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23/03
Giornata Mondiale dell’Acqua 2023, Padania Acque festeggia con le giovani generazioni per un futuro sostenibile

Il gestore unico dell’idrico cremonese, in occasione dell’importante ricorrenza dedicata all’acqua, annuncia i vincitori del concorso scolastico “Storie d’acqua e sviluppo sostenibile” a cui hanno partecipato 22 classi e oltre 400 tra bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie della provincia di Cremona

La Giornata Mondiale dell’Acqua 2023 è all’insegna dei giovani e della sostenibilità. Nel giorno internazionale della “festa dell’acqua” Padania Acque guarda al futuro della preziosa risorsa idrica e lo fa con l’occhio attento e sensibile dei bambini. Il gestore unico dell’idrico cremonese annuncia proprio in occasione di questa importante ricorrenza i vincitori del concorso scolastico “Storie d’acqua e sviluppo sostenibile”, un progetto educativo che ha coinvolto oltre 400 alunni e 22 classi delle scuole elementari e medie della provincia di Cremona.

IL CONTEST “STORIE DI ACQUA E SVILUPPO SOSTENIBILE” - Gli studenti sono stati chiamati a realizzare un collage artistico-creativo con materiali da riuso mediante per proporre un suggerimento o un impegno di azioni in linea con uno a scelta tra i seguenti Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite: n. 6 Acqua pulita e servizi igienico-sanitari (Promuovere l’accesso universale ed equo all’acqua potabile; migliorare la qualità dell’acqua, consumare l’acqua in modo più efficiente e promuovere il suo riutilizzo); n. 12 Consumo e produzione responsabile (Conoscere i corretti comportamenti che fanno bene all’ambiente, ridurre l’impronta idrica ovvero l’acqua dolce utilizzata in ambito industriale); n. 14 Rispettare e tutelare la vita sott’acqua (Proteggere e risanare gli ecosistemi legati all’acqua, ridurre l’inquinamento da plastica e rifiuti dei mari e dei corsi d’acqua).

LA GIURIA DEL CONCORSO – La qualificata e competente commissione del concorso composta dai professionisti del settore idrico di Padania Acque: Cristian Chizzoli, Alessandro Lanfranchi e Stefano Ottolini, rispettivamente Presidente, Amministratore Delegato e Direttore Generale, Paolo Vicentini, responsabile della funzione Qualità, Sostenibilità, Sicurezza e Ambiente e Matilde Biolchi, responsabile HACCP e Autocontrollo di Padania Acque insieme ai professionisti dell’informazione Paolo Gualandris, direttore del quotidiano La Provincia di Cremona e Nicola Arrigoni, giornalista de La Provincia di Cremona; Simone Arrighi, giornalista di Cremona1 e Filippo Gilardi, giornalista e coordinatore Redazionale di TeleRadio Cremona Cittanova.

I giurati hanno decretato i vincitori del concorso, individuando tra tutti gli elaborati quelli artisticamente più pregevoli e coerenti ai temi assegnati:

La terra è in pericolo e l’acqua è una preziosa fonte di vita per tutto il pianeta, Classe 1 A scuola elementare I.C. “G.B Puerari” di Sospiro

Fai tornare il blu, Classe 4 A scuola elementare di Vailate I.C. di Trescore Cremasco.

Al mare inquinato diciamo no! Classe 2 A della scuola elementare I.C. “G.B Puerari” di Sospiro.  

Mi puoi aiutare? Classe 2 A scuola media di Levata di Grontardo I.C. “Ugo Foscolo” di Vescovato

La vita può ancora vivere? Classe 2 B della scuola media di Levata di Grontardo I.C. “Ugo Foscolo” di Vescovato

La giuria ha inoltre deciso di assegnare un premio speciale (fuori concorso) ai tre collage realizzati dai bambini della scuola materna di Ostiano premiando l’impegno dei più piccoli e il loro interesse per la salvaguardia dell’acqua di rete e dell’ambiente.

I PREMI - Ogni alunno iscritto al contest ha già ricevuto la nuova borraccia Goccia di Padania Acque e le classi vincitrici riceveranno cadauna un buono spesa per l’acquisto di materiale didattico.

09/03
SECONDA MISSIONE PER L’ELICOTTERO CHE CERCA NUOVE FALDE ACQUIFERE NEL BRESCIANO

Indagare il sottosuolo da un elicottero: uno studio unico per la vastità dell’area oggetto della ricerca, di cui è in corso la seconda fase. L’emergenza siccità che preoccupa fin d’ora la nostra provincia, e appare ancor più critica in vista dell’estate, si combatte infatti anche cercando di individuare nuove falde acquifere, grazie alla tecnologia e a studi innovativi. Questo l’obiettivo che ha visto già nel 2021 l’Ufficio d’Ambito di Brescia firmare una convenzione con i gestori A2A Ciclo Idrico e Acque Bresciane, per collaborare a un progetto che porterà a conoscere il sottosuolo bresciano, dal punto di vista geologico, come mai prima.


