche in questo caso a riferimento sono state prese le più accreditate nome e procedure internazionali (DnV-RP-F116, Integrity management of submarine pipeline systems). L’analisi eseguita ha individuato come minaccia più grave il rischio di biocorrosione esterna, a livelli che rendono necessario un costante controllo della situazione e, nel caso, interventi.

  • Luglio 2017, viene redatto uno specifico Piano di Manutenzione, Ispezione e Intervento che fornisce i requisiti minimi per l’ispezione e la manutenzione periodica, oltre alle procedure e ai mezzi da usare in un eventuale intervento di riparazione di emergenza delle condotte stesse (Emergency Procedure Repair System).
  • Settembre 2017, viene redatto il progetto esecutivo degli interventi di riparazione in alto fondale e delle ispezioni periodiche, poi affidati alla società Drafinsub di Genova.
  • Dicembre 2018, sempre con veicolo ROV, Drafinsub esegue ulteriori ispezioni subacquee sull’intera lunghezza del collettore fognario, evidenziando un numero di formazioni conglomerate molto superiore sia rispetto a quelle rilevate appena 18 mesi prima sia rispetto alle attese. In particolare, le concrezioni non riguardano più solo i versanti di Toscolano Maderno e di Torri del Benaco, ma sono presenti a profondità ben maggiori, comprese tra circa -120m e -186 m.

In totale si tratta di oltre 150 punti con presenza di significative concrezioni disposte sulle superfici esterne di entrambe le condotte sublacuali, per un’estensione complessiva di circa 1.660 m. Nel corso delle attività subacquee sono stati prelevati campioni da analizzare e sono stati immersi provini in acciaio di diversa composizione, realizzati presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale dell’Università degli Studi di Brescia, per studiarne la durabilità.

  • Tra febbraio e marzo 2019 si svolgono gli interventi di riparazione delle condotte in alto fondale (fra i 40 e i 186 metri di profondità), con la rimozione di tutte le bioconcrezioni, la misura spessimetrica in corrispondenza di ogni cratere presente sull’acciaio, l’applicazione sulle superfici metalliche nude di speciali resine epossi-poliamminiche bicomponenti e l’installazione di speciali giunti a collare (clampe).
  • 44 clampe installate, 27 sono sul versante di Toscolano Maderno e 17 sul versante di Torri del Benaco;
  • 78 punti riparati mediante applicazione di resina epossidica subacquea, 52 sul versante di Toscolano Maderno e 26 sul versante di Torri del Benaco;
  • 122 il totale dei punti riparati;
  • sui restanti sono solo state asportate le bioconcrezioni, al di sotto delle quali il rivestimento esterno delle condotte non è risultato ancora intaccato;

Nel corso delle attività subacquee sono stati prelevati campioni da sottoporre ad analisi.

I numeri dell’intervento 2019:
Ore uomo lavorate totali: 13.764 ore
Ore totali del progetto lavorate: 29.760
Immersioni totali 34
Tempo di saturazione totale: 540 ore
Immersioni in saturazione: 15

I numeri della videoispezione del 2020
504 ore/uomo di lavoro
13 immersioni totali
252 minuti Tempo fondo totale
447 minuti Tempo immersione totale

01/03
Acqua, Reti e Innovazione: le nuove tecnologie e la gestione dei dati alla base dello sviluppo digitale del territorio lombardo

Le nuove tecnologie digitali per lo sviluppo del settore idrico, la gestione delle reti e dei dati su scala regionale e le possibili sinergie tra istituzioni, professionisti e gestori del servizio idrico integrato. Sono questi i principali focus tematici che sono stati affrontati nel corso del tavolo di lavoro Acqua, Reti e Innovazione, svoltosi online mercoledì 24 febbraio e organizzato da ANCI Lombardia e Water Alliance-Acque di Lombardia, la rete che riunisce tutte le imprese idriche pubbliche della Lombardia e che rappresenta il più grande agglomerato su scala nazionale.

L’iniziativa ha coinvolto i più importanti player regionali tra cui Regione Lombardia, Città metropolitana di Milano, Provincia di Monza e Brianza, le ATO (le Autorità d’Ambito che regolano il servizio idrico) della Città metropolitana di Milano e della Provincia di Monza e Brianza, ARPA Lombardia, Legambiente, Ance Lombardia e alcuni ordini professionali, oltre che i gestori del servizio idrico, che si sono confrontati sulle possibilità offerte dalle reti digitali per realizzare economie di scala e per gestire banche dati a livello regionale.

Durante il tavolo sono state presentate anche le novità del WebGIS, il sistema nato dal connubio tra GIS(Geographic Information System) e le possibilità offerte dal web per mappare in tempo reale le strutture del servizio idrico integrato. Un sistema sviluppato da Gruppo CAP, e oggi condiviso da Acque Bresciane, Alfa, BrianzAcque, Lario Reti Holding, Padania Acque, Pavia Acque, SAL e Uniacque, capace di divulgare in modo trasparente ed efficace le informazioni relative alle reti del servizio idrico e di acquisire, estrarre e gestire le tante informazioni derivanti dai dati georiferiti.

‘’Il Webgis realizzato da Water Alliance, le reti e la gestione condivisa dei dati su vasta scala rappresentano un’opportunità formidabile per modernizzare il servizio idrico e, più in generale, il sistema Paese commenta Enrico Boerci, Presidente e AD di BrianzAcque e coordinatore dell’area IT di Water Alliance. “Per noi, che operiamo in un’area nevralgica per l’economia nazionale, risulta decisivo mettere a disposizione dei professionisti, degli enti e delle istituzioni dati che possono essere utili per uno sviluppo sostenibile del territorio, soprattutto in una congiuntura favorevole come quella che stiamo vivendo grazie alla svolta europea sul Recovery Fund. Peraltro, la gestione trasparente delle reti acquedottistiche e fognarie garantita dalle tecnologie del Webgis permette il dialogo tra gestori del servizio idrico integrato, cittadini e amministrazioni pubbliche. Un rapporto virtuoso – conclude Boerci – in grado di superare i tanti vincoli burocratici che, in passato, hanno rallentato la voglia di innovare che caratterizza i nostri territori’’.

La gestione sinergica dei dati e delle reti, del resto, costituisce un prezioso strumento per far evolvere il rapporto tra gestori del servizio idrico, enti, istituzioni e professionisti secondo una logica smart, che assicura un’elevata integrazione tra strutture e mezzi interconnessi in grado di semplificare la vita dei cittadini e, al contempo, di garantire uno sviluppo inclusivo e sostenibile.

‘’In un periodo in cui si chiede ai Comuni di rimanere al passo con il progresso tecnologico e di essere protagonisti nella costruzione di un modello di sviluppo sostenibile, ANCI Lombardia ritiene fondamentale la collaborazione tra le amministrazioni locali e le aziende pubbliche commenta Fabio Binelli, Coordinatore Dipartimento Servizi Pubblici Locali, Ambiente, Politiche Agricole e Green economy di ANCI Lombardia. Le innovazioni che le società del settore idrico lombardo hanno già messo in campo per razionalizzare ed efficientare i propri servizi possono trasformarsi in un volano di supporto per i Comuni.
Lo sviluppo di un sistema di georeferenziazione degli impianti idrici, costantemente aggiornato e implementato, dovrebbe essere esteso ad altre reti comunali, fornendo agli amministratori informazioni in tempo reale sulle effettive condizioni delle infrastrutture e del territorio. ANCI Lombardia
– conclude Binelli – ritiene che disporre di questi dati e analizzarli in modo accurato consentirà ai Comuni di programmare al meglio il proprio sviluppo e di cogliere le opportunità derivanti dai finanziamenti dell’Unione Europea per la sostenibilità ambientale’’.

