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21/09
Padania Acque S.p.A. ottiene il Rating di Legalità

Padania Acque S.p.A. ha ottenuto il Rating di Legalità. Il prestigioso riconoscimento nazionale viene conferito dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) alle aziende che nell’attività gestionale rispettano elevati standard etici e giuridici in termini di qualità, responsabilità sociale, legalità e trasparenza.

Il Gestore unico dell’idrico cremonese dispone di una serie di specifici requisiti, tra cui la presenza di adeguati presidi organizzativi e procedurali finalizzati alla mitigazione dei rischi societari derivanti da illeciti penali, oltre che requisiti soggettivi e personali dei vertici aziendali, valutati dall’ACGM.

In Provincia di Cremona sono 25 le aziende ad essere annoverate nell’elenco nazionale di quelle virtuose che operano secondo i princìpi di corretta ed etica gestione, tutte a controllo privato ad eccezione di Padania Acque, che a livello settoriale rientra nell’elenco stilato dall’Autorità insieme a pochi altri gestori idrici italiani.

"La certificazione – dichiara il Direttore Generale Stefano Ottolini – è stata conseguita grazie al lavoro svolto dal Consiglio di Amministrazione e dalla struttura organizzativa coordinata dal Responsabile di Prevenzione, Corruzione e Trasparenza Andrea Rizzi ed arriva – continua il Direttore Generale – al termine di un percorso continuo e costante di consolidamento della compliance normativa, fondata sul modello di Organizzazione Gestione e Controllo ex D.L.gs. 231/2001 in una logica di sviluppo di cultura della legalità e della trasparenza".

"Con estrema soddisfazione – dichiarano i vertici di Padania Acque rappresentati dal Presidente Cristian Chizzoli e dall’Amministratore Delegato Alessandro Lanfranchi – possiamo affermare che a Padania Acque, società pubblica partecipata al 100% dagli Enti locali della provincia di Cremona, è stato riconosciuto un impegno costante che la pone tra le eccellenze nella gestione del ciclo idrico integrato nel panorama nazionale. Il Rating di Legalità è uno strumento che accredita ulteriormente la società con effetti diretti su credibilità e affidabilità. Un biglietto da visita importante per la reputazione aziendale nei confronti dei cittadini e degli Stakeholder tutti e che consente di avere alcuni vantaggi concreti per gli investimenti a beneficio del territorio, quali facilitazioni nell’accesso al credito bancario".

01/09
Centenario Autodromo Nazionale Monza: siglato accordo con BrianzAcque per la sostenibilità ambientale 

Sottoscritta la convenzione tra BrianzAcque e l’Autodromo Nazionale Monza in tema di sostenibilità ambientale. Per celebrare il Tempio della Velocità nel suo primo secolo di vita, l’utility che gestisce il servizio idrico integrato in provincia di MB, installerà in autodromo un sistema di strutture per la distribuzione gratuita di acqua a km.0, così da dissetare pubblico e operatori e abbattere l’inquinamento dovuto alla produzione, al trasporto, allo smaltimento di bottiglie di plastica monouso.

Con lo slogan “La Brianza che scorre, la Brianza che corre BrianzAcque,  in collaborazione con il Gruppo Celli,  posizionerà temporaneamente  due casette dell’acqua  in grado di erogare 240 litri di H2O all’ora alla variante Ascari e accanto alla statua dedicata al pilota  Juan Manuel Fangio; due banchi spillatori da 200 litri alla Curva Parabolica-Alboreto  e dietro la tribuna centrale; un erogatore da  40 litri all’interno degli uffici operativi dello staff dell’Autodromo; due erogatori da  100 litri nelle aree Hospitality e in Sala Stampa. L’acqua è la stessa fornita dall’acquedotto e trattata con ulteriori meccanismi di affinamento che la rendono più gradevole al palato senza alterarne le preziose caratteristiche chimico-fisiche iniziali.  Sarà spillabile nelle versioni liscia, frizzante , a temperatura ambiente o refrigerata.