Rinnovata nel luglio 2022, la convenzione vede in questi giorni l’attuazione della seconda indagine aerea, che interesserà l’intera pianura bresciana, la Franciacorta e la Valle Sabbia. La prima indagine aveva riguardato la macroarea della Valle del Chiese e della Valtenesi, sempre con gli stessi attori.
L’idea di partire dal cielo per sondare le profondità nasce dal progetto di ricerca «Sviluppo di un modello idrologico per la valutazione dei flussi e deflussi modificati in risposta a scenari di cambiamento climatico». Grazie alla tecnologia messa a punto da un’azienda danese (Skytem), un elicottero trasporta una struttura di 20 metri x 30, una sorta di “antenna” che invia un segnale in grado di arrivare a 350 metri sottoterra e di ricevere il segnale corrispondente.


Il segnale consiste in un campo elettromagnetico (senza alcun rischio per la salute umana e per la fauna) la cui variazione nel tempo produce nel sottosuolo delle correnti elettriche a cui è associato un campo magnetico secondario che viene rilevato dallo strumento durante il volo. In sostanza è come se venissero realizzati sondaggi elettromagnetici a terra, con un passo di 20-25 metri. Ogni giorno l’elicottero percorre in media circa 150 km. Alla fine di questa seconda missione, saranno acquisiti dati su oltre 15.750 km lineari, per una superficie di quasi 1.800 km2 che comprende pianura e aree montane. Per ottenere dei dati non condizionati da strutture artificiali, l’elicottero non volerà sui centri abitati.
Già la prima indagine nel 2021 aveva permesso di acquisire un prezioso patrimonio di dati, ora si punta a mappare l’intera pianura, ottenendo un lavoro senza precedenti in Italia per la mole di dati acquisiti. Sarà un gruppo di esperti, nominati per l’occasione, a interpretare e processare le informazioni, per fornire un modello idrogeologico del sottosuolo bresciano. Fra gli obiettivi spicca quello di individuare falde o bacini sotterranei non ancora utilizzati per scopi idropotabili. Possibili risorse idriche tanto più preziose quanto più sta diventando tangibile l’effetto dei cambiamenti climatici anche nei nostri territori. Un secondo risvolto positivo è quello di simulare il comportamento idrodinamico delle falde nelle diverse zone del territorio.


La missione è iniziata a marzo e durerà circa tre mesi, cominciando dalla Bassa Bresciana e spostandosi via via sui territori a ridosso del raccordo con le Prealpi e dei laghi, fino alle aree montane più settentrionali. Da affrontare anche una sfida logistica, visto che a differenza del 2021 l’area d’indagine più vasta richiederà 5 campi base, uno per ciascuna delle aree interessate: Franciacorta, pianura occidentale, sudoccidentale e orientale e infine la Val Sabbia, che svolgerà il ruolo di progetto pilota per le aree montuose. Il gruppo di lavoro, con un percorso da ovest a est, verrà ospitato sui terreni messi a disposizione da privati e da enti locali, ma anche dai campi volo già presenti sul territorio.
Una volta ultimato lo studio, verranno concertate con gli enti competenti eventuali azioni a tutela del suolo e delle risorse idriche. Le informazioni verranno anche messe a disposizione della collettività. Il focus principale del lavoro, infatti, è sviluppare una base dati di informazioni digitali utili a salvaguardare acque sotterranee e sorgive. E questo può avvenire solo fornendo ai professionisti e agli enti coinvolti elementi per efficientare il sistema idraulico e garantire nuove risorse idriche alle generazioni future.
Informazioni più dettagliate sui risultati ottenuti saranno comunicati nel proseguo del lavoro.

In sintesi:

  • 3 attori coinvolti
  • 2 missioni
  • -350 m la profondità massima del segnale
  • 150 km percorsi in volo al giorno
  • 15.750 km nella missione 2023 (11.682 in pianura e 4.068 in montagna)
  • 1.795 km quadrati nella missione 2023 (1.400 in pianura e 395 in montagna)
  • 5 aree indagate nel 2023
  • 5 campi base
24/02
Approvato il budget 2023 di Lario Reti Holding

Previsti nuovi investimenti per oltre 36,5 milioni di Euro

L’Assemblea degli Azionisti di Lario Reti Holding ha approvato il budget per l’esercizio 2023. Il documento di previsione e pianificazione riguarda l’ottavo anno di attività di Lario Reti Holding come Gestore del Servizio Idrico Integrato sull’intera Provincia di Lecco.