18/02
Nasce l’App di Pavia Acque: lo sportello online in versione mobile

Gestire le proprie utenze in modo semplice e intuitivo, anche da smartphone o tablet: questo l’obiettivo della nuova App di Pavia Acque per dispositivi mobili scaricabile sul sito www.paviaacque.it, da Play Store, per dispositivi Android, o da App Store, per dispositivi iOS.

L’App “Pavia Acque” offre tutte le funzioni dello Sportello online in modalità pensata per il mobile. Sarà sufficiente registrarsi con il proprio codice cliente e codice fiscale, fornendo un indirizzo mail per ricevere il link di attivazione dell’account.

Con la nuova App sarà quindi possibile verificare il dettaglio della propria fornitura, comunicare la lettura del contatore, consultare le letture precedenti, monitorare l’andamento dei consumi in forma analitica o con un grafico e localizzare lo sportello più vicino. 

Mediante le impostazioni dell’App sarà anche possibile essere avvisati con un alert della presenza di eventuali bollette in scadenza oppure di quelle già scadute: accedendo all’App si potrà quindi consultare l’estratto conto e visualizzare la scadenza dei documenti emessi, scaricare in formato pdf le proprie fatture e pagarle mediante carta di credito.

12/02
Protettivo. Naturalistico. E partecipativo: ecco il Parco dell’Acqua di BrianzAcque

Presentato il nuovo format di green infrastructure per coniugare il contenimento delle acque con la valorizzazione ambientale e la fruizione dei luoghi. In Brianza, già in corso di realizzazione i primi due interventicofinanziati da Regione Lombardia

Monza, 11 febbraio 2021 - Integrare il contenimento delle acque meteoriche con la valorizzazione naturalistica dei luoghi e la possibilità di fruirne a scopo ludico, didattico, ricreativo.  Nasce dal mix di queste esigenze il Parco dell’Acqua, nuovo format di green infrastructure ideato da BrianzAcque nel segno dell’innovazione e della sostenibilità

Si tratta di autentici “garden” pubblici frutto della riqualificazione di aree urbane marginali, che oltre a risolvere criticità di allagamenti ed esondazioni quando piove, offrono spazi di aggregazione e di socializzazione per la comunità. L’iniziativa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa, svoltasi in mattinata a Monza, alla presenza dei principali attori di questo grande progetto a carattere multifunzionale, le cui prime due opere sono cofinanziate da Regione Lombardia.  

Visivamente, la struttura base del Parco dell’Acqua con leit motiv il paesaggio dell’oro blu, si compone di un bacino di infiltrazione per la raccolta delle acque meteoriche, perfettamente calpestabile in condizioni di asciutto. Di canali, di percorsi pedonali e ciclabili, di piazze, sedute, aree giochi per tutte le età, pic nic, orti urbani, spazi per organizzare eventi. Tutto armonicamente incastonato nel contesto sociale e ambientale. Il Parco dell’Acqua non è un’idea futuribile, ma una soluzione progettuale che si sta già concretizzando ad Arcore e in una fascia di territorio compresa tra Bernareggio e Carnate mentre, sempre nel Vimercatese, è già in corso di progettazione un terzo intervento fra Sulbiate e Aicurzio.

Il nuovo format di BrianzAcque va oltre il concetto di vasca volano interrata e invisibile. E rappresenta un ulteriore tassello che il gestore pubblico del servizio idrico integrato di Monza e Brianza aggiunge al piano di misure progressive di adattamento al cambiamento climatico volto a rendere sempre più resiliente il territorio gestito.

Il Parco dell’Acqua è espressione di una sintesi che concilia il superamento del problema degli allagamenti con la valorizzazione dell’acqua e di aree verdi e che ha riverberi positivi sul territorio e sulla socialità delle persone per una miglior qualità della vita- hadichiarato il Presidente e AD di BrianzAcque, Enrico Boerci: Crediamo fortemente nell’importanza e nella strategicità di queste opere dalle forti implicazioni ecologiche, sociali, culturali ed economiche. Per questo, contiamo di “replicarle” in altri comuni della Brianza. Un modello virtuoso che potrebbe diventare esportabile anche altrove”. E ha aggiunto: “Ringrazio Regione Lombardia, con cui abbiamo già in essere collaborazioni proficue, che contribuisce economicamente alla realizzazione delle prime due infrastrutture verdi e, in particolare l’Assessore Foroni, impegnato, come noi, nel contrasto alle mutazioni climatiche, nella modernizzazione e nell’adeguamento agli standard europei del sistema idrico territoriale lombardo”.

Per l’Assessore al Territorio e alla Protezione Civile di Regione Lombardia Pietro Foroni: "Regione Lombardia è orgogliosa di aver partecipato in maniera attiva, incentivando e promuovendo in maniera sempre più sistematica il ricorso alle NbS nell’ambito dei processi dei Contratti di Fiume. Siamo stati i primi in Italia a farlo, ormai più di 10 anni fa, e adesso iniziamo a raccogliere i frutti di questa nostra lungimiranza, che si è sviluppata sia attraverso il sostegno alla realizzazione di opere strutturali sia nella formazione al personale della PA, investendo in questo percorso quasi 15 milioni di euro. Da parte sua Regione Lombardia non può quindi che confermare la propria volontà di proseguire sulla strada individuata per trovare sempre nuove soluzioni adatte ai nostri territori, con molteplici vantaggi per la salute, l'economia, la società e l'ambiente”.

“Oggi come mai prima, l’acqua torna elemento centrale e vitale nella nostra vita quotidiana - ha spiegato l’architetto Andreas Kipar, CEO di LAND - Da semplice liquido da smaltire, diventa risorsa da tenere, da rendere visibile e da rendere funzionale alla trasformazione e rigenerazione dei nostri territori e delle nostre città. Il Parco dell’Acqua costituisce primo esempio di una nuova strategia di progettazione adattiva alle sfide emergenti del climate change, capace di mettere a sistema gli elementi del suolo, dell’acqua e del verde a favore di una natura rigenerativa e resiliente per l’intera comunità locale. In linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e di sviluppo sostenibile promossi dal new green deal, il parco presenta un sistema di soluzioni integrate per la regimazione delle acque, la riqualificazione del sistema ambientale e la valorizzazione del tessuto sociale, verso l’auspicato patto tra Uomo e Natura.”

Un logo come segno distintivo
Per contrassegnare e identificare i Parchi dell’Acqua di BrianzAcque, studiati dal settore progettazione e pianificazione territoriale dell’azienda con la collaborazione di importanti studi di architettura e ingegneria oltre ad enti territoriali quale il Parco Agricolo Nord Est, è stato coniato un apposito logo. In una base circolare che riprende il brand aziendale e che sta a simboleggiare l’abbraccio e la protezione del luogo, sono inseriti un cerchio azzurro rappresentativo dell’acqua e un tracciato quale rimando ai percorsi ciclo pedonali. Il logo culmina con una farfalla stilizzata. Oltre a richiamare il concetto di natura, quest’insetto è forse l’animale più affascinante nella sua trasformazione. Una metamorfosi che si realizza con la rigenerazione degli spazi in oasi verdi e con la successiva messa a disposizione della collettività. Nel post Covid, ci sarà sempre più bisogno di un rapporto diretto con la natura e di luoghi che facilitino lo svago e favoriscano le relazioni sociali messe a dura prova dalla pandemia: il Parco dell’Acqua risponde anche a queste necessità. 

In Brianza, il Parco dell’Acqua di Arcore, che rappresenta il progetto pilota, sarà pronto per fine estate,  mentre  Bernareggio-Carnate, incastonato all’interno di un’area sportiva ed esteso su una superficie di 24 mila mq, doppia rispetto a quella di Arcore,  sarà completato  nel primo trimestre del 2022.

