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30/07
L’Assemblea dei Soci di Alfa Srl approva all’unanimità il Bilancio 2020

Paolo Mazzucchelli riconfermato presidente, nominati anche i nuovi cda, civico e collegio dei sindaci

L’Assemblea dei Soci di Alfa Srl, gestore del servizio idrico integrato in provincia di Varese, ha riconfermato nei giorni scorsi Paolo Mazzucchelli alla carica di Presidente del Consiglio d’Amministrazione. Mazzucchelli, presidente uscente ricoprirà dunque la carica anche nel prossimo triennio.
Insieme a lui sono stati nominati nel Consiglio d’Amministrazione Elena Bardelli (Amministratore Delegato), Maria Sole De Medio e Pietro Zappamiglio.
Per la nomina di questo organismo la società aveva provveduto ad emanare un bando pubblico per la raccolta delle candidature, allo scopo di permettere a chiunque ne avesse i requisiti di poter entrare nella rosa delle possibili scelte.
L’Assemblea, composta dal Presidente della Provincia e dai sindaci - o loro assessori delegati - di 143 comuni (135 della provincia di Varese), in apertura di seduta ha approvato all’unanimità il bilancio d’esercizio 2020, chiuso con 90 milioni di fatturato e un utile di 11 milioni di euro. Ricordiamo che il Piano Industriale e di Sostenibilità dell’azienda prevede da qui al 2035 investimenti per oltre300 milioni di euro, in buona parte concentrati nel prossimo quinquennio, al fine di superare le infrazioni europee gravanti sul territorio provinciale.

Si è poi proceduto alle nomine, che hanno riguardato il Collegio Sindacale, del quale fanno parte Manuela Furigo (Presidente), Giorgio Marrone e Simone Perrotta (in qualità di sindaci effettivi), Antonella Rossi e Marco Galignano (supplenti) e il Comitato di Indirizzo Vigilanza e Controllo, che ha per componenti Emanuele Antonelli, Andrea Cassani, Davide Galimberti, Vito Pipolo, Maria Irene Bellifemine, Filippo Gesualdi, Davide Tamborini, Gianmario Bernasconi, Ivan Martinelli e Alberto Rossi.

10/06
Acque Bresciane verso la Carbon Neutrality

Il calcolo dell’impronta carbonica del 2020 punto di partenza verso il traguardo “emissioni nette zero”. La società si impegna a ridurre almeno del 40% le emissioni complessive nel 2021, grazie all’acquisto del 100% energia elettrica rinnovabile con garanzia d’origine e, nel frattempo, ha compensato tutte le 31.600 tonnellate di emissioni 2020.

Brescia, 9 giugno 2021 - Una strategia a lungo termine, con basi scientifiche e trasparente: è questo il percorso che Acque Bresciane ha scelto per raggiungere la Carbon Neutrality e contenere l’aumento della temperatura globale. Impegno che ha preso il via con il calcolo dell’impronta carbonica della società del 2020 e la compensazione del 100% delle emissioni di CO2 dello scorso anno, ma punta già alla riduzione delle emissioni del 2021 almeno del 40% e ad ottenere la validazione dei propri obiettivi da parte del network internazionale Science Based Target initiative (SBTi).

L’SBTi è frutto di una partnership fra CDP, Global Compact delle Nazioni Unite, World Resources Institute e WWF, nata con l’intento di stabilire le linee guida tecniche e i criteri utili alla definizione di obiettivi ambiziosi di mitigazione del cambiamento climatico, in linea con le più recenti indicazioni della scienza. Ogni azienda che presenta formalmente l’intenzione di adottare un SBT deve, entro due anni, elaborare il proprio obiettivo di riduzione e sottoporlo al network.

Acque Bresciane adotta un approccio integrato – ha illustrato il presidente della società Gianluca Delbarba -, che si concentra sulla valorizzazione dell’acqua, dal prelievo alla reimmissione nell’ambiente, ma che vuole anche migliorare tutti i processi. Questo significa ridurre le emissioni di gas effetto serra e contribuire così al contenimento delle temperature globali”.

L’analisi dell’impronta carbonica si è svolta seguendo due standard, il protocollo GHG* e la Norma UNI EN ISO 14064-1:2019 “per la quantificazione e la rendicontazione delle emissioni di gas ad effetto serra e della loro rimozione”. L’applicazione di questi due strumenti permette di monitorare le emissioni di Gas a effetto serra connesse alle attività aziendali in un anno, seguendo una metodologia trasparente e standardizzata, che definisce le modalità di conduzione dell’analisi delle emissioni e di esecuzione di confronti temporali.

Nello specifico, le emissioni di GHG vengono individuate e contabilizzate distinguendo fra:

  • emissioni dirette, definite Scope 1 dal GHG Protocol, ossia provenienti dalle installazioni dell’organizzazione
  • emissioni indirette (Scope 2) tra cui quelle derivanti dalla generazione di elettricità, calore e vapore importati e consumati dall’organizzazione.
  • altre emissioni, definite Scope 3 dal GHG Protocol, indirettamenteassociate allo svolgimento delle attività aziendali, quali, ad esempio, le emissioni derivanti dalla produzione dei beni acquistati o dal trattamento dei rifiuti prodotti. A differenza degli SCOPE 1 e 2, che devono obbligatoriamente essere conteggiati, per lo SCOPE 3 viene lasciato un ampio margine di discrezionalità: è l’organizzazione a decidere se includere o meno le “altre emissioni indirette” nell’analisi ed eventualmente quali fonti di emissione considerare, in funzione della propria volontà di definire un quadro più o meno completo e rappresentativo della realtà aziendale. Acque Bresciane ha scelto di considerare nello Scope 3 lo smaltimento dei fanghi di depurazione, le emissioni indirette da consumo energetico, l’acquisto di prodotti chimici e il pendolarismo dei dipendenti.

La valutazione degli impatti di Acque Bresciane ha preso il 2020 come primo anno di un’analisi dettagliata delle emissioni e diviene quindi l’anno di riferimento per le future comparazioni in tema di emissioni e rimozioni di GHG. 

Misura, riduci, compensa. Questo l’approccio che abbiamo avviato attraverso l’analisi puntuale delle emissioni 2020, la loro completa compensazione e gli impegni fin da subito a ridurle nel 2021– ha commentato Francesco Esposto, responsabile Innovazione e sostenibilità di Acque Bresciane -.  Abbiamo anche condiviso una pianificazione a medio lungo termine che confidiamo possa essere validata scientificamente dai migliori standard internazionali (SBTi)”.