Il protocollo, che apre a nuovi orizzonti green, è stato siglato nella tarda mattinata di oggi in Municipio dal Presidente e Amministratore Delegato di BrianzAcque, Enrico Boerci e dal Presidente dell’Autodromo, Giuseppe Redaelli, alla presenza del Sindaco di Monza.

Ha sottolineato Boerci: “Questa partnership conferma l’unità di intenti e  la volontà di mettere in pista una serie di azioni sinergiche in ambito di sostenibilità  per la valorizzazione green del circuito più veloce del campionato del Mondo di Formula 1. Un accordo storico: per la prima volta, l’acqua pubblica entra in autodromo.  Un accordo che trova attuazione immediata nella distribuzione di risorsa idrica  gratuita e di qualità con cui potremo contribuire a dissetare la marea di tifosi con un impatto sull’ambiente e sull’impianto motoristico pressochè nullo. Il progetto per la realizzazione di un nuovo campo pozzi  potrà poi consentire  all’autodromo di compiere un ulteriore salto di qualità diventando un’autentica  risorsa ambientale per il territorio e  per la comunità grazie ad  una serie di impianti finalizzati ad implementare la disponibilità e la tutela del bene acqua”.  

Ha dichiarato Redaelli: “L’accordo con BrianzAcque per il Formula 1 Pirelli Gran Premio d’Italia 2022 rientra alla perfezione nel novero di attività sulla sostenibilità ambientale che il nostro Circuito sta implementando, seguendo una green policy ormai imprescindibile per qualunque realtà e che ci ha condotto a creare un team interno all’azienda concentrato su tali tematiche. Questo progetto, che risponde anche alle richieste di Formula 1 stessa sulla necessità di portare iniziative di razionalizzazione delle risorse ambientali nel settore, ci permette non solo di ridurre il consumo di plastica usa e getta, ma anche di fornire un ulteriore confort completamente gratuito al pubblico che seguirà dal vivo l’evento tra il 9 e l’11 settembre”.

“Fornire a tutti acqua di qualità controllata è un plus per questa nuova edizione del Gran Premio e conferma l’impegno a rendere l’Autodromo, il Parco e i maggiori punti attrattivi di Monza luoghi dove la sostenibilità non sia solo una parola d’ordine ma un valore condiviso – ha aggiunto il Sindaco e Presidente del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza - Ringrazio Brianzacque e SIAS per questo primo passo importante che spero inauguri una stagione di ulteriori proficue collaborazioni nei prossimi mesi”. 

Dopo due anni di Covid e in previsione di un Gran Premio d’Italia a capienza piena , BrianzAcque, nei mesi scorsi, ha realizzato una serie di lavori tra cui  la verifica della regolarità di erogazione della rete idrica interna al Tempio della Velocità  e il ripristino del pozzo situato nei pressi del monumento di Fangio.  Interventi significativi volti ad assicurare un’adeguata fornitura di acqua non solo in occasione del Gran Premio di F1, ma anche per tutti i futuri eventi sportivi, motoristici e non,   che avranno l’ Autodromo come cornice. Il progetto prevede anche la collaborazione tra Autodromo e BrianzAcque per individuare un’area con adeguate caratteristiche di protezione ambientale da destinare alla creazione di un  nuovo campo pozzi, previo accordo con il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza. Gli impianti di captazione potranno funzionare sia a servizio delle reti idriche interne del Parco, sia per quello  dei comuni di Monza,  Biassono e Villasanta, così da garantire una maggiore disponibilità di acqua potabile.

