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01/07
Padania Acque, 45 fontanelle devono rimanere aperte per garantire la qualità dell’acqua erogata

Nessuna allerta sulla disponibilità di acqua potabile in provincia di Cremona. Padania Acque ribadisce il proprio impegno, insieme alle istituzioni e al fianco dei cittadini, per mettere in campo ogni azione virtuosa che generi risparmio idrico e che consenta quindi di contenere il consumo di acqua potabile, ma precisa che l’erogazione di acqua potabile per usi civili e produttivi non è critica né a rischio.

Il livello di acqua presente nelle falde a uso idropotabile è nella norma e allineato ai valori della scorsa estate. Le falde sotterranee, quindi, non registrano un abbassamento della quantità di acqua. Allo stato attuale, nel nostro territorio non viviamo una condizione di carenza idrica in quanto l’acqua viene prelevata dalla falda sotterranea tramite 229 pozzi collocati a una profondità tra i 120 e i 200 metri.

Le temperature particolarmente elevate dell’ultimo mese richiedono però una intensificazione delle azioni di monitoraggio dell’acqua attraverso le attività di campionamento e di analisi dell’acqua di rete effettuate dal laboratorio interno di Padania Acque e dall’ente esterno preposto ATS Val Padana.

Per rispondere alle numerose richieste che pervengono a Padania Acque circa la mancata chiusura di alcune fontanelle a getto continuo, si specifica che i circa 150 punti di campionamento ufficiali e codificati che sono dislocati sulla rete dell’acquedotto permetto di verificare quotidianamente la qualità dell’acqua. Di questi solo una parte, ovvero circa 45 fontanelle, erogano acqua a flusso continuo poiché posizionati in punti della rete idrica che, per garantire una rappresentatività del campione, necessitano di un significativo ricambio di acqua. Tale specificità è contenuta in una direttiva del 2001 emanata da Regione Lombardia, al fine di assicurare controlli rappresentativi per le analisi da compiere.

Anche la periodica attività di spurgo effettuata in tratti della rete provinciale dell’acquedotto, lunga ben 2.200 km, viene realizzata per garantire la pulizia della rete di distribuzione e un’elevata qualità dell’acqua. Lo stesso vale per le attività di sanificazione degli impianti delle case dell’acqua.

In conclusione, in questo periodo di grande caldo, oltre al corretto e consapevole uso della risorsa idrica, è altrettanto importante verificare e garantire la qualità dell’acqua potabile.

La disponibilità di acqua potabile non deve comunque portarci a sottovalutare l’emergenza che territori, anche a noi molto vicini, si trovano a dover affrontare. A tal proposito, il gestore unico dell’idrico cremonese ha divulgato nei giorni scorsi un decalogo di buone pratiche per un utilizzo responsabile dell’acqua. Il manifesto, condiviso con l’Ufficio d’Ambito della Provincia di Cremona e con il Comitato Consultivo in rappresentanza di tutti i Sindaci, rappresenta alcune semplici, ma efficaci, indicazioni da seguire quotidianamente.

Padania Acque presta sempre particolare attenzione alla costante riduzione delle perdite idriche, che a livello nazionale si attestano mediamente al 47,6% mentre per la rete dell’acquedotto della provincia di Cremona si registra circa il 24%, un valore in linea con quello europeo e che colloca Padania Acque in classe A.

13/06
Como Acqua inaugura il nuovo impianto per il confezionamento di acqua potabile: servirà a fronteggiare le situazioni d’emergenza

Como Acqua ha inaugurato nella propria sede di Bulgarograsso un nuovo impianto automatico di confezionamento dell’acqua potabile, per favorire la distribuzione della preziosa risorsa in caso d’emergenza.

Negli ultimi anni abbiamo assistito infatti a una generale diminuzione delle precipitazioni, con una totale assenza di pioggia e neve anche per lunghi periodi. Una situazione bioclimatica che ha portato l’intensificazione del rischio idropotabile su tutto il territorio italiano, che può comportare la riduzione della quantità e il peggioramento della qualità dell’acqua erogata e, nei casi più gravi, addirittura la sospensione del servizio.

“Questa preziosa risorsa è sempre più difficile da reperire e dobbiamo prendere atto che stiamo andando incontro a periodi di scarsità delle risorse idriche”, ha commentato l’ing. Enrico Pezzoli, Presidente e AD di Como Acqua. “Serviva una risposta concreta, pratica ed efficiente per essere pronti ad affrontare al meglio ogni possibile situazione che porti alla necessità di distribuire acqua, stivabile, facile da trasportare e subito pronta all’uso”.

Il gestore del Servizio Idrico Integrato della Provincia di Como ha scelto quindi di prevenire il rischio idropotabile, cioè la possibilità che si verifichi la riduzione o l’interruzione del servizio di distribuzione di acqua potabile, installando questo nuovo strumento che sarà a disposizione anche di Protezione Civile, Vigili del Fuoco, e tutti gli operatori impegnati a supportare i cittadini in situazioni di emergenza e carenza idrica.