25/01
SAL, entra nel vivo la campagna per l’installazione di 70mila contatori smart

I nuovi dispositivi rilevano i consumi idrici a distanza per Sal un investimento di 15 milioni in 10 anni

Entra nel vivo la campagna di SAL per sostituire i contatori dell’acqua con i nuovi smart meter che trasmettono i dati di consumo per via telematica. Per l’azienda idrica lodigiana si tratta di un salto nel futuro dopo che la prima fase, iniziata nel 2020, ha già portato all’installazione di circa 600 contatori di grosso calibro collocati nei grandi condomini e nelle aziende. Dalla prossima settimana si parte anche con la sostituzione dei contatori medio piccoli, che rappresentano circa il 98% dell’intero parco contatori. La tabella di marcia prevede il rimpiazzo di un lotto di poco più di 5mila dispositivi entro la fine dell’anno. L’obbiettivo di SAL è quello di sostituire entro 10 anni l’intero parco contatori della provincia di Lodi, circa 70mila. L’intervento è interamente a carico di SAL e nessuna spesa verrà addebitata all’utente.

“Per SAL – dichiara il direttore generale Carlo Locatelli - si tratta di un corposo investimento che ammonta complessivamente a 15milioni di euro ed è destinato a rendere più preciso il sistema di misurazione e a snellire le procedure di calcolo dei consumi idrici”.

“Si partirà con la sostituzione dei contatori installati prima del 2009 e con un consumo medio annuo più elevato – spiega Mario Cremonesi, Dirigente dell’Area gestione e sviluppo del patrimonio -. I nuovi contatori sono dotati di un generatore di impulsi radio che i letturisti potranno interrogare stando a distanza, senza dover accedere quindi alla proprietà privata, contribuendo così alla prevenzione delle truffe dei falsi addetti. Non sarà più necessaria infatti la presenza fisica dell’utente al momento della lettura perché al letturista basterà transitare entro un raggio di 300 metri per interrogare il contatore crittografato e rilevare i dati di consumo.”

I primi test, con l’installazione di 50 contatori, verranno effettuati a partire da lunedì 25 gennaio nei comuni di Lodi e Casalpusterlengo e serviranno a organizzare al melio la campagna massiva che inizierà la settimana successiva e interesserà tutti i comuni lodigiani.

Gli interventi verranno effettuati da personale esterno specializzato che avviserà in anticipo i cittadini interessati dalla sostituzione del contatore. Ciascun operatore sarà munito di apposito cartellino di riconoscimento e gli utenti avranno la possibilità di verificarne l’identità contattando il servizio clienti di SAL al numero verde gratuito 800 760 388. Inoltre, sempre al fine di evitare truffe da parte di eventuali malintenzionati, è bene precisare che gli incaricati non possono chiedere alcuna somma di denaro e non hanno alcuna necessità di chiedere agli utenti di mostrare bollette o altri documenti.

19/01
“Padania Acque Education”: il progetto didattico-formativo 2.0 di Padania Acque per le scuole dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di II grado della provincia di Cremona

Cremona, 14 gennaio 2021

L’educazione e la sensibilizzazione di bambini e ragazzi sulla salvaguardia della risorsa idrica passano dall’online. Alla presenza di Claudio Bodini, Alessandro Lanfranchi e Stefano Ottolini, rispettivamente Presidente, Amministratore delegato e Direttore generale di Padania Acque, e del provveditore agli studi della provincia di Cremona Fabio Molinari, è stato presentato “Padania Acque Education”, il progetto didattico-formativo “a distanza” dedicato agli istituti scolastici della provincia di Cremona che include attività e percorsi educational differenziati per i bambini della scuola dell’Infanzia, per gli alunni della scuola Primaria e i ragazzi della scuola Secondaria di II grado.
Quest’anno, infatti, per rispettare le limitazioni dovute all’emergenza Covid-19, Padania Acque ha rimodulato in chiave 2.0 i propri progetti per le scuole che per anni hanno coinvolto migliaia di alunni, e che hanno visto impegnati i tecnici dell’azienda direttamente nelle aule scolastiche.

AcquaLab
La prima novità è AcquaLab ed è dedicata agli studenti delle scuole elementari. Un laboratorio didattico in modalità e-learning alla scoperta di tutti i segreti dell’acqua del rubinetto e del Servizio Idrico Integrato. Sette divertenti videolezioni, realizzate in collaborazione con La Compagnia dei Piccoli, e condotte da un team di esperti dell’acqua formato dalla mascotte Glu Glu e dai due scienziati Acqua Dotto (Andrea Migliorini) e dottor Pozzo (Mattia Cabrini), affrontano le differenti tematiche legate all’acqua e all’ambiente. In ogni puntata intervengono professionisti qualificati ed esperti del settore per spiegare ai bambini il valore della risorsa acqua e la qualità dell’acqua di rete. La dottoressa Annalisa Subacchi, biologo nutrizionista, spiega che l’acqua del rubinetto è un alimento salutare in quanto fonte di sali minerali necessari per il benessere dell’organismo; il campione olimpico di canottaggio Simone Raineri, svela i segreti del suo successo sportivo e sottolinea l’importanza di una corretta idratazione, soprattutto per chi pratica attività fisica. Silvia Rota, agronoma e responsabile progetti umanitari in Madagascar, e Maria Carmen Russo, presidente della Associazione As.SOS Africa Cremona, raccomandano di non sprecare l’acqua, una risorsa che non è illimitata ma anzi soggetta a un rapido esaurimento e che per questo motivo, in modo particolare nel continente africano, viene definita “oro blu”. I nostri piccoli amici possono così approfondire le conoscenze legate a questa risorsa essenziale: dalle sue proprietà chimico-fisiche e le caratteristiche nutrizionali e organolettiche - che la rendono buonissima da bere e ottima per la salute - al ciclo naturale dell’acqua fino al ciclo idrico integrato. Agli aspetti educativi si aggiunge infine un’interessante attività ludica con gli AcquaRebus, rebus a tema che sintetizzano i contenuti proposti nelle videolezioni.

Drinking Water Report
Un altro importante progetto realizzato da Padania Acque, con la collaborazione di Utilitalia, è Drinking Water Report, un percorso formativo di alternanza scuola lavoro nel quale gli studenti delle superiori vengono coinvolti in una vera e propria indagine di mercato sulla qualità e sulle abitudini di consumo dell’acqua del rubinetto. Nella prima fase gli studenti di una “classe master” accedono a una formazione aziendale online tenuta dagli esperti di Padania Acque attraverso delle video lezioni sul mondo delle Utility e sul processo industriale dell’azienda pubblica cremonese.
Nella seconda fase saranno gli stessi studenti della “classe master” a diventare protagonisti del progetto: sottoporranno a tutti gli studenti dell’istituto un questionario di 11 domande e le risposte dei compagni saranno oggetto di analisi critica con lo scopo di elaborare un rapporto statistico i cui risultati verranno illustrati alla propria classe.
I dati raccolti in tutto l’istituto, infine, serviranno per redigere il Drinking Water Report che sarà illustrato in un evento appositamente organizzato da Padania Acque in collaborazione con lo stesso istituto.
Tutti i dati raccolti nella provincia costituiranno, in collaborazione con APE (Aqua Publica Europea), l’associazione europea dei gestori pubblici dell’acqua, un rapporto dedicato all’uso dell’acqua potabile nel nostro paese e in tutta Europa che verrà presentato al Parlamento Europeo.

Goccia Story
La sensibilizzazione sul rispetto dell’acqua e dell’ambiente da parte di Padania Acque si rivolge soprattutto ai più piccoli. Come gli scorsi anni, i bambini della Scuola dell’Infanzia potranno continuare a scoprire il valore dell’acqua di rete con Goccia Story, il divertente progetto educativo sviluppato da Padania Acque, insieme alle società dell’idrico Acque Veronesi e Tea Mantova. Attraverso tre diverse attività didattiche sotto forma di gioco i piccoli apprenderanno i temi della sostenibilità ambientale, del rispetto dell’acqua e del suo corretto uso.
I giochi “Il Memory dell’acqua”, “Le buone pratiche” e “La storia dell’acqua” sono completamente fruibili online. Il provveditore agli studi della provincia di Cremona, Fabio Molinari, ha espresso particolare apprezzamento per i progetti scolastici offerti gratuitamente da Padania Acque. Ha sottolineato l’importanza di fare della risorsa acqua un elemento di studio per le giovani generazioni, confermando il pieno sostegno e la massima collaborazione da parte dell’ufficio scolastico territoriale alle attività educative proposte dal gestore unico dell’idrico cremonese.