Quello che vogliamo dare come azienda patrimonio del territorio è un grande e appassionato aiuto all’autodromo a diventare unico al mondo - ha  detto in chiusura il vice presidente di BrianzAcque, Gilberto Celletti -  Vogliamo che grazie alle casette dell’acqua e, soprattutto, ai pozzi l’autodromo diventi un polmone idrico della Brianza, immerso nel polmone verde più importante d’Europa. La nostra idea è di fare dell’autodromo di Monza l’autodromo leader al mondo nella sostenibilità. Noi iniziamo a farlo con l’acqua. Lanciamo da qui un appello a tutte le aziende pubbliche brianzole per unirsi a noi e fare squadra con l’autodromo in questa direzione dall’anno prossimo. L’impegno che personalmente ci ho messo in questo impegno in coordinamento con il CDA e la passione civica e sportiva che merita un patrimonio della Brianza e del mondo come l’autodromo possono essere comuni con tutte le aziende del Sistema Brianza”.

12/08
Rete idrica di Dello e Barbariga, Acque Bresciane investe 380 mila euro

Il pozzo consortile di Dello e Barbariga sarà presto come nuovo. Si avviano infatti verso la conclusione i lavori di manutenzione straordinaria all’acquedotto di Dello, avviati da Acque Bresciane. Grazie alle video ispezioni prima e dopo i lavori, alla pulizia straordinaria e alla sostituzione della camicia e dei filtri il pozzo, che risale agli anni Settanta, ha subito un vero e proprio trattamento di ringiovanimento.

I lavori si stanno svolgendo senza creare disservizi ai cittadini, visto che l’acquedotto ha potuto attingere temporaneamente da un pozzo privato, a cui è stato applicato un impianto di potabilizzazione per garantire la qualità dell’acqua immessa in rete. Il termine dei lavori è previsto per la metà di agosto, come ha potuto verificare lo stesso Sindaco di Dello, Riccardo Canini, in un sopralluogo effettuato in questi giorni con il Direttore tecnico di Acque Bresciane, Mauro Olivieri.

Nella rete consortile Dello-Barbariga il gestore unico del servizio idrico è impegnato con altri due interventi. Il primo è già in corso, per realizzare l’impianto di trattamento nitrati al pozzo della frazione Boldeniga di Dello. Il secondo partirà a settembre e prevede la manutenzione straordinaria e l’efficientamento del pozzo di Barbariga in zona Pip, in pratica lo stesso trattamento riservato al pozzo di Dello.

Complessivamente i tre cantieri, previsti nel piano investimenti 2022 di Acque Bresciane, valgono 380mila euro.

25/07
Padania Acque S.p.A. consegue per il quarto anno consecutivo la certificazione di qualità alimentare ISO 22000 che per la prima volta viene ampliata anche per le case dell’acqua

Gli impianti del gestore unico del Servizio Idrico Integrato della provincia di Cremona ottengono la certificazione del processo produzione e distribuzione di acqua potabile

Il sistema di gestione aziendale e i processi produttivi di Padania Acque ottengono per la quarta volta il certificato per la qualità e la sicurezza alimentare degli impianti di erogazione di acqua potabile, ISO 22000:2018, che viene quindi rinnovato per il quarto anno consecutivo.

La visita ispettiva dell’ente nazionale Bureau Veritas, effettuata presso il gestore unico dell’idrico cremonese, si è conclusa con l’importante estensione della certificazione alle case dell’acqua. Una novità che attesta il grande lavoro svolto dal management e dal personale operativo che, insieme, hanno raggiunto il risultato.

"Nella relazione redatta da Bureau Veritas (Rapporto di Audit) – spiega il Consiglio di Amministrazione di Padania Acque rappresentato dal Presidente Cristian Chizzoli e dall’Amministratore Delegato Alessandro Lanfranchi – emerge una valutazione più che positiva: infrastrutture idriche di buon livello e ben manutenute, impianti e strutture efficienti, disponibilità e adeguatezza delle risorse, efficacia di gestione basata sul controllo e l’avanzamento delle attività stabilite secondo un percorso di miglioramento continuo. L’inserimento nella certificazione della gestione delle case dell’acqua, a seguito della verifica sul campo da parte della società certificatrice, dimostra la qualità del progetto avviato ormai da anni capillarmente nel territorio provinciale, attraverso l’installazione di punti di erogazione di acqua potabile naturale e frizzante refrigerata e trattata con moderni sistemi di filtrazione, che rendono l’acqua del rubinetto ancora più buona da bere. Proprio in questi giorni – concludono i vertici di Padania Acque - abbiamo ultimato la posa di ulteriori fonti e l’obiettivo è quello di proseguire su questa strada per dotare ogni comune di una casa dell’acqua disponibile per i cittadini".