L’impianto automatico di confezionamento, conforme agli ultimi aggiornamenti CEE (normative Europee) – Certificazione M.O.C.A. – (Materiali – Oggetti – a Contatto Alimentare) Direttiva 1935/2004 – 2023/2006, partendo da film in bobina aperta, realizza fino a 15-20 buste termosaldate da 1 litro di acqua potabile al minuto (circa 1.000 all’ora). Una soluzione pratica che semplifica le operazioni di raccolta, trasporto, distribuzione e utilizzo della risorsa, sia in modeste che grandi quantità.

“Abbiamo scelto Bulgarograsso come base operativa per la qualità e la quantità d’acqua sempre presente nel pozzo di riferimento, una riserva importante su cui possiamo fare affidamento - ha concluso il Presidente Pezzoli - ma anche per il favore logistico di trovarsi in un punto davvero strategico per la viabilità, così da garantire accesso in tempi brevi alle nostre scorte d’acqua in caso d’emergenza”.

02/05
Acque Bresciane diventa Società Benefit

Dopo l’ok del Consiglio provinciale di ieri, nella carta costitutiva del gestore unico del servizio idrico integrato entrerà l’obbligo di produrre benefici per territorio e operatori.

Una nuova forma giuridica per la srl Acque Bresciane: dopo l’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio provinciale di ieri, potrà essere formalizzata con atto notarile la trasformazione in Società benefit. Si tratta di una trasformazione su base volontaria, la prima in Italia per una utility del Servizio idrico integrato, che la impegna a raggiungere quattro obiettivi a beneficio degli stakeholder.

Nessuna rivoluzione rispetto al presente – Acque Bresciane resterà una società a responsabilità limitata totalmente pubblica -, ma una trasformazione che le consentirà di definirsi anche SB e in futuro di avviare il percorso di certificazione B corp. In questo caso, come accade per ogni forma di accreditamento, una parte terza verificherà il rispetto dei principi enunciati e degli obiettivi ad essi legati.

Non stiamo parlando solo di dare nuovo smalto ai valori di Acque Bresciane o di un impatto reputazionale, pur importante – spiega il presidente Gianluca Delbarba –. Ai quattro benefici individuati leghiamo altrettanti obiettivi e altrettanti indicatori. È qualcosa che ci impegnerà dal punto di vista del bilancio, delle assunzioni finanziarie, della reportistica e della trasparenza. Gli amministratori e i soci di oggi e di domani saranno chiamati a rendere conto di come e quanto questi obiettivi siano stati raggiunti”.

Quali ambiti riguardino e quali siano i benefici individuati lo spiega Francesco Esposto, responsabile Sostenibilità e innovazione della società e referente del progetto: “Le aree a cui presteremo particolare attenzione sono l’ambiente, la sostenibilità economica e quella sociale, declinata all’interno e all’esterno dell’azienda. Le azioni principali riguardano l’acqua, come l’azzeramento della non potabilità, l’introduzione di nuove tecnologie e la digitalizzazione, ma anche il riconoscimento al diritto di tutti all’accesso a questa preziosa risorsa. Per i lavoratori vogliamo garantire servizi welfare, formazione, politiche d’inclusione e coinvolgimento nei processi decisionali”.

Il presidente della Provincia di Brescia Samuele Alghisi e il Consigliere provinciale delegato al Ciclo idrico, sede in cui è stato presentato il progetto prima del passaggio in Consiglio, spiegano il punto di vista del Broletto.

Acque Bresciane ha sempre dimostrato nei fatti, fin dalle origini, l’impegno verso l’ambiente e le comunità – commenta Samuele Alghisi -: con questa trasformazione statutaria la trasparenza e i benefici per i portatori d’interesse entrano definitivamente nel DNA societario. Un passo non scontato ma particolarmente apprezzabile, come dimostra la votazione unanime del Consiglio, in un momento di emergenza climatica e di urgenze sociali”.

Marco Apostoli, consigliere delegato al Ciclo idrico, sottolinea: “Il percorso intrapreso da Acque Bresciane è particolarmente importante per una società pubblica, dimostra che fare impresa non si limita a fare profitto, ma significa avere attenzione all'ambiente e al territorio, essere attivi in progetti di sviluppo sostenibile e crescita sociale anche in Paesi in via di sviluppo. È un obiettivo virtuoso che la società pubblica dell'acqua, nostra perché delle cittadine e dei cittadini, ha raggiunto: confidiamo che possa stimolare altri esempi”.

Il percorso per diventare SB è stato avviato un anno fa e ha visto come tappa fondamentale l’approvazione da parte del Cda della modifica statutaria. Dopo il passaggio in Consiglio provinciale di domani (29 aprile), si terrà i primi di maggio l’atto notarile che modificherà lo Statuto.