COME ACCEDERE AI FORMAT DIGITALI?
L’iscrizione a Goccia Story, AcquaLab e Drinking Water Report è gratuita e riservata agli insegnanti delle scuole dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di II grado della provincia di Cremona. L’iscrizione dovrà effettuarsi entro e non oltre il 31 gennaio 2021 inviando una mail a comunicazione@padania-acque.it. L’Ufficio Comunicazione di Padania Acque fornirà tutte le istruzioni per accedere ai progetti educativi. Per maggiori informazioni relative ai tre percorsi educativi è possibile consultare il sito web di Padania Acque alla voce “Education”: https://www.padania-acque.it/it-IT/education-1.aspx

Acqua in bocca? No, ditelo a tutti!

11/01
I depuratori della provincia di Varese passano ad Alfa

Con la fusione delle Società ecologiche

Dopo le assemblee dell’ottobre scorso, che avevano dato il via libera all’operazione, il 18 dicembre è arrivata la firma davanti al notaio: tutte le parti coinvolte hanno siglato l’atto che sancisce la fusione delle sei società ecologiche provinciali in Alfa Srl, gestore del servizio idrico integrato in provincia di Varese, con effetto dal 1° gennaio 2021.

Le società erano nate come consorzi negli anni Sessanta e Settanta, con l’obiettivo di realizzare gli impianti di depurazione a tutela di laghi e corsi d’acqua. Formate da Provincia e comuni, erano state trasformate in società per azioni o a responsabilità limitata nel 2004. Ora, coerentemente con quanto previsto dalle normative nazionali e regionali, l’ingresso nel gestore unico.

Il presidente di Alfa Paolo Mazzucchelli aveva definito la decisione delle assemblee societarie ''un passo storico atteso da più di vent’anni'', perché fondamentale nel percorso di acquisizione progressiva di reti e infrastrutture del servizio idrico. Di fatto la conduzione di tutti i depuratori di proprietà delle società ecologiche era già passata ad Alfa da qualche tempo, così come il personale di Prealpi Servizi, l’azienda che ha gestito gli impianti  in precedenza.

''Ovviamente ci eravamo preparati da tempo a questo passaggio e i nostri uffici hanno già avviato mesi fa l’iter per la realizzazione dei necessari progetti di modernizzazione e adeguamento dei depuratori alle normative nazionali ed europee'' dice Mazzucchelli. Gli impianti attualmente gestiti da Alfa diventano così 58, per un numero di abitanti equivalenti serviti che si aggira attorno al milione.

Un altro effetto della fusione è che tutte le partecipazioni nelle Società ecologiche si trasformano adesso in partecipazioni in Alfa portando il totale dei soci a 144, 135 comuni della provincia più sette del comasco e uno del milanese, oltre alla stessa Provincia di Varese.

''Noi, come tutti gestori del servizio idrico integrato in Italia, agiamo in un regime di monopolio – continua Mazzucchelli - perché il nostro Paese ha scelto di affidare la risorsa acqua ad aziende totalmente pubbliche. La conduzione deve essere però di tipo industriale, ossia con elevati standard qualitativi e gestionali. Non avere concorrenza è certo un vantaggio, ma anche un’enorme responsabilità. Vogliamo diventare una società di riferimento, e non solo tra quelle pubbliche, per organizzazione, capacità manageriale e forza degli investimenti, avendo sempre presente la nostra mission, che è la tutela dell’ambiente e del territorio in cui viviamo.''

''Siamo una società non solo di persone, ma “delle persone”, - conclude il presidente di Alfa - perché attraverso i loro sindaci le comunità locali controllano il nostro operato e condividono con noi le scelte strategiche''.

Le sei società che hanno deliberato la fusione in Alfa sono quelle di: Arno-Rile-Tenore, Bozzente, Laghi di Varese e Comabbio, Olona, Valmartina e Verbano. Insieme, erano proprietarie di oltre venti depuratori tra i quali quelli di Sant’Antonino Ticino (25 comuni serviti nel sud della provincia, oltre all’aeroporto di Malpensa), Gavirate (Lago di Varese), Varese Pravaccio e Olgiate Olona.

11/01
Como Acqua sempre più vicina ad essere – di nome e di fatto – Gestore Unico del SII

Comodepur trasferisce la gestione dell’impianto alla giovane utility

L’impianto di depurazione di Comodepur, a servizio della città di Como e dei comuni limitrofi, verrà finalmente gestito da Como Acqua “Una trattiva impegnativa. In alcuni momenti complicata. Ma ce l’abbiamo fatta”. La soddisfazione è tanta e traspare dal tono e dalle parole dell’Ing. Enrico Pezzoli, Presidente di Como.

Il traguardo tagliato non è che la naturale conclusione di un percorso nel quale l’utility comasca, in veste di Gestore Unico del Servizio Idrico Integrato, era impegnata da tempo.

“Si tratta di un successo collettivo – spiega Pezzoli – per il quale ci sentiamo di dover ringraziare il Presidente di Comodepur, Laura Bordoli e l’Amministratore Delegato, Alberto Grandi per la stretta collaborazione in questo percorso, oltre che il Comune di Como nella persona del Sindaco Mario Landriscina e del Vice Sindaco Adriano Caldara: solo attraverso la sinergia e la collaborazione è stato possibile raggiungere una soluzione che tutelasse l’interesse di tutti”.

Ci sono molte date che costellano la storia di Como Acqua: “Quella che sancisce l’arrivo dell’impianto di Comodepur nella nostra famiglia non fa eccezione: stiamo parlando di una società storica che esiste dal 1974: per noi rappresenta un’enorme responsabilità e orgoglio poter accogliere anche questa eredità, per sentirci ancora più legati al territorio” precisa Pezzoli.

Gli fanno eco il Presidente e l’Amministratore Delegato di Comodepur: “Non c’era momento migliore, se non alle soglie di un nuovo anno, per inaugurare questo cammino. L’impianto di Comodepur è frutto di un lungimirante incontro avvenuto quasi 50 anni fa fra pubblico e privato ed è stato sempre al servizio della Comunità Comasca, dei cittadini e delle imprese. Ora, con il passaggio a Como Acqua, si realizza pienamente il progetto di gestione unica del servizio idrico a livello provinciale che porterà benefici alla collettività”

Ora per Como Acqua si aggiunge un nuovo, centrale tassello nella gestione del processo di depurazione:  subentrerà infatti nella gestione delle acque reflue provenienti dai sistemi fognari dei Comuni limitrofi quali Lipomo, Tavernerio, Brunate, Cernobbio, Maslianico, Blevio, Torno e parte di Grandate che, unitamente al Comune di Como, costituiscono l’attuale comprensorio servito da Comodepur.

07/01
Lario Reti Holding pubblica il primo report di sostenibilità aziendale
Il documento, elaborato su dati 2019, rappresenta il primo passo nel percorso intrapreso dalla società nella rendicontazione delle proprie attività lette in un’ottica di sostenibilità ed innovazione

Pubblicato il primo report di sostenibilità di Lario Reti Holding, il documento che rendiconta in modo volontario l’impegno dell’azienda nel campo della sostenibilità, realizzato secondo le metodologie e i principi internazionali previsti dagli standard di reporting GRI –Sustainability Reporting Standards. Il documento, disponibile sul sito aziendale www.larioreti.it, rappresenta il primo passo nel percorso intrapreso dalla società nella rendicontazione di tutte le proprie attività lette in un’ottica di sostenibilità ed innovazione.