Continua la crescita degli investimenti – previsti in 36,5 milioni, pari a circa 110 euro/abitante – a conferma del trend rilevato nel periodo 2016-2022, dove gli investimenti realizzati complessivamente sono stati superiori a 150 milioni di euro e destinati principalmente al rinnovo e ammodernamento delle infrastrutture idriche di acquedotto, fognatura e depurazione. Nel 2023 è previsto un totale di circa 12 milioni di euro di opere finanziate a fondo perduto, incluso il montante derivante dal PNRR per la ricerca e riduzione delle perdite.

“Il 2023, dopo il 2022, sarà un altro anno particolare per noi – commenta Lelio Cavallier, Presidente di Lario Reti Holding – Nonostante il clima di incertezza generale continueremo ad investire, sfruttando appieno i finanziamenti concessi da diversi Enti locali, nazionali e sovranazionali: ben 18 dei 25 principali interventi di questo anno godono in parte o in toto di contributi a fondo perduto. Si tratta in tutti i casi di lavori importanti, che non possono attendere e che, se completati in ritardo rispetto ai piani, rischiano di perdere proprio quella parte finanziata che diviene oggi ancora più importante per non gravare sulle spalle dei cittadini”.

Le principali direttrici di intervento del 2023 riguardano l’ammodernamento del depuratore di Mandello del Lario (3,1 milioni di Euro); l’adeguamento del collettore fognario intercomunale di Oggiono (1,5 milioni); il completamento della seconda linea dell’Acquedotto Intercomunale Brianteo (1,2 milioni); la dismissione di alcuni impianti di depurazione minori quali Dorio e Tremenico (2,4 milioni), nonché la conclusione dell’ammodernamento del depuratore di Colico Monteggiolo (1,2 milioni).

Tante le attività previste oltre ai canonici interventi di aggiornamento e potenziamento degli impianti: “Continuerà il progetto di sostituzione parco contatori con l’installazione di modelli smart che consentono la telelettura: contiamo di arrivare ad aggiornarne 14.000, anche su impulso del PNRR – segnala Vincenzo Lombardo, Direttore Generale di Lario Reti Holding – Sempre grazie al PNRR verrà notevolmente incrementato il budget per il piano di ricerca perdite sulle reti di acquedotto, nell’ottica di miglioramento costante necessario anche per far fronte ad un’emergenza siccità che diventa sempre più pressante.”

L’incertezza data dai costi energetici ancora fluttuanti, oltre allo scenario macroeconomico compromesso a causa di fenomeni inflattivi o recessivi, all’incremento del costo del denaro e delle materie prime condizionano i risultati economici previsti ed è per questo che saranno perseguite forti politiche di efficientamento energetico, includendo anche l’installazione di pannelli fotovoltaici sulle sedi e gli impianti del Servizio Idrico.

“Siamo coscienti delle difficoltà che i cittadini stanno affrontando in questo periodo – conclude Cavallier - per questo motivo i Comuni Soci di Lario Reti Holding hanno confermato anche per il 2023 il Bonus Idrico Straordinario, che consentirà alle fasce più deboli della popolazione di ottenere un’ulteriore riduzione della bolletta, oltre a quelle già previste dalla normativa con i Bonus Idrici Nazionali e Locali.

20/02
Ufficio d’Ambito della Provincia di Cremona e Padania Acque: dal PNRR 3,5 milioni di euro per la realizzazione del comparto di essiccamento dei fanghi presso il depuratore di Cremona

L’Ufficio d’Ambito della Provincia di Cremona, ente di pianificazione, regolazione e controllo del Servizio Idrico Integrato locale, è risultato beneficiario di un importante finanziamento dall’Unione europea – Next Generation EU di circa 3,5 milioni di euro concesso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica mediante il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Grazie al contributo assegnato Padania Acque, in qualità di gestore unico dell’idrico cremonese, potrà realizzare un innovativo impianto di essiccamento di fanghi di depurazione con lo scopo di ridurne la quantità prodotta tramite un trattamento termico a bassa temperatura.

Nel corso della conferenza stampa che si è svolta stamattina nella Sala della Consulta del Palazzo comunale di Cremona, il Presidente dell’ATO di Cremona Stefano Belli Franzini e il Direttore Damiano Scaravaggi, il Presidente di Padania Acque Cristian Chizzoli, l’Amministratore delegato Alessandro Lanfranchi e il Direttore generale Stefano Ottolini, insieme al Sindaco del Comune di Cremona Gianluca Galimberti, hanno presentato il progetto che prevede l’inizio dei lavori nell’anno in corso e la messa in funzione dell’opera entro la fine del 2024.