All’art. 4 verrà specificato che “in quanto società benefit, Acque Bresciane srl intende perseguire finalità di beneficio comune e operare in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni e attività culturali e sociali, enti e altri portatori d’interesse”.

Con riferimento ai goals dell’Agenda 2030, il Gestore unico farà particolarmente riferimento agli obiettivi 3 (Good Health and wellbeing), 6 (Clean water and sanitification) e 7 (Affordable and clean energy).

04/04
Lario Reti Holding, via libera al riutilizzo delle acque depurate negli impianti di Bellano e Olginate
Ottenuto il provvedimento che consentirà di dare vita al progetto congiunto con Silea per il riutilizzo delle acque depurate ai fini del lavaggio stradale.

Lario Reti Holding ha ottenuto l’autorizzazione al riutilizzo delle acque depurate dagli impianti di Bellano ed Olginate che, grazie all’accordo di collaborazione stretto con Silea – la società gestore del ciclo integrato dei rifiuti in Provincia di Lecco – saranno utilizzate per la ricarica delle spazzatrici stradali.

Il progetto ha inizio da questi due depuratori in quanto il ciclo di trattamento esistente – ultrafiltrazione con membrane a Bellano e filtrazione seguita da disinfezione con UV a Olginate – garantisce una qualità degli scarichi già idonea al riuso, raggiungendo i limiti di qualità più stringenti richiesti rispetto a quelli normalmente applicati sulle acque reimmesse in natura. I lavori necessari alla realizzazione delle linee di trasporto delle acque depurate in zone accessibili alle spazzatrici stradali e al posizionamento delle colonnine di ricarica inizieranno nel corso della primavera, con un valore di investimento pari a 25.000 Euro circa.

 “Siamo molto soddisfatti – commenta Lelio Cavallier, Presidente di Lario Reti Holding – con queste due autorizzazioni viene avviato un percorso che consentirà di contenere i costi operativi di entrambe le società, riducendo al contempo i consumi di acqua potabile. Si tratta di un progetto pilota; in base ai risultati potrebbe estendersi ad altri depuratori come quelli di Nibionno, Osnago, Barzio, Colico Monteggiolo e Valmadrera. In un periodo storico in cui gli effetti dei cambiamenti climatici sono palpabili, questo progetto rappresenta un segno tangibile del nostro impegno verso l’economia circolare”.

 “Questo progetto è un esempio di collaborazione virtuosa tra public utilities del territorio. La riduzione del consumo di risorse naturali nei nostri servizi, così come l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, sono obiettivi chiave alla base del percorso di sostenibilità ambientale su cui stiamo lavorando. Utilizzare acqua depurata in sostituzione di acqua potabile, è il modo con cui estendere ed applicare i principi dell’economia circolare, tipicamente associata al riciclo dei rifiuti, anche ai servizi di pulizia strade” continua Domenico Salvadore, Presidente di Silea.

 I lavori di realizzazione dei sistemi di ricarica saranno completati durante l’estate, con il posizionamento della colonnina di distribuzione di Olginate all’interno della ricicleria (centro di raccolta comunale) e, a Bellano, nel parcheggio sul lungolago connesso al depuratore esistente.

04/04
MM collabora con IBM per accelerare la sua trasformazione digitale, la qualità del servizio al cittadino e la sostenibilità

MM S.p.A. ha adottato la nuova piattaforma Beam IOT sviluppata da IBM Consulting su IBM Cloud per il telecontrollo e la telegestione della distribuzione dell’acqua e del patrimonio di edilizia residenziale pubblica

MM e IBM Consulting stanno collaborando per accelerare il processo verso la trasformazione digitale dell’azienda grazie all’adozione della Piattaforma Beam IOT, realizzata dall’Hybrid Cloud Competence Center IBM Consulting di Bari e basata sulla tecnologia IBM Cloud e Redhat Openshift.

MM S.p.A. è una delle più grandi e diversificate società d'ingegneria in Italia, con una crescente presenza internazionale, in grado di fornire soluzioni su misura nella progettazione e riqualificazione degli ecosistemi urbani che si occupa di tre principali aree di business: la gestione del ciclo idrico integrato nel Comune di Milano, la gestione del patrimonio edilizio residenziale popolare della città di Milano e di progetti di ingegneria e direzione lavori in ambito trasporti e infrastrutture.

La soluzione Beam IOT consentirà a MM di monitorare e gestire tutti i sensori di campo, siano essi della filiera idrica (smart meter o casette dell’acqua) o attinenti l’edilizia popolare (gestione degli impianti termici/caldaie, ascensori e rilevazione intrusioni) in linea con il principio delle smartcity e in ottica di sviluppo sostenibile.