Soddisfazione viene espressa anche dal Direttore Generale Stefano Ottolini e dal Direttore Tecnico Giovanni Sala: "Negli ultimi mesi siamo riusciti a confermare certificazioni che dimostrano gli elevati standard operativi aziendali. Dopo il rinnovo della certificazione della qualità del sistema di gestione del Servizio Idrico Integrato della provincia di Cremona e dell’accreditamento dell’ente italiano ACCREDIA del nostro laboratorio di analisi, consolidiamo il lavoro svolto con la certificazione ISO 22000. Il ringraziamento va a tutto il personale di Padania Acque per il significativo obiettivo raggiunto".

Sofia Poletti, responsabile del Servizio Qualità, Ambiente e Sicurezza di Padania Acque, commenta così il conseguimento della Certificazione: "Si tratta di un importante processo riorganizzativo messo in atto dall’azienda per garantire la sicurezza alimentare in ogni punto della filiera del Servizio Idrico che consente, da una parte, di migliorare l’efficienza dei processi aziendali e, dall’altra, di garantire la sicurezza dell’acqua destinata al consumatore finale. Grazie all’ attività applicata in tutte le fasi del processo produttivo, che va dalla captazione dell’acqua di falda fino alla distribuzione della stessa al rubinetto dell’utente finale, l’azienda offre un alimento, conforme alla normativa e con elevati livelli di qualità. Il lavoro ha coinvolto tutta l’azienda e in modo particolare il servizio Acquedotto, il servizio Marketing e Sviluppo Territoriale e il Laboratorio Analisi. Il lavoro sinergico è stato di fondamentale importanza per raccogliere tutti i dati, revisionare in modo dinamico e immediato il sistema e per rilevare eventuali criticità, con il fine del miglioramento continuo. Sottolineo, infine, il ruolo centrale svolto dalla Direzione Generale anche attraverso la corretta comunicazione, sia all’interno delle singole aziende che partecipano alla filiera, che tra i diversi stakeholders".

20/07
Pavia Acque, l’Assemblea dei Soci approva il bilancio e il piano industriale e nomina il nuovo CdA: la presidente è Karin Eva Imparato

L’Assemblea Ordinaria dei Soci di Pavia Acque, riunita in seconda convocazione il 19 luglio 2022, ha approvato il bilancio dell’esercizio 2021, il piano industriale 2022 e ha deliberato la nomina dell’Organo Amministrativo della società, composto dai seguenti membri: Karin Eva Imparato, Presidente; Daniela Carignano Consigliere; Elena Rocca, Consigliere; Siro Lucchini, Consigliere; Maurizio Ilario Niutta, Consigliere.

Per la prima volta nella storia di Pavia Acque una donna è stata nominata Presidente.

Il nuovo CdA resterà in carica per tre anni, fino all’Assemblea per l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2024.

19/07
Acque Bresciane invita i Comuni ad emettere ordinanze sindacali per fronteggiare il perdurare della siccità e ridurre il consumo di acqua potabile

In previsione di un ulteriore aumento dei consumi nelle prossime settimane e per far fronte al perdurare della crisi idrica, Acque Bresciane in giornata ha sollecitato tutti i Comuni ad adottare ordinanze sindacali per limitare l’uso dell’acqua potabile ai soli scopi alimentari, domestici ed igienici.

Abbiamo constatato che nell’ultimo periodo di osservazione il livello dei consumi giornalieri, rapportato alla scarsa disponibilità delle risorsa idrica, era in continuo aumento” ribadisce il Direttore di di Acque Bresciane Paolo Saurgnani , “una tendenza che, stante le previsioni metereologiche attuali, induce ad una maggiore attenzione da parte di tutti e un controllo sempre più accurato sui territori”.