Tre i progetti scelti per compensare le emissioni dei gas effetto serra, tutti certificati con standard riconosciuti dalle Nazioni Unite, Gold Standard e Verified Carbon Standard, con un investimento complessivo di 43.680 Euro. Il primo riguarda la realizzazione di un parco eolico nel Distretto di Süleoğlu in Turchia, per accelerare la crescita del settore eolico e stimolare la produzione di tecnologie di energia rinnovabile nel Paese, accreditato Gold Standard. Sempre nel campo della produzione delle energie rinnovabili, Hydro India si riferisce alla costruzione di una nuova centrale idroelettrica da 4.500 GWh per una potenza massima di 1.000 MW, omologata con lo standard VCS (4.100 le tonnellate di CO2 equivalenti compensate). Infine l’iniziativa in Africa, REDD+ (Reducing Emissions from Deforestation and Forest Degradation) sostiene la conservazione delle foreste con l’obiettivo principale di ridurre le emissioni di gas a effetto serra derivanti dalla deforestazione e dal degrado delle foreste. Il progetto si basa su un meccanismo economico sviluppato nell’ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).

Nel calcolo dell’impronta carbonica Acque Bresciane si è avvalsa della consulenza tecnica di Carbonsink, società italiana specializzata in strategie di decarbonizzazione net-zero e di gestione dei rischi climatici per le imprese. Nasce nel 2011 come Spin-off dell’Università degli Studi di Firenze e oggi ha sedi a Firenze, Milano e Maputo (Mozambico). Carbonsink è il primo provider italiano accreditato CDP dal 2017 e dal 2021 il primo CDP Silver Partner ad offrire servizi SBT (Science Based Target) in Italia. È inoltre l’unica società italiana a far parte dell'International Emissions Trading Association (IETA) e dell'International Carbon Reduction and Offset Alliance (ICROA) dal 2015. 

* The Greenhouse Gas Protocol - A Corporate Accounting and Reporting Standard, redatto dal World Resources Institute (WRI) in collaborazione con il World Business Council for Sustainable Development (WBCSD),)

Glossario

  • Confine: perimetro che definisce quali attività sono considerate e quali emissioni sono conteggiate e riportate all’interno dello studio.
  • CO2 equivalente (CO2eq): è un’unità di misura che permette di pesare insieme emissioni di gas serra diversi con differenti effetti climalteranti. La quantità di CO2 equivalente è calcolata moltiplicando la massa di un dato gas serra per il suo potenziale di riscaldamento globale (GWP).
  • Emissione di gas ad effetto serra: massa totale di un GHG rilasciato in atmosfera nell’arco di uno specifico periodo.
  • Emissioni dirette: emissioni da sorgenti di proprietà o controllate dalla società oggetto di studio.
  • Emissioni indirette: emissioni che sono una conseguenza delle operazioni della società oggetto di studio, ma che si verificano da sorgenti possedute o controllate da un'altra società.
  • Fattore di emissione di gas serra: fattore di conversione che consente di stimare le emissioni di CO2 equivalente a partire da dati di attività disponibili (ad esempio tonnellate di consumo di carburante, tonnellate di prodotto).
  • Gas ad effetto serra (Greenhouse Gas - GHG): costituenti gassosi presenti in atmosfera in grado di trattenere una parte considerevole della componente nell'infrarosso della radiazione solare che colpisce la Terra ed è emessa dalla superficie terrestre, dall’atmosfera e dalle nubi. In riferimento allo studio in oggetto, sono considerati i GHGs elencati nella Norma UNI EN ISO 14064-1:2019: anidride carbonica (CO2), metano (CH4), monossido di diazoto (N2O), trifluoruro di azoto (NF3), esafluoruro di zolfo (SF6) e altre tipologie di GHGs (es. idrofluorocarburi (HFCs), fluorocarburi (PFCs), ecc.).
  • Impronta di carbonio (Carbon footprint) di organizzazione: somma delle emissioni di GHG generate direttamente o indirettamente dalle attività dell’organizzazione, espressa in kg CO2 equivalenti.
  • Sorgente (o fonte) di gas serra: unità fisica o processo che rilascia un GHG nell’atmosfera.
19/05
“Water Economy 2043”: l’evento tv e web promosso da Padania Acque dedicato ai finanziamenti innovativi per il settore idrico

Cremona, 10 maggio 2021

Acqua, bene comune e risorsa primaria. Acqua, servizio pubblico essenziale. Acqua ed economia, investimenti e sviluppo del territorio. L’evento tv e web “Water Economy 2043: finanziamenti innovativi per il settore idrico”, promosso da Padania Acque e patrocinato da Utilitalia e Water Alliance, ha raccontato le sfide e gli obiettivi futuri dell’idrico cremonese, lombardo e italiano.

Tanti i temi affrontati dai vertici di Padania Acque insieme ai rappresentanti del mondo dell’idrico ma anche degli istituti di credito e dei consulenti tecnico-legali, che hanno strutturato insieme al management aziendale l’operazione finanziaria da 134,5 milioni di euro consentendo così al gestore unico cremonese di innovare il Servizio Idrico Integrato provinciale attraverso significativi investimenti programmati fino al 2043.

«Il termine economia deriva da due parole del greco antico: “oikos”, che significa casa, e “nomos”, ovvero legge, in sintesi le “Regole della nostra casa”», ha dichiarato il Presidente Claudio Bodini il quale ha concluso il suo intervento spiegando che «economia dell’acqua per Padania Acque significa adottare quelle norme di gestione “trasparente” del ciclo idrico integrato, che per i prossimi 22 anni ci porterà a finalizzare ingenti investimenti sul territorio, generando valore e anche quel cambiamento culturale volto a incrementare sempre di più la fiducia dei cittadini nell’acqua potabile, un’acqua ottima da bere».

Giordano Colarullo, Direttore Generale di Utilitalia, la Federazione che riunisce 500 Aziende operanti nei servizi pubblici dell’Idrico, dell’Energia e dell’Ambiente, di cui 160 imprese per 40mila addetti nel settore idrico, ha evidenziato le criticità di una Italia a due velocità, spaccata tra Nord e Sud. «Esiste un forte ritardo infrastrutturale, la vetustà delle reti acquedottistiche e perdite di rete in media del 42% (in certe aree raggiungono il 60%), infrazioni europee per la depurazione delle acque che interessano circa 29 milioni di abitanti e un investimento procapite medio annuo di circa 40 euro, con un minino di 26 euro nel mezzogiorno, a fronte degli 80/90 euro dell’Europa. Nelle regioni settentrionali la governance industriale ha reso il servizio più efficiente ma grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sarà finalmente possibile accelerare sotto la guida dello Stato e dei gestori industriali per finanziare il servizio idrico integrato e riportare tutto il territorio nazionale ad avere un servizio degno di un Paese come l’Italia».

