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11/01
I depuratori della provincia di Varese passano ad Alfa

Con la fusione delle Società ecologiche

Dopo le assemblee dell’ottobre scorso, che avevano dato il via libera all’operazione, il 18 dicembre è arrivata la firma davanti al notaio: tutte le parti coinvolte hanno siglato l’atto che sancisce la fusione delle sei società ecologiche provinciali in Alfa Srl, gestore del servizio idrico integrato in provincia di Varese, con effetto dal 1° gennaio 2021.

Le società erano nate come consorzi negli anni Sessanta e Settanta, con l’obiettivo di realizzare gli impianti di depurazione a tutela di laghi e corsi d’acqua. Formate da Provincia e comuni, erano state trasformate in società per azioni o a responsabilità limitata nel 2004. Ora, coerentemente con quanto previsto dalle normative nazionali e regionali, l’ingresso nel gestore unico.

Il presidente di Alfa Paolo Mazzucchelli aveva definito la decisione delle assemblee societarie ''un passo storico atteso da più di vent’anni'', perché fondamentale nel percorso di acquisizione progressiva di reti e infrastrutture del servizio idrico. Di fatto la conduzione di tutti i depuratori di proprietà delle società ecologiche era già passata ad Alfa da qualche tempo, così come il personale di Prealpi Servizi, l’azienda che ha gestito gli impianti  in precedenza.

''Ovviamente ci eravamo preparati da tempo a questo passaggio e i nostri uffici hanno già avviato mesi fa l’iter per la realizzazione dei necessari progetti di modernizzazione e adeguamento dei depuratori alle normative nazionali ed europee'' dice Mazzucchelli. Gli impianti attualmente gestiti da Alfa diventano così 58, per un numero di abitanti equivalenti serviti che si aggira attorno al milione.

Un altro effetto della fusione è che tutte le partecipazioni nelle Società ecologiche si trasformano adesso in partecipazioni in Alfa portando il totale dei soci a 144, 135 comuni della provincia più sette del comasco e uno del milanese, oltre alla stessa Provincia di Varese.

''Noi, come tutti gestori del servizio idrico integrato in Italia, agiamo in un regime di monopolio – continua Mazzucchelli - perché il nostro Paese ha scelto di affidare la risorsa acqua ad aziende totalmente pubbliche. La conduzione deve essere però di tipo industriale, ossia con elevati standard qualitativi e gestionali. Non avere concorrenza è certo un vantaggio, ma anche un’enorme responsabilità. Vogliamo diventare una società di riferimento, e non solo tra quelle pubbliche, per organizzazione, capacità manageriale e forza degli investimenti, avendo sempre presente la nostra mission, che è la tutela dell’ambiente e del territorio in cui viviamo.''

''Siamo una società non solo di persone, ma “delle persone”, - conclude il presidente di Alfa - perché attraverso i loro sindaci le comunità locali controllano il nostro operato e condividono con noi le scelte strategiche''.

Le sei società che hanno deliberato la fusione in Alfa sono quelle di: Arno-Rile-Tenore, Bozzente, Laghi di Varese e Comabbio, Olona, Valmartina e Verbano. Insieme, erano proprietarie di oltre venti depuratori tra i quali quelli di Sant’Antonino Ticino (25 comuni serviti nel sud della provincia, oltre all’aeroporto di Malpensa), Gavirate (Lago di Varese), Varese Pravaccio e Olgiate Olona.

11/01
Como Acqua sempre più vicina ad essere – di nome e di fatto – Gestore Unico del SII

Comodepur trasferisce la gestione dell’impianto alla giovane utility

L’impianto di depurazione di Comodepur, a servizio della città di Como e dei comuni limitrofi, verrà finalmente gestito da Como Acqua “Una trattiva impegnativa. In alcuni momenti complicata. Ma ce l’abbiamo fatta”. La soddisfazione è tanta e traspare dal tono e dalle parole dell’Ing. Enrico Pezzoli, Presidente di Como.

Il traguardo tagliato non è che la naturale conclusione di un percorso nel quale l’utility comasca, in veste di Gestore Unico del Servizio Idrico Integrato, era impegnata da tempo.

“Si tratta di un successo collettivo – spiega Pezzoli – per il quale ci sentiamo di dover ringraziare il Presidente di Comodepur, Laura Bordoli e l’Amministratore Delegato, Alberto Grandi per la stretta collaborazione in questo percorso, oltre che il Comune di Como nella persona del Sindaco Mario Landriscina e del Vice Sindaco Adriano Caldara: solo attraverso la sinergia e la collaborazione è stato possibile raggiungere una soluzione che tutelasse l’interesse di tutti”.

Ci sono molte date che costellano la storia di Como Acqua: “Quella che sancisce l’arrivo dell’impianto di Comodepur nella nostra famiglia non fa eccezione: stiamo parlando di una società storica che esiste dal 1974: per noi rappresenta un’enorme responsabilità e orgoglio poter accogliere anche questa eredità, per sentirci ancora più legati al territorio” precisa Pezzoli.

