Novità dalle aziende

Aggiornamenti ed approfondimenti sulle attività svolte nelle aziende Water Alliance
28/01
Padania Acque e le Associazioni di impresa della provincia di Cremona siglano il protocollo di intesa per la gestione sostenibile degli scarichi industriali

Padania Acque e le Associazioni di impresa della provincia di Cremona siglano il protocollo di intesa per la gestione sostenibile degli scarichi industriali

Padania Acque è il primo operatore del Servizio Idrico Integrato in Italia a stipulare un accordo con il mondo industriale per regolamentare le attività afferenti agli scarichi industriali. Presente l’Assessore regionale Pietro Foroni

Una intesa che rappresenta un unicum nel panorama idrico italiano e che vede Padania Acque capofila di un modello virtuoso di collaborazione tra le aziende.

Nell’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – Campus di Cremona, ex Monastero Santa Monica, Padania Acque e le principali associazioni imprenditoriali del territorio hanno sottoscritto, alla presenza dell’Assessore regionale al Territorio e Protezione Civile Pietro Foroni, un accordo per la gestione ancora più efficiente delle attività riguardanti gli scarichi industriali delle acque reflue.

Il protocollo di intesa, della durata di tre anni ed eventualmente rinnovabile, ha come obiettivo l’avvio di un percorso comune e la condivisione degli impegni e delle relative competenze tecniche e professionali in tema di scarichi industriali.

L’Ufficio d’Ambito della Provincia di Cremona, l’Associazione Apindustria Confimi Cremona, l’Associazione Industriali Cremona, CNA Cremona, Confartigianato Cremona e Libera Associazione Artigiani, sono i firmatari dell’accordo promosso dal gestore unico dell’idrico cremonese.

Due tavoli di lavoro si occuperanno di facilitare i rapporti tra le aziende, risolvere eventuali criticità in materia e migliorare l’intero sistema scarico-fognatura e depurazione. Nello specifico lo Steering Committee, composto dai vertici delle società e delle associazioni, con funzione decisionale e di coordinamento e un gruppo di tecnici saranno chiamati a lavorare in sinergia per attuare i programmi concordati.

L’evento di presentazione del protocollo di intesa si è aperto con i saluti istituzionali del presidente della Provincia di Cremona Paolo Mirko Signoroni, del Commissario della Camera di Commercio di Cremona Gian Domenico Auricchio e del presidente di Padania Acque Cristian Chizzoli, che ha evidenziato l’importanza dell’iniziativa: «Il gestore idrico e il mondo delle imprese lavoreranno fianco a fianco su un tema complesso e rilevante, anche da un punto di vista ambientale. Padania Acque è a disposizione delle aziende per fornire supporto tecnico e di semplificazione dei processi burocratici in ottemperanza alla normativa di riferimento».

Ha aperto i lavori con un intervento tecnico il Direttore Generale di Padania Acque, Stefano Ottolini, sottolineando comePadania Acque abbia già da qualche anno avviato un intenso e attento lavoro di monitoraggio delle acque reflue industriali e come soltanto nell’ultimo anno abbia gestito un volume scaricato dagli insediamenti produttivi pari a 5,4 milioni di metri cubi. Il protocollo di intesa ha lo scopo di implementare e ampliare ulteriormente gli sforzi del gestore idrico nei confronti dei circa 400 clienti industriali.

L’Amministratore delegato Alessandro Lanfranchi ha moderato la tavola rotonda a cui hanno preso parte Stefano Belli Franzini, Presidente dell’Ufficio d’Ambito di Cremona; Sonia Cantarelli, Presidente Apindustria Confimi Cremona; Stefano Allegri, Presidente Associazione Industriali Cremona; Marcello Parma, Presidente CNA Cremona; Massimo Rivoltini, Presidente Confartigianato Cremona e Marco Luca Bressanelli, Presidente Libera Associazione Artigiani.

«Regione Lombardia sta affrontando il tema degli scarichi industriali in fognatura in due modalità: attraverso un dispositivo regolatorio e, più recentemente, impostando un percorso di “governance” finalizzato a favorire confronti costruttivi tra le diverse realtà industriali e i gestori, insieme agli Uffici d’Ambito del Servizio Idrico Integrato – ha affermato l’assessore al Territorio e Protezione civile di Regione Lombardia, Pietro Foroni - Proprio per rispondere alle differenti esigenze territoriali e tutelare le nostre acque, ci si è resi conto che non è sufficiente il ricorso ad una norma, ma è più efficace individuare con il gestore e le realtà produttive misure specifiche, dipendenti dalle caratteristiche degli scarichi, dalle caratteristiche della rete fognaria, dalle capacità depurative degli impianti e, cosa più importante per il mio assessorato, dalle specificità dei corpi idrici. Stiamo impostando attività di confronto con i gestori del Servizio Idrico Integrato proprio su questi aspetti, cercando di fare da “soggetto facilitatore” per avviare tavoli di lavoro specifici per alcune realtà, tra cui in provincia di Varese per attività legate alla tessitura, e, a breve, in provincia di Pavia per le aziende vitivinicole».

«Una delle principali sfide odierne è quella di rendere lo sviluppo economico compatibile con la burocrazia e le procedure che oggi sono sempre più complesse. Ciò che emerge dal Protocollo, e fa parte dell’obiettivo che ci siamo prefissi, è la grande potenzialità del nostro territorio, dove abbiamo aziende e impianti eccellenti che possono e devono lavorare in sinergia con la Pubblica Amministrazione per fare economia. Abbiamo messo sotto la lente d’osservazione non il singolo impianto, ma tutto il sistema, e crediamo che il ruolo delle nostre associazioni sia sempre più operativo e concreto. Proprio con l’obiettivo della semplificazione, l’organismo a cui diamo vita ha un’anima politica ed una tecnico-operativa; una vera camera di conciliazione per chiarire quelle questioni “incagliate” fra imprese e gestore” – ha dichiarato Stefano Allegri, Presidente dell’Associazione Industriali della Provincia di Cremona».

I lavori sono terminati con la firma del protocollo di intesa.

05/01
L’onda che solleva Como Acqua, forte e lunga…

Budget 2022 e Piano Industriale al 2025 approvati dall’Assemblea dei Soci, all’unanimità

Dicembre 2021 – Presso la sala conferenze della biblioteca di Como l’Assemblea dei Soci di Como Acqua Srl approva gli obiettivi che la Società intende raggiungere, con una forte accelerazione delle attività di investimento previste per 133 milioni di euro al 2025.

I Soci, recepito quanto sinora realizzato, sono stati chiamati a volgere lo sguardo verso il futuro, i nuovi impegni e le prossime sfide.

La nostra Società – precisa il Presidente Enrico Pezzoli - intende realizzare ambiziosi obiettivi, non perdendo mai di vista il percorso tracciato nel tempo, consapevole di essere garante di un servizio essenziale. Stiamo vivendo un processo di continua espansione, fatto dall’insieme di costanti singoli traguardi che da un lato aumentano le responsabilità, ma dall’altro, in una visione prospettica propositiva, consentono di valorizzare il rapporto con il territorio gestito, offrendo una qualità del servizio, capillare e performante. In questo scenario, pertanto, confidiamo che prosegua e si consolidi la collaborazione con i Comuni, che meritano un sentito ringraziamento per il sostegno e la fiducia dimostrati”.

Nell’arco del 2021 la Società, attraverso i processi di aggregazione, è cresciuta e continuerà a crescere, giungendo a gestire 133 Comuni per il servizio di acquedotto, 137 per il servizio di fognatura, e 134 per il servizio di depurazione.

Prevediamo – aggiunge Pezzoli – che durante il percorso di sviluppo che stiamo affrontando e al termine del 2025 i Comuni gestisti da Como Acqua saranno 145 per il servizio di acquedotto, 147 per il servizio fognatura e 146 per il servizio di depurazione, per un bacino di 560 mila abitanti”.

Gli obiettivi principali del Piano Industriale 2021-2025

I prossimi anni – come previsto dal Piano Industriale approvato dai Soci – saranno soprattutto dedicati alla conclusione di tutte le operazioni di subentro gestionale, all’evoluzione della struttura interna (in termini di assunzioni e formazione del personale), al potenziamento degli strumenti gestionali (che si tradurrà in uno sviluppo dei processi interni, nella comunicazione dei dati a tutti gli stakeholder e nell’allineamento delle attività della Società alla tassonomia UE), e soprattutto alla realizzazione degli investimenti pianificati e programmati, con lo scopo di potenziare il servizio, con un’ottica di ecosostenibilità, a tutela della risorsa idrica e dell’ambiente.

Il fronte degli investimenti segue una corrente positiva: “Il primo bilancio della società – rammenta Pezzoli – è stato chiuso con l’esecuzione di circa 5 milioni di euro di investimenti; l’anno successivo siamo riusciti a raddoppiare la cifra; traguardo apprezzabile, ma timido se si considerano i 21 milioni del 2021, e, ancor di più, i 30 milioni annui previsti per il 2022 e 27 milioni per ogni anno successivo sino alla durata della concessione”.

Per Como Acqua investire significa anche proiettarsi in una realtà di ricerca e sviluppo e protendersi all’individuazione di soluzioni innovative e tecnologicamente avanzate che efficientino il servizio, valorizzando la rete idrica. “Le collaborazioni con gli Atenei e gli Istituti di Ricerca saranno il volano giusto per affinare le nostre conoscenze e individuare le strategie più innovative e adatte a valorizzare i nostri investimenti. Basti pensare – esemplifica l’Ing. Pezzoli - all’installazione di smart meters, alla digitalizzazione del network acquedottistico e fognario, ai progetti pilota per contrastare le perdite idriche tramite rilevazioni satellitari, solo per citarne alcuni studi.