DESCRIZIONE DEL PROGETTO

L’ottimizzazione della linea di trattamento dei fanghi del depuratore, attraverso la realizzazione di 5 nuovi essiccatori con capacità di trattamento pari a 5mila tonnellate all’anno e l’installazione di una seconda centrifuga per la disidratazione dei fanghi provenienti dal comparto di digestione anaerobica, comporterà una significativa diminuzione del rifiuto sia in peso che in volume.

La tecnologia di essiccamento dei fanghi scelta nell’ambito del progetto si basa sull’impiego della pompa di calore (facendo così ricorso soltanto al consumo di energia elettrica e non di gas naturale) allo scopo di togliere l’acqua in eccesso dai fanghi, riducendo la componente umida del prodotto da circa il 75% attuale al 20-25% in regime di funzionamento dell’impianto.

«Il nuovo impianto – spiega il Direttore tecnico di Padania Acque Giovanni Sala - viene realizzato coerentemente alle politiche e agli indirizzi normativi comunitari e nazionali in ottica di economia circolare, che prediligono la riduzione della produzione dei rifiuti ancor prima dell’efficientamento dei sistemi di riciclo/recupero. Il nuovo comparto permetterà infatti significativi benefici in termini di sostenibilità: la riduzione della produzione di fanghi, l’efficientamento del costo di gestione e di smaltimento, la riduzione dell’impatto ambientale. Nel 2022 Padania Acque ha smaltito 4.550 tonnellate di fanghi trasportate da ben 250 TIR e con un costo di 800mila euro. L’obiettivo futuro è di abbattere la produzione dei fanghi fino a 1.500 tonnellate all’anno da smaltire con un conseguente risparmio economico e di trasporto su gomma riducendo così le emissioni di anidride carbonica. La tecnologia di essiccamento fanghi scelta nel progetto prevede inoltre una totale assenza di emissioni in atmosfera in quanto la parte evaporata dal processo verrà sottoposta a condensazione e quindi inviata in testa al depuratore per le successive fasi di trattamento».

La realizzazione del nuovo comparto presso il depuratore di Cremona, inserita nel Piano d’Ambito 2020-2023, rientra inoltre nel piano di sviluppo sostenibile ed energetico “Cremona 20/30” promosso dal Comune di Cremona e che, oltre a Padania Acque, coinvolge anche il Gruppo A2A e AEM Cremona nello sviluppo di un sistema integrato di economia circolare e di rigenerazione ambientale ed energetica.

Il Sindaco di Cremona Gianluca Galimberti ha commentato l’importante risultato raggiunto. «Un primo punto chiave: Padania è una bellissima realtà di azienda pubblica efficientissima, che sta facendo investimenti strategici sul territorio a tutela del bene infinito dell’acqua e questo ulteriore bando vinto ne rappresenta un’ulteriore dimostrazione. Il secondo punto è che il sistema territoriale di Cremona sta davvero affrontando il tema dell’ambiente e dell’aria in modo molto serio e lungimirante. Anche l’investimento sull’essiccamento dei fanghi aiuta le aziende, l’ambiente e la qualità dell’aria, tenendo insieme transizione ecologica ed economica. Ed ecco il terzo punto: siamo dentro il progetto ampio di Cremona 20/30, perché, Padania, A2A, Comune, Aem e altre realtà territoriali, tutte insieme, stiamo davvero attuando la transizione ecologica e la stiamo facendo per il bene di Cremona e dei suoi cittadini».