Gli fanno eco il Presidente e l’Amministratore Delegato di Comodepur: “Non c’era momento migliore, se non alle soglie di un nuovo anno, per inaugurare questo cammino. L’impianto di Comodepur è frutto di un lungimirante incontro avvenuto quasi 50 anni fa fra pubblico e privato ed è stato sempre al servizio della Comunità Comasca, dei cittadini e delle imprese. Ora, con il passaggio a Como Acqua, si realizza pienamente il progetto di gestione unica del servizio idrico a livello provinciale che porterà benefici alla collettività”

Ora per Como Acqua si aggiunge un nuovo, centrale tassello nella gestione del processo di depurazione:  subentrerà infatti nella gestione delle acque reflue provenienti dai sistemi fognari dei Comuni limitrofi quali Lipomo, Tavernerio, Brunate, Cernobbio, Maslianico, Blevio, Torno e parte di Grandate che, unitamente al Comune di Como, costituiscono l’attuale comprensorio servito da Comodepur.

07/01
Acque Bresciane e Fondazione Sipec alleate per portare acqua sicura a più di 15 mila bambini in Brasile

Ad Anapolis interventi già in 12 scuole, ora grazie a un accordo triennale il gestore del Servizio idrico integrato e la Onlus bresciana aiuteranno a replicare il progetto “Wash in school” in altri 36 istituti

Brescia, 23 dicembre 2020 - Un progetto triennale “Wash in School 36” per migliorare le condizioni igienico sanitarie in 36 scuole comunali di Anapolis (Brasile): attori della convenzione, sottoscritta a novembre con validità triennale, Acque Bresciane e Fondazione Sipec, per un impegno complessivo di oltre 45mila Euro.

Un ponte fra Brescia e il Brasile in nome di una risorsa scarsa e strategica come l’acqua; il 25% della popolazione mondiale si trova già oggi in una condizione di stress idrico, ovvero con concreta difficoltà – se non impossibilità – a utilizzare acqua di qualità. Questo nonostante l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite abbia dichiarato l’accesso all’acqua pulita e sicura un diritto essenziale per la vita e per la dignità umana, fin dal 2010.

Il progetto “Wash” è stato avviato nel 2018 da Fondazione Sipec e CeTAmb LAB e si articola in diversi step. Raccordo fra il territorio bresciano e il Brasile è stata fin da subito Carmencita Tonelini, che all’Università di Brescia ha frequentato un dottorato in Ingegneria in Metodologie e tecniche appropriate nella cooperazione internazionale allo sviluppo (DICACIM) presso il CeTAmb LAB ed è presidente della ONG 4 Elementos. La giovane ha realizzato ad Anapolis, grazie a Fondazione Sipec, un sistema per trattare le acque di scarico in una scuola rurale dove era emersa una forte contaminazione dell’acqua da Escherichia coli. La scelta è caduta su un bacino di evapotraspirazione, un serbatoio impermeabilizzato che rappresenta una tecnologia ecologica e di basso costo. Il sistema permette di trattare le acque reflue, riciclare l’acqua e, grazie a batteri “buoni”, produrre micronutrienti per le piante che vengono coltivate sopra il serbatoio, in questo caso alberi di banane che producono anche cibo.

Nel biennio 2018/2019 il progetto Wash ha interessato 12 scuole di Anapolis e le ultime analisi hanno dimostrato che la contaminazione, che all’inizio del progetto riguardava il 58% dei siti, si è azzerata. Gli ulteriori passi vedranno Acque Bresciane impegnata a finanziare il lavoro di un educatore ambientale, nell’azione educativa dei ragazzi attraverso tre fumetti (sugli argomenti: acqua, rifiuti e igiene) e altri materiali, nella fornitura di dispenser e di sapone, ma anche in campo tecnico, con la creazione di un’app che consente di monitorare il sistema di gestione dei filtri. Con Fondazione Sipec, Acque Bresciane si adopererà per il risanamento di tre sorgenti, realizzando uno studio di fattibilità, una campagna di sensibilizzazione e la piantumazione di 1.500 alberi, nonché della realizzazione di materiale video. Fondazione Sipec si occuperà inoltre della pubblicazione finale del progetto.

“Il prezioso sostegno di Acque Bresciane al progetto WASH in Schools - ha commentato Carmencita Tonelini - avrà un impatto positivo in quanto sará possibile replicarlo in 36 scuole in 3 anni e svilupperemo buone pratiche educative, volte a fornire acqua trattata per migliorare le condizioni di vita degli studenti e migliorare le condizioni infrastrutturali dei servizi igienico-sanitari di base. Questo farà la differenza per più di 15mila bambini”.

La sostenibilità deve essere praticata nel lungo periodo e ad ampio raggio – ha commentato Gianluca Delbarba, presidente di Acque Bresciane -. La sostenibilità, riferita in particolar modo all’acqua, sarà globale, planetaria, o non sarà: per questo in ossequio all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, Acque Bresciane ha scelto di impegnarsi a sostegno di comunità in cui l’accesso all’acqua potabile non è ancora un diritto riconosciuto”.

Fondazione Sipec è da sempre sensibile al tema del corretto utilizzo della risorsa acqua e lo ritiene prioritario negli interventi di cooperazione allo sviluppo. Assicurare la disponibilità di acqua sicura nei paesi a risorse limitate è presupposto indispensabile rispetto ad altri, pur essenziali, interventi finalizzati ad assicurare cibo, educazione, infrastrutture. L’acqua sicura è un bisogno umano fondamentale e un diritto umano basilare.