Il Piano Industriale recepisce, tra le linee di azione dei prossimi anni, anche il contenuto del Piano Green del quale Como Acqua si è dotata per ottenere la riduzione dei propri consumi e costi energetici, l’incremento dell’autoproduzione di energia da fonte rinnovabile e l’abbattimento della quantità di fanghi prodotti, con significativa riduzione dell’impatto ambientale della Società.

“L’onda che solleva Como Acqua è decisamente forte e lunga, e, in considerazione di quanto sopra, ha una vera spinta Green” conclude il Presidente con orgoglio.

03/12
Easy water: 24 erogatori e 12mila borracce abbattono i consumi di plastica nelle scuole superiori di Lodi

Un brindisi con l’acqua del rubinetto per festeggiare la piena operatività del progetto curato da SAL, Provincia e ATO per rispondere all’appello degli Istituti Scolastici

“Noi vi abbiamo fornito gli strumenti. Ora tocca a voi”. Con un brindisi a base d’acqua del rubinetto, e con un simbolico passaggio di consegne tra il direttore generale di SAL Carlo Locatelli e un gruppo di studenti dell’Itis Volta di Lodi, ieri mattina è stata festeggiata la piena operatività di “Easy Water”, il progetto finanziato da SAL, dalla Provincia di Lodi e dall’Ufficio d’Ambito di Lodi per rendere più accessibile l’acqua di rete in tutti gli istituti superiori del territorio.

Numeri e obiettivi del progetto sono stati riassunti davanti a uno degli erogatori d’acqua che simboleggiano l’intervento: 17 sedi scolastiche coinvolte, 24 erogatori installati (due per ogni istituto con più di 600 studenti, uno in tutti gli altri), 12mila borracce in tritan distribuite ai 10mila studenti e a tutto il personale docente e non docente, con l’obiettivo dichiarato di abbattere il consumo di plastica usa e getta negli istituti superiori risparmiando per ogni anno scolastico circa 1 milione e 400mila bottigliette da mezzo litro.

Acqua fresca lodigiana a chilometro zero quindi, sicura, controllata e soprattutto sostenibile, per un progetto che è anche un’azione concreta in risposta ai cambiamenti climatici. L’intervento è stato finanziato da Provincia di Lodi e Ufficio d’Ambito e da SAL, con un costo complessivo di circa 145mila euro.

Il progetto – il primo in Lombardia e tra i primi in Italia ad aver coinvolto un intero territorio provinciale – riguarda tutti gli istituti secondari di secondo grado della provincia di Lodi: le 17 sedi scolastiche sono ubicate a Lodi (Gandini, Verri, Maffeo Vegio, Bassi – 2 sedi, Einaudi – 3 sedi, Volta, Piazza, Merli), Casalpusterlengo (Cesaris), Codogno (Ambrosoli, Calamandrei, Novello, Tosi), Sant’Angelo Lodigiano (Pandini).

L’installazione degli erogatori era stata annunciata a fine 2019 ma sono occorsi quasi due anni per raggiungere la piena operatività: due anni tormentati per il Lodigiano, il primo territorio in Italia a essere travolto dall’emergenza Covid nel febbraio 2020, con l’immediata sospensione delle attività scolastiche e la sequela di lockdown, didattica a distanza, classi in quarantena e limitazioni che hanno complicato l’entrata in funzione degli erogatori.Oggi, però, la borraccia è una fedele compagna di viaggio negli zaini dei ragazzi, come hanno ricordato ieri i dirigenti scolastici e i rappresentanti degli studenti.

Alla presentazione sono intervenute le dirigenti Luciana Tonarelli (Itis Volta) e Giusy Moroni (liceo Gandini e Verri), i due istituti che per primi avevano chiesto al gestore idrico SAL e alle istituzioni lodigiane un supporto per rendere le scuole plastic free. Con loro anche Valentina Gambarini (Liceo Novello – Codogno) e Fausto Bianchi (Itc Bassi – Lodi), e il docente Andrea Negri in rappresentanza della dirigente Antonia Rizzi (istituto Ambrosoli – Codogno). Protagonisti dell’incontro gli studenti, veri destinatari dell’intera operazione: Luca Cutillo e Stefano Zucchelli del liceo Gandini hanno spiegato che l’abbattimento dei consumi di plastica usa e
getta rientra nel piano d’azione messo in atto dal loro istituto con il Progetto Land in risposta all’Agenda 2030. Mentre Camilla Caroni, studentessa dell’Itis Volta eletta di recente nel Consiglio d’Istituto, anche a nome dei “colleghi” Brian Faggianelli, Alexander Tumeo Orlandi e Giuseppina Maria Mucedola ha ricordato che “in tutte le classi a inizio anno scolastico ci chiedevano notizie sull’entrata in funzione degli erogatori. È un progetto in cui crediamo molto, è stato bello renderci conto che nelle scuole c’è la forza e la voglia di cambiare. Ringraziamo i dirigenti scolastici e le istituzioni lodigiane che hanno risposto alle nostre richieste”.

Giuseppe Negri, presidente di SAL, ha sottolineato “i risultati del lavoro di squadra: la provincia di Lodi è tra le più piccole in Lombardia, ma anche questo progetto testimonia che abbiamo la capacità di fare squadra e lavorare insieme per migliorare la qualità della vita sul nostro territorio”. Una sinergia sottolineata anche da Mauro Salvalaglio, assessore provinciale all’Ambiente: “Dobbiamo ringraziare l’intraprendenza degli alunni, la lungimiranza dei dirigenti scolastici e la capacità delle istituzioni e del gestore idrico SAL di raccogliere la richiesta delle scuole e di creare un progetto unico nel suo genere in Lombardia. Conferma che il Lodigiano sa essere un laboratorio di soluzioni innovative”.

Per l’ATO di Lodi è intervenuto il presidente Angelo Sichel: “Il nostro ente ha finanziato questo intervento devolvendo l’avanzo di bilancio all’installazione degli erogatori nelle scuole, nella consapevolezza che cambiare una piccola abitudine quotidiana può portare vantaggi ambientali significativi”. A Raffaella Izzo, responsabile del Laboratorio Analisi di SAL, il compito di ricordare che “l’acqua lodigiana è buona, sicura, controllata. Aggiorniamo periodicamente sul nostro sito internet i risultati delle analisi di ogni comune, proprio per essere sempre trasparenti nel nostro lavoro”.

30/07
L’Assemblea dei Soci di Alfa Srl approva all’unanimità il Bilancio 2020

Paolo Mazzucchelli riconfermato presidente, nominati anche i nuovi cda, civico e collegio dei sindaci

L’Assemblea dei Soci di Alfa Srl, gestore del servizio idrico integrato in provincia di Varese, ha riconfermato nei giorni scorsi Paolo Mazzucchelli alla carica di Presidente del Consiglio d’Amministrazione. Mazzucchelli, presidente uscente ricoprirà dunque la carica anche nel prossimo triennio.
Insieme a lui sono stati nominati nel Consiglio d’Amministrazione Elena Bardelli (Amministratore Delegato), Maria Sole De Medio e Pietro Zappamiglio.
Per la nomina di questo organismo la società aveva provveduto ad emanare un bando pubblico per la raccolta delle candidature, allo scopo di permettere a chiunque ne avesse i requisiti di poter entrare nella rosa delle possibili scelte.
L’Assemblea, composta dal Presidente della Provincia e dai sindaci - o loro assessori delegati - di 143 comuni (135 della provincia di Varese), in apertura di seduta ha approvato all’unanimità il bilancio d’esercizio 2020, chiuso con 90 milioni di fatturato e un utile di 11 milioni di euro. Ricordiamo che il Piano Industriale e di Sostenibilità dell’azienda prevede da qui al 2035 investimenti per oltre300 milioni di euro, in buona parte concentrati nel prossimo quinquennio, al fine di superare le infrazioni europee gravanti sul territorio provinciale.

Si è poi proceduto alle nomine, che hanno riguardato il Collegio Sindacale, del quale fanno parte Manuela Furigo (Presidente), Giorgio Marrone e Simone Perrotta (in qualità di sindaci effettivi), Antonella Rossi e Marco Galignano (supplenti) e il Comitato di Indirizzo Vigilanza e Controllo, che ha per componenti Emanuele Antonelli, Andrea Cassani, Davide Galimberti, Vito Pipolo, Maria Irene Bellifemine, Filippo Gesualdi, Davide Tamborini, Gianmario Bernasconi, Ivan Martinelli e Alberto Rossi.

21/07
Water Alliance – Acque di Lombardia: firmato il nuovo contratto di rete

Il nuovo contratto rappresenta un tassello cruciale per la rete di imprese nata nell’aprile 2015 e allargatasi a tutti i gestori lombardi nel gennaio 2020. Costituiti i nuovi organi di gestione ed eletto all’unanimità il nuovo portavoce Enrico Pezzoli, presidente di Como Acqua.

Water Alliance - Acque di Lombardia dà vita a un nuovo contratto di Rete per consentire alle tredici aziende che costituiscono il primo network di aziende idriche pubbliche in Italia di rafforzare ulteriormente le sinergie costruite negli ultimi anni e di garantire un servizio idrico sempre più sostenibile e più innovativo a tutta la Lombardia.