E’ attualmente configurata per gestire 100.000 sensori, ma ha ampia scalabilità per sostenere la richiesta, ed è integrata con un Datalake aziendale IBM Cloud Object Storage per l’analisi avanzata dei dati a supporto delle funzioni di business.

MM è una società multiservizi con una radicata presenza nel territorio della città di Milano.ha dichiarato Stefano Cetti, Direttore Generale MM - Con il sistema Beam IoT MM si è finalmente dotata di una piattaforma enterprise trasversale e scalabile in grado di collezionare in tempo reale i dati provenienti dai sensori che controllano le proprie reti e i propri impianti. Grazie alla disponibilità di un Data Lake organizzato sarà in grado di analizzare i big data per creare efficienza, efficacia e sviluppo di nuovi servizi per i cittadini e gli utenti della città di Milano.

“Risorse sempre più preziose come l’acqua ha dichiarato Gianni Margutti,  Managing Partner di IBM Consulting in Italia – hanno la necessità di essere gestite in modo ancora più efficace. L’innovazione e i percorsi di trasformazione digitale, possono dare un contributo sostanziale ad aziende virtuose che, come MM, intendono avvalersi di competenze e tecnologie per rendere migliori e più sostenibili i servizi erogati ai loro utenti. Non solo – conclude Margutti - grazie a intelligenza artificiale, cloud e internet delle cose, le aziende del settore idrico possono rendere sempre più efficiente il loro funzionamento e la gestione dei processi interni”.

La soluzione permetterà quindi a MM di ottimizzare i processi operativi, liberando così la forza lavoro da operazioni ripetitive in modo che possa dedicarsi ad attività a maggior valore aggiunto; effettuare la manutenzione predittiva della rete idrica grazie all’analisi dei dati e quella reattiva mediante la raccolta remota della diagnostica e degli allarmi il tutto allo scopo di ridurre ad esempio le perdite d’acqua e mantenere efficienti i dispositivi installati sul campo.

La piattaforma Beam IOT permetterà, inoltre, di migliorare la qualità del servizio al cittadino attraverso una raccolta automatica e completa delle informazioni di consumo con letture real-time , fornendo così agli utenti una maggiore consapevolezza sui propri consumi, in un’ottica di risparmio sostenibile.

Sono allo studio da parte di MM ulteriori iniziative in linea con i principi di economia circolare con cui l’azienda potrà migliorare la gestione di alcuni processi aziendali quali quelli relativi alla depurazione delle acque reflue, al recupero e smaltimento dei fanghi prodotti dal processo di filtraggio dell’acqua, alla manutenzione degli spazi verdi e delle scuole del Comune di Milano, attraverso l’uso della piattaforma e di ulteriori sensori (per la  sicurezza fisica, qualità dell’aria, rilevazione di fumi, allagamenti, ecc.).

29/03
Acquaprofonda, lo spettacolo per le scuole contro l’inquinamento da plastica promosso da Teatro Ponchielli e Padania Acque

Cremona, 29 marzo 2022   

«Il mare soffoca sotto la plastica, ma ormai sappiamo la verità. Con il nostro aiuto da adesso in poi il mare libero respirerà». Un messaggio forte, di responsabilità e di speranza, conclude Acquaprofonda, l’opera lirica ideata da AsLiCo e in scena stamattina al Teatro Ponchielli di Cremona nell’ambito della rassegna “Oltreibanchi”.

Lo spettacolo, a cui hanno partecipato oltre quattrocento bambini e ragazzi delle scuole cittadine e di altre province, è stato promosso da Fondazione Teatro Ponchielli e da Padania Acque per sensibilizzare le nuove generazioni al rispetto e alla cura delle acque e dell’ambiente.

L’acqua è vita e senza di essa non c’è futuro, per nessuno. Diffondere una cultura dell’acqua e aiutare a prendere sempre maggiore consapevolezza del valore di questa risorsa è una priorità e un dovere, come hanno sottolineato in modo unanime il sovrintendente Andrea Cigni, l’Assessore all’Istruzione del Comune di Cremona Maura Ruggeri, il Presidente di Padania Acque Cristian Chizzoli e l’Amministratore delegato Alessandro Lanfranchi, che insieme hanno accolto il giovane pubblico.

Un’opera contemporanea che induce a profonde riflessioni, offrendo chiavi di lettura civiche in ottica di sviluppo sostenibile. Il fascino da favola che si respira nel libretto scritto dal noto sceneggiatore e drammaturgo Giancarlo De Cataldo, il realismo magico interpretato sul palcoscenico e le musiche del compositore Giovanni Sollima, hanno dato vita a una storia a lieto fine che invita a sognare un mondo meno inquinato e più libero dalla plastica.