Fra i partner dell’iniziativa, oltre alla ONG 4 Elementos, la Prefettura di Anapolis, il laboratorio Cetamb LAB dell’Università degli Studi di Brescia, lo Studio architectura Viva, l’Università statale di Goias, Istituto Federale di Goiás, il sindacato dei metallurgici di Anapolis e Aqualit saneamento.

09/12
Online il nuovo Webgis Acque di Lombardia: la mappa delle reti del servizio idrico integrato si estende a più di mille Comuni

La nuova piattaforma potenziata nei servizi e nelle tecnologie riunisce nove gestori pubblici che fanno parte di Water Alliance: oltre a BrianzAcque, Uniacque, Lario Reti Holding e SAL, diventano partner del progetto Pavia Acque, Padania Acque, Acque Bresciane e Alfa Varese. Due terzi del sottosuolo lombardo in tempo reale.

La mappa delle reti idriche e fognarie di oltre 1.000 comuni lombardi è online grazie al nuovo WebGIS Acque di Lombardia, la piattaforma dedicata al patrimonio di dati e informazioni di nove gestori del servizio idrico integrato della Lombardia che fanno parte di Water Alliance, la prima rete nazionale dell’acqua pubblica. Sviluppato per la prima volta da Gruppo CAP nel 2012, via via negli anni hanno aderito al progetto BrianzAcque (Monza e Brianza), Uniacque (Bergamo), Lario Reti Holding (Lecco), SAL (Lodi) e da poco ne sono entrati a far parte altre 4 aziende pubbliche: Pavia Acque, Padania Acque (Cremona), Acque Bresciane, Alfa Varese.

Il nuovo WebGIS è il risultato di un grande lavoro di sinergia tra le water utility lombarde per mettere a disposizione dei tecnici, dei comuni e dei professionisti un unico punto di riferimento per le informazioni cartografiche legate al mondo dell’acqua.

Più di due terzi del sottosuolo lombardo è stato mappato per offrire a professionisti del settore, ai tecnici dei Comuni e delle Istituzioni regionali e provinciali, le informazioni su ciò che accade sotto i loro piedi, a livello di strutture e infrastrutture di rete,spiega Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP. La sfida è fare in modo che i dati diventino sempre più un driver di innovazione e di servizio

Nato dall’unione tra GIS (Geographic Information System) e l’interattività del web, il WebGIS Acque di Lombardia è un sistema che, attraverso interfacce semplici e intuitive, consente un aggiornamento in tempo reale delle reti e di tutte le strutture legate al servizio idrico integrato. Oltre ad acquisire, estrarre e gestire le tante informazioni derivanti dai dati georiferiti, il WebGIS le rende disponibili in remoto.
La piattaforma si avvale di un team di 40 persone proveniente dalle 9 aziende e gestisce una mole imponente di dati relativi a oltre 60 mila km di rete di acquedotto e fognatura, destinati a crescere ancora negli anni. Con il nuovo assetto, il sistema è arrivato a mappare due terzi del territorio lombardo per un totale di 1.050 Comuni.

Come funziona

Rivolto a target differenti, il WebGIS Acque di Lombardia offre diversi livelli di accesso e informazioni a seconda delle categorie di utenti e delle politiche delle singole aziende.

I tecnici delle aziende idriche hanno a disposizione il sistema nella sua versione completa, quindi tutte le informazioni gestionali utili all’operatività quotidiana che garantiscono un livello ottimale del servizio, permettendo di operare completamente in digitale sul territorio.
cittadini, che trovano nella sezione dedicata del sito internet www.Gruppocap.it  “cantieri trasparenti” notizie aggiornate sui cronoprogrammi dei cantieri e sui costi sostenuti
professionisti, che attraverso un ambiente loro dedicato si possono documentare sui dati relativi alle reti del sottosuolo e alle informazioni delle reti tecnologiche, grazie ai protocolli d'intesa concordati con le varie categorie: Ordine degli Architetti, Pianificatori Paesaggisti e Conservatori, Ordine degli Ingegneri, Collegio Geometri e Geometri Laureati, Collegio dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati della provincia di Milano.
tecnici comunali, a cui è dedicata un’apposita sezione per accedere ai dati delle reti e delle manutenzioni. Ogni comune accede al WebGIS con un profilo dedicato e può consultare la cartografia del proprio territorio, il database topografico e i dati delle reti. Può inoltre consultare tutte le manutenzioni ordinarie in corso o passate e dialogare con le aree tecniche dell’azienda locale direttamente via web.

Si può accedere alla piattaforma direttamente dal sito di Gruppo CAP cliccando su https://www.gruppocap.it/attivita/webgis/il-progetto

02/12
BrianzAcque avvia il percorso per la costruzione del Bilancio di sostenibilità territoriale della Brianza

Primo step del nuovo progetto: due incontri con gli stakeholder 11 e 17 dicembre ​

Monza, 1 dicembre  2020 – Due incontri con i comuni e con  gli  altri stakeholder del territorio sono l’ultimo passo del percorso di condivisione del Bilancio di sostenibilità 2019 di BrianzAcque  e il primo passo per la costruzione di un Bilancio di sostenibilità 2020, partecipato dall’intero territorio della Brianza. La proposta, lanciata poco meno di un mese fa dal Presidente e Ad di BrianzAcque, Enrico Boerci, con l’appoggio della Provincia e di un primo nucleo di comuni tra cui Monza, Seregno e Lissone inizia a prendere corpo.  Con un obiettivo ambizioso: produrre il primo Bilancio di sostenibilità  di un territorio provinciale già entro l’autunno 2021. 