Il contratto di rete firmato da Acque Bresciane, Alfa, BrianzAcque, Como Acqua, Gruppo CAP, Gruppo TEA, Lario Reti Holding, MM, Padania Acque, Pavia Acque, SAL, SECAM e Uniacque, rappresenta un tassello cruciale nel processo di integrazione del sistema delle imprese idriche lombarde che assume la forma contrattuale di Joint venture, intraprendendo così nuove attività comuni. Tra queste spiccano le attività di ricerca, che faciliteranno l’avvio di progetti ad alto tasso di innovazione su scala regionale e sovraregionale; il rafforzamento delle attività riguardanti la digitalizzazione delle reti; le attività legate al settore delle Risorse Umane che vedranno anche la nascita di una Water Alliance Academy, pensata per formare nuovi talenti che potranno dare un contributo alla modernizzazione del mondo delle water utility; e infine alcune attività riguardanti la sostenibilità, per sviluppare l’approccio ecosostenibile da sempre adottato dalla Rete.

Il nuovo contratto di rete apre una nuova fase nello sviluppo di Water Alliance, perché garantisce una maggior integrazione tra le aziende e fornisce gli strumenti giuridici e di governance per rafforzare le attività svolte congiuntamente – ha commentato Alessandro Russo, presidente di Gruppo CAP e portavoce uscente di Water Alliance. Dal 2015 grazie all’impegno di tutte le aziende retiste, dei loro presidenti, dei loro direttori e dei loro dipendenti, a cui va il mio sentito ringraziamento, siamo riusciti a costruire dinamiche virtuose, dando vita al più grande agglomerato di imprese idriche su scala nazionale. Basti pensare alla rete dei laboratori con cui abbiamo effettuato analisi delle acque sempre più dettagliate, al Webgis - Acque di Lombardia con cui abbiamo digitalizzato gran parte delle reti lombarde e al nostro impegno per la sostenibilità che si è concretizzato in attività di formazione nelle scuole, ma anche in gare congiunte per l’acquisto di energia green. Il nuovo contratto e la nuova governance – ha concluso Russo – permetteranno a Water Alliance di affrontare da protagonista le sfide della ripartenza e del Green Deal europeo”.

Nata il 24 aprile 2015 con il contratto di rete sottoscritto da BrianzAcque, Gruppo CAP, Lario Reti Holding, Padania Acque, Pavia Acque, SAL, SECAM e Uniacque, nel gennaio 2020 Water Alliance si è allargata a tutti i gestori del servizio idrico lombardo grazie all’ingresso di Alfa, Acque Bresciane, Como Acqua, Gruppo Tea e MM. Con un fatturato di circa un miliardo di euro e più di tremilaseicento dipendenti, e grazie a una rete idrica di circa 40mila chilometri e una rete fognaria di circa 34mila, Water Alliance rifornisce più di milleduecento comuni lombardi, per un totale di otto milioni e mezzo di abitanti serviti. Numeri importanti che rendono Water Alliance il principale agglomerato di imprese idriche su scala nazionale.

Il nuovo contratto di rete ha visto anche la ridefinizione della governance, studiata per rendere più rapidi, ma al contempo condivisi, i processi decisionali. Sono stati creati il Consiglio delle imprese retiste, costituito da un rappresentante per ciascuna azienda, che si occuperà della definizione della strategia della rete e l’Organo di gestione che si occuperà della realizzazione operativa delle linee strategiche tracciate dal Consiglio.

Il Consiglio risulta così composto: Paolo Saurgnani, Direttore generale di Acque Bresciane; Paolo Mazzucchelli, Presidente di Alfa; Enrico Boerci, Presidente di BrianzAcque; Enrico Pezzoli, Presidente di Como Acqua; Alessandro Russo, Presidente di Gruppo CAP; Massimiliano Ghizzi, Presidente di Gruppo Tea; Lelio Cavallier, Presidente di Lario Reti Holding; Simone Dragone, Presidente di MM; Cristian Chizzoli, Presidente di Padania Acque; Luigi Pecora, Presidente di Pavia Acque; Giuseppe Negri, Presidente di SAL; Gildo De Gianni, Amministratore Delegato di SECAM e Pierangelo Bertocchi, Amministratore Delegato di Uniacque. Il Consiglio delle imprese retiste ha scelto all’unanimità come proprio portavoce Enrico Pezzoli, Presidente di Como Acqua e come referente ai rapporti con le altre associazioni di public utilities Massimiliano Ghizzi, Presidente di Gruppo TEA.

“L’incarico è importante e mi riempie d’orgoglio sapere che la mia nomina sia frutto di una scelta unanime da parte di tutti i Presidenti, per i quali sarò portavoce. All’inizio di un percorso triennale, come quello che mi si sta prospettando, la volontà è confermare quanto fatto fino ad ora, rafforzando il ruolo che Water Alliance potrà avere sui tavoli di confronto decisivi, al fine di poter davvero «fare la differenza». Sono stimolato, visti i temi di cui ci occupiamo, all’idea che voce unica di queste tredici aziende alleate sia la mia. Già da soli i numeri della rete chiariscono il peso che una alleanza efficace e consolidata – come Water Alliance – potrà avere per attuare le migliori pratiche nella gestione pubblica dell’acqua”, spiega l’Ing. Enrico Pezzoli, Presidente e AD di Como Acqua.

Alla guida dell’Organo di gestione, è stato nominato Michele Falcone, Direttore generale di Alfa e Direttore Sviluppo strategico di Gruppo CAP. I membri che costituiranno l’organo, oltre a Falcone, sono: Vincenzo Lombardo, Direttore generale di Lario Reti Holding; Stefano Cetti, Direttore generale di MM; Stefano Ottolini, Direttore generale di Padania Acque; Stefano Bina, Direttore generale di Pavia Acque; Carlo Locatelli, Direttore generale di SAL e Stefano Sebastio Direttore generale di Uniacque.

28/06
Webgis-Acque di Lombardia, quattro workshop per conoscerne tutte le funzionalità

I corsi hanno permesso a tecnici comunali e professionisti di conoscere nell’operatività le funzionalità del sistema grazie a cui sono mappati 70.000 km di rete fognaria e acquedottistica

Quasi duecento partecipanti tra tecnici comunali, architetti, ingegneri, geologi, geometri e periti per un totale di otto ore di formazione. Sono questi i numeri dei workshop organizzati da Water Alliance sul nuovo Webgis-Acque di Lombardia, il sistema per mappare in tempo reale le strutture del servizio idrico integrato, tenutisi online il 23 e il 24 giugno. I workshop costituiscono il proseguimento tecnico-operativo del tavolo di lavoro ‘’Acqua, reti e innovazione’’, organizzato da Water Alliance e Anci Lombardia nel febbraio scorso, con cui sono state presentate le potenzialità della digitalizzazione delle reti.

I corsi, che hanno coinvolto gli stakeholder delle aziende presenti sul Webgis di Water Alliance (Acque Bresciane, BrianzAcque, Lario Reti Holding, Gruppo CAP, Padania Acque, Pavia Acque, SAL, Uniacque), si sono focalizzati sull’utilizzo del sistema, grazie a una modalità di formazione interattiva che ha permesso di conoscere tutti i dettagli operativi della piattaforma.

In particolare, sono state illustrate concretamente tutte le funzionalità del sistema che, grazie alle innovazioni apportate, reca diversi vantaggi sia ai professionisti sia ai tecnici comunali che possono interloquire con i gestori del servizio idrico integrato tramite un’unica piattaforma. Una piattaforma che ad oggi ha a sistema 70.000 chilometri di rete acquedottistica e fognaria delle province di Brescia, Monza e Brianza, Lecco, la Città metropolitana di Milano, Cremona, Pavia, Lodi e Bergamo).

I workshop sul Webgis -Acque di Lombardia dedicati ai tecnici comunali e ai professionisti delle aziende facenti parte del SIT di Water Alliance sono stati un momento cruciale per far conoscere agli stakeholder le grandi potenzialità del nostro Webgis, un sistema in grado di mappare in tempo reale tutte le strutture del servizio idrico integrato. La formazione, erogata in modo interattivo, ha permesso ai partecipanti di conoscere tutte le funzionalità del sistema, garantendo un dialogo diretto tra stakeholder e aziende del servizio idrico. L’obiettivo resta quello di implementare le sinergie agevolando il dialogo tra gestori, comuni e professionisti per uno sviluppo sostenibile e digitale dei nostri territori” – è il commento di Enrico Boerci, presidente e Amministratore Delegato di BrianzAcque e coordinatore dell’area IT di Water Alliance sui quattro workshop.

Il nuovo sistema garantisce un notevole miglioramento nell’utilizzo dei dati, nella loro fruizione e, più in generale, nei tool a disposizione di professionisti e tecnici comunali. Queste caratteristiche, oltre a ottimizzare l’operatività dei gestori, rafforzano il dialogo digitale con le pubbliche amministrazioni e con tutti gli stakeholder coinvolti nei processi del servizio idrico integrato.

10/06
Acque Bresciane verso la Carbon Neutrality

Il calcolo dell’impronta carbonica del 2020 punto di partenza verso il traguardo “emissioni nette zero”. La società si impegna a ridurre almeno del 40% le emissioni complessive nel 2021, grazie all’acquisto del 100% energia elettrica rinnovabile con garanzia d’origine e, nel frattempo, ha compensato tutte le 31.600 tonnellate di emissioni 2020.