29/03
COMO ACQUA “HA TROVATO UN ARTISTA”: le premiazioni dei vincitori del contest in occasione della Giornata dell’Acqua

Il Presidente Pezzoli: “I ragazzi con la loro creatività hanno saputo raccontare il valore della risorsa idrica

Giovani artisti del territorio scendono in campo a fianco di Como Acqua.

Martedì 22 marzo, in occasione della Giornata dell’Acqua, presso la sede della Società Gestore unico del Sistema Idrico Integrato della provincia di Como di viale Innocenzo, si sono svolte le premiazioni del contest “Como Acqua in cerca d’artista”, che ha coinvolto in questi mesi i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado artistiche del territorio. Al progetto hanno partecipato tre scuole superiori tra Licei artistici e Istituti d’arte, nello specifico il Liceo Melotti di Cantù, l’Istituto Carcano e il Centro Studi Casnati di Como e sono state coinvolte 8 classi, per un totale di circa 134 alunni.

I giudizi sono stati espressi dal Presidente e Ad di Como Acqua, Enrico Pezzoli, da alcuni membri interni e da due affermati artisti del territorio.

A salire sul podio e ad essere premiati dal Presidente e Ad di Como Acqua, Enrico Pezzoli, sono stati tre giovani e promettenti artisti che, insieme ai loro compagni hanno partecipato con entusiasmo all’iniziativa. Il primo posto è andato a Lucrezia De Filippi della classe 2 A del Centro Studi Casnati, il secondo a Nicolò Cerani della classe 2 A del Liceo Melotti e il terzo a Elisa Von Arx anche lei alunna di 2 A del Centro Studi Casnati.

L’opera giudicata come la migliore tra quelle presentate per caratteristiche, modalità di realizzazione e capacità di veicolare il messaggio richiesto, verrà riprodotta per decorare ed abbellire alcune vasche dell’impianto di depurazione di Como Acqua sito a Carimate. Sarà così una testimonianza tangibile, evidente, visibile a tutti che presenta con le immagini il valore della risorsa idrica, la cui importanza viene troppo spesso data per scontata.

Ogni disegno realizzato ha dovuto attenersi infatti ad una caratteristica: saper parlare “la lingua dell’acqua” così da diventare uno strumento attraverso il quale raccontare le azioni che l’uomo può compiere per dare concretezza alla sostenibilità, in particolare nella vita quotidiana o nell’ambito domestico.

“Abbiamo scelto una data significativa come quella in cui si celebra la Giornata dell’Acqua per chiudere questa iniziativa così da sottolinearne ancora di più il reale significato – spiega il Presidente Pezzoli – Il World water day, che si tiene come ogni anno il 22 marzo, è l’occasione perfetta per richiamare l’attenzione su una risorsa essenziale a cui occorre attribuire il giusto valore. L’acqua è una risorsa limitata e preziosissima e per questo è necessario farne un uso consapevole e attento. Proprio le nuove generazioni devono essere educate perché si approprino di questo messaggio”.

 La richiesta del contest era proprio quella di elaborare delle opere capaci di parlare “la lingua dell’acqua” così da diventare uno strumento attraverso il quale raccontare le azioni che l’uomo può compiere per dare concretezza alla sostenibilità, in particolare nella vita quotidiana o nell’ambito domestico.

28/01
Padania Acque e le Associazioni di impresa della provincia di Cremona siglano il protocollo di intesa per la gestione sostenibile degli scarichi industriali

Padania Acque e le Associazioni di impresa della provincia di Cremona siglano il protocollo di intesa per la gestione sostenibile degli scarichi industriali

Padania Acque è il primo operatore del Servizio Idrico Integrato in Italia a stipulare un accordo con il mondo industriale per regolamentare le attività afferenti agli scarichi industriali. Presente l’Assessore regionale Pietro Foroni

Una intesa che rappresenta un unicum nel panorama idrico italiano e che vede Padania Acque capofila di un modello virtuoso di collaborazione tra le aziende.

Nell’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – Campus di Cremona, ex Monastero Santa Monica, Padania Acque e le principali associazioni imprenditoriali del territorio hanno sottoscritto, alla presenza dell’Assessore regionale al Territorio e Protezione Civile Pietro Foroni, un accordo per la gestione ancora più efficiente delle attività riguardanti gli scarichi industriali delle acque reflue.

Il protocollo di intesa, della durata di tre anni ed eventualmente rinnovabile, ha come obiettivo l’avvio di un percorso comune e la condivisione degli impegni e delle relative competenze tecniche e professionali in tema di scarichi industriali.

L’Ufficio d’Ambito della Provincia di Cremona, l’Associazione Apindustria Confimi Cremona, l’Associazione Industriali Cremona, CNA Cremona, Confartigianato Cremona e Libera Associazione Artigiani, sono i firmatari dell’accordo promosso dal gestore unico dell’idrico cremonese.