«L’attuale capacità operativa di Padania Acque è frutto della forte scelta dei comuni-soci che nel 2014 hanno deciso di superare le gestioni in economia dei Comuni per affidare il servizio a un’unica azienda. Tre principali obiettivi guidano l’azione del gestore unico cremonese: l’innovazione delle reti, lo sviluppo tecnologico degli impianti e la risoluzione degli scarichi indepurati. Il tutto con investimenti ed economie di scala che consentano di continuare a diminuire i costi operativi per destinare le risorse a vantaggio della tariffa in un’ottica di sostenibilità ambientale e sociale», ha ricordato l’Amministratore delegato Alessandro Lanfranchi.

«Il valore della rete di imprese lombarde, fiore all’occhiello della gestione pubblica dell’acqua, che da anni hanno deciso di lavorare in sinergia per crescere insieme, garantendo le specificità territoriali di ogni provincia, si basa sulla capacità da parte delle aziende di reinvestire i dividendi per incrementare la qualità del servizio idrico ponendo grande attenzione all’ambiente e alle acque depurate», ha evidenziato Alessandro Russo, Presidente di CAP Holding, Vicepresidente di Utilitalia e portavoce di Water Alliance – Acque di Lombardia.

Il Direttore Generale di Padania Acque Stefano Ottolini ha introdotto i termini del maxifinanziamento pari a 134,5 milioni di euro: «Si tratta di un importo tra i più significativi erogati ad aziende pubbliche in house, soprattutto in termini relativi in rapporto ai fondamentali aziendali. Il project finance, costruito ad hoc sulle specificità dell’azienda ed esteso fino al 2037, rappresenta sia per la durata ventennale sia per le peculiarità tecniche sottostanti una novità sul mercato e va a creare una forte coerenza tra le duration rispettivamente di asset e fonti di finanziamento. Non da ultimo, il finanziamento è un non recourse loan: gli istituti di credito hanno come esclusiva garanzia la capacità di Padania Acque di generare flussi di cassa a servizio del debito».

«La rilevante capacità di strutturare un piano particolarmente complesso da parte di tutti i soggetti coinvolti, del Gestore dell’idrico, dell’ente d’Ambito ATO Cremona, della Autorità regolatrice ARERA e delle otto banche finanziatrici. In particolare, la dirigenza di Padania Acque ha saputo efficientare i costi operativi nella prospettiva di ingenti investimenti in termini qualitativi per gli utenti-cittadini e il territorio, sviluppando la tariffa in maniera sostenibile», ha sottolineato Giovanni Caucci, socio partner di Agenia, l’Advisor industriale, tecnico e regolatorio che ha curato lo sviluppo del modello economico-finanziario e tariffario dell’operazione di Padania Acque.

«L’operazione – hanno commentato gli avvocati Monica Colombera e Simone Ambrogi di Legance – Avvocati Associati - ha sicuramente una valenza strategica se si considera che l’importo del finanziamento rappresenta uno dei più significativi in favore di un soggetto interamente pubblico in house. Si tratta di uno dei primi finanziamenti concessi nell’ambito della nuova regolazione tariffaria MTI-3 emanata dall’Autorità di Regolazione per l’Energia le Reti e l’Ambiente, che combina le esigenze di bancabilità dei finanziatori in termini di certezza dei flussi, con una flessibilità di cassa della società e questo – hanno concluso gli avvocati - dimostra come oramai Padania Acque rappresenti un simbolo di efficienza e affidabilità presso il mercato bancario».

La Managing Director della Divisione IMI CIB e il Business Director della Divisione IMI CIB di Intesa Sanpaolo, banca finanziatrice e agente capofila dell’intero financing realizzato da un pool di otto istituti di credito, hanno ricordato la dimensione rilevante e specifica dell’operazione. «Banca Intesa Sanpaolo è al fianco delle imprese italiane e di un settore strategico, quale il Servizio Idrico Integrato, molto importante da salvaguardare e da valorizzare come patrimonio nazionale», ha precisato Marica Campilongo. Alberto Gaudiomonte ha infine illustrato i dettagli del finanziamento«finalizzato alla copertura parziale di un piano di investimenti virtuosissimo da parte di Padania Acque di oltre 500 milioni di euro per la durata della concessione idrica fino al 2043 e della struttura finanziaria adottata, che riflette le caratteristiche distintive della Società per qualità ed efficienza del servizio reso, lo specifico Piano Industriale e degli investimenti correlati, nonché la durata residua della concessione idrica in essere».

11/05
Approvato il Budget 2021 di Lario Reti Holding

Previsti nuovi investimenti per oltre 32 milioni di Euro

L’Assemblea degli Azionisti di Lario Reti Holding ha approvato il budget per l’esercizio 2021. Il documento di previsione e pianificazione riguarda il sesto anno di attività di Lario Reti Holding come Gestore del Servizio Idrico Integrato sull’intera Provincia di Lecco e si inserisce in uno scenario nazionale ed internazionale ormai noto, quello pandemico, che ha caratterizzato l’attività aziendale nel 2020 e continuerà a farlo nel 2021.

Nonostante tale scenario continua la crescita degli investimenti – previsti 32 milioni, pari a circa 95 euro/abitante – a conferma del trend rilevato nel periodo 2016-2020, dove gli investimenti realizzati complessivamente sono stati superiori a 100 milioni di euro e destinati principalmente al rinnovo e ammodernamento delle infrastrutture idriche di acquedotto, fognatura e depurazione.

Le principali direttrici di intervento sono relative in particolar modo a sei opere, che impattano per il 66% del budget investimenti 2021 – commenta Lelio Cavallier, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Lario Reti Holding – In particolar modo prevediamo una spesa di 6,2 milioni di Euro per il raddoppio dell’Adduttrice Intercomunale Brianteo e di circa 8,5 milioni di Euro per il collettamento dei reflui di Oliveto Lario alla rete di Valmadrera.”

Tante le attività previste oltre i canonici interventi di aggiornamento e potenziamento degli impianti: “Contiamo di aumentare le attività di ammodernamento del parco contatori, raggiungendo quota 20.000 sostituzioni. Tali apparecchi saranno tutti consultabili da remoto, grazie ad una tecnologia detta drive-by, che prevede la telelettura mediante il passaggio di autovetture munite di sistema di rilevamento dei misuratori installati in zona e ricezione dei dati di lettura e degli allarmi – segnala Vincenzo Lombardo, Direttore Generale di Lario Reti Holding – Ci occuperemo anche di avviare le attività di ricerca e prevenzione delle perdite nei Comuni di Valmadrera, Airuno, Castello Brianza, Primaluna, Lierna, Nibionno, Pescate, Garlate e Lomagna, tramite diverse attività di gestione e monitoraggio delle pressioni, ottimizzazione dei sistemi di pompaggio e rinnovo delle reti. Grande importanza rivestiranno inoltre i piani fognari, tramite cui doteremo tutti i Comuni serviti di modelli geometrici-idraulici delle reti pubbliche, così da programmare i necessari interventi di rimedio e riabilitazione delle principali criticità presenti sulle reti fognarie, causa di esondazioni e allagamenti superficiali”

Per quanto riguarda i dati economici, i ricavi previsti da Lario Reti Holding per l’anno 2020 ammontano a 53 milioni di Euro e sono costituiti prevalentemente dal Servizio Idrico Integrato e dalla vendita di acqua all’ingrosso ai gestori delle Province di Como e Monza Brianza. A fronte dei costi previsti (41,5 milioni) si prevedono un EBITDA del 21,9% ed un EBIT del 4%. I previsti utili del Servizio Idrico Integrato, pari a 4,4 milioni di Euro, saranno reinvestiti nel potenziamento di impianti e reti nei prossimi anni.