La richiesta di Acque Bresciane, oltre a richiamare l’Ordinanza n. 917 del 24/06/2022 emessa dal Presidente di Regione Lombardia (quella sul divieto di innaffiare orti e giardini dalle ore 6 alle ore 22), riprende una precedente nota del Gestore rivolta alle Amministrazioni Comunali risalente allo scorso 22 giugno 2022 ampliandone però il raggio d’azione anche su realtà finora non toccate da servizi integrativi, quali ad esempio le autobotti.  L’abbassamento dei livelli falda, delle portate delle sorgenti e dei livelli dei bacini lacustri, unitamente all’aumento dei consumi pertanto inducono a mantenere alta l’attenzione sull’utilizzo e controllo della risorsa al fine di garantire la continuità del servizio e un corretto soddisfacimento dei fabbisogni primari della popolazione.

15/07
Emergenza idrica: Como Acqua adotta tutte le misure necessarie per garantire l’erogazione della risorsa

Como Acqua contrasta l’attuale emergenza idrica adottando tutte le misure atte a garantire l’erogazione della risorsa. Il gestore del Servizio Idrico Integrato della provincia di Como ha già da tempo introdotto strumenti e sostenuto investimenti per mitigare gli effetti della crisi idrica e prevenire le difficoltà nell'approvvigionamento di acqua.  Un trend non imputabile esclusivamente ai cambiamenti climatici che stiamo vivendo, ma anche a quei limiti infrastrutturali preesistenti a cui Como Acqua sta quotidianamente ponendo rimedio, come ad esempio la carenza di interconnessioni o la dispersione della risorsa dovuta alle perdite di rete.

La siccità è una problematica preoccupante – dichiara il Portavoce di Water Alliance e Presidente e Ad di Como Acqua, ing, Enrico Pezzoli -. Non si tratta solo di una questione derivata dal cambiamento climatico, ma che si associa ad altri fattori che complicano di fatto la gestione, come, ad esempio, le perdite di rete. In Italia viene disperso circa il 41% di acqua distribuita, percentuale confermata anche da ARERA: si tratta di un dato importante legato a limiti infrastrutturali delle reti, sui quali Como Acqua dal 2019 interviene, giungendo a investire, a oggi, 75 milioni di euro per opere di efficientamento”.

 Aldilà degli investimenti già pianificati, Como Acqua, dalla metà dello scorso mese di marzo, ha rilevato una progressiva riduzione della disponibilità idrica presso le fonti di approvvigionamento utilizzate per la distribuzione dell’acqua alle utenze (sorgenti, pozzi e bacini), andando a individuare le aree maggiormente condizionate. La Società, forte del proprio livello ingegneristico, ha quindi adottato diverse misure d’intervento tecnico: dall’installazione di unità di pompaggio di maggior potenza, alla creazione di interconnessioni tra le diverse reti di distribuzione, all’alimentazione delle reti tramite cisterne. Alle predette attività si aggiungono strumenti operativi per assicurare la disponibilità massima nel caso di un aggravamento della situazione.

“Recentemente abbiamo inoltre inaugurato un hub di confezionamento per l’acqua potabile in contenitori da un litro per una distribuzione capillare in caso di necessità”, aggiunge Pezzoli.

Di fronte a una situazione comunque straordinaria, Como Acqua si è adoperata per individuare e valutare tre diversi livelli di rischio sul territorio servito (in base alla crescita dei consumi e alla possibilità limitata o assente di adduzioni alternative), chiedendo alle Amministrazioni locali di emettere una specifica ordinanza di limitazione d’uso dell’acqua potabile, articolata nei contenuti in base alla fascia assegnata al singolo Comune.