Soddisfazione è stata espressa anche da Stefano Belli Franzini, Presidente dell’ATO di Cremona e sindaco di Gussola. «L’importante finanziamento a fondo perduto ottenuto per la realizzazione del nuovissimo impianto permette in primo luogo di sottolineare l’intuizione di Padania Acque e dell’Ufficio d’Ambito di sondare la possibilità di uscire dalla “comfort zone” del servizio idrico integrato – core business di entrambi gli enti – per provare invece a mettere in gioco le proprie competenze su una linea di finanziamento che il PNRR riserva alla gestione dei rifiuti. Ancora una volta ha ben funzionato quello che, in tema di servizio idrico, i Sindaci ormai conoscono come “Sistema Cremona”: una concreta e proficua collaborazione fra l’ente di regolazione provinciale e la società che gestisce il servizio. Una sinergia non scontata che, già in passato, ha permesso di ottenere finanziamenti di livello decisamente superiore a quello di altre province lombarde. L’elenco dei progetti a livello nazionale che, pur validi, non hanno ottenuto questo finanziamento è lunghissima e questo è ulteriore motivo di orgoglio per l’obiettivo conseguito. Il nuovo impianto di essiccamento dei fanghi è un’opera pubblica realmente concepita a tutela dell’ambiente perché ridurrà drasticamente l’impatto ambientale dei residui del processo di depurazione, seppure a Cremona sono ampiamente sotto controllo e con parametri qualitativi ottimi, e perché, tramite una serie di parametri tecnici e vincoli molto precisi, il nuovo comparto attua con decisione il cosiddetto DNSH (Do Not Significant Harm), ovvero il principio di non arrecare un danno significativo all’ambiente sin negli aspetti più di dettaglio della cantierizzazione dei lavori».

Il finanziamento concesso a valere sul PNRR è relativo alla MISSIONE 2“Rivoluzione verde e transizione ecologica”, COMPONENTE 1“Economia circolare e agricoltura sostenibile”, INVESTIMENTO 1.1“Realizzazione nuovi impianti di gestione rifiuti e ammodernamento di impianti esistenti”.

09/02
Padania Acque ospite all’evento mondiale Industry Leadership Forum negli USA

Padania Acque, dopo essere stata classificata da ARERA come migliore operatore in Italia per la qualità tecnica, è volata oltreoceano ospite dei lavori del 27esimo forum annuale dell’Industria. L’evento è stato organizzato dal 6 al 9 febbraio a Orlando in Florida da ARC Advisory group, azienda fondata nel 1986 e principale società nel settore della consulenza e ricerca tecnologica per l'industria, l'energia, le infrastrutture e le città. Gli analisti e i professionisti di ARC operano in tutto il mondo a servizio di colossi del calibro di Oracle, Microsoft, Nestlé, Siemens e IBM.

Il Direttore generale Stefano Ottolini è intervenuto l’8 febbraio presso il Renaissance Orlando Hotel in qualità di speaker della sessione del forum “Resilienza operativa: una componente critica della trasformazione digitale e della sostenibilità” moderato da Craig Resnick, vicepresidente ARC. Nella sua relazione ha presentato le tecnologie avanzate di telecontrollo, i sistemi di automazione degli impianti e le tecnologie IoT, il modello gestionale e tecnico- operativo degli impianti idrici e i relativi processi tecnologici del Servizio Idrico Integrato.

«La resilienza operativa – ha spiegato il Direttore generale Stefano Ottolini - è un aspetto molto importante anche per il settore idrico, soprattutto in questo momento storico caratterizzato da gravi cambiamenti climatici. Tecnologie, sistemi innovativi e integrati sono ottimi alleati per una gestione efficace ed efficiente delle reti e degli impianti, con una conseguente riduzione delle perdite idriche e della loro tempestiva gestione».

Padania Acque ha avviato un processo di digitalizzazione che in tempi brevi porterà alla completa funzionalità del sistema SCADA, che integrato al telecontrollo, consente di monitorare da remoto gli impianti e le reti idriche, permette di raccogliere e registrare dati sulle attività e di prevenire guasti ed eventuali malfunzionamenti.

È in fase di completamento la realizzazione di una infrastruttura innovativa nella gestione dei centri di comando, controllo e comunicazione dei dati, per migliorare ulteriormente la qualità dell’acqua distribuita e l’efficienza del servizio. Incrementare l’efficienza e la resilienza degli impianti e delle reti idriche significa, infatti, aumentare la capacità di superamento dei rischi aziendali e di sviluppare azioni di sostenibilità ambientale, economica e sociale a beneficio del territorio e dei cittadini.

Padania Acque ha portato la propria esperienza in termini di efficienza, qualità, resilienza e sostenibilità, davanti a una platea internazionale, confrontandosi con l’alta dirigenza di alcune delle più grandi industrie del mondo. Insieme a Stefano Ottolini, da oltre 15 anni nel settore delle utility e specializzato nella costruzione di piani di sviluppo strategico e operazioni di finanza aziendale, sono intervenuti Jan De Nijs, leader del team di trasformazione digitale di Lockheed Martin, Jean Paul Moniz, coordinatore dei servizi tecnici di Cameco, la più grande società di uranio quotata in borsa al mondo, e Pat Sullivan, direttore della tecnologia operativa di American Water.

«otata in borsa al mondo, e Pat Sullivan, direttore della tecnologia operativa di American Water.

