Veronica Nisco

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18/03
Water Alliance, fare rete per essere sempre più competitivi sul mercato

Intervista al portavoce di Water Alliance, Enrico Pezzoli, tratto da "Servizi a rete" Gennaio-Febbraio 2022

Tutto è iniziato con un progetto che legava 8 aziende e serviva un bacino di 5 milioni di abitanti.

A distanza di pochi anni il network non solo si è ampliato, accogliendo altre 5 società lombarde, ma ha esteso la propria azione ad altri 3 milioni di utenti.
Se i numeri non mentono, questi risultati rappresentano la prova di un successo agognato e poi conquistato. Ancora nel 2015, quando Water Alliance venne alla luce, non mancava chiarezza circa gli obiettivi da perseguire, primo fra tutti quello della sharing knowledge, ovvero la condivisione reciproca di know-how, competenze e anche strumentazioni. Lo scopo di questa sinergia non è mai stato meramente teorico, ma voleva avere un risvolto concreto, in grado di garantire una potenziata capacità di investimento, in una logica di economie di scala, con il vantaggio di ottimizzare l’impiego di strutture, risorse e servizi per perseguire un fine comune.


Seppure ancora in fase di sviluppo, l’ambizione di tutti i membri fin dalla fondazione era di dare corpo ad un sistema di rete capace di proporsi sullo scenario nazionale come il più grande soggetto pubblico aggregato del servizio idrico. Il tempo ha confermato che questo piano aveva tutte le possibilità per essere realizzato e infatti oggi Water Alliance è la prima rete nazionale dell’acqua.
La sua forza è stata proprio nella fedeltà agli impegni iniziali che sono rimasti invariati negli anni, pur adattandosi nella forma ad una situazione sempre in evoluzione. Non si è infatti mai tradita la volontà di coniugare il radicamento sul territorio, mettendo in atto le migliori pratiche di gestione.

Nasciamo e cresciamo come rete, ed è proprio in questa nostra natura che ci rispecchiamo, abbracciando un’inclinazione dinamica al cambiamento e all’adattamento, per intercettare nuove esigenze e bisogni.
Posso con convinzione affermare che non ci siamo mai fermati, tanto da avere intrapreso molteplici sfide. Da sottolineare ad esempio la firma del nuovo contratto di rete avvenuto nell’estate 2021, che ha rappresentato uno step fondamentale nel processo aggregativo delle imprese idriche lombarde: essere oggi una Joint Venture è la forma contrattuale più coerente con il perseguimento di azioni comuni, che vanno dalle attività di ricerca, all’avvio di progetti ad alto tasso di innovazione su scala regionale e sovraregionale. In questo contesto si ascrivono anche il rafforzamento delle attività riguardanti la digitalizzazione delle reti, le azioni legate al settore delle Risorse Umane e l’impegno ad offrire una formazione continua e variegata che vedrà la nascita di una Water Alliance Academy per far crescere
nuovi talenti.

Pur nella varietà di esperienze e sfide, la Rete ha saputo mantenersi a dei valori che sono eredità di ciascuna delle aziende socie, tra cui spiccano l’attenzione e la sensibilità verso la sostenibilità e il green. La custodia dell’acqua è l’impegno quotidiano che perseguiamo singolarmente e come network, lungo una direttrice lungimirante e aggregativa che ci consente di affrontare i problemi globali –
quali la crisi climatica e idrica – in modo condiviso.


Che la crescita di Water Alliance proceda nella corretta direzione, trova innumerevoli conferme, sia nel cospicuo budget di investimenti allocati, che nel riconoscimento del proprio ruolo di attore
nel dibattito pubblico, attorno ai tavoli decisionali, in presenza e a fianco di stakeholders istituzionali e associativi come Governo, Parlamento, Autorità indipendenti, Regione Lombardia, Enti
di Controllo e rappresentanza istituzionale, Associazioni di categoria e Consumatori.
Certamente “contare” implica una responsabilità ancora più spiccata e sentita che stimola il network a intavolare un dialogo fitto anche con l’utenza, attuando un’opera capillare di sensibilizzazione e informazione. Il nostro operato, riassumibile nella valorizzazione della risorsa idrica,
sarebbe parziale se non cercasse di ingaggiare l’opinione pubblica responsabilizzando il singolo, promuovendo pratiche e abitudini amiche dell’ambiente. Un’ultima cartina tornasole dei buoni risultati ottenuti a partire dal 2015 è senz’altro la nascita di altre esperienze retiste che guardano a Water Alliance come modello. Non c’è riconoscimento migliore, né più grande soddisfazione se non fungere da best practice per nuovi soggetti che, come Green Alliance, si legano tra loro per la promozione e lo sviluppo della gestione pubblica del servizio igiene urbana.

28/01
Padania Acque e le Associazioni di impresa della provincia di Cremona siglano il protocollo di intesa per la gestione sostenibile degli scarichi industriali

Padania Acque e le Associazioni di impresa della provincia di Cremona siglano il protocollo di intesa per la gestione sostenibile degli scarichi industriali

Padania Acque è il primo operatore del Servizio Idrico Integrato in Italia a stipulare un accordo con il mondo industriale per regolamentare le attività afferenti agli scarichi industriali. Presente l’Assessore regionale Pietro Foroni

Una intesa che rappresenta un unicum nel panorama idrico italiano e che vede Padania Acque capofila di un modello virtuoso di collaborazione tra le aziende.

Nell’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – Campus di Cremona, ex Monastero Santa Monica, Padania Acque e le principali associazioni imprenditoriali del territorio hanno sottoscritto, alla presenza dell’Assessore regionale al Territorio e Protezione Civile Pietro Foroni, un accordo per la gestione ancora più efficiente delle attività riguardanti gli scarichi industriali delle acque reflue.

Il protocollo di intesa, della durata di tre anni ed eventualmente rinnovabile, ha come obiettivo l’avvio di un percorso comune e la condivisione degli impegni e delle relative competenze tecniche e professionali in tema di scarichi industriali.

L’Ufficio d’Ambito della Provincia di Cremona, l’Associazione Apindustria Confimi Cremona, l’Associazione Industriali Cremona, CNA Cremona, Confartigianato Cremona e Libera Associazione Artigiani, sono i firmatari dell’accordo promosso dal gestore unico dell’idrico cremonese.

Due tavoli di lavoro si occuperanno di facilitare i rapporti tra le aziende, risolvere eventuali criticità in materia e migliorare l’intero sistema scarico-fognatura e depurazione. Nello specifico lo Steering Committee, composto dai vertici delle società e delle associazioni, con funzione decisionale e di coordinamento e un gruppo di tecnici saranno chiamati a lavorare in sinergia per attuare i programmi concordati.