“I risultati dei primi 5 anni di gestione del Servizio Idrico Integrato da parte di Lario Reti Holding sono testimonianza di una realtà solida e in grado di rispondere alle esigenze di investimento ed ammodernamento avanzate dal territorio – conclude Antonio Rusconi, Presidente del Comitato di Indirizzo e Controllo di Lario Reti Holding – Questi valori di investimento, 100 milioni di Euro con previsione di altri 32 nel 2021, sono stati possibili solamente grazie al contributo di tutti i cittadini e gli abitanti della nostra Provincia”.

01/04
Dalla fusione di Tea Acque e AqA Mantova nasce AqA

Mantova, 31 Marzo 2021 - AqA da domani è il gestore del servizio idrico integrato in quaranta comuni della provincia e punto di riferimento per oltre trecentomila cittadini della provincia di Mantova. La Società del Gruppo Tea nasce dalla fusione di Tea Acque e AqA Mantova. La nuova realtà e il marchio saranno oggetto di una campagna informativa al via da domani sui mezzi di informazione.

La Società è stata presentata oggi alla stampa da Massimiliano Ghizzi, presidente del Gruppo Tea, Vinicio Fiorani e Giovanna Pesente, rispettivamente presidente e amministratore delegato di AqA.

“E’ un progetto che parte da lontano - spiega Massimiliano Ghizzi - in cui la fusione tra le due anime idriche di Tea ha l’obiettivo di ottimizzare l’organizzazione del servizio in sé, ma anche di compiere un lungo passo in avanti nella direzione del gestore unico provinciale, di cui AqA è società veicolo come definito dagli enti competenti”.
Il nuovo gestore servirà il 75% circa del territorio mantovano per i prossimi 16 anni.

“Innovazione e sostenibilità - sottolinea Vinicio Fiorani - sono i valori sui quali la nuova realtà fonda la costruzione del proprio futuro al servizio dell’acqua e che trovano concreta applicazione nelle linee di indirizzo del cospicuo piano di investimenti che, con il rinnovo della concessione, è stato raddoppiato e ammonta a 87 milioni di euro nel prossimo triennio, per superare i 300 milioni al 2037”.

“Si apre una fase nuova e stimolante per la vita della società - commenta Giovanna Pesente - in cui tutti noi che raccogliamo la straordinaria eredità che ci viene affidata da Tea Acque in particolare dovremo impegnarci per dar vita a un soggetto imprenditoriale dinamico, sensibile alle necessità del territorio e capace di sviluppare progetti innovativi per garantire una risorsa di altissima qualità, nel pieno rispetto dell’ambiente”.

“AqA è attualmente partecipata al 14,08% dal socio privato ADC, il medesimo che era in Tea Acque. Come è noto, l’obiettivo è di arrivare alla costituzione di un soggetto totalmente pubblico entro il 2025 - conclude Massimiliano Ghizzi -, ma ciò potrebbe verificarsi molto prima se l’altro gestore dell’Alto mantovano deciderà di farne parte”.

AqA gestirà il ciclo completo dell’acqua, dal prelievo alla depurazione, orientando la propria attività alla sostenibilità e all’innovazione.

Tutti i numeri di AqA

  • persone: 72
  • territorio gestito: 40 comuni
  • abitanti serviti: 305mila
  • depuratori n. 76
  • pozzi n. 66
  • potabilizzatori n. 17
  • rete acquedotto km 1.601
  • rete fognaria km 2.250
  • impianti sollevamento fognario: n.380
  • campioni d'acqua analizzati nel 2020: n. 12.222
  • punti di controllo sulla rete: n. 114
  • investimenti 2020/2023: 87 milioni di €
  • Investimenti 2020/2037: oltre 300 milioni di €
    Gli investimenti riguardano il completamento della rete acquedottistica nei comuni che ne sono ancora privi e al potenziamento del rifornimento idrico da falda, per tutti gli schemi acquedottistici in gestione. Sono previsti, inoltre, rilevanti interventi sulla rete fognaria e sui depuratori, per migliorare il trattamento, l’efficientamento energetico e il sistema di telecontrollo e di  automazione con il fine di razionalizzare il numero degli impianti
  • numero verde commerciale: 800 473165
  • pronto intervento: 800 268268
30/03
BrianzAcque, al via il primo bilancio di sostenibilità partecipato in Italia

La Brianza verso un futuro sempre più sostenibile: la Cabina di regia del progetto, che vede già oltre 50 organizzazioni coinvolte, ha definito oggi contenuti, modalità di lavoro e prossimi passi

Monza, 30 marzo 2020 - Un bilancio di sostenibilità partecipato del territorio della Brianza: questo l’ambizioso progetto lanciato nei mesi scorsi da BrianzAcque con l’appoggio della Provincia di Monza e Brianza, che ha visto oggi, con l’incontro della cabina di regia, la definizione dell’agenda dei lavori.

Un progetto, il primo in Italia, condiviso da molti attori del territorio: sono 57 ad oggi le realtà pubbliche e private che hanno deciso di partecipare all’iniziativa per mettere a sistema le buone pratiche di sostenibilità - sociali, ambientali ed economiche - esistenti, avviare una prima misurazione del contributo del Sistema Brianza per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU e realizzare il primo Bilancio partecipato territoriale. 

La Brianza punta quindi ad un progetto innovativo e collaborativo per rilanciare il territorio e coinvolgere la comunità verso un modello di sviluppo sostenibile. Un’esigenza ancora più sentita oggi per una ripartenza che guardi a un futuro dove tutti i soggetti del territorio sono coinvolti e possono portare il loro contributo. 