“Il termine sostenibilità è stato usato per la prima volta nel 1992, durante la prima Conferenza ONU sull’ambiente – spiega Lelio Cavallier, Presidente di Lario Reti Holding – Il termine indicava un modello di sviluppo che potesse assicurare il soddisfacimento dei bisogni presenti senza compromettere la possibilità per le generazioni future di soddisfare i propri bisogni.

In quanto tale, il termine è dotato di un significato che supera l’ambiente e lo mette in relazione con l’economia e la società, portandolo a rappresentare un modello teso a costruire un equilibrio globale tra uomo ed ecosistema, che si declina in tre dimensioni: ambientale, sociale ed economica.

“La sostenibilità non riguarda solo l’ambiente – continua Cavallier – e questo è dimostrato anche dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU che include anche obiettivi riguardanti la lotta alla povertà e alla fame, lo sviluppo dell’istruzione e dell’accessibilità ai servizi per la salute.”

Il documento è articolato secondo la struttura canonicamente riconosciuta dai GRI. Contiene una prima parte, riguardante le tematiche Corporate e di specifica attività, e una seconda parte realizzata in accordo con le tre dimensioni della sostenibilità: sociale, ambientale ed economica. I numeri presenti all’interno del report raccontano l’impegno di Lario Reti Holding nel 2019 non solo dal punto di vista quantitativo, ma anche qualitativo.

DIMENSIONE SOCIALE
La sostenibilità sociale di un’azienda è misurata nell’impatto che il suo operato ha sul sistema socio-territoriale in cui opera e, nel documento, è esplorato sia secondo direttrici interne (salute, sicurezza, formazione e gestione delle risorse umane) che esterne (soddisfazione dei clienti, qualità del servizio, attività rivolte all’esterno). Tra queste, spiccano i risultati dell’indagine di soddisfazione della clientela, che hanno confermato per il terzo anno consecutivo un trend in crescita nella percentuale di clienti soddisfatti, salita all’84%, e che si riflette soprattutto in un maggiore apprezzamento delle attività di servizio clienti, che vedono l’87% di utenti soddisfatti.

DIMENSIONE AMBIENTALE
La dimensione ambientale della sostenibilità è quella più conosciuta e preponderante per un’azienda come Lario Reti Holding, il cui impegno principale è quello di portare innovazione nella gestione di un servizio fondamentale per la conservazione dell’ambiente, della biodiversità e del patrimonio comune. Tra i dati contenuti nel report di sostenibilità 2019 e attinenti alla dimensione ambientale si possono trovare quelli relativi ai consumi energetici, che da ormai 3 anni provengono in maniera quasi totale da fonti rinnovabili, alla gestione dei rifiuti provenienti dalle attività di depurazione nonché di prelievi e scarichi idrici, che costituiscono il cuore dell’operato aziendale.

DIMENSIONE ECONOMICA
La dimensione economica di Lario Reti Holding è profondamente differente da quella di aziende “tradizionali”, in quanto il servizio idrico integrato è esente da logiche di profitto e dividendo. Tuttavia, tale dimensione non può e non deve essere esclusa, in quanto fondamentale nel rapporto con la cittadinanza, sia per la tariffa idrica in sé che per gli investimenti che tale tariffa permette e consente all’azienda di mettere a terra per migliorare ed innovare il servizio gestito. Oltre ai dati di investimento, che sul 2019 hanno visto un incremento per il quarto anno di fila, stabilendosi a quota 24 milioni di Euro (+6 milioni sul 2018), emerge un interessante dato economico che si ricollega, in maniera circolare, alla dimensione sociale dell’attività aziendale: il 90% degli oltre 4.000 ordini di fornitura emessi dall’azienda nel 2019 – un valore che raggiunge i 42 milioni di Euro – è stato indirizzato verso fornitori locali, aventi sede in Lombardia. Un segnale importante dell’impatto che l’azienda ha sul territorio anche in un periodo complesso come quello dell’anno attualmente in corso.

“La scelta di intraprendere questo cammino di rendicontazione è un importante sviluppo per la nostra azienda – conclude Cavallier – Un piccolo passo che si inserisce nel solco della profonda innovazione che sta caratterizzando questo nostro momento storico e che cambierà le nostre abitudini, il nostro modo di pensare e di lavorare, nonché le aspettative di clienti, utenti e soci. Per un’azienda come Lario Reti Holding la sostenibilità è l’unico modo possibile di fare impresa”

07/01
Acque Bresciane e Fondazione Sipec alleate per portare acqua sicura a più di 15 mila bambini in Brasile

Ad Anapolis interventi già in 12 scuole, ora grazie a un accordo triennale il gestore del Servizio idrico integrato e la Onlus bresciana aiuteranno a replicare il progetto “Wash in school” in altri 36 istituti

Brescia, 23 dicembre 2020 - Un progetto triennale “Wash in School 36” per migliorare le condizioni igienico sanitarie in 36 scuole comunali di Anapolis (Brasile): attori della convenzione, sottoscritta a novembre con validità triennale, Acque Bresciane e Fondazione Sipec, per un impegno complessivo di oltre 45mila Euro.

Un ponte fra Brescia e il Brasile in nome di una risorsa scarsa e strategica come l’acqua; il 25% della popolazione mondiale si trova già oggi in una condizione di stress idrico, ovvero con concreta difficoltà – se non impossibilità – a utilizzare acqua di qualità. Questo nonostante l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite abbia dichiarato l’accesso all’acqua pulita e sicura un diritto essenziale per la vita e per la dignità umana, fin dal 2010.

Il progetto “Wash” è stato avviato nel 2018 da Fondazione Sipec e CeTAmb LAB e si articola in diversi step. Raccordo fra il territorio bresciano e il Brasile è stata fin da subito Carmencita Tonelini, che all’Università di Brescia ha frequentato un dottorato in Ingegneria in Metodologie e tecniche appropriate nella cooperazione internazionale allo sviluppo (DICACIM) presso il CeTAmb LAB ed è presidente della ONG 4 Elementos. La giovane ha realizzato ad Anapolis, grazie a Fondazione Sipec, un sistema per trattare le acque di scarico in una scuola rurale dove era emersa una forte contaminazione dell’acqua da Escherichia coli. La scelta è caduta su un bacino di evapotraspirazione, un serbatoio impermeabilizzato che rappresenta una tecnologia ecologica e di basso costo. Il sistema permette di trattare le acque reflue, riciclare l’acqua e, grazie a batteri “buoni”, produrre micronutrienti per le piante che vengono coltivate sopra il serbatoio, in questo caso alberi di banane che producono anche cibo.

Nel biennio 2018/2019 il progetto Wash ha interessato 12 scuole di Anapolis e le ultime analisi hanno dimostrato che la contaminazione, che all’inizio del progetto riguardava il 58% dei siti, si è azzerata. Gli ulteriori passi vedranno Acque Bresciane impegnata a finanziare il lavoro di un educatore ambientale, nell’azione educativa dei ragazzi attraverso tre fumetti (sugli argomenti: acqua, rifiuti e igiene) e altri materiali, nella fornitura di dispenser e di sapone, ma anche in campo tecnico, con la creazione di un’app che consente di monitorare il sistema di gestione dei filtri. Con Fondazione Sipec, Acque Bresciane si adopererà per il risanamento di tre sorgenti, realizzando uno studio di fattibilità, una campagna di sensibilizzazione e la piantumazione di 1.500 alberi, nonché della realizzazione di materiale video. Fondazione Sipec si occuperà inoltre della pubblicazione finale del progetto.

“Il prezioso sostegno di Acque Bresciane al progetto WASH in Schools - ha commentato Carmencita Tonelini - avrà un impatto positivo in quanto sará possibile replicarlo in 36 scuole in 3 anni e svilupperemo buone pratiche educative, volte a fornire acqua trattata per migliorare le condizioni di vita degli studenti e migliorare le condizioni infrastrutturali dei servizi igienico-sanitari di base. Questo farà la differenza per più di 15mila bambini”.