Brescia, 9 giugno 2021 - Una strategia a lungo termine, con basi scientifiche e trasparente: è questo il percorso che Acque Bresciane ha scelto per raggiungere la Carbon Neutrality e contenere l’aumento della temperatura globale. Impegno che ha preso il via con il calcolo dell’impronta carbonica della società del 2020 e la compensazione del 100% delle emissioni di CO2 dello scorso anno, ma punta già alla riduzione delle emissioni del 2021 almeno del 40% e ad ottenere la validazione dei propri obiettivi da parte del network internazionale Science Based Target initiative (SBTi).

L’SBTi è frutto di una partnership fra CDP, Global Compact delle Nazioni Unite, World Resources Institute e WWF, nata con l’intento di stabilire le linee guida tecniche e i criteri utili alla definizione di obiettivi ambiziosi di mitigazione del cambiamento climatico, in linea con le più recenti indicazioni della scienza. Ogni azienda che presenta formalmente l’intenzione di adottare un SBT deve, entro due anni, elaborare il proprio obiettivo di riduzione e sottoporlo al network.

Acque Bresciane adotta un approccio integrato – ha illustrato il presidente della società Gianluca Delbarba -, che si concentra sulla valorizzazione dell’acqua, dal prelievo alla reimmissione nell’ambiente, ma che vuole anche migliorare tutti i processi. Questo significa ridurre le emissioni di gas effetto serra e contribuire così al contenimento delle temperature globali”.

L’analisi dell’impronta carbonica si è svolta seguendo due standard, il protocollo GHG* e la Norma UNI EN ISO 14064-1:2019 “per la quantificazione e la rendicontazione delle emissioni di gas ad effetto serra e della loro rimozione”. L’applicazione di questi due strumenti permette di monitorare le emissioni di Gas a effetto serra connesse alle attività aziendali in un anno, seguendo una metodologia trasparente e standardizzata, che definisce le modalità di conduzione dell’analisi delle emissioni e di esecuzione di confronti temporali.

Nello specifico, le emissioni di GHG vengono individuate e contabilizzate distinguendo fra:

  • emissioni dirette, definite Scope 1 dal GHG Protocol, ossia provenienti dalle installazioni dell’organizzazione
  • emissioni indirette (Scope 2) tra cui quelle derivanti dalla generazione di elettricità, calore e vapore importati e consumati dall’organizzazione.
  • altre emissioni, definite Scope 3 dal GHG Protocol, indirettamenteassociate allo svolgimento delle attività aziendali, quali, ad esempio, le emissioni derivanti dalla produzione dei beni acquistati o dal trattamento dei rifiuti prodotti. A differenza degli SCOPE 1 e 2, che devono obbligatoriamente essere conteggiati, per lo SCOPE 3 viene lasciato un ampio margine di discrezionalità: è l’organizzazione a decidere se includere o meno le “altre emissioni indirette” nell’analisi ed eventualmente quali fonti di emissione considerare, in funzione della propria volontà di definire un quadro più o meno completo e rappresentativo della realtà aziendale. Acque Bresciane ha scelto di considerare nello Scope 3 lo smaltimento dei fanghi di depurazione, le emissioni indirette da consumo energetico, l’acquisto di prodotti chimici e il pendolarismo dei dipendenti.

La valutazione degli impatti di Acque Bresciane ha preso il 2020 come primo anno di un’analisi dettagliata delle emissioni e diviene quindi l’anno di riferimento per le future comparazioni in tema di emissioni e rimozioni di GHG. 

Misura, riduci, compensa. Questo l’approccio che abbiamo avviato attraverso l’analisi puntuale delle emissioni 2020, la loro completa compensazione e gli impegni fin da subito a ridurle nel 2021– ha commentato Francesco Esposto, responsabile Innovazione e sostenibilità di Acque Bresciane -.  Abbiamo anche condiviso una pianificazione a medio lungo termine che confidiamo possa essere validata scientificamente dai migliori standard internazionali (SBTi)”.

Tre i progetti scelti per compensare le emissioni dei gas effetto serra, tutti certificati con standard riconosciuti dalle Nazioni Unite, Gold Standard e Verified Carbon Standard, con un investimento complessivo di 43.680 Euro. Il primo riguarda la realizzazione di un parco eolico nel Distretto di Süleoğlu in Turchia, per accelerare la crescita del settore eolico e stimolare la produzione di tecnologie di energia rinnovabile nel Paese, accreditato Gold Standard. Sempre nel campo della produzione delle energie rinnovabili, Hydro India si riferisce alla costruzione di una nuova centrale idroelettrica da 4.500 GWh per una potenza massima di 1.000 MW, omologata con lo standard VCS (4.100 le tonnellate di CO2 equivalenti compensate). Infine l’iniziativa in Africa, REDD+ (Reducing Emissions from Deforestation and Forest Degradation) sostiene la conservazione delle foreste con l’obiettivo principale di ridurre le emissioni di gas a effetto serra derivanti dalla deforestazione e dal degrado delle foreste. Il progetto si basa su un meccanismo economico sviluppato nell’ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).

Nel calcolo dell’impronta carbonica Acque Bresciane si è avvalsa della consulenza tecnica di Carbonsink, società italiana specializzata in strategie di decarbonizzazione net-zero e di gestione dei rischi climatici per le imprese. Nasce nel 2011 come Spin-off dell’Università degli Studi di Firenze e oggi ha sedi a Firenze, Milano e Maputo (Mozambico). Carbonsink è il primo provider italiano accreditato CDP dal 2017 e dal 2021 il primo CDP Silver Partner ad offrire servizi SBT (Science Based Target) in Italia. È inoltre l’unica società italiana a far parte dell'International Emissions Trading Association (IETA) e dell'International Carbon Reduction and Offset Alliance (ICROA) dal 2015. 

* The Greenhouse Gas Protocol - A Corporate Accounting and Reporting Standard, redatto dal World Resources Institute (WRI) in collaborazione con il World Business Council for Sustainable Development (WBCSD),)

Glossario

  • Confine: perimetro che definisce quali attività sono considerate e quali emissioni sono conteggiate e riportate all’interno dello studio.
  • CO2 equivalente (CO2eq): è un’unità di misura che permette di pesare insieme emissioni di gas serra diversi con differenti effetti climalteranti. La quantità di CO2 equivalente è calcolata moltiplicando la massa di un dato gas serra per il suo potenziale di riscaldamento globale (GWP).
  • Emissione di gas ad effetto serra: massa totale di un GHG rilasciato in atmosfera nell’arco di uno specifico periodo.
  • Emissioni dirette: emissioni da sorgenti di proprietà o controllate dalla società oggetto di studio.
  • Emissioni indirette: emissioni che sono una conseguenza delle operazioni della società oggetto di studio, ma che si verificano da sorgenti possedute o controllate da un'altra società.
  • Fattore di emissione di gas serra: fattore di conversione che consente di stimare le emissioni di CO2 equivalente a partire da dati di attività disponibili (ad esempio tonnellate di consumo di carburante, tonnellate di prodotto).
  • Gas ad effetto serra (Greenhouse Gas - GHG): costituenti gassosi presenti in atmosfera in grado di trattenere una parte considerevole della componente nell'infrarosso della radiazione solare che colpisce la Terra ed è emessa dalla superficie terrestre, dall’atmosfera e dalle nubi. In riferimento allo studio in oggetto, sono considerati i GHGs elencati nella Norma UNI EN ISO 14064-1:2019: anidride carbonica (CO2), metano (CH4), monossido di diazoto (N2O), trifluoruro di azoto (NF3), esafluoruro di zolfo (SF6) e altre tipologie di GHGs (es. idrofluorocarburi (HFCs), fluorocarburi (PFCs), ecc.).
  • Impronta di carbonio (Carbon footprint) di organizzazione: somma delle emissioni di GHG generate direttamente o indirettamente dalle attività dell’organizzazione, espressa in kg CO2 equivalenti.
  • Sorgente (o fonte) di gas serra: unità fisica o processo che rilascia un GHG nell’atmosfera.
19/05
“Water Economy 2043”: l’evento tv e web promosso da Padania Acque dedicato ai finanziamenti innovativi per il settore idrico

Cremona, 10 maggio 2021

Acqua, bene comune e risorsa primaria. Acqua, servizio pubblico essenziale. Acqua ed economia, investimenti e sviluppo del territorio. L’evento tv e web “Water Economy 2043: finanziamenti innovativi per il settore idrico”, promosso da Padania Acque e patrocinato da Utilitalia e Water Alliance, ha raccontato le sfide e gli obiettivi futuri dell’idrico cremonese, lombardo e italiano.

Tanti i temi affrontati dai vertici di Padania Acque insieme ai rappresentanti del mondo dell’idrico ma anche degli istituti di credito e dei consulenti tecnico-legali, che hanno strutturato insieme al management aziendale l’operazione finanziaria da 134,5 milioni di euro consentendo così al gestore unico cremonese di innovare il Servizio Idrico Integrato provinciale attraverso significativi investimenti programmati fino al 2043.

«Il termine economia deriva da due parole del greco antico: “oikos”, che significa casa, e “nomos”, ovvero legge, in sintesi le “Regole della nostra casa”», ha dichiarato il Presidente Claudio Bodini il quale ha concluso il suo intervento spiegando che «economia dell’acqua per Padania Acque significa adottare quelle norme di gestione “trasparente” del ciclo idrico integrato, che per i prossimi 22 anni ci porterà a finalizzare ingenti investimenti sul territorio, generando valore e anche quel cambiamento culturale volto a incrementare sempre di più la fiducia dei cittadini nell’acqua potabile, un’acqua ottima da bere».