“Con la cabina di regia è ufficialmente partito il  percorso verso il primo bilancio di sostenibilità,  volto a promuovere e a rilanciare il modello Brianza come best practice - spiega Enrico Boerci, Presidente e AD BrianzAcque, gestore unico del servizio idrico integrato nell’ambito di Monza e Brianza -  Un progetto innovativo multi stakeholder che, sulla scia dell’esperienza di tre bilanci di sostenibilità aziendali,  abbiamo voluto allargare all’intero  territorio provinciale  quale contributo collettivo alla ripartenza post Covid. È ormai ben evidente che la ripresa non potrà  che avvenire nel  segno del green e dell’impegno economico e sociale. Oggi più che mai,  occorre guardare al futuro con occhi nuovi.  È una grande sfida, ma sono certo che tutti gli attori coinvolti collaboreranno in  una vera logica di sistema per orientare la crescita del territorio e la prosperità della comunità di Monza e Brianza verso un modello condiviso di sviluppo sostenibile”. 

La cabina di regia ha condiviso i prossimi passi per arrivare entro fine anno alla realizzazione di un documento che costituirà la base del Bilancio di sostenibilità partecipato territoriale: tra aprile e settembre verranno organizzati i tavoli di confronto con tutte le realtà aderenti per mappare e selezione le buone pratiche di sostenibilità collegate all’Agenda 2030 ONU e condividere un primo set di indicatori di misurazione.

Durante l’incontro sono intervenuti, oltre a Enrico Boerci, Presidente e AD di BrianzAcque, anche Gianni Bottalico Responsabile Rapporti con gli enti territoriali di ASviS, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, e Cristiana Rogate, presidente di Refe e responsabile scientifica del progetto.

Nei mesi scorsi, per sensibilizzare gli attori del territorio e preparare la cabina di regia, sono stati organizzati due workshop con comuni e associazioni con l’obiettivo di coinvolgerli già nella fase di progettazione. La costruzione di una governance responsabile e partecipata del territorio, in linea con l’Obiettivo 17 “Partnership per gli obiettivi” dell’Agenda 2030, è uno dei fattori distintivi e di successo di questa iniziativa e, in generale di percorsi di sostenibilità credibili ed efficaci.

Questo progetto, primo in Italia, si colloca in uno scenario complesso che vede un’evoluzione nel rapporto tra i diversi attori sociali, un processo che spesso parte dai territori dove la dimensione relazionale è più forte e il confronto tra istituzioni, imprese e Terzo Settore è facilitato dalla conoscenza e dalla fiducia reciproca.

Un’iniziativa che va verso la responsabilità sociale di territorio. Per raggiungere questo obiettivo è necessario che ogni soggetto rinunci alla logica unilaterale per avvicinarsi ad un modello che si ispira al valore condiviso, senza per questo abbandonare il proprio ruolo ma adottando un approccio nuovo che tiene conto delle esigenze degli altri attori sociali.

IL PROGETTO IN NUMERI

Gli attori della Cabina di regia coordinata da BrianzAcque:

  • Provincia di Monza e Brianza
  • ATO Monza e Brianza
  • Comune di Monza
  • Comune di Seregno
  • Comune di Lissone
  • Comune di Vimercate
  • Comune di Cesano Maderno
  • Comune di Besana Brianza
  • Comune di Seveso
  • Comune di Bernareggio
  • Università degli Studi Milano-Bicocca
  • Università San Raffaele
  • Assolombarda
  • Assimpredil ANCE
  • Camera di commercio Milano Monza Brianza Lodi
  • Confcommercio Milano Lodi Monza e Brianza
  • CGIL, CISL e UIL
  • Ordine degli ingegneri di Monza e Brianza
  • CSV di Monza e Brianza
  • Fondazione della Comunità di Monza e Brianza

Le amministrazioni comunali che partecipano al progetto:

  • Comune di Agrate Brianza
  • Comune di Arcore
  • Comune di Bellusco
  • Comune di Busnago
  • Comune di Caponago
  • Comune di Carnate
  • Comune di Concorezzo
  • Comune di Desio
  • Comune di Lazzate
  • Comune di Lesmo/Camparada – Unione Camparada
  • Comune di Limbiate
  • Comune di Macherio
  • Comune di Mezzago
  • Comune di Misinto
  • Comune di Triuggio
  • Comune di Verano Brianza
  • Comune di Villasanta

Le altre organizzazioni che hanno dato l’adesione al progetto:

  • Agenzia Innova 21
  • Amici Storia della Brianza
  • ASD Polisportiva Veranese - BASKET SEREGNO A.S.D.
  • AUSER Monza e Brianza
  • CNR IRSA - Brugherio
  • Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi
  • Cooperativa Sociale il Visconte di Mezzago
  • Croce Rossa Italiana
  • Ecosviluppo Cooperativa Sociale Onlus
  • Fondazione Civica Scuola di Musica e Danza - Polo delle Arti
  • Fondazione Forense di Monza /More...please! Foundation
  • Fondazione Piseri
  • Il Veliero
  • Legambiente
  • Musicamorfosi
  • Polisportiva Veranese
  • Social Time Onlus - Il Salto ADS
  • Sport Club Mobili Lissone
15/03
Acque Bresciane, tornano i sub per restaurare le condotte sublacuali

A un anno dalla precedente ispezione, dal 9 marzo al via l’allestimento del pontone che servirà da base a Drafinsub. Due motonavi, una camera iperbarica d’emergenza, un veicolo filoguidato e un impianto di saturazione per operazioni in altofondale, 40 tecnici specializzati e 30 bilici, anche da Scozia e Olanda, per il trasporto delle attrezzature. Un appalto da 1,5 mln di euro che durerà tre mesi e interverrà sui punti ammalorati.

Brescia, 11 marzo 2021 - Esattamente un anno fa si era svolto l’intervento di ispezione delle condotte sublacuali di collettamento, previsto dal Piano di Manutenzione, ispezione e intervento adottato da Acque bresciane. Dal 9 marzo a Toscolano Maderno è partito l’allestimento del cantiere per riparare i punti in cui si era evidenziata una corrosione delle condotte.

Nel 2020 erano state compiute ispezioni subacquee sino alla profondità massima di -40 m sia sul versante di Toscolano Maderno che di Torri del Benaco, durante le quali i sommozzatori hanno misurato lo spessore delle condotte e monitorato la formazione di bioconcrezioni, aggregati e vaiolature su ognuna delle due condotte. Grazie a un veicolo filoguidato, Remote Operated Vehicle (ROV), l’indagine ha riguardato tutto il collettore, fino alla profondità massima di 250 metri.
Infine, erano stati prelevati alcuni dei provini immersi nel dicembre 2018, che hanno mostrato un incipiente deterioramento e formazione di concrezioni di varia natura. Sono stati, tra l’altro, rilevati batteri ferro ossidanti e acido produttori.