La sostenibilità deve essere praticata nel lungo periodo e ad ampio raggio – ha commentato Gianluca Delbarba, presidente di Acque Bresciane -. La sostenibilità, riferita in particolar modo all’acqua, sarà globale, planetaria, o non sarà: per questo in ossequio all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, Acque Bresciane ha scelto di impegnarsi a sostegno di comunità in cui l’accesso all’acqua potabile non è ancora un diritto riconosciuto”.

Fondazione Sipec è da sempre sensibile al tema del corretto utilizzo della risorsa acqua e lo ritiene prioritario negli interventi di cooperazione allo sviluppo. Assicurare la disponibilità di acqua sicura nei paesi a risorse limitate è presupposto indispensabile rispetto ad altri, pur essenziali, interventi finalizzati ad assicurare cibo, educazione, infrastrutture. L’acqua sicura è un bisogno umano fondamentale e un diritto umano basilare.

Fra i partner dell’iniziativa, oltre alla ONG 4 Elementos, la Prefettura di Anapolis, il laboratorio Cetamb LAB dell’Università degli Studi di Brescia, lo Studio architectura Viva, l’Università statale di Goias, Istituto Federale di Goiás, il sindacato dei metallurgici di Anapolis e Aqualit saneamento.

18/12
Acque Bresciane presenta il Piano di sostenibilità 2045

Nove aree ritenute prioritarie, 20 indicatori, 45 attività da monitorare costantemente e il posizionamento attraverso un rating di sostenibilità con Cerved Rating Agency sono gli impegni della utility che gestisce il servizio idrico integrato in provincia di Brescia per coniugare sviluppo e responsabilità sociale.

Brescia, 17 dicembre 2020 – Presentazione on line oggi pomeriggio per il Piano di sostenibilità 2045 di Acque Bresciane, la società che gestisce il servizio idrico integrato in provincia di Brescia. Destinatari i principali stakeholders, istituzioni e amministratori del territorio. “Abbiamo compiuto un lavoro dal basso – ha voluto sottolineare il presidente della società Gianluca Delbarba -, che ha coinvolto molti dei nostri tecnici e professionisti, con la creazione di un Comitato Strategico per la sostenibilità, un lavoro che non vuole essere autoreferenziale ma aiutarci a misurarci per migliorare”.

Gli obiettivi sono sfidanti e proprio per questo non si potranno raggiungere entro il 2045 senza un percorso graduale e costante a partire dal prossimo anno. “Renderli pubblici – per Delbarba vuole dare l’avvio a un percorso trasparente, perché d’ora in poi nel Bilancio di sostenibilità, che redigiamo ormai dalla costituzione di Acque Bresciane nel 2017, dovremo rendere conto dei progressi compiuti. Non solo: vogliamo dare vita a una rete di confronto (forum multistakeholders), ABCommunity, per approfondire temi specifici, così che gli obiettivi di sostenibilità diventino, attraverso il dialogo, idee e progetti concreti”.

Il Piano, approvato dal Consiglio d’amministrazione il 29 ottobre scorso e realizzato in collaborazione con l’agenzia di comunicazione Amapola, è strettamente intrecciato con il Piano industriale societario ed è coordinato da una nuova funzione aziendale, attiva dal 1 gennaio 2020, Sostenibilità e innovazione, di cui è responsabile Francesco Esposto. Nove le aree prescelte e gli obiettivi al 2045:

  1. Riduzione delle perdite di rete: -50% al 2045
  2. Qualità delle acque potabili: azzerare le non potabilità
  3. Acque di flusso e depurazione: azzeramento delle infrazioni comunitarie
  4. Riduzione delle emissioni: 100% energia e veicoli verdi
  5. Centralità degli utenti: Nessun indennizzo automatico
  6. Sicurezza sul lavoro: -25% infortuni rispetto alla media di settore
  7. Estensione del welfare: almeno 80% dei lavoratori coinvolti nel welfare
  8. Equilibrio economico e finanziario: rispetto del Piano industriale
  9. Promozione della sostenibilità: 100% sostenibilità integrata nel business.

Francesco Esposto ha poi illustrato il percorso che ha portato Acque Bresciane a conseguire con riferimento al bilancio di sostenibilità 2019, il rating BBB (in una scala da AAA a D), attribuito dalla società specializzata Cerved Rating Agency, fra le più autorevoli nel settore. “Il nostro è stato un percorso volontario (solicited), a cui possono accedere solo le realtà che realizzano il Bilancio di sostenibilità redatto secondo gli standard internazionali GRI. La valutazione di sostenibilità, o Rating ESG, misura in maniera sintetica la capacità dell’azienda di gestire le tematiche ambientali, come le emissioni CO2 e l’attenzione al capitale naturale, quelle sociali come il welfare e il rispetto delle diversità fra dipendenti, quelle di governance, come etica e trasparenza e infine la distribuzione del valore economico generato”. 

Il rating ottenuto da Acque Bresciane la colloca nella fascia alta - quota a 69,6 e fa riferimento ai dati pubblicati nel Bilancio di sostenibilità del 2019. Il confronto ha preso in considerazione un campione di oltre 30 tra le migliori Water Utilities internazionali (americane, inglesi, italiane…) e colloca Acque Bresciane, in un percorso triennale di miglioramento, già oggi tra il 30% migliore di classe BBB o superiore”. Alla presentazione del Piano ha partecipato anche Sergio Andreis, Direttore di Kyoto Club, che ha sottolineato come “tutti parlano di sostenibilità, ma sono i fatti quelli che contano, come il superamento infrazioni comunitarie, fra gli obiettivi indicati da Acque Bresciane”.

L’assessore all’Ambiente e al Clima di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo ha portato i suoi saluti, ricordando che “durante quest’anno caratterizzato dall’emergenza Covid qualcuno ha messo in dubbio che le priorità dell’Agenda 2030 dell’Onu dovessero restare al centro della nostra agenda, ma sarebbe un errore gravissimo cambiare queste priorità. Dobbiamo stabilire una relazione più corretta con il pianeta, è questa la sfida dei prossimi 30 anni, in cui Regione Lombardia è fortemente impegnata”. Il presidente della Provincia di Brescia Samuele Alghisi ha commentato positivamente gli obiettivi fissati da Acque Bresciane per il territorio: “Siamo una terra con tante criticità dal punto di vista ambientale, anche perché siamo stati protagonisti della prima rivoluzione industriale. Dobbiamo promuovere attività a tutti i livelli nella direzione delle direttive europee e nell’impiego delle risorse del Recovery Fund”.

Acque Bresciane e la sostenibilità

  • La società produce fin dal 2017 il Bilancio di sostenibilità, dal 2018 bilancio certificato
  • ha aderito all’Alleanza delle imprese italiane per l’acqua e il cambiamento climatico
  • ha sottoscritto il “Protocollo lombardo per lo sviluppo sostenibile” inserendo i 9 obiettivi di sostenibilità presenti nel Piano di Sostenibilità 2045 contribuendo così a far diventare la Lombardia non più solo motore economico ma anche “locomotiva sostenibile” d’Italia
  • ha richiesto un’analisi di posizionamento con il rating di sostenibilità ottenendo un giudizio pari a  BBB, che la colloca fra le migliori realtà del settore a livello internazionale
  • ha reso pubblico il Piano di sostenibilità al 2045 indicando con la massima trasparenza ambiti d’azione, indicatori di processo (20 KPI) e attività (45)
  • affida a una società esterna indipendente la rilevazione della customer satisfaction, che rileva un indice di soddisfazione complessivo di qualità del servizio del 97,3% rispetto a uno standard nazionale del settore del 93,1%

Per maggiori informazioni è possibile visitare la pagina dedicata

11/12
Sellero, Berzo Demo e Cedegolo, cantiere da 4,2 milioni di euro

Con i lavori per 6,5 km di rete si concluderà il collettamento della Media Valle Camonica. Nell’autunno 2021 si prevede la conclusione dell’intervento.