Se da un lato, comunque, Como Acqua dispone di competenza e strumenti adeguati a far fronte alle necessità poste dallo stato di crisi idrica, dall’altro occorre continuare a invitare gli utenti a utilizzare con parsimonia la risorsa, adottando le buone pratiche consigliate dal gestore per evitare gli sprechi.

In questo contesto è di fondamentale e di prioritaria importanza la collaborazione tra tutti gli Enti coinvolti, affinché le procedure e i passaggi burocratici agevolino la rapidità delle azioni da mettere in campo”, conclude il Presidente Enrico Pezzoli.

14/07
Emergenza idrica: nessun disservizio, ma allerta resta alta

Fontanelle aperte per garantire i controlli sulla qualità dell’acqua, il gestore interviene per ridurre i flussi. Controlli e teleallarmi 24 ore su 24 sulla rete idrica, ma serve responsabilità da parte di tutti.

Allerta siccità, decaloghi antispreco eppure la fontanella sotto casa continua a rilasciare acqua a getto continuo: qualche amministratore e alcuni cittadini si sono chiesti la ragione di questa apparente contraddizione. Alcune fontanelle, quelle utilizzate dal gestore e dall’Ats per i campionamenti sulla qualità dell’acqua devono restare in funzione, come prevedono le linee guida regionali per il controllo sulle acque potabili.

Negli 85 Comuni in cui Acque Bresciane gestisce l’acquedotto siamo intervenuti su quelle destinate al campionamento, a getto continuo, per diminuire la quantità d’acqua in uscita, assicurando i livelli necessari ma evitando sprechi. Non ci sono situazioni di carenza d’acqua tali da interrompere il servizio, ma questo non deve far diminuire l’attenzione nell’uso responsabile della riserva idrica. Molte amministrazioni hanno emanato ordinanze che disciplinano l’uso dell’acqua per consumo umano e igienico sanitario, in alcuni casi su sollecitazione del gestore, altre in un un’ottica preventiva.

Le temperature elevate e l’assenza di precipitazioni, che non potrebbero comunque invertire la tendenza di un’annata con un inverno particolarmente arido, richiede la massima collaborazione da parte di tutti”, spiega il direttore generale di Acque Bresciane Paolo Saurgnani. “Registriamo ancora consumi notturni elevati, dovuti probabilmente all’irrigazione domestica, che in molti comuni è ancora consentita ma andrebbe drasticamente ridotta. Inoltre la vocazione turistica di molte zone del nostro territorio moltiplica i consumi nel fine settimana: da parte nostra lavoriamo 24 ore su 24 per monitorare i livelli di pozzi e sorgenti e intervenire dove necessario”.

Il gestore unico del servizio idrico integrato gestisce un territorio di 97 comuni, con i recenti ingressi di Cigole e Roncadelle, che si traducono in circa 4.200 km. di rete idrica in 85 paesi. Vengono monitorati attraverso il telecontrollo 800 impianti idrici, fognari e di depurazione. Una rete che fornisce al settore dedicato, un centinaio di persone in tutto, 72.000 segnali al giorno, di cui circa 10mila generano un allarme che consente ai tecnici reperibili 24 ore su 24 di intervenire tempestivamente. Alberto Benini, responsabile dell’Area Scada, la tecnologia di telecontrollo, sottolinea: “Rispetto all’emergenza idrica i parametri che verifichiamo sono la portata, la pressione in rete, i livelli della falda e dei serbatoi. Questi ultimi in alcuni casi devono essere integrati con l’intervento di autobotti, per lo più senza che i cittadini avvertissero alcun disservizio”.

Per evitare che l’assenza d’interruzioni crei una falsa percezione di normalità è importante parlare del tema ai cittadini attraverso i canali istituzionali, dai gestori ai Comuni e agli altri enti coinvolti. Acque Bresciane, oltre ad avere organizzato la prima Giornata provinciale a Torbole Casaglia l’11 giugno in cui si è parlato di risparmio idrico, tecnologie per ridurre i consumi e progetti di ricerca in corso, ha aderito e diffuso il decalogo firmato da Water Alliance, la rete dei gestori lombardi in-house, in collaborazione con Anci Lombardia e Confservizi Cispel Lombardia.