Il mutato contesto legato all’emergenza sanitaria, da cui è nata una nuova e diffusa coscienza ambientale,  ha fatto sì che la società pubblica che gestisce un bene primario e fondamentale come l’acqua,  si proponesse nel ruolo di  soggetto promotore e attuatore di sostenibilità a 360° per l’intero ambito gestito, assumendo sempre più un’identità chiara e riconoscibile, volta a sostenere la ripresa post Covid con un approccio nuovo e diverso, capace di coniugare sviluppo dell’economica, coesione sociale e tutela del Pianeta. Osserva il Presidente e AD di BrianzAcque, Enrico Boerci“Una settimana fa,  Legambiente ci ha portati  sul podio delle migliori performance nazionali per capacità depurativa e per il bassissimo tasso di dispersione idrica. Un ottimo segnale per il momento terribile che sta vivendo il nostro territorio in questa seconda ondata di pandemia. Con il Bilancio di sostenibilità della Brianza, vogliamo dimostrare che la nostra terra può rialzarsi dalla crisi innescata dal Covid 19, anche grazie alle eccellenze dei servizi pubblici e privati e delle buone amministrazioni”. 

Dopo il terzo Bilancio di sostenibilità, alla luce dell’esperienza e dei brillanti risultati raggiunti proprio sul fronte della gestione del patrimonio idrico locale, BrianzAcque ha voluto accelerare l’iter finalizzato alla redazione di un bilancio “allargato” cominciando dai sindaci e dalla provincia di Monza e Brianza per iniziare a raccogliere e mettere a fattor comune le buone pratiche attuate dalle Amministrazioni Municipali nel corso dell’anno segnato dal virus pandemico.  “E poiché vogliamo che questo strumento del territorio sia partecipato – aggiunge Boerci - apriremo il percorso anche ad altre imprese pubbliche e private, ad enti, associazioni e cittadini che, insieme a noi, vorranno condividere un lavoro e un risultato rappresentativo di un modello virtuoso di Brianza, esportabile anche al di fuori dei nostri confini”. Una coralità di voci, perché la sostenibilità è un processo che richiede il contributo di tutti - istituzioni, cittadini e imprese - in linea con l’Obiettivo 17 dell’Agenda ONU “Partnership for the goals”.  Prosegue ancora, Boerci “Come insegna la storia, tutte le crisi sono sempre occasioni per ripartire. E la Brianza, da sempre tra le locomotive produttive del Paese, potrà certo contare su un recupero e una nuova ripresa, che inevitabilmente saranno imprescindibili dal fattore della sostenibilità, in linea con la visione e gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU”.   

Su queste basi, BrianzAcque, che proprio la settimana scorsa con la città di Monza si è classificata al top del 27° rapporto di Legambiente Ecosistema Urbano quale azienda virtuosa per capacità depurativa (1 posto con altri 13 capoluoghi) e al secondo posto con il 12,7% di dispersione idrica, (dietro a Pordenone con l’11,26) aprirà ufficialmente gli incontri con gli stakeholder  venerdì 11 e  giovedì ​​17 dicembre.  La presentazione del Bilancio di sostenibilità 2019 di BrianzAcque, da momento di restituzione a tutti i soggetti che sono stati coinvolti – tramite l’analisi di materialità – nel percorso di elaborazione del documento, si trasforma così in un rilancio, ovvero in un primo step finalizzato all’ascolto e alla raccolta di informazioni e di best practice utili alla redazione strutturata di un Bilancio di Sostenibilità di tutta la Brianza,  che si propone di misurare e comunicare il contributo di tutti i soggetti coinvolti nel progetto, in una vera logica di sistema, ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 ONU.

16/11
Padania Acque S.p.A.: capacità di depurazione e dispersione della rete idrica. Il gestore dell’idrico cremonese tra le società virtuose

Padania Acque tra le società virtuose del servizio idrico integrato

Il recente Rapporto Ecosistema Urbano 2020 sulle performance ambientali delle città, redatto da Legambiente per l’anno 2019, classifica Cremona al 13mo posto, su 104 capoluoghi italiani, sulla base di 18 indicatori di sostenibilità ambientale. Il report, tra gli altri indicatori, prende in esame sia la capacità di depurazione delle acque reflue dei centri urbani, sia la dispersione della rete idrica, ovvero la differenza percentuale tra l’acqua distribuita e consumata per usi civili, industriali e agricoli. 

Il gestore del sistema idrico integrato Padania Acque, nella depurazione delle acque reflue di Cremona, vanta un’efficienza gestionale del 99% che la pone al 20mo posto della classifica nazionale, annoverando il nostro capoluogo di provincia tra i comuni con la percentuale più elevata di abitanti allacciati al servizio fognario. Agli ultimi posti Treviso, con poco più di 3 abitanti, e Benevento con solo 2 abitanti su dieci che possono usufruire dell’allaccio fognario e della depurazione.

Una situazione drammatica che ha costretto la Commissione Europea ad avviare un procedimento di infrazione nei confronti del nostro Paese, perché 237 centri urbani con oltre 2000 abitanti non dispongono di un adeguato sistema di trattamento delle acque di scarico urbane. Tant’è che attualmente l’Italia sta pagando 25 milioni di euro per precedenti infrazioni causate da mancate depurazioni, più 30 milioni per ogni semestre di ritardo per la messa a norma della depurazione di oltre 70 centri urbani.