Giordano Colarullo, Direttore Generale di Utilitalia, la Federazione che riunisce 500 Aziende operanti nei servizi pubblici dell’Idrico, dell’Energia e dell’Ambiente, di cui 160 imprese per 40mila addetti nel settore idrico, ha evidenziato le criticità di una Italia a due velocità, spaccata tra Nord e Sud. «Esiste un forte ritardo infrastrutturale, la vetustà delle reti acquedottistiche e perdite di rete in media del 42% (in certe aree raggiungono il 60%), infrazioni europee per la depurazione delle acque che interessano circa 29 milioni di abitanti e un investimento procapite medio annuo di circa 40 euro, con un minino di 26 euro nel mezzogiorno, a fronte degli 80/90 euro dell’Europa. Nelle regioni settentrionali la governance industriale ha reso il servizio più efficiente ma grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sarà finalmente possibile accelerare sotto la guida dello Stato e dei gestori industriali per finanziare il servizio idrico integrato e riportare tutto il territorio nazionale ad avere un servizio degno di un Paese come l’Italia».

«L’attuale capacità operativa di Padania Acque è frutto della forte scelta dei comuni-soci che nel 2014 hanno deciso di superare le gestioni in economia dei Comuni per affidare il servizio a un’unica azienda. Tre principali obiettivi guidano l’azione del gestore unico cremonese: l’innovazione delle reti, lo sviluppo tecnologico degli impianti e la risoluzione degli scarichi indepurati. Il tutto con investimenti ed economie di scala che consentano di continuare a diminuire i costi operativi per destinare le risorse a vantaggio della tariffa in un’ottica di sostenibilità ambientale e sociale», ha ricordato l’Amministratore delegato Alessandro Lanfranchi.

«Il valore della rete di imprese lombarde, fiore all’occhiello della gestione pubblica dell’acqua, che da anni hanno deciso di lavorare in sinergia per crescere insieme, garantendo le specificità territoriali di ogni provincia, si basa sulla capacità da parte delle aziende di reinvestire i dividendi per incrementare la qualità del servizio idrico ponendo grande attenzione all’ambiente e alle acque depurate», ha evidenziato Alessandro Russo, Presidente di CAP Holding, Vicepresidente di Utilitalia e portavoce di Water Alliance – Acque di Lombardia.

Il Direttore Generale di Padania Acque Stefano Ottolini ha introdotto i termini del maxifinanziamento pari a 134,5 milioni di euro: «Si tratta di un importo tra i più significativi erogati ad aziende pubbliche in house, soprattutto in termini relativi in rapporto ai fondamentali aziendali. Il project finance, costruito ad hoc sulle specificità dell’azienda ed esteso fino al 2037, rappresenta sia per la durata ventennale sia per le peculiarità tecniche sottostanti una novità sul mercato e va a creare una forte coerenza tra le duration rispettivamente di asset e fonti di finanziamento. Non da ultimo, il finanziamento è un non recourse loan: gli istituti di credito hanno come esclusiva garanzia la capacità di Padania Acque di generare flussi di cassa a servizio del debito».

«La rilevante capacità di strutturare un piano particolarmente complesso da parte di tutti i soggetti coinvolti, del Gestore dell’idrico, dell’ente d’Ambito ATO Cremona, della Autorità regolatrice ARERA e delle otto banche finanziatrici. In particolare, la dirigenza di Padania Acque ha saputo efficientare i costi operativi nella prospettiva di ingenti investimenti in termini qualitativi per gli utenti-cittadini e il territorio, sviluppando la tariffa in maniera sostenibile», ha sottolineato Giovanni Caucci, socio partner di Agenia, l’Advisor industriale, tecnico e regolatorio che ha curato lo sviluppo del modello economico-finanziario e tariffario dell’operazione di Padania Acque.

«L’operazione – hanno commentato gli avvocati Monica Colombera e Simone Ambrogi di Legance – Avvocati Associati - ha sicuramente una valenza strategica se si considera che l’importo del finanziamento rappresenta uno dei più significativi in favore di un soggetto interamente pubblico in house. Si tratta di uno dei primi finanziamenti concessi nell’ambito della nuova regolazione tariffaria MTI-3 emanata dall’Autorità di Regolazione per l’Energia le Reti e l’Ambiente, che combina le esigenze di bancabilità dei finanziatori in termini di certezza dei flussi, con una flessibilità di cassa della società e questo – hanno concluso gli avvocati - dimostra come oramai Padania Acque rappresenti un simbolo di efficienza e affidabilità presso il mercato bancario».

La Managing Director della Divisione IMI CIB e il Business Director della Divisione IMI CIB di Intesa Sanpaolo, banca finanziatrice e agente capofila dell’intero financing realizzato da un pool di otto istituti di credito, hanno ricordato la dimensione rilevante e specifica dell’operazione. «Banca Intesa Sanpaolo è al fianco delle imprese italiane e di un settore strategico, quale il Servizio Idrico Integrato, molto importante da salvaguardare e da valorizzare come patrimonio nazionale», ha precisato Marica Campilongo. Alberto Gaudiomonte ha infine illustrato i dettagli del finanziamento«finalizzato alla copertura parziale di un piano di investimenti virtuosissimo da parte di Padania Acque di oltre 500 milioni di euro per la durata della concessione idrica fino al 2043 e della struttura finanziaria adottata, che riflette le caratteristiche distintive della Società per qualità ed efficienza del servizio reso, lo specifico Piano Industriale e degli investimenti correlati, nonché la durata residua della concessione idrica in essere».

11/05
Approvato il Budget 2021 di Lario Reti Holding

Previsti nuovi investimenti per oltre 32 milioni di Euro

L’Assemblea degli Azionisti di Lario Reti Holding ha approvato il budget per l’esercizio 2021. Il documento di previsione e pianificazione riguarda il sesto anno di attività di Lario Reti Holding come Gestore del Servizio Idrico Integrato sull’intera Provincia di Lecco e si inserisce in uno scenario nazionale ed internazionale ormai noto, quello pandemico, che ha caratterizzato l’attività aziendale nel 2020 e continuerà a farlo nel 2021.

Nonostante tale scenario continua la crescita degli investimenti – previsti 32 milioni, pari a circa 95 euro/abitante – a conferma del trend rilevato nel periodo 2016-2020, dove gli investimenti realizzati complessivamente sono stati superiori a 100 milioni di euro e destinati principalmente al rinnovo e ammodernamento delle infrastrutture idriche di acquedotto, fognatura e depurazione.

Le principali direttrici di intervento sono relative in particolar modo a sei opere, che impattano per il 66% del budget investimenti 2021 – commenta Lelio Cavallier, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Lario Reti Holding – In particolar modo prevediamo una spesa di 6,2 milioni di Euro per il raddoppio dell’Adduttrice Intercomunale Brianteo e di circa 8,5 milioni di Euro per il collettamento dei reflui di Oliveto Lario alla rete di Valmadrera.”

Tante le attività previste oltre i canonici interventi di aggiornamento e potenziamento degli impianti: “Contiamo di aumentare le attività di ammodernamento del parco contatori, raggiungendo quota 20.000 sostituzioni. Tali apparecchi saranno tutti consultabili da remoto, grazie ad una tecnologia detta drive-by, che prevede la telelettura mediante il passaggio di autovetture munite di sistema di rilevamento dei misuratori installati in zona e ricezione dei dati di lettura e degli allarmi – segnala Vincenzo Lombardo, Direttore Generale di Lario Reti Holding – Ci occuperemo anche di avviare le attività di ricerca e prevenzione delle perdite nei Comuni di Valmadrera, Airuno, Castello Brianza, Primaluna, Lierna, Nibionno, Pescate, Garlate e Lomagna, tramite diverse attività di gestione e monitoraggio delle pressioni, ottimizzazione dei sistemi di pompaggio e rinnovo delle reti. Grande importanza rivestiranno inoltre i piani fognari, tramite cui doteremo tutti i Comuni serviti di modelli geometrici-idraulici delle reti pubbliche, così da programmare i necessari interventi di rimedio e riabilitazione delle principali criticità presenti sulle reti fognarie, causa di esondazioni e allagamenti superficiali”

Per quanto riguarda i dati economici, i ricavi previsti da Lario Reti Holding per l’anno 2020 ammontano a 53 milioni di Euro e sono costituiti prevalentemente dal Servizio Idrico Integrato e dalla vendita di acqua all’ingrosso ai gestori delle Province di Como e Monza Brianza. A fronte dei costi previsti (41,5 milioni) si prevedono un EBITDA del 21,9% ed un EBIT del 4%. I previsti utili del Servizio Idrico Integrato, pari a 4,4 milioni di Euro, saranno reinvestiti nel potenziamento di impianti e reti nei prossimi anni.

“I risultati dei primi 5 anni di gestione del Servizio Idrico Integrato da parte di Lario Reti Holding sono testimonianza di una realtà solida e in grado di rispondere alle esigenze di investimento ed ammodernamento avanzate dal territorio – conclude Antonio Rusconi, Presidente del Comitato di Indirizzo e Controllo di Lario Reti Holding – Questi valori di investimento, 100 milioni di Euro con previsione di altri 32 nel 2021, sono stati possibili solamente grazie al contributo di tutti i cittadini e gli abitanti della nostra Provincia”.

10/05
BrianzAcque: l’assemblea dei soci approva il bilancio 2020 con risultati in ulteriore crescita

Nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione.  Boerci riconfermato Presidente e AD 

Monza, 6 maggio 2020 – L’assemblea dei soci di BrianzAcque, riunitasi nel tardo pomeriggio di oggi, ha approvato all’unanimità il bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2020. Nonostante l’emergenza sanitaria innescata dalla pandemia da Covid-19 tuttora in corso con impatti significativi sul tessuto economico e sociale, la società archivia un altro anno positivo,  dimostrando forte resilienza e continuando il percorso di crescita ininterrotta.