Due tavoli di lavoro si occuperanno di facilitare i rapporti tra le aziende, risolvere eventuali criticità in materia e migliorare l’intero sistema scarico-fognatura e depurazione. Nello specifico lo Steering Committee, composto dai vertici delle società e delle associazioni, con funzione decisionale e di coordinamento e un gruppo di tecnici saranno chiamati a lavorare in sinergia per attuare i programmi concordati.

L’evento di presentazione del protocollo di intesa si è aperto con i saluti istituzionali del presidente della Provincia di Cremona Paolo Mirko Signoroni, del Commissario della Camera di Commercio di Cremona Gian Domenico Auricchio e del presidente di Padania Acque Cristian Chizzoli, che ha evidenziato l’importanza dell’iniziativa: «Il gestore idrico e il mondo delle imprese lavoreranno fianco a fianco su un tema complesso e rilevante, anche da un punto di vista ambientale. Padania Acque è a disposizione delle aziende per fornire supporto tecnico e di semplificazione dei processi burocratici in ottemperanza alla normativa di riferimento».

Ha aperto i lavori con un intervento tecnico il Direttore Generale di Padania Acque, Stefano Ottolini, sottolineando comePadania Acque abbia già da qualche anno avviato un intenso e attento lavoro di monitoraggio delle acque reflue industriali e come soltanto nell’ultimo anno abbia gestito un volume scaricato dagli insediamenti produttivi pari a 5,4 milioni di metri cubi. Il protocollo di intesa ha lo scopo di implementare e ampliare ulteriormente gli sforzi del gestore idrico nei confronti dei circa 400 clienti industriali.

L’Amministratore delegato Alessandro Lanfranchi ha moderato la tavola rotonda a cui hanno preso parte Stefano Belli Franzini, Presidente dell’Ufficio d’Ambito di Cremona; Sonia Cantarelli, Presidente Apindustria Confimi Cremona; Stefano Allegri, Presidente Associazione Industriali Cremona; Marcello Parma, Presidente CNA Cremona; Massimo Rivoltini, Presidente Confartigianato Cremona e Marco Luca Bressanelli, Presidente Libera Associazione Artigiani.

«Regione Lombardia sta affrontando il tema degli scarichi industriali in fognatura in due modalità: attraverso un dispositivo regolatorio e, più recentemente, impostando un percorso di “governance” finalizzato a favorire confronti costruttivi tra le diverse realtà industriali e i gestori, insieme agli Uffici d’Ambito del Servizio Idrico Integrato – ha affermato l’assessore al Territorio e Protezione civile di Regione Lombardia, Pietro Foroni - Proprio per rispondere alle differenti esigenze territoriali e tutelare le nostre acque, ci si è resi conto che non è sufficiente il ricorso ad una norma, ma è più efficace individuare con il gestore e le realtà produttive misure specifiche, dipendenti dalle caratteristiche degli scarichi, dalle caratteristiche della rete fognaria, dalle capacità depurative degli impianti e, cosa più importante per il mio assessorato, dalle specificità dei corpi idrici. Stiamo impostando attività di confronto con i gestori del Servizio Idrico Integrato proprio su questi aspetti, cercando di fare da “soggetto facilitatore” per avviare tavoli di lavoro specifici per alcune realtà, tra cui in provincia di Varese per attività legate alla tessitura, e, a breve, in provincia di Pavia per le aziende vitivinicole».

«Una delle principali sfide odierne è quella di rendere lo sviluppo economico compatibile con la burocrazia e le procedure che oggi sono sempre più complesse. Ciò che emerge dal Protocollo, e fa parte dell’obiettivo che ci siamo prefissi, è la grande potenzialità del nostro territorio, dove abbiamo aziende e impianti eccellenti che possono e devono lavorare in sinergia con la Pubblica Amministrazione per fare economia. Abbiamo messo sotto la lente d’osservazione non il singolo impianto, ma tutto il sistema, e crediamo che il ruolo delle nostre associazioni sia sempre più operativo e concreto. Proprio con l’obiettivo della semplificazione, l’organismo a cui diamo vita ha un’anima politica ed una tecnico-operativa; una vera camera di conciliazione per chiarire quelle questioni “incagliate” fra imprese e gestore” – ha dichiarato Stefano Allegri, Presidente dell’Associazione Industriali della Provincia di Cremona».

I lavori sono terminati con la firma del protocollo di intesa.

05/01
L’onda che solleva Como Acqua, forte e lunga…

Budget 2022 e Piano Industriale al 2025 approvati dall’Assemblea dei Soci, all’unanimità

Dicembre 2021 – Presso la sala conferenze della biblioteca di Como l’Assemblea dei Soci di Como Acqua Srl approva gli obiettivi che la Società intende raggiungere, con una forte accelerazione delle attività di investimento previste per 133 milioni di euro al 2025.

I Soci, recepito quanto sinora realizzato, sono stati chiamati a volgere lo sguardo verso il futuro, i nuovi impegni e le prossime sfide.