14/07
Servizio Idrico: la Conferenza dei Comuni e l’Assemblea dei Soci approvano la revisione del Piano d’Ambito 2020-2023

La Conferenza dei Comuni della provincia di Cremona e l’Assemblea dei Soci di Padania Acque, riunitesi negli spazi della Fiera di Cremona, hanno approvato la revisione del Piano d’Ambito per il periodo 2020-2023 e del budget 2022.

Il Piano aggiornato è stato elaborato dall’Ufficio d’Ambito della Provincia di Cremona sulla base delle deliberazioni dell’ARERA, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, numero 580/2019, relativa al Metodo Tariffario del Servizio Idrico Integrato per il periodo 2020-23 e numero 229/2022, che ha introdotto misure urgenti di riesame della tariffa in relazione alla straordinaria e documentata entità dei rincari dei costi energetici.

L’aggiornamento previsto dall’Autorità nazionale di settore si è reso, quindi, imprescindibile a fronte degli effetti dell’inflazione, che si sta consolidando a valori prossimi al 10%, e in particolar modo degli incrementi considerevoli dell’energia elettrica e dei materiali.

Le misure intraprese si sostanziano in un incremento del 4,2% della tariffa, che si aggiunge al 4,25% già approvato nel 2020. Ciò si traduce in media in un aumento annuo pari a 15 euro per utenza, rispetto a quanto già pianificato, e consente di mantenere inalterato il livello di investimenti nel periodo a 84,5 milioni di euro, finalizzati a garantire continuità, qualità ed efficienza del servizio idrico a cittadini e imprese.

"Abbiamo recepito le indicazioni dell’Autorità nazionale di settore ARERA e lavorato in stretta sintonia con l’Ufficio d’Ambito della Provincia di Cremona per non interrompere il percorso avviato da anni di ammodernamento, razionalizzazione ed efficientamento delle infrastrutture idriche", dichiarano il Presidente di Padania Acque Cristian Chizzoli e l’Amministratore Delegato Alessandro Lanfranchi.

"Si tratta – aggiunge il Direttore Generale Stefano Ottolini - di un piano che evita di bloccare gli investimenti, i cantieri e tutti gli interventi fondamentali per garantire innanzitutto la continuità del servizio idrico e il costante miglioramento di qualità dello stesso. Ulteriori investimenti – conclude il Direttore Generale - potranno essere effettuati in caso di ottenimento di risorse derivanti dal PNRR a seguito dei numerosi progetti già candidati, per un totale di oltre 20 milioni di euro, che riguardano tutte le fasi del processo industriale gestito: dal miglioramento della qualità dell’acqua al sistema di telecontrollo e di ricerca e riduzione delle perdite idriche; dalle nuove tecnologie per l’essiccamento dei fanghi da depurazione agli interventi per fronteggiare il dissesto idrogeologico".

"La situazione contingente porta obbligatoriamente a una revisione del piano finanziario e quindi anche di quello tariffario, per fare sì che il sistema idrico cremonese resti ai vertici per efficienza efficacia e mole di investimenti che fa ricadere direttamente sul territorio», commenta il Presidente di ATO Cremona e sindaco di Gussola Stefano Belli Franzini. Siamo consapevoli – prosegue - che anche pochi euro hanno il loro peso, ma siamo allo stesso tempo convinti che non dobbiamo bloccare gli investimenti avviati. Grazie all’ottimo lavoro sia di Padania Acque sia di ATO in fatto di reperimento di risorse straordinarie da finanziamenti nazionali o regionali manteniamo inalterato il piano degli investimenti con una differenza non poco sostanziale rispetto agli altri settori energetici in quanto il cittadino tocca con mano diretta l’importanza delle opere idriche in ogni singolo comune della provincia di Cremona".