L’evento di presentazione del protocollo di intesa si è aperto con i saluti istituzionali del presidente della Provincia di Cremona Paolo Mirko Signoroni, del Commissario della Camera di Commercio di Cremona Gian Domenico Auricchio e del presidente di Padania Acque Cristian Chizzoli, che ha evidenziato l’importanza dell’iniziativa: «Il gestore idrico e il mondo delle imprese lavoreranno fianco a fianco su un tema complesso e rilevante, anche da un punto di vista ambientale. Padania Acque è a disposizione delle aziende per fornire supporto tecnico e di semplificazione dei processi burocratici in ottemperanza alla normativa di riferimento».

Ha aperto i lavori con un intervento tecnico il Direttore Generale di Padania Acque, Stefano Ottolini, sottolineando comePadania Acque abbia già da qualche anno avviato un intenso e attento lavoro di monitoraggio delle acque reflue industriali e come soltanto nell’ultimo anno abbia gestito un volume scaricato dagli insediamenti produttivi pari a 5,4 milioni di metri cubi. Il protocollo di intesa ha lo scopo di implementare e ampliare ulteriormente gli sforzi del gestore idrico nei confronti dei circa 400 clienti industriali.

L’Amministratore delegato Alessandro Lanfranchi ha moderato la tavola rotonda a cui hanno preso parte Stefano Belli Franzini, Presidente dell’Ufficio d’Ambito di Cremona; Sonia Cantarelli, Presidente Apindustria Confimi Cremona; Stefano Allegri, Presidente Associazione Industriali Cremona; Marcello Parma, Presidente CNA Cremona; Massimo Rivoltini, Presidente Confartigianato Cremona e Marco Luca Bressanelli, Presidente Libera Associazione Artigiani.

«Regione Lombardia sta affrontando il tema degli scarichi industriali in fognatura in due modalità: attraverso un dispositivo regolatorio e, più recentemente, impostando un percorso di “governance” finalizzato a favorire confronti costruttivi tra le diverse realtà industriali e i gestori, insieme agli Uffici d’Ambito del Servizio Idrico Integrato – ha affermato l’assessore al Territorio e Protezione civile di Regione Lombardia, Pietro Foroni - Proprio per rispondere alle differenti esigenze territoriali e tutelare le nostre acque, ci si è resi conto che non è sufficiente il ricorso ad una norma, ma è più efficace individuare con il gestore e le realtà produttive misure specifiche, dipendenti dalle caratteristiche degli scarichi, dalle caratteristiche della rete fognaria, dalle capacità depurative degli impianti e, cosa più importante per il mio assessorato, dalle specificità dei corpi idrici. Stiamo impostando attività di confronto con i gestori del Servizio Idrico Integrato proprio su questi aspetti, cercando di fare da “soggetto facilitatore” per avviare tavoli di lavoro specifici per alcune realtà, tra cui in provincia di Varese per attività legate alla tessitura, e, a breve, in provincia di Pavia per le aziende vitivinicole».

«Una delle principali sfide odierne è quella di rendere lo sviluppo economico compatibile con la burocrazia e le procedure che oggi sono sempre più complesse. Ciò che emerge dal Protocollo, e fa parte dell’obiettivo che ci siamo prefissi, è la grande potenzialità del nostro territorio, dove abbiamo aziende e impianti eccellenti che possono e devono lavorare in sinergia con la Pubblica Amministrazione per fare economia. Abbiamo messo sotto la lente d’osservazione non il singolo impianto, ma tutto il sistema, e crediamo che il ruolo delle nostre associazioni sia sempre più operativo e concreto. Proprio con l’obiettivo della semplificazione, l’organismo a cui diamo vita ha un’anima politica ed una tecnico-operativa; una vera camera di conciliazione per chiarire quelle questioni “incagliate” fra imprese e gestore” – ha dichiarato Stefano Allegri, Presidente dell’Associazione Industriali della Provincia di Cremona».

I lavori sono terminati con la firma del protocollo di intesa.

05/01
L’onda che solleva Como Acqua, forte e lunga…

Budget 2022 e Piano Industriale al 2025 approvati dall’Assemblea dei Soci, all’unanimità

Dicembre 2021 – Presso la sala conferenze della biblioteca di Como l’Assemblea dei Soci di Como Acqua Srl approva gli obiettivi che la Società intende raggiungere, con una forte accelerazione delle attività di investimento previste per 133 milioni di euro al 2025.

I Soci, recepito quanto sinora realizzato, sono stati chiamati a volgere lo sguardo verso il futuro, i nuovi impegni e le prossime sfide.

La nostra Società – precisa il Presidente Enrico Pezzoli - intende realizzare ambiziosi obiettivi, non perdendo mai di vista il percorso tracciato nel tempo, consapevole di essere garante di un servizio essenziale. Stiamo vivendo un processo di continua espansione, fatto dall’insieme di costanti singoli traguardi che da un lato aumentano le responsabilità, ma dall’altro, in una visione prospettica propositiva, consentono di valorizzare il rapporto con il territorio gestito, offrendo una qualità del servizio, capillare e performante. In questo scenario, pertanto, confidiamo che prosegua e si consolidi la collaborazione con i Comuni, che meritano un sentito ringraziamento per il sostegno e la fiducia dimostrati”.

Nell’arco del 2021 la Società, attraverso i processi di aggregazione, è cresciuta e continuerà a crescere, giungendo a gestire 133 Comuni per il servizio di acquedotto, 137 per il servizio di fognatura, e 134 per il servizio di depurazione.

Prevediamo – aggiunge Pezzoli – che durante il percorso di sviluppo che stiamo affrontando e al termine del 2025 i Comuni gestisti da Como Acqua saranno 145 per il servizio di acquedotto, 147 per il servizio fognatura e 146 per il servizio di depurazione, per un bacino di 560 mila abitanti”.

Gli obiettivi principali del Piano Industriale 2021-2025

I prossimi anni – come previsto dal Piano Industriale approvato dai Soci – saranno soprattutto dedicati alla conclusione di tutte le operazioni di subentro gestionale, all’evoluzione della struttura interna (in termini di assunzioni e formazione del personale), al potenziamento degli strumenti gestionali (che si tradurrà in uno sviluppo dei processi interni, nella comunicazione dei dati a tutti gli stakeholder e nell’allineamento delle attività della Società alla tassonomia UE), e soprattutto alla realizzazione degli investimenti pianificati e programmati, con lo scopo di potenziare il servizio, con un’ottica di ecosostenibilità, a tutela della risorsa idrica e dell’ambiente.