La nostra Società – precisa il Presidente Enrico Pezzoli - intende realizzare ambiziosi obiettivi, non perdendo mai di vista il percorso tracciato nel tempo, consapevole di essere garante di un servizio essenziale. Stiamo vivendo un processo di continua espansione, fatto dall’insieme di costanti singoli traguardi che da un lato aumentano le responsabilità, ma dall’altro, in una visione prospettica propositiva, consentono di valorizzare il rapporto con il territorio gestito, offrendo una qualità del servizio, capillare e performante. In questo scenario, pertanto, confidiamo che prosegua e si consolidi la collaborazione con i Comuni, che meritano un sentito ringraziamento per il sostegno e la fiducia dimostrati”.

Nell’arco del 2021 la Società, attraverso i processi di aggregazione, è cresciuta e continuerà a crescere, giungendo a gestire 133 Comuni per il servizio di acquedotto, 137 per il servizio di fognatura, e 134 per il servizio di depurazione.

Prevediamo – aggiunge Pezzoli – che durante il percorso di sviluppo che stiamo affrontando e al termine del 2025 i Comuni gestisti da Como Acqua saranno 145 per il servizio di acquedotto, 147 per il servizio fognatura e 146 per il servizio di depurazione, per un bacino di 560 mila abitanti”.

Gli obiettivi principali del Piano Industriale 2021-2025

I prossimi anni – come previsto dal Piano Industriale approvato dai Soci – saranno soprattutto dedicati alla conclusione di tutte le operazioni di subentro gestionale, all’evoluzione della struttura interna (in termini di assunzioni e formazione del personale), al potenziamento degli strumenti gestionali (che si tradurrà in uno sviluppo dei processi interni, nella comunicazione dei dati a tutti gli stakeholder e nell’allineamento delle attività della Società alla tassonomia UE), e soprattutto alla realizzazione degli investimenti pianificati e programmati, con lo scopo di potenziare il servizio, con un’ottica di ecosostenibilità, a tutela della risorsa idrica e dell’ambiente.

Il fronte degli investimenti segue una corrente positiva: “Il primo bilancio della società – rammenta Pezzoli – è stato chiuso con l’esecuzione di circa 5 milioni di euro di investimenti; l’anno successivo siamo riusciti a raddoppiare la cifra; traguardo apprezzabile, ma timido se si considerano i 21 milioni del 2021, e, ancor di più, i 30 milioni annui previsti per il 2022 e 27 milioni per ogni anno successivo sino alla durata della concessione”.

Per Como Acqua investire significa anche proiettarsi in una realtà di ricerca e sviluppo e protendersi all’individuazione di soluzioni innovative e tecnologicamente avanzate che efficientino il servizio, valorizzando la rete idrica. “Le collaborazioni con gli Atenei e gli Istituti di Ricerca saranno il volano giusto per affinare le nostre conoscenze e individuare le strategie più innovative e adatte a valorizzare i nostri investimenti. Basti pensare – esemplifica l’Ing. Pezzoli - all’installazione di smart meters, alla digitalizzazione del network acquedottistico e fognario, ai progetti pilota per contrastare le perdite idriche tramite rilevazioni satellitari, solo per citarne alcuni studi.

Il Piano Industriale recepisce, tra le linee di azione dei prossimi anni, anche il contenuto del Piano Green del quale Como Acqua si è dotata per ottenere la riduzione dei propri consumi e costi energetici, l’incremento dell’autoproduzione di energia da fonte rinnovabile e l’abbattimento della quantità di fanghi prodotti, con significativa riduzione dell’impatto ambientale della Società.

“L’onda che solleva Como Acqua è decisamente forte e lunga, e, in considerazione di quanto sopra, ha una vera spinta Green” conclude il Presidente con orgoglio.

03/12
Easy water: 24 erogatori e 12mila borracce abbattono i consumi di plastica nelle scuole superiori di Lodi

Un brindisi con l’acqua del rubinetto per festeggiare la piena operatività del progetto curato da SAL, Provincia e ATO per rispondere all’appello degli Istituti Scolastici

“Noi vi abbiamo fornito gli strumenti. Ora tocca a voi”. Con un brindisi a base d’acqua del rubinetto, e con un simbolico passaggio di consegne tra il direttore generale di SAL Carlo Locatelli e un gruppo di studenti dell’Itis Volta di Lodi, ieri mattina è stata festeggiata la piena operatività di “Easy Water”, il progetto finanziato da SAL, dalla Provincia di Lodi e dall’Ufficio d’Ambito di Lodi per rendere più accessibile l’acqua di rete in tutti gli istituti superiori del territorio.