Per quanto riguarda la dispersione idrica, la percentuale del 23% delle perdite di rete, pone Padania Acque a un eccellente 17mo posto nazionale della classifica. La percentuale è da considerarsi in ulteriore miglioramento grazie alla sostituzione, in corso d’opera, dei vecchi contatori che con gli anni perdono la loro capacità di misurazione con i più tecnologici “Smart metering” contatori che ne consentono la telegestione da remoto. Causa della dispersione è attribuibile soprattutto alla vetustà delle reti che denuncia un Paese che purtroppo “fa acqua da tutte le parti”, dove in città come Frosinone o Vibo Valentia le percentuali si invertono, ovvero l’acqua che arriva nelle case dei cittadini è solo poco più del 20% di quella potabilizzata dai gestori.

«Padania Acque – affermano i vertici aziendali - si conferma una società efficiente anche riguardo alla dispersione della rete idrica, registrando il 23% delle perdite di rete, un dato ben al di sotto della media nazionale del 36%. Si rende necessario “non abbassare la guardia” cercando di mantenere un virtuoso trend di investimenti che pone la nostra azienda ai migliori livelli europei in quanto a investimenti annui per abitante: 80 euro contro la media nazionale di 43 euro. Nel 2019 Padania Acque ha immesso nella rete acquedottistica provinciale di 2.221 km quasi 40 milioni di metri cubi di acqua a disposizione di oltre 350 mila abitanti e di circa 157 mila utenze. Di questo volume di acqua le “perdite idriche percentuali”, contenenti anche le cosiddette perdite apparenti riconducibili, per esempio, a errori di misura dei contatori d’utenza, usi non autorizzati e prelievi abusivi, sono generalmente basse tant’è che 78 comuni su 113 del nostro territorio provinciale si collocano in classe A. Secondo l’indicatore delle “perdite idriche lineari” (mc/km/gg) la dispersione annua per ogni km di rete ammonta a 11,5 metri cubi. I dati, calcolati con i parametri definiti da ARERA (autorità di regolazione per energia reti e ambiente), confermano quindi gli ottimi risultati raggiunti da Padania Acque».

06/11
In Brianza, contro il rischio idraulico un patto tra Ordine degli Ingegneri e BrianzAcque

Monza, 4 novembre 2020 - L’intensificazione degli effetti dei cambiamenti climatici come bombe d’acqua, precipitazioni intense e ravvicinate con  danni e disagi a persone e cose.  E un territorio, la Brianza,  tra i più urbanizzati e popolosi d’Italia, che con  una ridotta superficie permeabile, vede una contrazione della capacità dei terreni e delle fognature di assorbire e di trattenere l’acqua.  In questo contesto, BrianzAcque,  già dal 2014 ha posto il corretto governo delle acque piovane al centro dei propri obiettivi in campo di politiche ambientali e di sicurezza urbana. Un impegno che si è rafforzato, nel 2017, dopo l’introduzione da parte di Regione Lombardia del principio di invarianza idraulica e idrologica. Tre parole traducibili in sintesi nella volontà di ridurre l’impatto delle acque piovane determinate dalle nuove attività di trasformazione del territorio attraverso azioni virtuose, il riuso della risorsa idrica e il ripristino dei cicli naturali. Questa normativa, destinata ai Comuni, chiamati a redigere appositi studi per la gestione del rischio idraulico,  è stata recepita da BrianzAcque che, facendo leva sulle proprie competenze e sul know how sviluppato nel settore,  in accordo con l’ATO di Monza e Brianza, si è accollata il compito di redigere gli studi per conto di  53 comuni del bacino di riferimento, tutti, nessuno escluso,  classificati in fascia di alta criticità idraulicaDopo aver dato vita ad un team interno di professionistidedicati, che si avvale del supporto di INU, (Istituto Nazionale di Urbanistica) e dei dipartimenti di tre Università lombarde,  ha ora siglato un accordocon l’Ordine degli Ingegneri di Monza e Brianza. Di fatto, il patto si traduce nell’istituzione di un tavolo tecnico permanente sui temi dell’invarianza idraulica e delle nuove opere di urbanizzazione. Un working group in progress che funga da punto di riferimento per i comuni della Provincia e per i professionisti, uniformando le procedure, promuovendo eventi formativi, un intendere partecipato e condiviso atto a creare altresì una cultura del rischio idraulico.

Ha rilevato il Presidente e Ad di BrianzAcque, Enrico Boerci: “L’alleanza con l’Ordine degli Ingegneri per una collaborazione stabile contro il rischio idraulico è strategica, in quanto implica un’ attività congiunta tra noi, ente gestore del servizio idrico e i progettisti, chiamati a dare concreta attuazione sul campo  agli studi e alle  norme contenute nel regolamento dell’invarianza. Sono convinto che per far fronte a problematiche come quella del corretto governo delle acque piovane si rendano sempre  più necessari  approcci interdisciplinari e forme cooperative tra diversi soggetti , istituzioni, atenei,  enti di ricerca così da creare partnership sinergiche.  Anche in questo frangente,  BrianzAcque dimostra tutta la propria resilienza nell’affrontare  una criticità e trasformarla  in un’opportunità nell’ottica di un nuovo approccio al futuro del territorio e del paesaggio”.   