Il fronte degli investimenti segue una corrente positiva: “Il primo bilancio della società – rammenta Pezzoli – è stato chiuso con l’esecuzione di circa 5 milioni di euro di investimenti; l’anno successivo siamo riusciti a raddoppiare la cifra; traguardo apprezzabile, ma timido se si considerano i 21 milioni del 2021, e, ancor di più, i 30 milioni annui previsti per il 2022 e 27 milioni per ogni anno successivo sino alla durata della concessione”.

Per Como Acqua investire significa anche proiettarsi in una realtà di ricerca e sviluppo e protendersi all’individuazione di soluzioni innovative e tecnologicamente avanzate che efficientino il servizio, valorizzando la rete idrica. “Le collaborazioni con gli Atenei e gli Istituti di Ricerca saranno il volano giusto per affinare le nostre conoscenze e individuare le strategie più innovative e adatte a valorizzare i nostri investimenti. Basti pensare – esemplifica l’Ing. Pezzoli - all’installazione di smart meters, alla digitalizzazione del network acquedottistico e fognario, ai progetti pilota per contrastare le perdite idriche tramite rilevazioni satellitari, solo per citarne alcuni studi.

Il Piano Industriale recepisce, tra le linee di azione dei prossimi anni, anche il contenuto del Piano Green del quale Como Acqua si è dotata per ottenere la riduzione dei propri consumi e costi energetici, l’incremento dell’autoproduzione di energia da fonte rinnovabile e l’abbattimento della quantità di fanghi prodotti, con significativa riduzione dell’impatto ambientale della Società.

“L’onda che solleva Como Acqua è decisamente forte e lunga, e, in considerazione di quanto sopra, ha una vera spinta Green” conclude il Presidente con orgoglio.

03/12
Easy water: 24 erogatori e 12mila borracce abbattono i consumi di plastica nelle scuole superiori di Lodi

Un brindisi con l’acqua del rubinetto per festeggiare la piena operatività del progetto curato da SAL, Provincia e ATO per rispondere all’appello degli Istituti Scolastici

“Noi vi abbiamo fornito gli strumenti. Ora tocca a voi”. Con un brindisi a base d’acqua del rubinetto, e con un simbolico passaggio di consegne tra il direttore generale di SAL Carlo Locatelli e un gruppo di studenti dell’Itis Volta di Lodi, ieri mattina è stata festeggiata la piena operatività di “Easy Water”, il progetto finanziato da SAL, dalla Provincia di Lodi e dall’Ufficio d’Ambito di Lodi per rendere più accessibile l’acqua di rete in tutti gli istituti superiori del territorio.

Numeri e obiettivi del progetto sono stati riassunti davanti a uno degli erogatori d’acqua che simboleggiano l’intervento: 17 sedi scolastiche coinvolte, 24 erogatori installati (due per ogni istituto con più di 600 studenti, uno in tutti gli altri), 12mila borracce in tritan distribuite ai 10mila studenti e a tutto il personale docente e non docente, con l’obiettivo dichiarato di abbattere il consumo di plastica usa e getta negli istituti superiori risparmiando per ogni anno scolastico circa 1 milione e 400mila bottigliette da mezzo litro.

Acqua fresca lodigiana a chilometro zero quindi, sicura, controllata e soprattutto sostenibile, per un progetto che è anche un’azione concreta in risposta ai cambiamenti climatici. L’intervento è stato finanziato da Provincia di Lodi e Ufficio d’Ambito e da SAL, con un costo complessivo di circa 145mila euro.

Il progetto – il primo in Lombardia e tra i primi in Italia ad aver coinvolto un intero territorio provinciale – riguarda tutti gli istituti secondari di secondo grado della provincia di Lodi: le 17 sedi scolastiche sono ubicate a Lodi (Gandini, Verri, Maffeo Vegio, Bassi – 2 sedi, Einaudi – 3 sedi, Volta, Piazza, Merli), Casalpusterlengo (Cesaris), Codogno (Ambrosoli, Calamandrei, Novello, Tosi), Sant’Angelo Lodigiano (Pandini).

L’installazione degli erogatori era stata annunciata a fine 2019 ma sono occorsi quasi due anni per raggiungere la piena operatività: due anni tormentati per il Lodigiano, il primo territorio in Italia a essere travolto dall’emergenza Covid nel febbraio 2020, con l’immediata sospensione delle attività scolastiche e la sequela di lockdown, didattica a distanza, classi in quarantena e limitazioni che hanno complicato l’entrata in funzione degli erogatori.Oggi, però, la borraccia è una fedele compagna di viaggio negli zaini dei ragazzi, come hanno ricordato ieri i dirigenti scolastici e i rappresentanti degli studenti.

Alla presentazione sono intervenute le dirigenti Luciana Tonarelli (Itis Volta) e Giusy Moroni (liceo Gandini e Verri), i due istituti che per primi avevano chiesto al gestore idrico SAL e alle istituzioni lodigiane un supporto per rendere le scuole plastic free. Con loro anche Valentina Gambarini (Liceo Novello – Codogno) e Fausto Bianchi (Itc Bassi – Lodi), e il docente Andrea Negri in rappresentanza della dirigente Antonia Rizzi (istituto Ambrosoli – Codogno). Protagonisti dell’incontro gli studenti, veri destinatari dell’intera operazione: Luca Cutillo e Stefano Zucchelli del liceo Gandini hanno spiegato che l’abbattimento dei consumi di plastica usa e
getta rientra nel piano d’azione messo in atto dal loro istituto con il Progetto Land in risposta all’Agenda 2030. Mentre Camilla Caroni, studentessa dell’Itis Volta eletta di recente nel Consiglio d’Istituto, anche a nome dei “colleghi” Brian Faggianelli, Alexander Tumeo Orlandi e Giuseppina Maria Mucedola ha ricordato che “in tutte le classi a inizio anno scolastico ci chiedevano notizie sull’entrata in funzione degli erogatori. È un progetto in cui crediamo molto, è stato bello renderci conto che nelle scuole c’è la forza e la voglia di cambiare. Ringraziamo i dirigenti scolastici e le istituzioni lodigiane che hanno risposto alle nostre richieste”.