Rovato, 10 dicembre 2020 - La realizzazione di un nuovo tratto di collettore intercomunale a servizio di Sellero, Berzo Demo e Cedegolo, completa il progetto più ampio di gestione dei reflui della media Valle Camonica. Punto di destinazione delle condotte sarà il depuratore di Esine, che ha una capacità di 40 mila abitanti equivalenti. In tutto si tratta di 6,5 km di condotte, che intercetteranno 12 punti di immissione, per opere del valore di 2,8 milioni di euro, ed un quadro economico complessivo di 4,2 milioni. I lavori, iniziati a fine settembre 2020, dovrebbero concludersi nell’autunno del 2021.

Finora il collettore esistente va da Capo di Ponte a Esine (dove si trova il depuratore intercomunale), ora verranno serviti anche i tre Comuni più a nord della media Valle, per completare lo schema consortile. Le opere erano previste dall’Accordo quadro di programma sancito fra l’Autorità d’Ambito di Brescia e la Comunità Montana di Valle Camonica, con competenza poi trasferita al Gestore Acque Bresciane con l’avvio del servizio idrico integrato.

Il tracciato del collettore – spiega il direttore tecnico di Acque Bresciane Mauro Olivieri - ha privilegiato l’accessibilità delle condotte per le future ispezioni e manutenzioni, quindi la sede stradale e le aree di proprietà pubblica. A Cedegolo in particolare è stato individuato un tracciato che prevede la posa della tubazione in fregio al fiume Oglio, in corrispondenza della pista pedonale”.

Il progetto, infatti, ha tenuto conto della necessità di gestire molteplici interferenze, in particolare l’attraversamento del fiume Oglio e alcuni torrenti. Una curiosità riguarda invece la posa di una condotta sotto il piazzale del Museo di Cedegolo, mantenendo la pietra originale, che verrà sollevata e riposizionata al termine dei lavori.

Con questo intervento si accresce la percentuale di investimenti previsti e realizzati da Acque Bresciane per il 2020, anno particolarmente difficile nei nostri territori. “Al 30 settembre – commenta il presidente Gianluca Delbarba – avevamo investito circa 20,5 milioni di euro sui 23,6 previsti. L’avvio di questo cantiere ci consente da un lato di portare finalmente a termine un intervento che ridurrà l’inquinamento e consentirà la corretta gestione dell’acqua anche in Valle Camonica, dall’altro di dare impulso all’economia del territorio, perché non dimentichiamo che dietro un cantiere ci sono imprese che lavorano e quindi famiglie che ne beneficiano”.

Alla presentazione dell’intervento hanno partecipato il direttore generale di Acque Bresciane Paolo Saurgnani e i Sindaci di Sellero Giampiero Bressanelli, di Cedegolo Andrea Pedrali e il Vicesindaco di Berzo Demo Bortolo Regazzoli.

09/12
Online il nuovo Webgis Acque di Lombardia: la mappa delle reti del servizio idrico integrato si estende a più di mille Comuni

La nuova piattaforma potenziata nei servizi e nelle tecnologie riunisce nove gestori pubblici che fanno parte di Water Alliance: oltre a BrianzAcque, Uniacque, Lario Reti Holding e SAL, diventano partner del progetto Pavia Acque, Padania Acque, Acque Bresciane e Alfa Varese. Due terzi del sottosuolo lombardo in tempo reale.

La mappa delle reti idriche e fognarie di oltre 1.000 comuni lombardi è online grazie al nuovo WebGIS Acque di Lombardia, la piattaforma dedicata al patrimonio di dati e informazioni di nove gestori del servizio idrico integrato della Lombardia che fanno parte di Water Alliance, la prima rete nazionale dell’acqua pubblica. Sviluppato per la prima volta da Gruppo CAP nel 2012, via via negli anni hanno aderito al progetto BrianzAcque (Monza e Brianza), Uniacque (Bergamo), Lario Reti Holding (Lecco), SAL (Lodi) e da poco ne sono entrati a far parte altre 4 aziende pubbliche: Pavia Acque, Padania Acque (Cremona), Acque Bresciane, Alfa Varese.

Il nuovo WebGIS è il risultato di un grande lavoro di sinergia tra le water utility lombarde per mettere a disposizione dei tecnici, dei comuni e dei professionisti un unico punto di riferimento per le informazioni cartografiche legate al mondo dell’acqua.

Più di due terzi del sottosuolo lombardo è stato mappato per offrire a professionisti del settore, ai tecnici dei Comuni e delle Istituzioni regionali e provinciali, le informazioni su ciò che accade sotto i loro piedi, a livello di strutture e infrastrutture di rete,spiega Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP. La sfida è fare in modo che i dati diventino sempre più un driver di innovazione e di servizio

Nato dall’unione tra GIS (Geographic Information System) e l’interattività del web, il WebGIS Acque di Lombardia è un sistema che, attraverso interfacce semplici e intuitive, consente un aggiornamento in tempo reale delle reti e di tutte le strutture legate al servizio idrico integrato. Oltre ad acquisire, estrarre e gestire le tante informazioni derivanti dai dati georiferiti, il WebGIS le rende disponibili in remoto.
La piattaforma si avvale di un team di 40 persone proveniente dalle 9 aziende e gestisce una mole imponente di dati relativi a oltre 60 mila km di rete di acquedotto e fognatura, destinati a crescere ancora negli anni. Con il nuovo assetto, il sistema è arrivato a mappare due terzi del territorio lombardo per un totale di 1.050 Comuni.

Come funziona

Rivolto a target differenti, il WebGIS Acque di Lombardia offre diversi livelli di accesso e informazioni a seconda delle categorie di utenti e delle politiche delle singole aziende.

I tecnici delle aziende idriche hanno a disposizione il sistema nella sua versione completa, quindi tutte le informazioni gestionali utili all’operatività quotidiana che garantiscono un livello ottimale del servizio, permettendo di operare completamente in digitale sul territorio.
cittadini, che trovano nella sezione dedicata del sito internet www.Gruppocap.it  “cantieri trasparenti” notizie aggiornate sui cronoprogrammi dei cantieri e sui costi sostenuti
professionisti, che attraverso un ambiente loro dedicato si possono documentare sui dati relativi alle reti del sottosuolo e alle informazioni delle reti tecnologiche, grazie ai protocolli d'intesa concordati con le varie categorie: Ordine degli Architetti, Pianificatori Paesaggisti e Conservatori, Ordine degli Ingegneri, Collegio Geometri e Geometri Laureati, Collegio dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati della provincia di Milano.
tecnici comunali, a cui è dedicata un’apposita sezione per accedere ai dati delle reti e delle manutenzioni. Ogni comune accede al WebGIS con un profilo dedicato e può consultare la cartografia del proprio territorio, il database topografico e i dati delle reti. Può inoltre consultare tutte le manutenzioni ordinarie in corso o passate e dialogare con le aree tecniche dell’azienda locale direttamente via web.

Si può accedere alla piattaforma direttamente dal sito di Gruppo CAP cliccando su https://www.gruppocap.it/attivita/webgis/il-progetto

02/12
BrianzAcque avvia il percorso per la costruzione del Bilancio di sostenibilità territoriale della Brianza

Primo step del nuovo progetto: due incontri con gli stakeholder 11 e 17 dicembre ​

Monza, 1 dicembre  2020 – Due incontri con i comuni e con  gli  altri stakeholder del territorio sono l’ultimo passo del percorso di condivisione del Bilancio di sostenibilità 2019 di BrianzAcque  e il primo passo per la costruzione di un Bilancio di sostenibilità 2020, partecipato dall’intero territorio della Brianza. La proposta, lanciata poco meno di un mese fa dal Presidente e Ad di BrianzAcque, Enrico Boerci, con l’appoggio della Provincia e di un primo nucleo di comuni tra cui Monza, Seregno e Lissone inizia a prendere corpo.  Con un obiettivo ambizioso: produrre il primo Bilancio di sostenibilità  di un territorio provinciale già entro l’autunno 2021. 