Pierpaolo Cicchiello, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Monza e della Brianza, ha dichiarato: “L’Ordine degli Ingegneri di Monza e della Brianza,partecipando al progetto Brianza Restart (che vede coinvolti enti pubblici e privati, associazioni professionali e di categoria e ambientali, sindacati etc.. con la regia della Provincia di Monza Brianza) ha iniziato un percorso di attività sinergica con le realtà del territorio incrementando i contatti già in essere. In quest’ ottica in particolare si è attivato per costituire una partnership con Brianzacque relativa all’importante tematica dell’ invarianza idraulica e geologica che riteniamo di grande valore e di notevole utilità sia per i professionisti del settore , sia per gli enti pubblici. L’ obiettivo è quello di offrire un servizio alla collettività –elemento costitutivo dell’attività dell’ Ordine- ,ma anche di contribuire a implementare una cultura sul tema dell’ invarianza che , importante tassello  per la tutela dell’ ambiente del nostro territorio che peraltro presenta notevoli fragilità di natura idrogeologica”.

Intervenendo alla video conferenza stampa, svoltasi in mattinata,   Dario Fossati , Direttore Vicario U.O. Difesa del suolo e Gestione attività commissariali  - DG Territorio e Protezione Civile, Regione Lombardia ha evidenziato come tra i compiti di Regione Lombardia rientrino anche la verifica e la misurazione sul campo rispetto alla concreta applicazione dei provvedimenti adottati. Più nel merito, ha parlato della normativa sull’invarianza come di uno strumento che consentirà di non aggravare ulteriormente la gestione del rischio idraulico e, a lungo termine, di migliorare la situazione.  E riferendosi alla realtà di BrianzAcque, l’ha definita un’eccellenza nell’ambito del Servizio Idrico Integrato lombardo, un’azienda capace di guardare avanti sviluppando conoscenze e, nel caso specifico, affiancando le Amministrazioni Comunali nel non semplice compito di realizzare gli studi comunali sul rischio idraulico.  

In conclusione, le considerazioni di Massimiliano Ferazzini, direttore del settore Progettazione e Pianificazione di BrianzAcque: “ L’attenuazione del rischio idraulico sul nostro territori passa attraverso l’impegno di tutti: dall’ente gestore, ai comuni, al singolo cittadino e al suo professionista. E’ necessario fare sistema per attuare una strategia coordinata”Studi Comunali di gestione del Rischio Idraulico
Gli studi comunali di gestione del rischio idraulico che i Comuni sono tenuti a  predisporre contengono la mappatura delle attuali condizioni di rischio idraulico del territorio, derivante sia dai corsi d’acqua che dalla rete di fognatura, e illustrano le misure risolutive individuate per il controllo e per la riduzione delle condizioni di rischio. I risultati dello studio vanno infine recepiti dai singoli Piani di Governo del Territorio (PGT).

La verifica di invarianza Idraulica
In linea generale, la verifica di invarianza idraulica sottintende che la portata d’acqua generata da una riqualificazione e/o modifica urbanistica sia inferiore o al più uguale a quella generata dalla situazione preesistente, e che comunque rispetti  i valori massimi imposti dalle normative e dall’ente gestore del corso d’acqua o della rete fognaria di recapito. L’attività che viene svolta dal team dedicato di BrianzAcque, composto da professionisti del Settore Progettazione e Pianificazione Territoriale con il supporto tecnico-scientifico, metodologico e di ricerca di INU e degli atenei di Milano Bicocca (Dipartimento di Scienze dell’ambiente e della Terra); Università degli Studi di Brescia (Dipartimento di Ingegneria Civile, Architettura, Territorio, Ambiente e Matematica) e Università degli Studi di Milano (Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali, Produzione, Territorio ed Energia), comporta un’attività di raccolta e di analisi dei dati, la costruzione di un modello digitale del terreno, l’esecuzione di rilievi sul territorio e sui reticoli idrici. Ancora: l’implementazione del modello matematico-idraulico; l’analisi dello stato di fatto con l’individuazione delle aree di allagamento, le proposte  preliminare di misure strutturali e la definizione degli interventi risolutivi.

29/10
Acque e città della via Postumia: Cremona, Mantova e Verona insieme per l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile

Padania Acque, Gruppo Tea e Acque Veronesi insieme per l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile

Un accordo interprovinciale per studiare, progettare, compiere iniziative e investimenti sperimentali finalizzati al trattamento dei fanghi di depurazione. È quello siglato, a distanza con firma digitale nel rispetto delle misure anti-Covid19, tra i gestori del servizio idrico integrato di Cremona, Padania Acque, Mantova, Gruppo Tea, e Verona, Acque Veronesi.

L’intesa, che mette al centro la ricerca e lo sviluppo di soluzioni efficienti e alternative allo smaltimento tradizionale dei fanghi mediante spandimento in agricoltura e conferimento presso i termovalorizzatori, si inserisce nel protocollo denominato “Acque e città della via Postumia Cremona, Mantova e Verona”, sottoscritto nell’estate 2018 e il cui nome richiama la mission e il legame storico che unisce i tre capoluoghi di provincia, percorsi dall’antica Postumia, la via consolare romana costruita nel 148 a.C. nei territori della Gallia Cisalpina, l’odierna Pianura Padana, per congiungere gli importanti insediamenti di Genova e Aquileia.