Giuseppe Negri, presidente di SAL, ha sottolineato “i risultati del lavoro di squadra: la provincia di Lodi è tra le più piccole in Lombardia, ma anche questo progetto testimonia che abbiamo la capacità di fare squadra e lavorare insieme per migliorare la qualità della vita sul nostro territorio”. Una sinergia sottolineata anche da Mauro Salvalaglio, assessore provinciale all’Ambiente: “Dobbiamo ringraziare l’intraprendenza degli alunni, la lungimiranza dei dirigenti scolastici e la capacità delle istituzioni e del gestore idrico SAL di raccogliere la richiesta delle scuole e di creare un progetto unico nel suo genere in Lombardia. Conferma che il Lodigiano sa essere un laboratorio di soluzioni innovative”.

Per l’ATO di Lodi è intervenuto il presidente Angelo Sichel: “Il nostro ente ha finanziato questo intervento devolvendo l’avanzo di bilancio all’installazione degli erogatori nelle scuole, nella consapevolezza che cambiare una piccola abitudine quotidiana può portare vantaggi ambientali significativi”. A Raffaella Izzo, responsabile del Laboratorio Analisi di SAL, il compito di ricordare che “l’acqua lodigiana è buona, sicura, controllata. Aggiorniamo periodicamente sul nostro sito internet i risultati delle analisi di ogni comune, proprio per essere sempre trasparenti nel nostro lavoro”.

30/07
L’Assemblea dei Soci di Alfa Srl approva all’unanimità il Bilancio 2020

Paolo Mazzucchelli riconfermato presidente, nominati anche i nuovi cda, civico e collegio dei sindaci

L’Assemblea dei Soci di Alfa Srl, gestore del servizio idrico integrato in provincia di Varese, ha riconfermato nei giorni scorsi Paolo Mazzucchelli alla carica di Presidente del Consiglio d’Amministrazione. Mazzucchelli, presidente uscente ricoprirà dunque la carica anche nel prossimo triennio.
Insieme a lui sono stati nominati nel Consiglio d’Amministrazione Elena Bardelli (Amministratore Delegato), Maria Sole De Medio e Pietro Zappamiglio.
Per la nomina di questo organismo la società aveva provveduto ad emanare un bando pubblico per la raccolta delle candidature, allo scopo di permettere a chiunque ne avesse i requisiti di poter entrare nella rosa delle possibili scelte.
L’Assemblea, composta dal Presidente della Provincia e dai sindaci - o loro assessori delegati - di 143 comuni (135 della provincia di Varese), in apertura di seduta ha approvato all’unanimità il bilancio d’esercizio 2020, chiuso con 90 milioni di fatturato e un utile di 11 milioni di euro. Ricordiamo che il Piano Industriale e di Sostenibilità dell’azienda prevede da qui al 2035 investimenti per oltre300 milioni di euro, in buona parte concentrati nel prossimo quinquennio, al fine di superare le infrazioni europee gravanti sul territorio provinciale.

Si è poi proceduto alle nomine, che hanno riguardato il Collegio Sindacale, del quale fanno parte Manuela Furigo (Presidente), Giorgio Marrone e Simone Perrotta (in qualità di sindaci effettivi), Antonella Rossi e Marco Galignano (supplenti) e il Comitato di Indirizzo Vigilanza e Controllo, che ha per componenti Emanuele Antonelli, Andrea Cassani, Davide Galimberti, Vito Pipolo, Maria Irene Bellifemine, Filippo Gesualdi, Davide Tamborini, Gianmario Bernasconi, Ivan Martinelli e Alberto Rossi.

21/07
Water Alliance – Acque di Lombardia: firmato il nuovo contratto di rete

Il nuovo contratto rappresenta un tassello cruciale per la rete di imprese nata nell’aprile 2015 e allargatasi a tutti i gestori lombardi nel gennaio 2020. Costituiti i nuovi organi di gestione ed eletto all’unanimità il nuovo portavoce Enrico Pezzoli, presidente di Como Acqua.

Water Alliance - Acque di Lombardia dà vita a un nuovo contratto di Rete per consentire alle tredici aziende che costituiscono il primo network di aziende idriche pubbliche in Italia di rafforzare ulteriormente le sinergie costruite negli ultimi anni e di garantire un servizio idrico sempre più sostenibile e più innovativo a tutta la Lombardia.

Il contratto di rete firmato da Acque Bresciane, Alfa, BrianzAcque, Como Acqua, Gruppo CAP, Gruppo TEA, Lario Reti Holding, MM, Padania Acque, Pavia Acque, SAL, SECAM e Uniacque, rappresenta un tassello cruciale nel processo di integrazione del sistema delle imprese idriche lombarde che assume la forma contrattuale di Joint venture, intraprendendo così nuove attività comuni. Tra queste spiccano le attività di ricerca, che faciliteranno l’avvio di progetti ad alto tasso di innovazione su scala regionale e sovraregionale; il rafforzamento delle attività riguardanti la digitalizzazione delle reti; le attività legate al settore delle Risorse Umane che vedranno anche la nascita di una Water Alliance Academy, pensata per formare nuovi talenti che potranno dare un contributo alla modernizzazione del mondo delle water utility; e infine alcune attività riguardanti la sostenibilità, per sviluppare l’approccio ecosostenibile da sempre adottato dalla Rete.

Il nuovo contratto di rete apre una nuova fase nello sviluppo di Water Alliance, perché garantisce una maggior integrazione tra le aziende e fornisce gli strumenti giuridici e di governance per rafforzare le attività svolte congiuntamente – ha commentato Alessandro Russo, presidente di Gruppo CAP e portavoce uscente di Water Alliance. Dal 2015 grazie all’impegno di tutte le aziende retiste, dei loro presidenti, dei loro direttori e dei loro dipendenti, a cui va il mio sentito ringraziamento, siamo riusciti a costruire dinamiche virtuose, dando vita al più grande agglomerato di imprese idriche su scala nazionale. Basti pensare alla rete dei laboratori con cui abbiamo effettuato analisi delle acque sempre più dettagliate, al Webgis - Acque di Lombardia con cui abbiamo digitalizzato gran parte delle reti lombarde e al nostro impegno per la sostenibilità che si è concretizzato in attività di formazione nelle scuole, ma anche in gare congiunte per l’acquisto di energia green. Il nuovo contratto e la nuova governance – ha concluso Russo – permetteranno a Water Alliance di affrontare da protagonista le sfide della ripartenza e del Green Deal europeo”.