L’utile generato è di 5,8 milioni (4,7 milioni nel 2019) con oltre 102,7 mln di ricavi. Il valore della produzione tocca i 105,1 mln in aumento di 1,7 mln rispetto al consuntivo precedente. L’Edbitda è di 30 mln (+2.2%) e l’Ebit è di 8.8 mln.

Nel 2020 sono stati realizzati investimenti in infrastrutture pari a 38,5 mln: una riorganizzazione degli interventi post lockdown della primavera scorsa ha infatti permesso non solo di recuperare il gap dei mesi di sospensione e di rallentamento delle attività, ma addirittura di incrementare il volume degli investimenti del 1.9% sul 2019.

Con l’approvazione del consuntivo, la compagine societaria ha deliberato di destinare a riserva il risultato d’esercizio di 5.8 milioni di euro nell’intento di finanziare i futuri programmi d’investimento indirizzati a recepire le linee guida del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. 

L’assemblea dei soci ha quindi provveduto a nominare il Consiglio di Amministrazione che rimarrà in carica nel triennio 2021/2023. L’organo amministrativo del gestore del servizio idrico integrato per la Provincia di Monza e Brianza, sarà composto da Enrico Boerci, presidente e Amministratore Delegato;  Gilberto Celletti vice presidente e Alessia Galimberti, consigliere. Per Boerci, 50 anni, alla guida della società dal 2015, si tratta del terzo mandato consecutivo alla guida del gestore unico del Servizio Idrico Integrato nell’ambito della provincia di Monza e Brianza.

L’assise, svoltasi in presenza, nel rispetto delle normative anti Covid, presso l’Auditorium Ghezzi  della Provincia di Monza e della Brianza, ha designato i componenti del Collegio Sindacale: Massimiliano Balconi, Ivana Brivio,  Marco Lombardi; membri effettivi. Membri supplenti: Silvia Arosio e Andrea Busnelli.  

07/05
Economia circolare, la valorizzazione dei fanghi di depurazione al centro del tavolo di lavoro organizzato da Water Alliance e ANCI Lombardia

Durante il tavolo di lavoro online ‘’Fanghi, ricerca e agricoltura’’, istituzioni, gestori del servizio idrico e mondo della ricerca si sono confrontati sulle principali soluzioni per promuovere la sostenibilità del ciclo idrico, e sulla valorizzazione dei processi di depurazione da cui è possibile recuperare materia ed energia a vantaggio dell’ambiente e del territorio.

La valorizzazione dei prodotti derivanti dai processi di depurazione delle acque, un approccio sempre più circolare e sostenibile al servizio idrico integrato e l’impegno a costruire nuove sinergie tra gestori del servizio idrico, istituzioni e mondo della ricerca per promuovere l’innovazione. È quanto emerso dal tavolo di lavoro online intitolato ‘’Fanghi, Ricerca e Agricoltura’’, tenutosi mercoledì 5 maggio e organizzato da ANCI Lombardia e Water Alliance-Acque di Lombardia, la rete che riunisce tutte le imprese idriche pubbliche della Lombardia e che rappresenta il più grande agglomerato su scala nazionale.

L’iniziativa ha visto la partecipazione di importanti player del settore, tra cui Regione Lombardia, i Comuni di San Martino Siccomario, Lodi Vecchio e Monticelli Pavese, ERSAF, Arpa Lombardia, Coldiretti Lombardia, ANBI Lombardia, CNR, Ref Ricerche, Legambiente Lombardia, Consorzio italiano Compostatori, Energia Media, Università Politecnica delle Marche, Università degli studi di Brescia e il Politecnico di Milano, che si sono confrontati su tematiche cruciali relative all’economia circolare. In particolare, il tavolo si è incentrato sulle soluzioni più efficaci per valorizzare i fanghi di depurazione, sulla possibilità e sulle condizioni del loro riutilizzo in agricoltura e sulle tecnologie che possono garantire la sostenibilità dei processi di depurazione.

Nel corso del tavolo sono state presentate anche le attività di Water Alliance, che si sta impegnando per una gestione sempre più circolare dei fanghi prodotti dai propri depuratori affinché nulla venga sprecato. Il fango ottenuto dalla depurazione, del resto, è una preziosa risorsa da cui si possono ottenere diversi prodotti quali i fertilizzanti, lo zolfo, diversi chemicals e le sabbie. I fanghi, peraltro, possono essere una fonte formidabile per la produzione energetica di biogas e di biocarburanti. In questo processo è possibile valorizzare anche le acque reflue che possono essere utilizzate per fini agricoli e anche civili, con un evidente risparmio della risorsa idrica. Una chiusura effettiva del cerchio, in grado di efficientare e ottimizzare un processo decisivo come quello della depurazione.

«La gestione dei fanghi di depurazione può essere una preziosa occasione nell’ambito degli sviluppi dell’economia circolare, in cui i gestori del servizio idrico integrato giocheranno un ruolo cruciale, valorizzando quello che fino a pochi anni fa veniva ritenuto uno scarto da portare in discarica ­– ha commentato Stefano Bina, Direttore generale di Pavia Acque e coordinatore area strategica fanghi di Water Alliance. Riduzione e valorizzazione dei fanghi sono i due obiettivi della strategia di Water Alliance, che tramite i suoi progetti di sperimentazione si sta impegnando per innescare una dinamica virtuosa che porti benefici a tutta la filiera: cittadini, territori, enti locali e mondo dell’agricoltura. Il dialogo costruttivo avviato durante il tavolo di lavoro – ha concluso Bina – è il primo passo per costruire un progetto di lungo periodo che ci permetterà di trovare una soluzione stabile alla questione fanghi in Lombardia».

«La gestione dei fanghi di depurazione costituisce un test significativo dell’applicazione concreta dei concetti di sviluppo sostenibile ­– ha affermato Fabio Binelli, Coordinatore Dipartimento Servizi Pubblici Locali, Ambiente, Politiche Agricole e Green economy di ANCI Lombardia. Lo stimolo generato dall’insoddisfazione di molte comunità locali nei confronti di un generico smaltimento dei fanghi in agricoltura ha indotto le aziende del servizio idrico integrato lombardo a proseguire con ancora maggiore energia lungo un percorso virtuoso in cui le soluzioni tecnologicamente più avanzate vengono sperimentate, per restituire al settore agricolo un prodotto di qualità che sostenga le produzioni agricole senza danneggiare l’ambiente e le comunità locali. Sebbene il percorso sia complesso, il metodo del confronto con i diversi portatori di interesse garantisce di approcciare il tema in modo innovativo; l’auspicio è che il legislatore prenda spunto da queste iniziative per sostenere in termini normativi lo sforzo compiuto dalle aziende della rete di Water».

01/04
Dalla fusione di Tea Acque e AqA Mantova nasce AqA

Mantova, 31 Marzo 2021 - AqA da domani è il gestore del servizio idrico integrato in quaranta comuni della provincia e punto di riferimento per oltre trecentomila cittadini della provincia di Mantova. La Società del Gruppo Tea nasce dalla fusione di Tea Acque e AqA Mantova. La nuova realtà e il marchio saranno oggetto di una campagna informativa al via da domani sui mezzi di informazione.

La Società è stata presentata oggi alla stampa da Massimiliano Ghizzi, presidente del Gruppo Tea, Vinicio Fiorani e Giovanna Pesente, rispettivamente presidente e amministratore delegato di AqA.

“E’ un progetto che parte da lontano - spiega Massimiliano Ghizzi - in cui la fusione tra le due anime idriche di Tea ha l’obiettivo di ottimizzare l’organizzazione del servizio in sé, ma anche di compiere un lungo passo in avanti nella direzione del gestore unico provinciale, di cui AqA è società veicolo come definito dagli enti competenti”.
Il nuovo gestore servirà il 75% circa del territorio mantovano per i prossimi 16 anni.

“Innovazione e sostenibilità - sottolinea Vinicio Fiorani - sono i valori sui quali la nuova realtà fonda la costruzione del proprio futuro al servizio dell’acqua e che trovano concreta applicazione nelle linee di indirizzo del cospicuo piano di investimenti che, con il rinnovo della concessione, è stato raddoppiato e ammonta a 87 milioni di euro nel prossimo triennio, per superare i 300 milioni al 2037”.

“Si apre una fase nuova e stimolante per la vita della società - commenta Giovanna Pesente - in cui tutti noi che raccogliamo la straordinaria eredità che ci viene affidata da Tea Acque in particolare dovremo impegnarci per dar vita a un soggetto imprenditoriale dinamico, sensibile alle necessità del territorio e capace di sviluppare progetti innovativi per garantire una risorsa di altissima qualità, nel pieno rispetto dell’ambiente”.

“AqA è attualmente partecipata al 14,08% dal socio privato ADC, il medesimo che era in Tea Acque. Come è noto, l’obiettivo è di arrivare alla costituzione di un soggetto totalmente pubblico entro il 2025 - conclude Massimiliano Ghizzi -, ma ciò potrebbe verificarsi molto prima se l’altro gestore dell’Alto mantovano deciderà di farne parte”.

AqA gestirà il ciclo completo dell’acqua, dal prelievo alla depurazione, orientando la propria attività alla sostenibilità e all’innovazione.