Gli obiettivi dell’accordo sono numerosi, primo fra tutti sperimentazione e innovazione attraverso la condivisione di idee e di progetti da attuare in collaborazione, mettendo in campo una sinergia di risorse professionali, tecnologiche ed economiche. Le tre società lavoreranno insieme alle Università, agli Enti di ricerca e alle aziende pubbliche o private italiane e straniere leader del settore di gestione dei fanghi.

Il presidente di Padania Acque, Claudio Bodini, ha commentato così l’evoluzione della proficua partnership con i gestori dell’acqua di Mantova e di Verona: «Il legislatore, attraverso norme sempre più attente agli aspetti ambientali, ritiene opportuno regolamentare la gestione e lo smaltimento dei fanghi provenienti dalla depurazione delle acque reflue. Padania Acque è da tempo attiva per lo studio di soluzioni che possano trasformare un’emergenza in una risorsa da valorizzare nell’ottica di una vera economia circolare: trasformare i fanghi in energia, in biogas, in materie prime da sfruttare in altre filiere industriali. Il nostro impegno va dunque in questa direzione e insieme alle altre società intendiamo continuare a investire in qualità, ricerca e innovazione tecnologica in quanto priorità del Servizio Idrico Integrato».

«Il trattamento dei fanghi di depurazione è un tema complesso e determinante per il Servizio Idrico Integrato e per l’ambiente, che necessita di essere sviluppato – ha dichiarato l’Amministratore delegato Alessandro Lanfranchi.  I nostri depuratori devono trasformarsi in “bio-digestori” per evitare lo smaltimento nelle discariche, in agricoltura (in modo diretto mediante lo spandimento e in modo indiretto tramite il processo di compostaggio) o il loro recupero energetico attraverso la termovalorizzazione. Mettere in campo le competenze e le risorse delle tre Aziende in sinergia con le Università è un’opportunità irrinunciabile per superare in modo innovativo i limiti sempre più stringenti per lo smaltimento dei fanghi, con soluzioni industriali sostenibili in ottica di economia circolare». «Si tratta di una sperimentazione molto importante tracciata nel solco dell’economia circolare che vede Tea al fianco delle altre due società pubbliche del servizio idrico di Cremona e Verona, in collaborazione con il polo universitario di Parma. È una prima applicazione “sul campo”, dalla quale ci attendiamo risultati significativi, che consentiranno di ottenere energia, calore e altri prodotti industriali, a impatto zero, senza emissioni in atmosfera. L’impegno di Tea verso un percorso sempre più sostenibile trova in questa iniziativa nuova ed efficace testimonianza”, ha spiegato Massimiliano Ghizzi, presidente di Tea.

«Grande soddisfazione per la positiva evoluzione di questa partnership - ha commentato Roberto Mantovanelli, presidente di Acque Veronesi – che assume ancora maggior valore in un 2020 segnato da moltissime difficoltà. In questa occasione l’oggetto della collaborazione è lo sviluppo di progetti di ricerca sul delicato tema dello smaltimento dei fanghi da depurazione. Riteniamo fondamentale in questo ambito la capacità di fare sistema, condividendo risorse e conoscenze per affrontare problemi comuni con l’obiettivo di portare soluzioni vantaggiose ai rispettivi territori. Questo approccio rappresenta un notevole valore aggiunto per le aziende pubbliche di un settore, quello idrico, che sta attraversando una fase particolarmente vivace e impegnativa».

15/10
Una nuova sede unica per il laboratorio di BrianzAcque

Al depuratore San Rocco, giù l’edificio ex filtropresse. Al suo posto, un nuovo edificio per il presidio di analisi delle acque e per il telecontrollo

Monza,14 ottobre 2020 – E’  scattata  questa mattina la demolizione dell’edificio ex filtropresse. Al suo posto,  sorgerà una nuova palazzina che ospiterà il laboratorio aziendale di analisi e in, uno spazio più ridotto, il telecontrollo. A dare simbolicamente il via all’operazione,  nel contesto industriale del depuratore di San Rocco a Monza,  il Presidente e Ad di Brianzacque, Enrico Boerci: “E’ concretamente partita l’attuazione  di un progetto tanto atteso quanto necessario per dotare i laboratori, che da sempre rappresentano una delle eccellenze aziendali,  di un’unica sede strutturata per svolgere al meglio le importati attività di controllo e di ricerca a presidio della qualità della risorsa idrica che distribuiamo a quasi 900 mila brianzoli. Un nuovo centro di analisi delle acque destinate al consumo umano, acque reflue di vigilanza sugli scarichi industriali e dei reflui a cui si affiancherà una sala per il telecontrollo, servizio strategico per limitare i disservizi e contenere i costi manutentivi”. 

L’intervento di ristrutturazione consentirà di accorpare in un solo polo operativo i laboratori attualmente suddivisi nei due presidi di Monza (viale Fermi e via Canova) e in quello di Seregno (via f.lli Bandiera). Avrà una durata di nove mesi e un costo di 2,8 milioni.