Dalle ispezioni video è emerso che:

  • a un anno dalla precedente ispezione sono salite a 248 le formazioni, con dimensioni rilevanti e con un’estensione di 2.795 metri in totale sul versante di Toscolano Maderno e di 51,5 m. su quello di Torri del Benaco
  • 244 si concentrano lungo il versante di Toscolano Maderno, mentre solo 4 sono state rilevate sul versante di Torri del Benaco.
  • 246 formazioni si trovano a una profondità compresa tra -146 e -188 metri
  • circa il 90% delle concrezioni si rilevano in corrispondenza dei cordoni di saldatura dei giunti delle barre di tubo costituenti le condotte.

In sintesi, la superficie delle condotte è sede di un’intensissima attività biologica che porta allo sviluppo di micro e macrofouling. Le caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua di lago, la composizione e la temperatura dei reflui trasportati favoriscono la proliferazione di vari organismi, alcuni dei quali trovano nelle superfici esterne delle condotte un ambiente idoneo alla crescita in ammassi macroscopici. Tra gli organismi che aderiscono alle superfici delle condotte e le colonizzano sono stati diffusamente rinvenuti batteri responsabili della formazione di concrezioni minerali e, ciò che è più rilevante, di vaiolature che possono, a lungo andare, portare alla perforazione del manufatto.

I tempi di sviluppo delle popolazioni di organismi può aver luogo anche in tempi molto ridotti, come dimostrano le differenze rilevate dal 2018 al 2020.  Questo il quadro che ha portato all’intervento attuale e alla consapevolezza che non è possibile garantire il mantenimento in vita del collettore in totale sicurezza oltre la durata originaria, proprio in considerazione dell’intensità dei fenomeni di micro e macro fouling, come prevederebbero le norme ISO/TS 12747.

Imponente la dotazione di mezzi a disposizione di Drafinsub, società di Genova specializzataun pontone modulare montato sul posto, composto da 16 moduli galleggianti, lungo 24 metri e largo 20;

  • due motonavi, una di 13,5 metri per il traino e la spinta del pontone e l’altra di 7,30 metri, di supporto;  
  • un impianto di saturazione per operazioni in alto fondale, interamente progettato e costruito da Drafinsub, certificato RINA per operare fino a 200 metri di profondità a temperature comprese fra -10°C e +50°C
  • una camera iperbarica di basso fondale per emergenza, certificata ABS e approvata IMCA per pressioni fino a 10 bar
  • un Remote Operated Vehicle (ROV) veicolo filoguidato per assistenza agli operatori subacquei
  • due sistemi Launch and Recovery System (LARS) per messa in acqua del basket che porta gli operatori subacquei per le operazioni in basso fondale e del ROV
  • 4 verricelli da tonneggio per posizionare correttamente il pontone
  • 10.000 metri cubi di miscele di respirazione per le operazioni subacquee in bombole
  • 3 gruppi elettrogeni collegati agli impianti vitali di bordo per un totale di 1.200 KVA

Il personale che ruoterà attorno al cantiere per le operazioni è composto da circa 40 tecnici specializzati che si occuperanno di predisporre le attrezzature e condurre le operazioni. Per la consegna delle attrezzature, in totale 550 tonnellate, sono attesi 30 bilici dall’Olanda, dall’Italia e dalla Scozia.
L’appalto vale 1 milione 500 mila euro e i lavori dovrebbero concludersi a maggio. Con resine epossidiche e clampe, anelli che “abbracciano” i tubi delle condotte e le irrobustiscono nei punti maggiormente intaccati dalle bioconcrezioni, i sub si prenderanno cura delle due condotte sublacuali che da oltre 40 anni corrono parallele sul fondo del lago di Garda, da Toscolano Maderno a Torri del Benaco, in prossimità di Punta San Vigilio. Tubi in acciaio del diametro di 40 cm e uno spessore di 1,5 cm, che trasportano per 7,396 km i reflui non trattati dalle reti di collettamento della sponda bresciana al depuratore di Peschiera.

Il punto di massima profondità è meno 247 metri e dal 2013 sono stati eseguiti vari interventi di ispezione e riparazione delle condotte, di diversa complessità a seconda della quota d’immersione che si è raggiunta. Le attuali operazioni puntano a riparare 248 punti evidenziatisi come critici nell’ispezione del 2020. Naturalmente le riprese dei sub e del ROV consentiranno di individuare anche eventuali modifiche nello stato delle condotte.

Gli interventi precedenti:

  • Novembre 2016, Stress analysis delle condotte. In base ai dati tecnici, alle caratteristiche del tracciato, all’analisi dell’As Built, si sono studiate le sollecitazioni a cui sono sottoposte le condotte. La metodologia impiegata, basata sulle più accreditate norme internazionali DnV’81 - Rules for Submarine Pipeline Systems, ha permesso di evidenziare i tratti più a rischio e quindi da analizzare con particolare attenzione.
  • Maggio 2017, ulteriori verifiche spessimetriche delle condotte subacquee in prossimità dell’approdo di Toscolano Maderno hanno confermato valori nella norma. Le riprese videofotografiche hanno però evidenziato la presenza, sulle superfici esterne delle condotte, di numerose formazioni conglomerate, inglobate all’interno di più estese zone di macrofouling (macroincrostazioni) e vegetazione acquatica.

Ulteriori indagini subacquee su queste formazioni hanno evidenziato per la prima volta la presenza di un fenomeno di biocorrosione delle tubazioni in acciaio (sino alle profondità di -40m) sia in prossimità dell’approdo di Toscolano Maderno che in prossimità dell’approdo di Torri del Benaco, in quest’ultimo in misura nettamente inferiore.

Contestualmente sono stati anche raccolti su entrambi i versanti campioni di concrezioni, esaminati dal Laboratorio di Analisi Industriali e Ambientali del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale dell’Università degli Studi di Brescia e dal Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Pavia.

  • Giugno 2017, prima serie di interventi di riparazione, localizzati sulle condotte sublacuali in basso fondale (sino alle profondità di -40m), con l’installazione subacquea di speciali giunti di clampaggio. 

Contestualmente grazie a un veicolo ROV venivano ispezionate le condotte sino alla profondità di -120 metri, su entrambi i versanti.

Lungo la scarpata di Toscolano Maderno sono stati individuati circa 20 punti critici con presenza di concrezioni significative, con ragionevoli punti di vaiolatura, tendenti progressivamente a diminuire sino a scomparire all’aumentare della profondità. I due tratti di collettore investigati che presentavano concrezioni risultano di circa 548 metri. E’ stata quindi redatta un’analisi di rischio per accertare lo stato di conservazione delle condotte sublacuali e la probabilità di minacce alla loro integrità tali da portare al rilascio dei reflui trasportati. Anche in questo caso a riferimento sono state prese le più accreditate nome e procedure internazionali (DnV-RP-F116, Integrity management of submarine pipeline systems). L’analisi eseguita ha individuato come minaccia più grave il rischio di biocorrosione esterna, a livelli che rendono necessario un costante controllo della situazione e, nel caso, interventi.