03/02
Acque Bresciane è l’azienda italiana più attenta al clima

Per il secondo anno consecutivo, Corriere della Sera, Pianeta 2030 e Statista – azienda specializzata in ricerche di mercato ranking e analisi di dati aziendali – hanno realizzato la lista delle “Aziende più attente al clima”, l’elenco delle 130 imprese italiane che hanno ridotto maggiormente il rapporto tra le loro emissioni di CO2 e fatturato. L’analisi si è basata sul Carr, ovvero sul tasso di riduzione dell’intensità delle emissioni tra il 2019 e il 2021.

Acque Bresciane è la prima classificata grazie alla scelta di rifornirsi di energia elettrica prodotta unicamente da fonti rinnovabili, che ha azzerato le sue emissioni indirette di CO2.

Al seguente link è possibile leggere l’articolo completo https://www.corriere.it/pianeta2030/23_gennaio_26/classifica-130-aziende-piu-attente-clima-pianeta-2030-statista-9c208974-99d0-11ed-9f5b-170f65a9ffc2.shtml.

03/02
Padania Acque interviene all’evento mondiale Industry Leadership Forum negli USA

Padania Acque sarà protagonista dell’evento “Industry Leadership Forum”, organizzato a Orlando in Florida da ARC Advisory group, leader globale nella consulenza tecnologica che annovera tra i suoi clienti big mondiali quali Oracle, Microsoft, Nestlé, Siemens e IBM.

Il Direttore generale Stefano Ottolini interverrà mercoledì 8 febbraio in qualità di speaker trattando il tema della resilienza operativa quale componente della trasformazione digitale e della sostenibilità, in una sessione moderata da Craig Resnick, vicepresidente ARC.

Padania Acque, unica azienda italiana chiamata ad intervenire, presenterà - come modello e caso di successo - l’innovatività di alcune soluzioni IoT adottate per la supervisione e automazione dei propri impianti e i risultati ottenuti in termini di efficienza, qualità, resilienza e sostenibilità, confrontandosi con i big del settore ICT e alcuni tra i più grandi player industriali a livello globale.

Insieme a Stefano Ottolini, interverranno Jan De Nijs, leader del team di trasformazione digitale di Lockheed Martin, Jean Paul Moniz, coordinatore dei servizi tecnici di Cameco, la più grande società di uranio quotata in borsa al mondo, e Pat Sullivan, direttore della tecnologia operativa di American Water.

17/01
 Acque Bresciane è Top Employers Italia 2023

Acque Bresciane è per il secondo anno consecutivo azienda certificata Top Employers Italia. La società, benefit e interamente pubblica, gestisce il ciclo idrico in provincia di Brescia, servendo 98 Comuni e garantendo un servizio di qualità a 605.000 abitanti. L’impegno è massimo nella sostenibilità ambientale e sociale, verso il territorio e verso gli oltre 300 colleghi.

La Certificazione Top Employers è il riconoscimento ufficiale delle eccellenze aziendali nelle politiche e strategie delle Risorse umane (HR) e della loro attuazione per contribuire al benessere delle persone, migliorare l’ambiente di lavoro e il mondo del lavoro.

La Certificazione Top Employers viene rilasciata alle aziende che raggiungono e soddisfano gli elevati standard richiesti dalla HR Best Practices Survey. La Survey ricopre 6 macro aree in ambito HR, esamina e analizza in profondità 20 diversi topics e rispettive Best Practices, tra cui la centralità delle persone, l’ambiente lavorativo, l’acquisizione di talenti, la formazione, il benessere, la diversità e l’inclusione e molti altri.

La Certificazione rappresenta il riconoscimento ufficiale dell’importante e convinto impegno di Acque Bresciane nel prendersi cura delle proprie persone, centrali nella strategia di crescita.

Lo attesta Giovanni Gardini, Responsabile Risorse umane, organizzazione e sistemi di Acque Bresciane: «Abbiamo rafforzato l’impegno verso le nostre persone, per rendere sempre più innovativi i processi HR, proseguendo nell’attuazione di numerose misure per portare le nostre politiche e strategie HR a livelli d’eccellenza». Misure che comprendono, fra le altre, «un processo di onboarding strutturato e digitale per accompagnare i nuovi inserimenti, molteplici canali diretti di ascolto con i colleghi per favorire crescita e sviluppo, lo sportello ascolto gratuito con una psicologa, i team di ambassador per promuovere la trasformazione digitale, la sostenibilità e il valore di diversità e inclusione».