Nata il 24 aprile 2015 con il contratto di rete sottoscritto da BrianzAcque, Gruppo CAP, Lario Reti Holding, Padania Acque, Pavia Acque, SAL, SECAM e Uniacque, nel gennaio 2020 Water Alliance si è allargata a tutti i gestori del servizio idrico lombardo grazie all’ingresso di Alfa, Acque Bresciane, Como Acqua, Gruppo Tea e MM. Con un fatturato di circa un miliardo di euro e più di tremilaseicento dipendenti, e grazie a una rete idrica di circa 40mila chilometri e una rete fognaria di circa 34mila, Water Alliance rifornisce più di milleduecento comuni lombardi, per un totale di otto milioni e mezzo di abitanti serviti. Numeri importanti che rendono Water Alliance il principale agglomerato di imprese idriche su scala nazionale.

Il nuovo contratto di rete ha visto anche la ridefinizione della governance, studiata per rendere più rapidi, ma al contempo condivisi, i processi decisionali. Sono stati creati il Consiglio delle imprese retiste, costituito da un rappresentante per ciascuna azienda, che si occuperà della definizione della strategia della rete e l’Organo di gestione che si occuperà della realizzazione operativa delle linee strategiche tracciate dal Consiglio.

Il Consiglio risulta così composto: Paolo Saurgnani, Direttore generale di Acque Bresciane; Paolo Mazzucchelli, Presidente di Alfa; Enrico Boerci, Presidente di BrianzAcque; Enrico Pezzoli, Presidente di Como Acqua; Alessandro Russo, Presidente di Gruppo CAP; Massimiliano Ghizzi, Presidente di Gruppo Tea; Lelio Cavallier, Presidente di Lario Reti Holding; Simone Dragone, Presidente di MM; Cristian Chizzoli, Presidente di Padania Acque; Luigi Pecora, Presidente di Pavia Acque; Giuseppe Negri, Presidente di SAL; Gildo De Gianni, Amministratore Delegato di SECAM e Pierangelo Bertocchi, Amministratore Delegato di Uniacque. Il Consiglio delle imprese retiste ha scelto all’unanimità come proprio portavoce Enrico Pezzoli, Presidente di Como Acqua e come referente ai rapporti con le altre associazioni di public utilities Massimiliano Ghizzi, Presidente di Gruppo TEA.

“L’incarico è importante e mi riempie d’orgoglio sapere che la mia nomina sia frutto di una scelta unanime da parte di tutti i Presidenti, per i quali sarò portavoce. All’inizio di un percorso triennale, come quello che mi si sta prospettando, la volontà è confermare quanto fatto fino ad ora, rafforzando il ruolo che Water Alliance potrà avere sui tavoli di confronto decisivi, al fine di poter davvero «fare la differenza». Sono stimolato, visti i temi di cui ci occupiamo, all’idea che voce unica di queste tredici aziende alleate sia la mia. Già da soli i numeri della rete chiariscono il peso che una alleanza efficace e consolidata – come Water Alliance – potrà avere per attuare le migliori pratiche nella gestione pubblica dell’acqua”, spiega l’Ing. Enrico Pezzoli, Presidente e AD di Como Acqua.

Alla guida dell’Organo di gestione, è stato nominato Michele Falcone, Direttore generale di Alfa e Direttore Sviluppo strategico di Gruppo CAP. I membri che costituiranno l’organo, oltre a Falcone, sono: Vincenzo Lombardo, Direttore generale di Lario Reti Holding; Stefano Cetti, Direttore generale di MM; Stefano Ottolini, Direttore generale di Padania Acque; Stefano Bina, Direttore generale di Pavia Acque; Carlo Locatelli, Direttore generale di SAL e Stefano Sebastio Direttore generale di Uniacque.

28/06
Webgis-Acque di Lombardia, quattro workshop per conoscerne tutte le funzionalità

I corsi hanno permesso a tecnici comunali e professionisti di conoscere nell’operatività le funzionalità del sistema grazie a cui sono mappati 70.000 km di rete fognaria e acquedottistica

Quasi duecento partecipanti tra tecnici comunali, architetti, ingegneri, geologi, geometri e periti per un totale di otto ore di formazione. Sono questi i numeri dei workshop organizzati da Water Alliance sul nuovo Webgis-Acque di Lombardia, il sistema per mappare in tempo reale le strutture del servizio idrico integrato, tenutisi online il 23 e il 24 giugno. I workshop costituiscono il proseguimento tecnico-operativo del tavolo di lavoro ‘’Acqua, reti e innovazione’’, organizzato da Water Alliance e Anci Lombardia nel febbraio scorso, con cui sono state presentate le potenzialità della digitalizzazione delle reti.

I corsi, che hanno coinvolto gli stakeholder delle aziende presenti sul Webgis di Water Alliance (Acque Bresciane, BrianzAcque, Lario Reti Holding, Gruppo CAP, Padania Acque, Pavia Acque, SAL, Uniacque), si sono focalizzati sull’utilizzo del sistema, grazie a una modalità di formazione interattiva che ha permesso di conoscere tutti i dettagli operativi della piattaforma.

In particolare, sono state illustrate concretamente tutte le funzionalità del sistema che, grazie alle innovazioni apportate, reca diversi vantaggi sia ai professionisti sia ai tecnici comunali che possono interloquire con i gestori del servizio idrico integrato tramite un’unica piattaforma. Una piattaforma che ad oggi ha a sistema 70.000 chilometri di rete acquedottistica e fognaria delle province di Brescia, Monza e Brianza, Lecco, la Città metropolitana di Milano, Cremona, Pavia, Lodi e Bergamo).

I workshop sul Webgis -Acque di Lombardia dedicati ai tecnici comunali e ai professionisti delle aziende facenti parte del SIT di Water Alliance sono stati un momento cruciale per far conoscere agli stakeholder le grandi potenzialità del nostro Webgis, un sistema in grado di mappare in tempo reale tutte le strutture del servizio idrico integrato. La formazione, erogata in modo interattivo, ha permesso ai partecipanti di conoscere tutte le funzionalità del sistema, garantendo un dialogo diretto tra stakeholder e aziende del servizio idrico. L’obiettivo resta quello di implementare le sinergie agevolando il dialogo tra gestori, comuni e professionisti per uno sviluppo sostenibile e digitale dei nostri territori” – è il commento di Enrico Boerci, presidente e Amministratore Delegato di BrianzAcque e coordinatore dell’area IT di Water Alliance sui quattro workshop.

Il nuovo sistema garantisce un notevole miglioramento nell’utilizzo dei dati, nella loro fruizione e, più in generale, nei tool a disposizione di professionisti e tecnici comunali. Queste caratteristiche, oltre a ottimizzare l’operatività dei gestori, rafforzano il dialogo digitale con le pubbliche amministrazioni e con tutti gli stakeholder coinvolti nei processi del servizio idrico integrato.