Tutti i numeri di AqA

  • persone: 72
  • territorio gestito: 40 comuni
  • abitanti serviti: 305mila
  • depuratori n. 76
  • pozzi n. 66
  • potabilizzatori n. 17
  • rete acquedotto km 1.601
  • rete fognaria km 2.250
  • impianti sollevamento fognario: n.380
  • campioni d'acqua analizzati nel 2020: n. 12.222
  • punti di controllo sulla rete: n. 114
  • investimenti 2020/2023: 87 milioni di €
  • Investimenti 2020/2037: oltre 300 milioni di €
    Gli investimenti riguardano il completamento della rete acquedottistica nei comuni che ne sono ancora privi e al potenziamento del rifornimento idrico da falda, per tutti gli schemi acquedottistici in gestione. Sono previsti, inoltre, rilevanti interventi sulla rete fognaria e sui depuratori, per migliorare il trattamento, l’efficientamento energetico e il sistema di telecontrollo e di  automazione con il fine di razionalizzare il numero degli impianti
  • numero verde commerciale: 800 473165
  • pronto intervento: 800 268268
30/03
BrianzAcque, al via il primo bilancio di sostenibilità partecipato in Italia

La Brianza verso un futuro sempre più sostenibile: la Cabina di regia del progetto, che vede già oltre 50 organizzazioni coinvolte, ha definito oggi contenuti, modalità di lavoro e prossimi passi

Monza, 30 marzo 2020 - Un bilancio di sostenibilità partecipato del territorio della Brianza: questo l’ambizioso progetto lanciato nei mesi scorsi da BrianzAcque con l’appoggio della Provincia di Monza e Brianza, che ha visto oggi, con l’incontro della cabina di regia, la definizione dell’agenda dei lavori.

Un progetto, il primo in Italia, condiviso da molti attori del territorio: sono 57 ad oggi le realtà pubbliche e private che hanno deciso di partecipare all’iniziativa per mettere a sistema le buone pratiche di sostenibilità - sociali, ambientali ed economiche - esistenti, avviare una prima misurazione del contributo del Sistema Brianza per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU e realizzare il primo Bilancio partecipato territoriale. 

La Brianza punta quindi ad un progetto innovativo e collaborativo per rilanciare il territorio e coinvolgere la comunità verso un modello di sviluppo sostenibile. Un’esigenza ancora più sentita oggi per una ripartenza che guardi a un futuro dove tutti i soggetti del territorio sono coinvolti e possono portare il loro contributo. 

“Con la cabina di regia è ufficialmente partito il  percorso verso il primo bilancio di sostenibilità,  volto a promuovere e a rilanciare il modello Brianza come best practice - spiega Enrico Boerci, Presidente e AD BrianzAcque, gestore unico del servizio idrico integrato nell’ambito di Monza e Brianza -  Un progetto innovativo multi stakeholder che, sulla scia dell’esperienza di tre bilanci di sostenibilità aziendali,  abbiamo voluto allargare all’intero  territorio provinciale  quale contributo collettivo alla ripartenza post Covid. È ormai ben evidente che la ripresa non potrà  che avvenire nel  segno del green e dell’impegno economico e sociale. Oggi più che mai,  occorre guardare al futuro con occhi nuovi.  È una grande sfida, ma sono certo che tutti gli attori coinvolti collaboreranno in  una vera logica di sistema per orientare la crescita del territorio e la prosperità della comunità di Monza e Brianza verso un modello condiviso di sviluppo sostenibile”. 

La cabina di regia ha condiviso i prossimi passi per arrivare entro fine anno alla realizzazione di un documento che costituirà la base del Bilancio di sostenibilità partecipato territoriale: tra aprile e settembre verranno organizzati i tavoli di confronto con tutte le realtà aderenti per mappare e selezione le buone pratiche di sostenibilità collegate all’Agenda 2030 ONU e condividere un primo set di indicatori di misurazione.

Durante l’incontro sono intervenuti, oltre a Enrico Boerci, Presidente e AD di BrianzAcque, anche Gianni Bottalico Responsabile Rapporti con gli enti territoriali di ASviS, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, e Cristiana Rogate, presidente di Refe e responsabile scientifica del progetto.

Nei mesi scorsi, per sensibilizzare gli attori del territorio e preparare la cabina di regia, sono stati organizzati due workshop con comuni e associazioni con l’obiettivo di coinvolgerli già nella fase di progettazione. La costruzione di una governance responsabile e partecipata del territorio, in linea con l’Obiettivo 17 “Partnership per gli obiettivi” dell’Agenda 2030, è uno dei fattori distintivi e di successo di questa iniziativa e, in generale di percorsi di sostenibilità credibili ed efficaci.

Questo progetto, primo in Italia, si colloca in uno scenario complesso che vede un’evoluzione nel rapporto tra i diversi attori sociali, un processo che spesso parte dai territori dove la dimensione relazionale è più forte e il confronto tra istituzioni, imprese e Terzo Settore è facilitato dalla conoscenza e dalla fiducia reciproca.

Un’iniziativa che va verso la responsabilità sociale di territorio. Per raggiungere questo obiettivo è necessario che ogni soggetto rinunci alla logica unilaterale per avvicinarsi ad un modello che si ispira al valore condiviso, senza per questo abbandonare il proprio ruolo ma adottando un approccio nuovo che tiene conto delle esigenze degli altri attori sociali.

IL PROGETTO IN NUMERI

Gli attori della Cabina di regia coordinata da BrianzAcque:

  • Provincia di Monza e Brianza
  • ATO Monza e Brianza
  • Comune di Monza
  • Comune di Seregno
  • Comune di Lissone
  • Comune di Vimercate
  • Comune di Cesano Maderno
  • Comune di Besana Brianza
  • Comune di Seveso
  • Comune di Bernareggio
  • Università degli Studi Milano-Bicocca
  • Università San Raffaele
  • Assolombarda
  • Assimpredil ANCE
  • Camera di commercio Milano Monza Brianza Lodi
  • Confcommercio Milano Lodi Monza e Brianza
  • CGIL, CISL e UIL
  • Ordine degli ingegneri di Monza e Brianza
  • CSV di Monza e Brianza
  • Fondazione della Comunità di Monza e Brianza

Le amministrazioni comunali che partecipano al progetto:

  • Comune di Agrate Brianza
  • Comune di Arcore
  • Comune di Bellusco
  • Comune di Busnago
  • Comune di Caponago
  • Comune di Carnate
  • Comune di Concorezzo
  • Comune di Desio
  • Comune di Lazzate
  • Comune di Lesmo/Camparada – Unione Camparada
  • Comune di Limbiate
  • Comune di Macherio
  • Comune di Mezzago
  • Comune di Misinto
  • Comune di Triuggio
  • Comune di Verano Brianza
  • Comune di Villasanta

Le altre organizzazioni che hanno dato l’adesione al progetto:

  • Agenzia Innova 21
  • Amici Storia della Brianza
  • ASD Polisportiva Veranese - BASKET SEREGNO A.S.D.
  • AUSER Monza e Brianza
  • CNR IRSA - Brugherio
  • Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi
  • Cooperativa Sociale il Visconte di Mezzago
  • Croce Rossa Italiana
  • Ecosviluppo Cooperativa Sociale Onlus
  • Fondazione Civica Scuola di Musica e Danza - Polo delle Arti
  • Fondazione Forense di Monza /More...please! Foundation
  • Fondazione Piseri
  • Il Veliero
  • Legambiente
  • Musicamorfosi
  • Polisportiva Veranese
  • Social Time Onlus - Il Salto ADS
  • Sport Club Mobili Lissone
22/03
Water Alliance e La Sapienza creano la prima ‘’carta d’identità’’ delle acque lombarde, che ne conferma la bontà, la qualità e la sicurezza

Water Alliance celebra la giornata mondiale dell’acqua con la ‘’carta d’identità’’ delle acque lombarde, basata sui dati di uno studio realizzato dai tredici gestori del servizio idrico lombardo e dall’Università La Sapienza

Un’acqua del rubinetto buona, sicura e di ottima qualità che ha origine alpina. È questa una delle tante evidenze emerse dallo screening isotopico condotto a partire dal 2017 dalle tredici società di Water Alliance, il più grande agglomerato di imprese idriche su scala nazionale, e dall’università La Sapienza di Roma. La ricerca, grazie a metodi e tecniche all’avanguardia che hanno consentito di analizzare le molecole dell’acqua per risalire alla loro origine ed età, ha garantito una mappatura delle falde idriche della nostra regione.

Gli ottimi risultati ci permettono di celebrare con orgoglio, ma anche con la consapevolezza del suo valore, la giornata mondiale dell’acqua che ricorre oggi, lunedì 22 marzo. Una giornata particolarmente significativa per i gestori del servizio idrico integrato lombardo, che si impegnano ogni giorno a fornire ai più di 8 milioni di cittadini lombardi un’acqua buona, sicura e controllata e che promuovono la tutela di una risorsa cruciale per il pianeta.

Ed è proprio l’acqua lombarda il focus dello studio, basato su un’analisi chimico-fisica di 200 campioni d’acqua prelevati da pozzi sparsi per tutta la Lombardia, che ha confermato come l’acqua delle falde analizzate non solo è sicura ma è anche di qualità, perché proveniente dall’arco alpino e ricca dei minerali che raccoglie nel suo percorso nelle ghiaie e nelle rocce ed è sicura perché separata dalle acque superficiali che subiscono gli effetti dell’inquinamento derivante dall’azione antropica.  Inoltre, il percorso che compie dalla fonte alla destinazione è quasi secolare, dato che, sempre secondo la ricerca, la nostra acqua ha più di sessant’anni e deriva dagli scioglimenti dei ghiacciai e della neve dell’arco alpino.