Le parole del Presidente di Acque Bresciane Gianluca Delbarba lo confermano: «Oggi viviamo un’epoca nuova, che dopo l’esperienza della pandemia mette al centro la soddisfazione personale e il bilanciamento fra lavoro e vita privata. Chiediamo molto al personale – penso all’emergenza siccità della scorsa estate – ma vogliamo anche offrire loro altrettanto, come professionisti, come genitori, come persone. Per questo attraverso formazione e welfare, ma anche con la sperimentazione in corso sullo smart working, vogliamo mettere uomini e donne nelle condizioni di crescere in tutte le dimensioni della loro vita».

Conclude il Direttore Generale Paolo Saurgnani: «Stiamo crescendo per rispondere alle nuove sfide da affrontare sia in ambito idrico e climatico, sia in questa particolare congiuntura economica. Le persone possono fare la differenza e l’organizzazione può migliorare solo grazie al contributo dei singoli e alla motivazione, fondamentale per una società che svolge un servizio pubblico».

24/11
COMO ACQUA È TRA LE MIGLIORI IMPRESE ITALIANE

PER IL SECONDO ANNO CONSECUTIVO LA SOCIETA’ OTTIENE IL PRESTIGIOSO PREMIO INDUSTRIA FELIX

Como Acqua è tra le 203 imprese italiane al top.

All’interno della rosa di aziende, operanti in settori strategici che si sono distinte per i risultati di performance gestionale e di bilancio, spicca anche il Gestore unico del Servizio Idrico Integrato della provincia di Como: Como Acqua ha ottenuto, per il secondo anno consecutivo, il Premio Industria Felix – L’Italia che compete, vedendosi riconoscere in questa edizione dell’evento anche l’importante qualifica di azienda Green.

La cerimonia di premiazione si è svolta giovedì 24 novembre a Roma all’Università Luiss Guido Carli nella prestigiosa Aula Magna Mario Arcelli. Le 203 aziende con sede legale in Italia sono state insignite dell’Alta Onorificenza di Bilancio in occasione del 45° evento, terza edizione nazionale del Premio Industria Felix - L’Italia che compete, per performance gestionali, affidabilità finanziaria e talvolta sostenibilità. 

L’evento, organizzato dal trimestrale di economia e finanza Industria Felix Magazine, diretto da Michele Montemurro, in supplemento con Il Sole 24 Ore, è stato realizzato in collaborazione con Cerved, Università Luiss Guido Carli, A.C. Industria Felix, con il sostegno di Confindustria, con il patrocinio di Simest, con la media partnership de Il Sole 24 Ore e Askanews, con la partnership istituzionale della Regione Puglia, con le partnership di Banca Mediolanum, Mediolanum Private Banking, Grant Thornton, Plus innovation e Servizi integrati. 

Tra gli ospiti intervenuti nel corso della giornata hanno presenziato Gennaro Sangiuliano, ministro della Cultura, Fausta Bergamotto, sottosegretario alle Imprese e al Made in Italy, Vito Grassi, vicepresidente di Confindustria.

A salire sul palco per ritirare il Premio conferito alla Società comasca è stato il Presidente e Ad ing. Enrico Pezzoli.

“E’ con orgoglio che anche nel 2022 ritiriamo il Premio Industria Felix – L’Italia che compete – ha dichiarato il Presidente Pezzoli -.  Si tratta di un illustre e oggettivo riconoscimento degli sforzi operati, dell’impegno mantenuto e della dedizione profusa. Essere annoverati tra le 203 imprese italiane che si sono contraddiste per le performance gestionali e l’affidabilità finanziaria è motivo di grande soddisfazione, tenuto peraltro conto che Como Acqua è stata inclusa nella categoria che racchiude le 24 società partecipate pubbliche italiane premiate”.

“Ricevere un premio così ambizioso è per la Società uno stimolo per proseguire lungo il percorso virtuoso già tracciato – ha concluso Enrico Pezzoli -. Essere riconosciuti inoltre come impresa Green attesta l’attenzione rivolta dalla Società al tema della sostenibilità, che caratterizza anche sotto il profilo degli investimenti la mission di Como Acqua: quest’ultima, con lungimiranza rispetto all’attuale crisi macroeconomica, ha elaborato un Piano Green che mira soprattutto ad aumentare l’autonomia energetica. Un risultato che ritengo giusto condividere con tutti i soggetti che hanno contributo a raggiungerlo: dagli Organi amministrativi e di controllo, ai Soci di Como Acqua, ai dipendenti. Sono certo che, attraverso la sinergia tra detti soggetti, la Società conquisterà gli obiettivi importanti che si è posta. La gratificazione odierna non è un punto di arrivo, ma un rafforzamento della base di valori necessari per affrontare le sfide da vincere”.