  • Luglio 2017, viene redatto uno specifico Piano di Manutenzione, Ispezione e Intervento che fornisce i requisiti minimi per l’ispezione e la manutenzione periodica, oltre alle procedure e ai mezzi da usare in un eventuale intervento di riparazione di emergenza delle condotte stesse (Emergency Procedure Repair System).
  • Settembre 2017, viene redatto il progetto esecutivo degli interventi di riparazione in alto fondale e delle ispezioni periodiche, poi affidati alla società Drafinsub di Genova.
  • Dicembre 2018, sempre con veicolo ROV, Drafinsub esegue ulteriori ispezioni subacquee sull’intera lunghezza del collettore fognario, evidenziando un numero di formazioni conglomerate molto superiore sia rispetto a quelle rilevate appena 18 mesi prima sia rispetto alle attese. In particolare, le concrezioni non riguardano più solo i versanti di Toscolano Maderno e di Torri del Benaco, ma sono presenti a profondità ben maggiori, comprese tra circa -120m e -186 m.

In totale si tratta di oltre 150 punti con presenza di significative concrezioni disposte sulle superfici esterne di entrambe le condotte sublacuali, per un’estensione complessiva di circa 1.660 m. Nel corso delle attività subacquee sono stati prelevati campioni da analizzare e sono stati immersi provini in acciaio di diversa composizione, realizzati presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale dell’Università degli Studi di Brescia, per studiarne la durabilità.

  • Tra febbraio e marzo 2019 si svolgono gli interventi di riparazione delle condotte in alto fondale (fra i 40 e i 186 metri di profondità), con la rimozione di tutte le bioconcrezioni, la misura spessimetrica in corrispondenza di ogni cratere presente sull’acciaio, l’applicazione sulle superfici metalliche nude di speciali resine epossi-poliamminiche bicomponenti e l’installazione di speciali giunti a collare (clampe).
  • 44 clampe installate, 27 sono sul versante di Toscolano Maderno e 17 sul versante di Torri del Benaco;
  • 78 punti riparati mediante applicazione di resina epossidica subacquea, 52 sul versante di Toscolano Maderno e 26 sul versante di Torri del Benaco;
  • 122 il totale dei punti riparati;
  • sui restanti sono solo state asportate le bioconcrezioni, al di sotto delle quali il rivestimento esterno delle condotte non è risultato ancora intaccato;

Nel corso delle attività subacquee sono stati prelevati campioni da sottoporre ad analisi.

I numeri dell’intervento 2019:
Ore uomo lavorate totali: 13.764 ore
Ore totali del progetto lavorate: 29.760
Immersioni totali 34
Tempo di saturazione totale: 540 ore
Immersioni in saturazione: 15

I numeri della videoispezione del 2020
504 ore/uomo di lavoro
13 immersioni totali
252 minuti Tempo fondo totale
447 minuti Tempo immersione totale

18/02
Nasce l’App di Pavia Acque: lo sportello online in versione mobile

Gestire le proprie utenze in modo semplice e intuitivo, anche da smartphone o tablet: questo l’obiettivo della nuova App di Pavia Acque per dispositivi mobili scaricabile sul sito www.paviaacque.it, da Play Store, per dispositivi Android, o da App Store, per dispositivi iOS.

L’App “Pavia Acque” offre tutte le funzioni dello Sportello online in modalità pensata per il mobile. Sarà sufficiente registrarsi con il proprio codice cliente e codice fiscale, fornendo un indirizzo mail per ricevere il link di attivazione dell’account.

Con la nuova App sarà quindi possibile verificare il dettaglio della propria fornitura, comunicare la lettura del contatore, consultare le letture precedenti, monitorare l’andamento dei consumi in forma analitica o con un grafico e localizzare lo sportello più vicino. 

Mediante le impostazioni dell’App sarà anche possibile essere avvisati con un alert della presenza di eventuali bollette in scadenza oppure di quelle già scadute: accedendo all’App si potrà quindi consultare l’estratto conto e visualizzare la scadenza dei documenti emessi, scaricare in formato pdf le proprie fatture e pagarle mediante carta di credito.

25/01
SAL, entra nel vivo la campagna per l’installazione di 70mila contatori smart

I nuovi dispositivi rilevano i consumi idrici a distanza per Sal un investimento di 15 milioni in 10 anni

Entra nel vivo la campagna di SAL per sostituire i contatori dell’acqua con i nuovi smart meter che trasmettono i dati di consumo per via telematica. Per l’azienda idrica lodigiana si tratta di un salto nel futuro dopo che la prima fase, iniziata nel 2020, ha già portato all’installazione di circa 600 contatori di grosso calibro collocati nei grandi condomini e nelle aziende. Dalla prossima settimana si parte anche con la sostituzione dei contatori medio piccoli, che rappresentano circa il 98% dell’intero parco contatori. La tabella di marcia prevede il rimpiazzo di un lotto di poco più di 5mila dispositivi entro la fine dell’anno. L’obbiettivo di SAL è quello di sostituire entro 10 anni l’intero parco contatori della provincia di Lodi, circa 70mila. L’intervento è interamente a carico di SAL e nessuna spesa verrà addebitata all’utente.

“Per SAL – dichiara il direttore generale Carlo Locatelli - si tratta di un corposo investimento che ammonta complessivamente a 15milioni di euro ed è destinato a rendere più preciso il sistema di misurazione e a snellire le procedure di calcolo dei consumi idrici”.

“Si partirà con la sostituzione dei contatori installati prima del 2009 e con un consumo medio annuo più elevato – spiega Mario Cremonesi, Dirigente dell’Area gestione e sviluppo del patrimonio -. I nuovi contatori sono dotati di un generatore di impulsi radio che i letturisti potranno interrogare stando a distanza, senza dover accedere quindi alla proprietà privata, contribuendo così alla prevenzione delle truffe dei falsi addetti. Non sarà più necessaria infatti la presenza fisica dell’utente al momento della lettura perché al letturista basterà transitare entro un raggio di 300 metri per interrogare il contatore crittografato e rilevare i dati di consumo.”

I primi test, con l’installazione di 50 contatori, verranno effettuati a partire da lunedì 25 gennaio nei comuni di Lodi e Casalpusterlengo e serviranno a organizzare al melio la campagna massiva che inizierà la settimana successiva e interesserà tutti i comuni lodigiani.

Gli interventi verranno effettuati da personale esterno specializzato che avviserà in anticipo i cittadini interessati dalla sostituzione del contatore. Ciascun operatore sarà munito di apposito cartellino di riconoscimento e gli utenti avranno la possibilità di verificarne l’identità contattando il servizio clienti di SAL al numero verde gratuito 800 760 388. Inoltre, sempre al fine di evitare truffe da parte di eventuali malintenzionati, è bene precisare che gli incaricati non possono chiedere alcuna somma di denaro e non hanno alcuna necessità di chiedere agli utenti di mostrare bollette o altri documenti.