10/06
Acque Bresciane verso la Carbon Neutrality

Il calcolo dell’impronta carbonica del 2020 punto di partenza verso il traguardo “emissioni nette zero”. La società si impegna a ridurre almeno del 40% le emissioni complessive nel 2021, grazie all’acquisto del 100% energia elettrica rinnovabile con garanzia d’origine e, nel frattempo, ha compensato tutte le 31.600 tonnellate di emissioni 2020.

Brescia, 9 giugno 2021 - Una strategia a lungo termine, con basi scientifiche e trasparente: è questo il percorso che Acque Bresciane ha scelto per raggiungere la Carbon Neutrality e contenere l’aumento della temperatura globale. Impegno che ha preso il via con il calcolo dell’impronta carbonica della società del 2020 e la compensazione del 100% delle emissioni di CO2 dello scorso anno, ma punta già alla riduzione delle emissioni del 2021 almeno del 40% e ad ottenere la validazione dei propri obiettivi da parte del network internazionale Science Based Target initiative (SBTi).

L’SBTi è frutto di una partnership fra CDP, Global Compact delle Nazioni Unite, World Resources Institute e WWF, nata con l’intento di stabilire le linee guida tecniche e i criteri utili alla definizione di obiettivi ambiziosi di mitigazione del cambiamento climatico, in linea con le più recenti indicazioni della scienza. Ogni azienda che presenta formalmente l’intenzione di adottare un SBT deve, entro due anni, elaborare il proprio obiettivo di riduzione e sottoporlo al network.

Acque Bresciane adotta un approccio integrato – ha illustrato il presidente della società Gianluca Delbarba -, che si concentra sulla valorizzazione dell’acqua, dal prelievo alla reimmissione nell’ambiente, ma che vuole anche migliorare tutti i processi. Questo significa ridurre le emissioni di gas effetto serra e contribuire così al contenimento delle temperature globali”.

L’analisi dell’impronta carbonica si è svolta seguendo due standard, il protocollo GHG* e la Norma UNI EN ISO 14064-1:2019 “per la quantificazione e la rendicontazione delle emissioni di gas ad effetto serra e della loro rimozione”. L’applicazione di questi due strumenti permette di monitorare le emissioni di Gas a effetto serra connesse alle attività aziendali in un anno, seguendo una metodologia trasparente e standardizzata, che definisce le modalità di conduzione dell’analisi delle emissioni e di esecuzione di confronti temporali.

Nello specifico, le emissioni di GHG vengono individuate e contabilizzate distinguendo fra:

  • emissioni dirette, definite Scope 1 dal GHG Protocol, ossia provenienti dalle installazioni dell’organizzazione
  • emissioni indirette (Scope 2) tra cui quelle derivanti dalla generazione di elettricità, calore e vapore importati e consumati dall’organizzazione.
  • altre emissioni, definite Scope 3 dal GHG Protocol, indirettamenteassociate allo svolgimento delle attività aziendali, quali, ad esempio, le emissioni derivanti dalla produzione dei beni acquistati o dal trattamento dei rifiuti prodotti. A differenza degli SCOPE 1 e 2, che devono obbligatoriamente essere conteggiati, per lo SCOPE 3 viene lasciato un ampio margine di discrezionalità: è l’organizzazione a decidere se includere o meno le “altre emissioni indirette” nell’analisi ed eventualmente quali fonti di emissione considerare, in funzione della propria volontà di definire un quadro più o meno completo e rappresentativo della realtà aziendale. Acque Bresciane ha scelto di considerare nello Scope 3 lo smaltimento dei fanghi di depurazione, le emissioni indirette da consumo energetico, l’acquisto di prodotti chimici e il pendolarismo dei dipendenti.

La valutazione degli impatti di Acque Bresciane ha preso il 2020 come primo anno di un’analisi dettagliata delle emissioni e diviene quindi l’anno di riferimento per le future comparazioni in tema di emissioni e rimozioni di GHG. 

Misura, riduci, compensa. Questo l’approccio che abbiamo avviato attraverso l’analisi puntuale delle emissioni 2020, la loro completa compensazione e gli impegni fin da subito a ridurle nel 2021– ha commentato Francesco Esposto, responsabile Innovazione e sostenibilità di Acque Bresciane -.  Abbiamo anche condiviso una pianificazione a medio lungo termine che confidiamo possa essere validata scientificamente dai migliori standard internazionali (SBTi)”.

Tre i progetti scelti per compensare le emissioni dei gas effetto serra, tutti certificati con standard riconosciuti dalle Nazioni Unite, Gold Standard e Verified Carbon Standard, con un investimento complessivo di 43.680 Euro. Il primo riguarda la realizzazione di un parco eolico nel Distretto di Süleoğlu in Turchia, per accelerare la crescita del settore eolico e stimolare la produzione di tecnologie di energia rinnovabile nel Paese, accreditato Gold Standard. Sempre nel campo della produzione delle energie rinnovabili, Hydro India si riferisce alla costruzione di una nuova centrale idroelettrica da 4.500 GWh per una potenza massima di 1.000 MW, omologata con lo standard VCS (4.100 le tonnellate di CO2 equivalenti compensate). Infine l’iniziativa in Africa, REDD+ (Reducing Emissions from Deforestation and Forest Degradation) sostiene la conservazione delle foreste con l’obiettivo principale di ridurre le emissioni di gas a effetto serra derivanti dalla deforestazione e dal degrado delle foreste. Il progetto si basa su un meccanismo economico sviluppato nell’ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).

Nel calcolo dell’impronta carbonica Acque Bresciane si è avvalsa della consulenza tecnica di Carbonsink, società italiana specializzata in strategie di decarbonizzazione net-zero e di gestione dei rischi climatici per le imprese. Nasce nel 2011 come Spin-off dell’Università degli Studi di Firenze e oggi ha sedi a Firenze, Milano e Maputo (Mozambico). Carbonsink è il primo provider italiano accreditato CDP dal 2017 e dal 2021 il primo CDP Silver Partner ad offrire servizi SBT (Science Based Target) in Italia. È inoltre l’unica società italiana a far parte dell'International Emissions Trading Association (IETA) e dell'International Carbon Reduction and Offset Alliance (ICROA) dal 2015. 