"Quando si chiede a un Sindaco di aumentare una tariffa, la scelta non è mai presa di buon grado. A questo si aggiunge l’attuale contesto socio-economico e le evidenti difficoltà di famiglie e imprese a fronte di provvedimenti statali al momento insufficienti. L’aumento chiesto oggi ci consentirà di garantire lo standard attuale del servizio, della progettazione necessaria su bando del PNRR. Ho chiesto di predisporre un documento che impegni ATO e Padania Acque a tenere monitorate le tariffe in funzione di future rimodulazioni al ribasso, qualora la situazione dovesse complessivamente migliorare" - dichiara il Presidente della Conferenza dei Comuni e sindaco di Gerre de’ Caprioli Michel Marchi.

14/07
In visita a Padania Acque una delegazione di Mekorot, la compagnia idrica nazionale di Israele

Dirigenti e tecnici della principale agenzia israeliana per la gestione dell’acqua hanno individuato il gestore unico dell’idrico cremonese quale modello di gestione del Servizio Idrico Integrato

Una visita per approfondire le conoscenze tecniche del settore idrico e per testare le nuove tecnologie della centrale operativa di telecontrollo di Padania Acque. La delegazione israeliana di Mekorot ha fatto tappa nella sede di via del Macello per studiare il sistema SCADA, che integrato al telecontrollo, consente di monitorare da remoto gli impianti e le reti idriche, permette di raccogliere e registrare dati sulle attività e di prevenire guasti e malfunzionamenti, il tutto per garantire elevati standard di efficienza del Servizio Idrico Integrato.

L’esperienza di Padania Acque, che da quindici anni utilizza il telecontrollo e che da un paio di anni ha realizzato insieme al partner tecnologico Schneider Electric un moderno impianto centralizzato, sarà particolarmente utile a Mekorot per acquisire il know how necessario alla realizzazione di una infrastruttura innovativa nella gestione dei centri di comando, controllo e comunicazione dei dati, anche al fine di verificare la qualità dell’acqua.

Mekorot è la principale agenzia di Israele per la gestione dell'acqua e da oltre 80 anni provvede all’approvvigionamento idrico del Paese. Fondata nel 1937, fornisce il 90% dell’acqua potabile disponibile e gestisce una rete di distribuzione, nota come National Water Carrier, che attraversa il Paese da nord a sud, con un sistema di desalinizzazione delle acque sotterranee o marine del Mare Mediterraneo in acqua dolce e pulita per uso domestico e agricolo. Nel 2020 la Global Water Intelligence (GWI) ha classificato Israele al primo posto al mondo per efficienza idrica e collocato l'economia idrica israeliana al quarto posto a livello globale.

"Siamo onorati di ospitare i colleghi di Mekorot, azienda leader nel settore idrico mondiale che in tutta Italia ha scelto di visitare Padania Acque e HERA, società multiservizi che opera in diverse regioni del centro-nord", dichiarano il Presidente Cristian Chizzoli e l’Amministratore Delegato Alessandro Lanfranchi insieme al Direttore Generale Stefano Ottolini. "Mekorot- proseguono - punta all’innovazione tecnologica e ingegneristica, all’efficienza energetica, alla ricerca e allo sviluppo internazionale per il trattamento delle acque reflue e dell’acqua riciclata e lavora con il Governo israeliano per offrire soluzioni alle sfide idriche globali con particolare attenzione al riutilizzo dell’acqua per l’agricoltura".

A fare gli onori di casa, unitamente ai vertici di Padania Acque, il direttore tecnico Giovanni Sala e gli ingegneri Stefano Cortesi, responsabile del Servizio Elettrico e del Telecontrolloe Andrea Lobba, coordinatore dell’area sud-casalasco del Servizio Acquedotto.

La visita si è aperta con una presentazione della società dell’idrico cremonese, approfondendo in particolare il modello gestionale e tecnico- operativo degli impianti e i relativi processi tecnologici, ed è proseguita con la visita guidata alla centrale operativa di telecontrollo.