Nel dettaglio, il progetto prevede l’abbattimento del fabbricato ex filtropresse, realizzato negli anni Ottanta,  e dismesso a seguito della recente riqualificazione di buona parte dell’impianto di depurazione monzese. Rispettando le stessa volumetria, verrà eretto un nuovo immobile di due piani, contornato da un porticato su cui si affacciano i due ingressi principali. Il pianterreno sarà completamente dedicato alle attività di laboratorio che occuperanno anche una parte del primo piano. Nell’altra,  è invece prevista una sala per il telecontrollo dotata di maxi schermi in grado di assicurare la visualizzazione in contemporanea del funzionamento di acquedotti, fognature e depurazione. A completamento della palazzina verrà realizzata una passerella per collegare l’edificio con quello del Byothelis.

Laboratorio  Analisi
Per le partnership in atto con IRSA (Istituto di Ricerca Sulle Acque) del CNR e con alcune università lombarde, il laboratorio rappresenta uno dei fiori all’occhiello di BrianzAcque.  Da oltre 10 anni ha ottenuto il marchio “Accredia” garanzia di imparzialità con controlli credibili e accettati a livello internazionale. Il team operativo è costituito da 17 tecnici di differente estrazione formativa: chimici, biologi, ecotossicologi ed esperti in scienze dell’ambiente. Nel corso del 2019, i controlli sulla potabilità dell’acqua distribuita si sono tradotti in 7.645 campionamenti e nella verifica  di 164.648 parametri. Da anni, l’attività del laboratorio sotto la direzione del dottor Alberto Sala, si estende al campo della ricerca grazie anche all’utilizzo di apparecchiature di ultima generazione.  Andando oltre il ruolo di gestore del SII (Servizio Idrico Integrato) con un approccio del tutto innovativo e con l’attività congiunta con IRSA -CNR, il laboratorio è impegnato nella ricerca dei microinquinanti emergenti, sostanze non ancora regolamentate o in fase di integrazione legislativa, che rappresentano un rischio potenziale per l’ecosistema e la salute umana. Studi a cui, più di recente si sono aggiunti anche screening valutativi sulla presenza di  microplastiche, di cui tanto si parla  soprattutto in relazione all’inquinamento di acque superficiali, fiumi, laghi, mari e sulla cui pericolosità per la salute dell’uomo sono in corso numerosi studi, non tanto per il materiale in se’, quanto come possibile veicolatore di agenti patogeni.

Telecontrollo 
Il telecontrollo consente di  monitorare a distanza in funzionamento degli  impianti
di acquedotto, fognatura  e depurazione. Un’attività che permette di avere a disposizione in real time  i dati relativi a portate, pressioni e consumi energetici per ogni impianto, comune per comune a tutto vantaggio delle sicurezza, dell’incremento della qualità dei servizi e dell’abbattimento dei costi di manutenzione. Al momento, l’ufficio del telecontrollo si trova nella sede aziendale di Cesano Maderno. 
Con la realizzazione di quest’opera all’interno dell’area del depuratore di San Rocco BrianzAcque, dopo la riconversione di uno stabile dismesso in locale che ospita il cogeneratore, intraprende una nuova azione di recupero di un edificio non più utilizzato, sempre nella stessa logica di un uso sostenibile ed efficiente del suolo.

13/07
BrianzAcque stanzia 438 mila euro per la sanificazione dei giochi nei giardini pubblici dei 56 comuni soci

Monza, 10  luglio 2020 – Prima, il sussidio didattico con la messa on line del progetto Acquainsieme sul consumo responsabile di acqua.  Poi, i fumetti con le divertenti avventure degli ecoeroi della famiglia Bevilacqua. E adesso, che il lockdown è acqua passata e i bambini sono tornati a vivere all’aria aperta, un contributo economico  per sanificare e rendere fruibili  i giochi nei  giardini pubblici e consentire loro svago e divertimento. È questa l’ultima iniziativa varata da BrianzAcque nell’ambito di un pacchetto ben più vasto di azioni di responsabilità sociale legate all’emergenza Covid-19 e alla ripresa socio -economica in favore del territorio e della popolazione. 

Complessivamente, la monoutility pubblica dell’acqua locale ha messo a disposizione delle Amministrazioni dei 56 Comuni soci, una somma di  438 mila euro che sarà suddivisa calcolando e corrispondendo  50 centesimi per abitante. Afferma il Presidente e Ad di BrianzAcque, Enrico Boerci: “Da sempre,  i bambini sono nel nostro cuore. Rappresentano il futuro e saranno proprio  loro a prendersi cura dell’ambiente e della salute del terra e dell’acqua,  molto più di quanto non abbiano fatto le nostre generazioni. Dopo l’ultima assemblea societaria, che ancora una volta ha deliberato di rinunciare alla distribuzione degli utili, ci è venuto quasi naturale pensare di destinare una quota di risorse economiche  ai Comuni affinchè la utilizzassero per agevolare l’attività ludica  dei loro piccoli cittadini”.

Più in dettaglio, BrianzAcque provvederà a destinare ai  Comuni che ne faranno richiesta importi economici per facilitare le operazioni di sanificazione/disinfezione di parchi e giardini pubblici e/o all’interno di pertinenza di spazi municipali dove esistono scivoli, altalene, giostrine e giochi di varia natura che,  con la bella stagione,  fanno la gioia dei più piccoli, ma anche delle rispettive famiglie che li accompagnano e li sorvegliano. Per l’intera stagione estiva, BrianzAcque protrarrà  inoltre i prelievi gratuiti con tessera  di acqua naturale e gasata dalle 68 case dell’acqua presenti sul territorio locale, molte delle quali sono situate proprio nelle immediate vicinanze dei parchi giochi.