* The Greenhouse Gas Protocol - A Corporate Accounting and Reporting Standard, redatto dal World Resources Institute (WRI) in collaborazione con il World Business Council for Sustainable Development (WBCSD),)

Glossario

  • Confine: perimetro che definisce quali attività sono considerate e quali emissioni sono conteggiate e riportate all’interno dello studio.
  • CO2 equivalente (CO2eq): è un’unità di misura che permette di pesare insieme emissioni di gas serra diversi con differenti effetti climalteranti. La quantità di CO2 equivalente è calcolata moltiplicando la massa di un dato gas serra per il suo potenziale di riscaldamento globale (GWP).
  • Emissione di gas ad effetto serra: massa totale di un GHG rilasciato in atmosfera nell’arco di uno specifico periodo.
  • Emissioni dirette: emissioni da sorgenti di proprietà o controllate dalla società oggetto di studio.
  • Emissioni indirette: emissioni che sono una conseguenza delle operazioni della società oggetto di studio, ma che si verificano da sorgenti possedute o controllate da un'altra società.
  • Fattore di emissione di gas serra: fattore di conversione che consente di stimare le emissioni di CO2 equivalente a partire da dati di attività disponibili (ad esempio tonnellate di consumo di carburante, tonnellate di prodotto).
  • Gas ad effetto serra (Greenhouse Gas - GHG): costituenti gassosi presenti in atmosfera in grado di trattenere una parte considerevole della componente nell'infrarosso della radiazione solare che colpisce la Terra ed è emessa dalla superficie terrestre, dall’atmosfera e dalle nubi. In riferimento allo studio in oggetto, sono considerati i GHGs elencati nella Norma UNI EN ISO 14064-1:2019: anidride carbonica (CO2), metano (CH4), monossido di diazoto (N2O), trifluoruro di azoto (NF3), esafluoruro di zolfo (SF6) e altre tipologie di GHGs (es. idrofluorocarburi (HFCs), fluorocarburi (PFCs), ecc.).
  • Impronta di carbonio (Carbon footprint) di organizzazione: somma delle emissioni di GHG generate direttamente o indirettamente dalle attività dell’organizzazione, espressa in kg CO2 equivalenti.
  • Sorgente (o fonte) di gas serra: unità fisica o processo che rilascia un GHG nell’atmosfera.
19/05
“Water Economy 2043”: l’evento tv e web promosso da Padania Acque dedicato ai finanziamenti innovativi per il settore idrico

Cremona, 10 maggio 2021

Acqua, bene comune e risorsa primaria. Acqua, servizio pubblico essenziale. Acqua ed economia, investimenti e sviluppo del territorio. L’evento tv e web “Water Economy 2043: finanziamenti innovativi per il settore idrico”, promosso da Padania Acque e patrocinato da Utilitalia e Water Alliance, ha raccontato le sfide e gli obiettivi futuri dell’idrico cremonese, lombardo e italiano.

Tanti i temi affrontati dai vertici di Padania Acque insieme ai rappresentanti del mondo dell’idrico ma anche degli istituti di credito e dei consulenti tecnico-legali, che hanno strutturato insieme al management aziendale l’operazione finanziaria da 134,5 milioni di euro consentendo così al gestore unico cremonese di innovare il Servizio Idrico Integrato provinciale attraverso significativi investimenti programmati fino al 2043.

«Il termine economia deriva da due parole del greco antico: “oikos”, che significa casa, e “nomos”, ovvero legge, in sintesi le “Regole della nostra casa”», ha dichiarato il Presidente Claudio Bodini il quale ha concluso il suo intervento spiegando che «economia dell’acqua per Padania Acque significa adottare quelle norme di gestione “trasparente” del ciclo idrico integrato, che per i prossimi 22 anni ci porterà a finalizzare ingenti investimenti sul territorio, generando valore e anche quel cambiamento culturale volto a incrementare sempre di più la fiducia dei cittadini nell’acqua potabile, un’acqua ottima da bere».

Giordano Colarullo, Direttore Generale di Utilitalia, la Federazione che riunisce 500 Aziende operanti nei servizi pubblici dell’Idrico, dell’Energia e dell’Ambiente, di cui 160 imprese per 40mila addetti nel settore idrico, ha evidenziato le criticità di una Italia a due velocità, spaccata tra Nord e Sud. «Esiste un forte ritardo infrastrutturale, la vetustà delle reti acquedottistiche e perdite di rete in media del 42% (in certe aree raggiungono il 60%), infrazioni europee per la depurazione delle acque che interessano circa 29 milioni di abitanti e un investimento procapite medio annuo di circa 40 euro, con un minino di 26 euro nel mezzogiorno, a fronte degli 80/90 euro dell’Europa. Nelle regioni settentrionali la governance industriale ha reso il servizio più efficiente ma grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sarà finalmente possibile accelerare sotto la guida dello Stato e dei gestori industriali per finanziare il servizio idrico integrato e riportare tutto il territorio nazionale ad avere un servizio degno di un Paese come l’Italia».

«L’attuale capacità operativa di Padania Acque è frutto della forte scelta dei comuni-soci che nel 2014 hanno deciso di superare le gestioni in economia dei Comuni per affidare il servizio a un’unica azienda. Tre principali obiettivi guidano l’azione del gestore unico cremonese: l’innovazione delle reti, lo sviluppo tecnologico degli impianti e la risoluzione degli scarichi indepurati. Il tutto con investimenti ed economie di scala che consentano di continuare a diminuire i costi operativi per destinare le risorse a vantaggio della tariffa in un’ottica di sostenibilità ambientale e sociale», ha ricordato l’Amministratore delegato Alessandro Lanfranchi.

«Il valore della rete di imprese lombarde, fiore all’occhiello della gestione pubblica dell’acqua, che da anni hanno deciso di lavorare in sinergia per crescere insieme, garantendo le specificità territoriali di ogni provincia, si basa sulla capacità da parte delle aziende di reinvestire i dividendi per incrementare la qualità del servizio idrico ponendo grande attenzione all’ambiente e alle acque depurate», ha evidenziato Alessandro Russo, Presidente di CAP Holding, Vicepresidente di Utilitalia e portavoce di Water Alliance – Acque di Lombardia.

Il Direttore Generale di Padania Acque Stefano Ottolini ha introdotto i termini del maxifinanziamento pari a 134,5 milioni di euro: «Si tratta di un importo tra i più significativi erogati ad aziende pubbliche in house, soprattutto in termini relativi in rapporto ai fondamentali aziendali. Il project finance, costruito ad hoc sulle specificità dell’azienda ed esteso fino al 2037, rappresenta sia per la durata ventennale sia per le peculiarità tecniche sottostanti una novità sul mercato e va a creare una forte coerenza tra le duration rispettivamente di asset e fonti di finanziamento. Non da ultimo, il finanziamento è un non recourse loan: gli istituti di credito hanno come esclusiva garanzia la capacità di Padania Acque di generare flussi di cassa a servizio del debito».