Il mutato contesto legato all’emergenza sanitaria, da cui è nata una nuova e diffusa coscienza ambientale,  ha fatto sì che la società pubblica che gestisce un bene primario e fondamentale come l’acqua,  si proponesse nel ruolo di  soggetto promotore e attuatore di sostenibilità a 360° per l’intero ambito gestito, assumendo sempre più un’identità chiara e riconoscibile, volta a sostenere la ripresa post Covid con un approccio nuovo e diverso, capace di coniugare sviluppo dell’economica, coesione sociale e tutela del Pianeta. Osserva il Presidente e AD di BrianzAcque, Enrico Boerci“Una settimana fa,  Legambiente ci ha portati  sul podio delle migliori performance nazionali per capacità depurativa e per il bassissimo tasso di dispersione idrica. Un ottimo segnale per il momento terribile che sta vivendo il nostro territorio in questa seconda ondata di pandemia. Con il Bilancio di sostenibilità della Brianza, vogliamo dimostrare che la nostra terra può rialzarsi dalla crisi innescata dal Covid 19, anche grazie alle eccellenze dei servizi pubblici e privati e delle buone amministrazioni”. 

Dopo il terzo Bilancio di sostenibilità, alla luce dell’esperienza e dei brillanti risultati raggiunti proprio sul fronte della gestione del patrimonio idrico locale, BrianzAcque ha voluto accelerare l’iter finalizzato alla redazione di un bilancio “allargato” cominciando dai sindaci e dalla provincia di Monza e Brianza per iniziare a raccogliere e mettere a fattor comune le buone pratiche attuate dalle Amministrazioni Municipali nel corso dell’anno segnato dal virus pandemico.  “E poiché vogliamo che questo strumento del territorio sia partecipato – aggiunge Boerci - apriremo il percorso anche ad altre imprese pubbliche e private, ad enti, associazioni e cittadini che, insieme a noi, vorranno condividere un lavoro e un risultato rappresentativo di un modello virtuoso di Brianza, esportabile anche al di fuori dei nostri confini”. Una coralità di voci, perché la sostenibilità è un processo che richiede il contributo di tutti - istituzioni, cittadini e imprese - in linea con l’Obiettivo 17 dell’Agenda ONU “Partnership for the goals”.  Prosegue ancora, Boerci “Come insegna la storia, tutte le crisi sono sempre occasioni per ripartire. E la Brianza, da sempre tra le locomotive produttive del Paese, potrà certo contare su un recupero e una nuova ripresa, che inevitabilmente saranno imprescindibili dal fattore della sostenibilità, in linea con la visione e gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU”.   

Su queste basi, BrianzAcque, che proprio la settimana scorsa con la città di Monza si è classificata al top del 27° rapporto di Legambiente Ecosistema Urbano quale azienda virtuosa per capacità depurativa (1 posto con altri 13 capoluoghi) e al secondo posto con il 12,7% di dispersione idrica, (dietro a Pordenone con l’11,26) aprirà ufficialmente gli incontri con gli stakeholder  venerdì 11 e  giovedì ​​17 dicembre.  La presentazione del Bilancio di sostenibilità 2019 di BrianzAcque, da momento di restituzione a tutti i soggetti che sono stati coinvolti – tramite l’analisi di materialità – nel percorso di elaborazione del documento, si trasforma così in un rilancio, ovvero in un primo step finalizzato all’ascolto e alla raccolta di informazioni e di best practice utili alla redazione strutturata di un Bilancio di Sostenibilità di tutta la Brianza,  che si propone di misurare e comunicare il contributo di tutti i soggetti coinvolti nel progetto, in una vera logica di sistema, ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 ONU.

16/11
Padania Acque S.p.A.: capacità di depurazione e dispersione della rete idrica. Il gestore dell’idrico cremonese tra le società virtuose

Padania Acque tra le società virtuose del servizio idrico integrato

Il recente Rapporto Ecosistema Urbano 2020 sulle performance ambientali delle città, redatto da Legambiente per l’anno 2019, classifica Cremona al 13mo posto, su 104 capoluoghi italiani, sulla base di 18 indicatori di sostenibilità ambientale. Il report, tra gli altri indicatori, prende in esame sia la capacità di depurazione delle acque reflue dei centri urbani, sia la dispersione della rete idrica, ovvero la differenza percentuale tra l’acqua distribuita e consumata per usi civili, industriali e agricoli. 

Il gestore del sistema idrico integrato Padania Acque, nella depurazione delle acque reflue di Cremona, vanta un’efficienza gestionale del 99% che la pone al 20mo posto della classifica nazionale, annoverando il nostro capoluogo di provincia tra i comuni con la percentuale più elevata di abitanti allacciati al servizio fognario. Agli ultimi posti Treviso, con poco più di 3 abitanti, e Benevento con solo 2 abitanti su dieci che possono usufruire dell’allaccio fognario e della depurazione.

Una situazione drammatica che ha costretto la Commissione Europea ad avviare un procedimento di infrazione nei confronti del nostro Paese, perché 237 centri urbani con oltre 2000 abitanti non dispongono di un adeguato sistema di trattamento delle acque di scarico urbane. Tant’è che attualmente l’Italia sta pagando 25 milioni di euro per precedenti infrazioni causate da mancate depurazioni, più 30 milioni per ogni semestre di ritardo per la messa a norma della depurazione di oltre 70 centri urbani.

Per quanto riguarda la dispersione idrica, la percentuale del 23% delle perdite di rete, pone Padania Acque a un eccellente 17mo posto nazionale della classifica. La percentuale è da considerarsi in ulteriore miglioramento grazie alla sostituzione, in corso d’opera, dei vecchi contatori che con gli anni perdono la loro capacità di misurazione con i più tecnologici “Smart metering” contatori che ne consentono la telegestione da remoto. Causa della dispersione è attribuibile soprattutto alla vetustà delle reti che denuncia un Paese che purtroppo “fa acqua da tutte le parti”, dove in città come Frosinone o Vibo Valentia le percentuali si invertono, ovvero l’acqua che arriva nelle case dei cittadini è solo poco più del 20% di quella potabilizzata dai gestori.

«Padania Acque – affermano i vertici aziendali - si conferma una società efficiente anche riguardo alla dispersione della rete idrica, registrando il 23% delle perdite di rete, un dato ben al di sotto della media nazionale del 36%. Si rende necessario “non abbassare la guardia” cercando di mantenere un virtuoso trend di investimenti che pone la nostra azienda ai migliori livelli europei in quanto a investimenti annui per abitante: 80 euro contro la media nazionale di 43 euro. Nel 2019 Padania Acque ha immesso nella rete acquedottistica provinciale di 2.221 km quasi 40 milioni di metri cubi di acqua a disposizione di oltre 350 mila abitanti e di circa 157 mila utenze. Di questo volume di acqua le “perdite idriche percentuali”, contenenti anche le cosiddette perdite apparenti riconducibili, per esempio, a errori di misura dei contatori d’utenza, usi non autorizzati e prelievi abusivi, sono generalmente basse tant’è che 78 comuni su 113 del nostro territorio provinciale si collocano in classe A. Secondo l’indicatore delle “perdite idriche lineari” (mc/km/gg) la dispersione annua per ogni km di rete ammonta a 11,5 metri cubi. I dati, calcolati con i parametri definiti da ARERA (autorità di regolazione per energia reti e ambiente), confermano quindi gli ottimi risultati raggiunti da Padania Acque».