03/10
COMO ACQUA PRESENTA IL “PROGETTO CERESIO”: UN’OPERA STRATEGICA REALIZZATA IN TEMPI RECORD

La condotta di adduzione con prelievo dal lago Ceresio e consegna a Lanzo d’Intelvi è un’opera straordinaria che Como Acqua ha realizzato in tempo record, in soli 70 giorni di incessante lavoro.

Oggi, il “progetto Ceresio” attiva una linea di adduzione indipendente per far fronte alle esigenze di acqua, sopperendo al calo di portata dei pozzi e delle sorgenti in quota, tramite un’efficiente interconnessione di rete, così da poter contribuire a mitigare eventuali future situazioni di deficit idrico.

Si tratta di un’opera strategica per il territorio e sicuramente un fiore all’occhiello dell’operatività di Como Acqua di cui sono molto orgoglioso – ha dichiarato il Presidente Pezzoli - Questo progetto prosegue nel solco di quella prevenzione che guida gli investimenti della Società e che ci ha consentito di gestire prontamente situazioni straordinarie come quella dell’emergenza idrica, che non possiamo ancora considerare superata del tutto”.

L’impianto, posizionato in Val d’Intelvi dove il Belvedere di Lanzo si affaccia sul Ceresio, arrampica da valle a monte con 5 stazioni di sollevamento a coprire un dislivello di quasi 700 metri, necessario a trasportare l’acqua dal lago nel comune di Valsolda, fino alla struttura a monte, situata a quota 907 metri.

Le 4 stazioni più alte sono dotate di un serbatoio da 5 metri cubi, più uno adibito alla potabilizzazione con filtri a sabbia e carbone.

Tutte le stazioni vengono riempite attraverso pompe dotate di inverter in grado di immettere in rete 15 litri di acqua al secondo. Ogni stazione dispone di 3 pompe: 1 di servizio e 1 ausiliaria, oltre a una terza, pronta all’uso in caso di necessità d’interconnessione.

Nella fase iniziale sono stati posati 1,5 km di tubazioni per l’adduzione in pressione di diametri consistenti, 4 km di cavi elettrici e 1,5 di fibra ottica.  Contestualmente, è iniziata la realizzazione della piattaforma in cemento armato per la presa a lago. Il cemento è stato trasportato in elicottero fino a livello del lago, dove, tecnici ed operai ne hanno curato la posa.  Sulla piattaforma è stato installato il primo gruppo di pompaggio, il cui compito è prelevare l’acqua a una profondità di circa 60 metri.  A tale profondità, le basse temperature e la quasi totale assenza di luce, la proliferazione batterica e algale, garantendo le buone caratteristiche dell’acqua prelevata.

In corrispondenza di ciascuna stazione di rilancio sono state installate le tre pompe e il serbatoio di accumulo locale, oltre al sistema di alimentazione e la sensoristica di telecontrollo.

Con l’utilizzo di elicotteri, le condotte sono state trasportate nel luogo di posa, le squadre hanno effettuato l’installazione e la saldatura delle diverse sezioni.

Mediante sostegni a bilanciere, alla condotta idraulica sono state affiancate due condotte di diametro minore, a contenimento dei cavi elettrici, da un lato, e, dall’altro, della fibra ottica per il trasporto dei segnali del telecontrollo.  In parallelo, sono stati posati 2,3 km di condotta per trasportare l’acqua del Ceresio dalla stazione di controllo fino al serbatoio di Lanzo, dove viene sottoposta ai trattamenti di filtrazione a sabbia e carbone, di sanificazione con impianti UV, e di clorazione.

L’opera è costata complessivamente 2 milioni di euro e ha ottenuto un contributo regionale pari a circa 1 milione di euro.

 “Dopo aver appurato che in Valle di Intelvi il progressivo esaurimento dei pozzi e delle sorgenti stava portando a un utilizzo estremo dell’adduttrice che trasporta l’acqua dal pozzo di Argegno al serbatoio di Pigra, abbiamo deciso di dare concretezza al progetto, sfruttando la risorsa resa disponibile dal nostro lago. Una soluzione che doveva essere rapida così da evitare che l’alimentazione idrica di questo territorio continuasse a basarsi su un’unica infrastruttura. Con quest’opera abbiamo dimostrato che il lavoro di squadra, unito a impegno e attenzione verso le esigenze delle singole realtà e anche a una buona dose di coraggio, sono fondamentali per affrontare e gestire anche le situazioni più critiche. Grazie ai Sindaci che ci hanno supportato e sostenuto e a Regione Lombardia che con meticolosità ha seguito le fasi di realizzazione dell’opera”, ha concluso Pezzoli.