«La rilevante capacità di strutturare un piano particolarmente complesso da parte di tutti i soggetti coinvolti, del Gestore dell’idrico, dell’ente d’Ambito ATO Cremona, della Autorità regolatrice ARERA e delle otto banche finanziatrici. In particolare, la dirigenza di Padania Acque ha saputo efficientare i costi operativi nella prospettiva di ingenti investimenti in termini qualitativi per gli utenti-cittadini e il territorio, sviluppando la tariffa in maniera sostenibile», ha sottolineato Giovanni Caucci, socio partner di Agenia, l’Advisor industriale, tecnico e regolatorio che ha curato lo sviluppo del modello economico-finanziario e tariffario dell’operazione di Padania Acque.

«L’operazione – hanno commentato gli avvocati Monica Colombera e Simone Ambrogi di Legance – Avvocati Associati - ha sicuramente una valenza strategica se si considera che l’importo del finanziamento rappresenta uno dei più significativi in favore di un soggetto interamente pubblico in house. Si tratta di uno dei primi finanziamenti concessi nell’ambito della nuova regolazione tariffaria MTI-3 emanata dall’Autorità di Regolazione per l’Energia le Reti e l’Ambiente, che combina le esigenze di bancabilità dei finanziatori in termini di certezza dei flussi, con una flessibilità di cassa della società e questo – hanno concluso gli avvocati - dimostra come oramai Padania Acque rappresenti un simbolo di efficienza e affidabilità presso il mercato bancario».

La Managing Director della Divisione IMI CIB e il Business Director della Divisione IMI CIB di Intesa Sanpaolo, banca finanziatrice e agente capofila dell’intero financing realizzato da un pool di otto istituti di credito, hanno ricordato la dimensione rilevante e specifica dell’operazione. «Banca Intesa Sanpaolo è al fianco delle imprese italiane e di un settore strategico, quale il Servizio Idrico Integrato, molto importante da salvaguardare e da valorizzare come patrimonio nazionale», ha precisato Marica Campilongo. Alberto Gaudiomonte ha infine illustrato i dettagli del finanziamento«finalizzato alla copertura parziale di un piano di investimenti virtuosissimo da parte di Padania Acque di oltre 500 milioni di euro per la durata della concessione idrica fino al 2043 e della struttura finanziaria adottata, che riflette le caratteristiche distintive della Società per qualità ed efficienza del servizio reso, lo specifico Piano Industriale e degli investimenti correlati, nonché la durata residua della concessione idrica in essere».

11/05
Approvato il Budget 2021 di Lario Reti Holding

Previsti nuovi investimenti per oltre 32 milioni di Euro

L’Assemblea degli Azionisti di Lario Reti Holding ha approvato il budget per l’esercizio 2021. Il documento di previsione e pianificazione riguarda il sesto anno di attività di Lario Reti Holding come Gestore del Servizio Idrico Integrato sull’intera Provincia di Lecco e si inserisce in uno scenario nazionale ed internazionale ormai noto, quello pandemico, che ha caratterizzato l’attività aziendale nel 2020 e continuerà a farlo nel 2021.

Nonostante tale scenario continua la crescita degli investimenti – previsti 32 milioni, pari a circa 95 euro/abitante – a conferma del trend rilevato nel periodo 2016-2020, dove gli investimenti realizzati complessivamente sono stati superiori a 100 milioni di euro e destinati principalmente al rinnovo e ammodernamento delle infrastrutture idriche di acquedotto, fognatura e depurazione.

Le principali direttrici di intervento sono relative in particolar modo a sei opere, che impattano per il 66% del budget investimenti 2021 – commenta Lelio Cavallier, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Lario Reti Holding – In particolar modo prevediamo una spesa di 6,2 milioni di Euro per il raddoppio dell’Adduttrice Intercomunale Brianteo e di circa 8,5 milioni di Euro per il collettamento dei reflui di Oliveto Lario alla rete di Valmadrera.”

Tante le attività previste oltre i canonici interventi di aggiornamento e potenziamento degli impianti: “Contiamo di aumentare le attività di ammodernamento del parco contatori, raggiungendo quota 20.000 sostituzioni. Tali apparecchi saranno tutti consultabili da remoto, grazie ad una tecnologia detta drive-by, che prevede la telelettura mediante il passaggio di autovetture munite di sistema di rilevamento dei misuratori installati in zona e ricezione dei dati di lettura e degli allarmi – segnala Vincenzo Lombardo, Direttore Generale di Lario Reti Holding – Ci occuperemo anche di avviare le attività di ricerca e prevenzione delle perdite nei Comuni di Valmadrera, Airuno, Castello Brianza, Primaluna, Lierna, Nibionno, Pescate, Garlate e Lomagna, tramite diverse attività di gestione e monitoraggio delle pressioni, ottimizzazione dei sistemi di pompaggio e rinnovo delle reti. Grande importanza rivestiranno inoltre i piani fognari, tramite cui doteremo tutti i Comuni serviti di modelli geometrici-idraulici delle reti pubbliche, così da programmare i necessari interventi di rimedio e riabilitazione delle principali criticità presenti sulle reti fognarie, causa di esondazioni e allagamenti superficiali”

Per quanto riguarda i dati economici, i ricavi previsti da Lario Reti Holding per l’anno 2020 ammontano a 53 milioni di Euro e sono costituiti prevalentemente dal Servizio Idrico Integrato e dalla vendita di acqua all’ingrosso ai gestori delle Province di Como e Monza Brianza. A fronte dei costi previsti (41,5 milioni) si prevedono un EBITDA del 21,9% ed un EBIT del 4%. I previsti utili del Servizio Idrico Integrato, pari a 4,4 milioni di Euro, saranno reinvestiti nel potenziamento di impianti e reti nei prossimi anni.

“I risultati dei primi 5 anni di gestione del Servizio Idrico Integrato da parte di Lario Reti Holding sono testimonianza di una realtà solida e in grado di rispondere alle esigenze di investimento ed ammodernamento avanzate dal territorio – conclude Antonio Rusconi, Presidente del Comitato di Indirizzo e Controllo di Lario Reti Holding – Questi valori di investimento, 100 milioni di Euro con previsione di altri 32 nel 2021, sono stati possibili solamente grazie al contributo di tutti i cittadini e gli abitanti della nostra Provincia”.