Alla luce di questo studio è stato possibile definire una sorta di ‘’carta d’identità’’ dell’acqua lombarda che ne descrive provenienza, età e qualità:

  1. Le acque lombarde di falda sono omogenee per provenienza perché si tratta di acque disciolte dai ghiacciai o dalle nevi dell’arco alpino. Dunque, questa acqua non ha alcuna “parentela” con l’acqua delle piogge locali e quella dei corsi d’acqua superficiali;

  2. La stragrande maggioranza delle risorse idriche sotterranee deriva da aree alpine o perlomeno da fascia pedemontana/prealpina.

  3. Quest’acqua non solo è protetta ma conserva nel tempo le sue caratteristiche e i minerali che la compongono. La separazione delle acque superficiali da quelle più profonde nelle falde e gli strati sovrapposti di terreno impermeabile ne garantiscono la protezione dagli agenti inquinanti durante tutto il suo percorso.

  4. Tutte le acque analizzate hanno un’età per lo più maggiore di 50-60 anni


La ‘’carta d’identità’’ dell’acqua lombarda conferma quindi la salubrità e la qualità dell’acqua che beviamo ogni giorno. L’impegno di Water Alliance è quello di proteggerla quotidianamente con azioni di sensibilizzazione e processi di valorizzazione, alla luce del cambiamento climatico che minaccia quello che è a tutti gli effetti il nostro oro blu.

16/03
“Seveso Stream”, più sicurezza e più salute per un fiume patrimonio della Lombardia

Regione Lombardia, Fondazione Lombardia per l’Ambiente, AIPo, BrianzAcque, Gruppo CAP e Como Acqua alleati per restituire ai cittadini un fiume da vivere e godere in sicurezza: parte il censimento degli scarichi grazie all’innovativo utilizzo dei droni

Usare in modo innovativo la tecnologia dei droni per mettere in sicurezza l’ambiente e la salute: nell’arco del 2021 il progetto Seveso Stream andrà a censire gli “scarichi” lungo il fiume Seveso attraverso le province di Milano, Monza e Brianza e Como, in modo tale da creare un database geo-referenziato degli scarichi, e fornire così alle Amministrazioni locali e regionale un utile strumento di consultazione da cui muovere poi con scelte e decisioni operative. A presentare il progetto oggi a Palazzo Pirelli i protagonisti di una originale “alleanza” per il Seveso, una squadra che vede collaborare istituzioni e aziende su diversi livelli: Regione Lombardia, Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPo) e Fondazione Lombardia per l’Ambiente – promotori dell’accordo che ha avviato il progetto – insieme a BrianzAcque, Gruppo CAP e Como Acqua, presenti e attivi per il servizio idrico sui territori di Monza e Brianza, Milano e Como.

Introducendo i contenuti del progetto, l’Assessore al Territorio e Protezione Civile di Regione Lombardia, Pietro Foroni, è partito proprio dal connubio tra tecnologia, sicurezza e salute: «Più volte la tecnologia ha dato il suo contributo a a migliorare la qualità dell’ambiente e della vita delle persone. Quello fluviale, un ecosistema fondamentale per la nostra sopravvivenza, troppo spesso messo in discussione dalle molteplici forme di inquinamento che lo caratterizzano. Con questo progetto, grazie all'utilizzo dei droni si è potuto andare a 'caccia' degli scarichi inquinanti fotografando dall’alto la situazione nei diversi punti del corso d'acqua. Seveso Stream ci rimanda al concetto di flusso d'acqua che, una volta monitorato, restituisce un insieme di dati ed elementi importanti per valutare lo stato delle acque. Un progetto importante Seveso Stream, che ha visto coinvolti numerosi attori, impegnati nella salvaguardia, nella tutela e nel recupero ambientale e paesaggistico dei corsi d'acqua della Lombardia. Normalmente, il censimento degli scarichi viene compiuto attraverso sopralluoghi sugli alvei. Attività difficoltose, che comportano impiego di risorse, tempo e energie piuttosto elevato, senza contare l’impossibilità di raggiungere tutte le aree. Con Seveso Stream l’impiego del drone permette di raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili, individuando gli scarichi nei tratti monitorati; dati e informazioni che potranno così essere condivisi con chi è quotidianamente impegnato nella salvaguardia dell'ambiente e della salubrità dei corsi d'acqua».

«Stiamo realizzando – ha sottolineato il Direttore di Fondazione Lombardia per l’Ambiente, Fabrizio Piccarolo – un modello di integrazione operativa, tra soggetti e aziende diverse, finalizzato ad un intervento  a vantaggio di ambiente, sicurezza e salute dei cittadini. È un modello che non a caso nasce qui in Lombardia, e che mette in luce la qualità dei soggetti che partecipano come anche la Regione, player di innovazione e sensibilità ambientale in un momento in cui c’è grande attenzione alla relazione tra ambiente, sicurezza e salute. A questa visione Fondazione Lombardia per l’Ambiente offre volentieri le proprie competenze e professionalità, per supportare e facilitare le scelte di policymaking delle Istituzioni.

Il modello che nasce da questa collaborazione siamo certi possa costituire un riferimento prezioso da applicare anche su altre aste di fiumi in Lombardia». «La condizione dei fiumi va ormai affrontata in modo interdisciplinare e coniugando l'obiettivo della sicurezza idraulica, che ci compete direttamente, con quello della qualità delle acque e della tutela ambientale» – ha spiegato Luigi Mille, Direttore di AIPo. «È per questo motivo che, su incarico di Regione Lombardia, che ha individuato l'Agenzia quale ente attuatore, siamo impegnati attivamente per la riuscita del progetto e abbiamo messo in atto una virtuosa collaborazione con un ente strumentale regionale (FLA) ed i gestori delle risorse idriche che operano sul territorio del Seveso».

«Oggi più che mai – ha fatto notare Enrico Boerci, Presidente e AD BrianzAcque – i gestori del servizio idrico integrato rivestono un ruolo chiave per la ripartenza e sono chiamati a far rete per attuare soluzioni capaci di intervenire in maniera risolutiva per migliorare la qualità del patrimonio idrico. Siamo orgogliosi che un metodo d’indagine innovativo, studiato e avviato da BrianzAcque con l’applicazione di tecnologie trasversali, sia diventato il canale per una collaborazione istituzionale estesa a più attori e in grado di fare la differenza a beneficio dell’ecosistema fluviale, dell’ambiente e della comunità lombarda».

«Questo progetto – ha spiegato Cornelia Di Finizio, dell’Ufficio Progettazione Innovativa di BrianzAcque, illustrando lo svolgimento operativo di Seveso Stream – integra un modello di Open Innovation a 360 gradi, a partire dagli Enti coinvolti, che si aprono al reciproco scambio, passando per l’impiego creativo di una nuova tecnologia, nell’obiettivo comune di individuare percorsi diversi da quelli tradizionali. Si svela così il nuovo paradigma, quello dell’Innovazione Aperta, che germoglia attraverso lo sharing, la permeabilità e la convergenza delle persone, ancor prima che delle tecnologie».

«Il Seveso rappresenta un patrimonio idrico e ambientale che ci riguarda tutti. Proprio come l’acqua, attraversa i confini amministrativi e ci mette di fronte alla necessità di fare rete, condividendo competenze e risorse fra gestori ed enti, e facendo della sinergia la nostra arma migliore per la tutela del territorio» – sottolinea Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP. «Seveso Stream nasce da una visione strategica comune che fa rotta sul binomio “innovazione tecnologica e sviluppo del territorio”, secondo una logica focalizzata sull’impatto ambientale. Un approccio che nel nostro Piano di Sostenibilità abbiamo definito con i pilastri strategici “Resilienti e Innovatori”, disegnando un futuro in cui tecnologia e sostenibilità saranno gli strumenti più importanti per affrontare non solo le sfide dei cambiamenti climatici, ma anche le trasformazioni sociali ed economiche in atto».

«L'acqua è un bene comune – ha ribadito Enrico Pezzoli, Presidente e AD di Como Acqua – così come la sua tutela è un impegno collettivo: non ci sono confini che possano quindi sottrarci alla responsabilità, in quanto custodi della risorsa idrica. Il Seveso in questo senso, scorrendo su tre territori molto diversi tra loro, ha offerto l’occasione per un progetto di sinergie nel quale mettere in campo competenze, know-how e professionalità differenti. Questa collaborazione sarà, a mio parere, foriera di grandi risultati, primo tra tutti conciliare l’uso della tecnologia umana (nella fattispecie i droni) con la difesa dell’ambiente»

Chiudendo la presentazione il Presidente della VI Commissione Ambiente e Protezione Civile del Consiglio regionale della Lombardia, Riccardo Pase, ha evidenziato come il progetto presentato sia «in linea con la mia risoluzione che stiamo portando avanti nella commissione che presiedo, e oggi testimonia ancora una volta il forte impegno di Regione Lombardia nella volontà di migliorare la qualità delle acque dei nostri fiumi. L'Unione Europea ha più volte richiamato la Lombardia per la scarsa qualità delle acque dei nostri fiumi, con le azioni che stiamo mettendo in campo siamo certi di poter presto restituire ai nostri cittadini un territorio migliore. Il Progetto di mappatura degli scarichi lungo l'asta del fiume Seveso e negli altri fiumi Lombardi, sarà fondamentale per risolvere le criticità legate sia ai problemi qualitativi delle acque sia ai problemi quantitativi legati alle esondazioni».