Numeri e obiettivi del progetto sono stati riassunti davanti a uno degli erogatori d’acqua che simboleggiano l’intervento: 17 sedi scolastiche coinvolte, 24 erogatori installati (due per ogni istituto con più di 600 studenti, uno in tutti gli altri), 12mila borracce in tritan distribuite ai 10mila studenti e a tutto il personale docente e non docente, con l’obiettivo dichiarato di abbattere il consumo di plastica usa e getta negli istituti superiori risparmiando per ogni anno scolastico circa 1 milione e 400mila bottigliette da mezzo litro.

Acqua fresca lodigiana a chilometro zero quindi, sicura, controllata e soprattutto sostenibile, per un progetto che è anche un’azione concreta in risposta ai cambiamenti climatici. L’intervento è stato finanziato da Provincia di Lodi e Ufficio d’Ambito e da SAL, con un costo complessivo di circa 145mila euro.

Il progetto – il primo in Lombardia e tra i primi in Italia ad aver coinvolto un intero territorio provinciale – riguarda tutti gli istituti secondari di secondo grado della provincia di Lodi: le 17 sedi scolastiche sono ubicate a Lodi (Gandini, Verri, Maffeo Vegio, Bassi – 2 sedi, Einaudi – 3 sedi, Volta, Piazza, Merli), Casalpusterlengo (Cesaris), Codogno (Ambrosoli, Calamandrei, Novello, Tosi), Sant’Angelo Lodigiano (Pandini).

L’installazione degli erogatori era stata annunciata a fine 2019 ma sono occorsi quasi due anni per raggiungere la piena operatività: due anni tormentati per il Lodigiano, il primo territorio in Italia a essere travolto dall’emergenza Covid nel febbraio 2020, con l’immediata sospensione delle attività scolastiche e la sequela di lockdown, didattica a distanza, classi in quarantena e limitazioni che hanno complicato l’entrata in funzione degli erogatori.Oggi, però, la borraccia è una fedele compagna di viaggio negli zaini dei ragazzi, come hanno ricordato ieri i dirigenti scolastici e i rappresentanti degli studenti.

Alla presentazione sono intervenute le dirigenti Luciana Tonarelli (Itis Volta) e Giusy Moroni (liceo Gandini e Verri), i due istituti che per primi avevano chiesto al gestore idrico SAL e alle istituzioni lodigiane un supporto per rendere le scuole plastic free. Con loro anche Valentina Gambarini (Liceo Novello – Codogno) e Fausto Bianchi (Itc Bassi – Lodi), e il docente Andrea Negri in rappresentanza della dirigente Antonia Rizzi (istituto Ambrosoli – Codogno). Protagonisti dell’incontro gli studenti, veri destinatari dell’intera operazione: Luca Cutillo e Stefano Zucchelli del liceo Gandini hanno spiegato che l’abbattimento dei consumi di plastica usa e
getta rientra nel piano d’azione messo in atto dal loro istituto con il Progetto Land in risposta all’Agenda 2030. Mentre Camilla Caroni, studentessa dell’Itis Volta eletta di recente nel Consiglio d’Istituto, anche a nome dei “colleghi” Brian Faggianelli, Alexander Tumeo Orlandi e Giuseppina Maria Mucedola ha ricordato che “in tutte le classi a inizio anno scolastico ci chiedevano notizie sull’entrata in funzione degli erogatori. È un progetto in cui crediamo molto, è stato bello renderci conto che nelle scuole c’è la forza e la voglia di cambiare. Ringraziamo i dirigenti scolastici e le istituzioni lodigiane che hanno risposto alle nostre richieste”.

Giuseppe Negri, presidente di SAL, ha sottolineato “i risultati del lavoro di squadra: la provincia di Lodi è tra le più piccole in Lombardia, ma anche questo progetto testimonia che abbiamo la capacità di fare squadra e lavorare insieme per migliorare la qualità della vita sul nostro territorio”. Una sinergia sottolineata anche da Mauro Salvalaglio, assessore provinciale all’Ambiente: “Dobbiamo ringraziare l’intraprendenza degli alunni, la lungimiranza dei dirigenti scolastici e la capacità delle istituzioni e del gestore idrico SAL di raccogliere la richiesta delle scuole e di creare un progetto unico nel suo genere in Lombardia. Conferma che il Lodigiano sa essere un laboratorio di soluzioni innovative”.

Per l’ATO di Lodi è intervenuto il presidente Angelo Sichel: “Il nostro ente ha finanziato questo intervento devolvendo l’avanzo di bilancio all’installazione degli erogatori nelle scuole, nella consapevolezza che cambiare una piccola abitudine quotidiana può portare vantaggi ambientali significativi”. A Raffaella Izzo, responsabile del Laboratorio Analisi di SAL, il compito di ricordare che “l’acqua lodigiana è buona, sicura, controllata. Aggiorniamo periodicamente sul nostro sito internet i risultati delle analisi di ogni comune, proprio per essere sempre trasparenti nel nostro lavoro”.