19/01
“Padania Acque Education”: il progetto didattico-formativo 2.0 di Padania Acque per le scuole dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di II grado della provincia di Cremona

Cremona, 14 gennaio 2021

L’educazione e la sensibilizzazione di bambini e ragazzi sulla salvaguardia della risorsa idrica passano dall’online. Alla presenza di Claudio Bodini, Alessandro Lanfranchi e Stefano Ottolini, rispettivamente Presidente, Amministratore delegato e Direttore generale di Padania Acque, e del provveditore agli studi della provincia di Cremona Fabio Molinari, è stato presentato “Padania Acque Education”, il progetto didattico-formativo “a distanza” dedicato agli istituti scolastici della provincia di Cremona che include attività e percorsi educational differenziati per i bambini della scuola dell’Infanzia, per gli alunni della scuola Primaria e i ragazzi della scuola Secondaria di II grado.
Quest’anno, infatti, per rispettare le limitazioni dovute all’emergenza Covid-19, Padania Acque ha rimodulato in chiave 2.0 i propri progetti per le scuole che per anni hanno coinvolto migliaia di alunni, e che hanno visto impegnati i tecnici dell’azienda direttamente nelle aule scolastiche.

AcquaLab
La prima novità è AcquaLab ed è dedicata agli studenti delle scuole elementari. Un laboratorio didattico in modalità e-learning alla scoperta di tutti i segreti dell’acqua del rubinetto e del Servizio Idrico Integrato. Sette divertenti videolezioni, realizzate in collaborazione con La Compagnia dei Piccoli, e condotte da un team di esperti dell’acqua formato dalla mascotte Glu Glu e dai due scienziati Acqua Dotto (Andrea Migliorini) e dottor Pozzo (Mattia Cabrini), affrontano le differenti tematiche legate all’acqua e all’ambiente. In ogni puntata intervengono professionisti qualificati ed esperti del settore per spiegare ai bambini il valore della risorsa acqua e la qualità dell’acqua di rete. La dottoressa Annalisa Subacchi, biologo nutrizionista, spiega che l’acqua del rubinetto è un alimento salutare in quanto fonte di sali minerali necessari per il benessere dell’organismo; il campione olimpico di canottaggio Simone Raineri, svela i segreti del suo successo sportivo e sottolinea l’importanza di una corretta idratazione, soprattutto per chi pratica attività fisica. Silvia Rota, agronoma e responsabile progetti umanitari in Madagascar, e Maria Carmen Russo, presidente della Associazione As.SOS Africa Cremona, raccomandano di non sprecare l’acqua, una risorsa che non è illimitata ma anzi soggetta a un rapido esaurimento e che per questo motivo, in modo particolare nel continente africano, viene definita “oro blu”. I nostri piccoli amici possono così approfondire le conoscenze legate a questa risorsa essenziale: dalle sue proprietà chimico-fisiche e le caratteristiche nutrizionali e organolettiche - che la rendono buonissima da bere e ottima per la salute - al ciclo naturale dell’acqua fino al ciclo idrico integrato. Agli aspetti educativi si aggiunge infine un’interessante attività ludica con gli AcquaRebus, rebus a tema che sintetizzano i contenuti proposti nelle videolezioni.

Drinking Water Report
Un altro importante progetto realizzato da Padania Acque, con la collaborazione di Utilitalia, è Drinking Water Report, un percorso formativo di alternanza scuola lavoro nel quale gli studenti delle superiori vengono coinvolti in una vera e propria indagine di mercato sulla qualità e sulle abitudini di consumo dell’acqua del rubinetto. Nella prima fase gli studenti di una “classe master” accedono a una formazione aziendale online tenuta dagli esperti di Padania Acque attraverso delle video lezioni sul mondo delle Utility e sul processo industriale dell’azienda pubblica cremonese.
Nella seconda fase saranno gli stessi studenti della “classe master” a diventare protagonisti del progetto: sottoporranno a tutti gli studenti dell’istituto un questionario di 11 domande e le risposte dei compagni saranno oggetto di analisi critica con lo scopo di elaborare un rapporto statistico i cui risultati verranno illustrati alla propria classe.
I dati raccolti in tutto l’istituto, infine, serviranno per redigere il Drinking Water Report che sarà illustrato in un evento appositamente organizzato da Padania Acque in collaborazione con lo stesso istituto.
Tutti i dati raccolti nella provincia costituiranno, in collaborazione con APE (Aqua Publica Europea), l’associazione europea dei gestori pubblici dell’acqua, un rapporto dedicato all’uso dell’acqua potabile nel nostro paese e in tutta Europa che verrà presentato al Parlamento Europeo.

Goccia Story
La sensibilizzazione sul rispetto dell’acqua e dell’ambiente da parte di Padania Acque si rivolge soprattutto ai più piccoli. Come gli scorsi anni, i bambini della Scuola dell’Infanzia potranno continuare a scoprire il valore dell’acqua di rete con Goccia Story, il divertente progetto educativo sviluppato da Padania Acque, insieme alle società dell’idrico Acque Veronesi e Tea Mantova. Attraverso tre diverse attività didattiche sotto forma di gioco i piccoli apprenderanno i temi della sostenibilità ambientale, del rispetto dell’acqua e del suo corretto uso.
I giochi “Il Memory dell’acqua”, “Le buone pratiche” e “La storia dell’acqua” sono completamente fruibili online. Il provveditore agli studi della provincia di Cremona, Fabio Molinari, ha espresso particolare apprezzamento per i progetti scolastici offerti gratuitamente da Padania Acque. Ha sottolineato l’importanza di fare della risorsa acqua un elemento di studio per le giovani generazioni, confermando il pieno sostegno e la massima collaborazione da parte dell’ufficio scolastico territoriale alle attività educative proposte dal gestore unico dell’idrico cremonese.

COME ACCEDERE AI FORMAT DIGITALI?
L’iscrizione a Goccia Story, AcquaLab e Drinking Water Report è gratuita e riservata agli insegnanti delle scuole dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di II grado della provincia di Cremona. L’iscrizione dovrà effettuarsi entro e non oltre il 31 gennaio 2021 inviando una mail a comunicazione@padania-acque.it. L’Ufficio Comunicazione di Padania Acque fornirà tutte le istruzioni per accedere ai progetti educativi. Per maggiori informazioni relative ai tre percorsi educativi è possibile consultare il sito web di Padania Acque alla voce “Education”: https://www.padania-acque.it/it-IT/education-1.aspx

Acqua in bocca? No, ditelo a tutti!